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» DIARIO AZZURRO n.218 del 03.01.2008

di SILVANO AGOSTI

AUTORITRATTO


Viviamo ogni giorno di luce e di sole, ma raramente saliamo su qualche altura o ci affacciamo a una finestra per contemplare i giochi di creatività che sole e luce offrono nella festa del tramonto. Un vero peccato, perché la potenza dei colori e l’irresistibile varietà di toni che la luce assume
tra le nubi potrebbe suggerire una profonda nostalgia per la vita.
Gli animali al culmine del tramonto tacciono.
A pochi passi dal mio caseggiato abita una pittrice il cui aspetto mi ha folgorato e, miracolo, al primo incontro il mio sguardo si è perso nel suo viso.
Da quel momento ho desiderato rivederla e avvicinarmi a lei per cercare di capire cosa fosse accaduto e perché, pur essendo abituato a osservare migliaia di volti, nel suo il mio sguardo si era smarrito.
Così ci siamo incontrati e poco a poco il mistero è divenuto più fitto quando ho scoperto che la pittrice aveva scelto, da oltre duecento opere, il proprio volto come soggetto di indagine della sua creatività pittorica.
“Cosa cerchi dietro il tuo viso?” Le ho inesorabilmente chiesto.
“Non lo so, oppure niente.” Ha risposto sfidando la domanda che chissà quante altre persone le avevano già fatto.
“Mi piacerebbe vedere in fila uno accanto all’altro i tuoi duecento ritratti.”
“Un popolo in cammino…” Ha sussurrato la pittrice.
“Anch’io ho sempre pensato che ognuno di noi, giorno dopo giorno, attraverso innumerevoli rappresentazioni di sé, rappresenti effettivamente “un popolo in cammino”, come dici tu.”
“Per questo le promesse, anche le promesse d’amore, possono durare pienamente solo un giorno, dall’alba al tramonto.” Ha detto quasi cantando
la donna mentre disponeva in semicerchio una diecina di suoi volti.
“Dall’alba al tramonto. Così poco? Se fosse vero sarebbe terribile.”
“Per niente, dato che si possono rinnovare, giorno dopo giorno, le promesse d’amore.”
“E perché pensi che non si possa fare una promessa d’amore che duri tutta una vita?”
“Perché il popolo in cammino bisogna che nasca per poter promettere qualsiasi cosa e noi non possiamo oggi fare delle promesse a nome di quei noi stessi che verranno e che non sono ancora apparsi dato che ogni giorno
si passa, col sonno, dalla vita alla morte e col risveglio dalla morte alla vita.”
“I tuoi quadri sembrano albe o tramonti, forse nel tuo volto stai cercando l’impossibile.”
“Cioè?”
“Vuoi riuscire a dipingere un ritratto di te che comprenda tutti i volti che hai avuto e che avrai.”
“Forse…”

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I mille volti della pittrice

Colori, come parole
Taciute, da labbra schiuse
Nel desiderio di rivelare
Pensieri impossibili.
I tuoi ritratti
Sono albe e tramonti
Senza sole.
Immobili, esitanti
Curve di incertezza..

Eppure i giochi
Di mistero e di pace,
di attese solenni
e percorsi smarriti,
splendono di luce vera
nel tuo sguardo
freddo e intatto.
Ho camminato
A lungo nelle penombre
Dei tuoi volti,
cercando radure
di gioia
e mai ti rivelerò
di averle trovate.
*****************************

L’ultima notte dell’anno l’abbiamo trascorsa al cinema Azzurro Scipioni.
Le proiezioni sono iniziate verso le dieci di sera e si sono concluse verso le otto del mattino.
La sala grande era esaurita nei posti e nei tepori. Avevamo decorato le pareti e distribuito dappertutto vassoi di frutta e di dolci.
Nella sala Lumiere abbiamo organizzato un omaggio a Bergman e Antonioni
Con alcuni dei loro massimi capolavori.
Mentre nella sala Chaplin abbiamo distribuito a tutti gli oltre centoventi ospiti una scheda contenente i titoli di 20 film. Eccoli.


SALA CHAPLIN
1 BELLA DI GIORNO
O 11 HAROLD ET MAUDE O
2 QUATTRO MINUTI
O 12 MORTE A VENEZIA O
3 QUARTIERE
O 13 ZELIG O
4 ELEPHANT MAN
O 14 TEMPI MODERNI O
5 KOYANNISQUATSI
O 15 SCHIAVA D’AMORE O
6 MATRIMONIO
DI TUYA
O 16 RASHOMON O
7 HOLLYWOOD PARTY
O 17 LA STRADA O
8 LE VITE DEGLI ALTRI
O 18 IL GIARDINO
DELLE DELIZIE O
9 JULES ET JIM
O 19 TI RICORDI DI DOLLY BELL O
10 LE VACANZE
DEL SIGNOR HULOT
O 20 FELLINI 8 ½ O

I risultati delle votazioni sono stati i seguenti

SCHIAVA D’AMORE – QUARTIERE – TI RICORDI DI DOLLY BELL – RASHOMON – IL GIARDINO DELLE DELIZIE – LE VITE DEGLI ALTRI
IL MIO INCONTRO CON EDWARD GORDON CRAIG

Avevo poco più di vent’anni quando ho deciso di andare in autostop a Vence,
un piccolo villaggio nel sud della Francia, dobe, accanto alla cappella affrescata da Chagall, abitava in una casa in legno il grande scenografo e attore Gordon Craig.
Sono seduto nel suo giardino e aspetto. Poco dopo arriva un uomo alto e solenne, con lunghi capelli bianchi, avvolto in un grande mantello nero e con un ampio cappello anch’esso nero.
Entra facendo il verso della gallina.
“Le galline mi ricordano le prime donne, sempre intente a tagliare l’aria con le loro voci stridule.”
Questo bellissimo vecchio è stato il marito di Isidora Duncan, la celebre ballerina, morta per aver provato una delle prime automobili a scoppio, per via della lunga sciarpa che, attorcigliandosi attorno alla ruota, ha fatto da cappio.
Gordon Craig, famoso anche per aver schiaffeggiato Eleonora Duse che aveva osato riadattare alcune sue scene al teatro La pergola di Firenze.
Mi guarda e sembra bere la mia giovinezza, poi in un inglese shakespeariano dice “Se vuoi essere un vero regista prima di tutto devi essere attore…”
Per fortuna io non ho mai desiderato fare il regista, ho sempre preferito tentare di divenire un essere umano.
Craig mi racconta che nel 1905 ha curato le scene di un Amleto con la regia di Stanislawski.
Il re aveva un mantello grande come tutto il palcoscenico e i cortigiani spuntavano dal gigantesco mantello…
Come vive questo colosso, già entrato trionfalmente nella storia del Teatro?
La figlia compra copie nuove di suoi libri, sui margini dei quali Craig appone alcune note autografe.
Poi la donna parte per l’Inghilterra e vende i libri al museo.

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Ecco la mail della settimana.

Lo scopo di questa missiva é quello di rendere giustizia a una generazione, quella di noi nati agli inizi degli anni'80 (anno più,anno meno), quelli che vedono la casa acquistata allora dai nostri genitori valere oggi 20 o 30 volte tanto, e che pagheranno la propria fino ai 50 anni.
Noi non abbiamo fatto la Guerra, né abbiamo visto lo sbarco sulla luna, non abbiamo vissuto gli anni di piombo, né abbiamo votato il referendum per l'aborto e la nostra memoria storica comincia coi Mondiali di Italia '90, con la mascotte Ciao.
Per non aver vissuto direttamente il '68 ci dicono che non abbiamo ideali, mentre ne sappiamo di politica più di quanto credono e più di quanto sapranno mai i nostri fratelli minori e discendenti.
Babbo Natale non sempre ci portava ciò che chiedevamo, però ci sentivamo dire, e lo sentiamo ancora, che abbiamo avuto tutto, nonostante quelli che sono venuti dopo di noi sì che hanno avuto tutto, e nessuno glielo dice.
Siamo l'ultima generazione che ha imparato a giocare con le biglie, a saltare la corda, a giocare a lupo, a un-due-tre-stella, e allo stesso tempo i primi ad aver giocato coi videogiochi, ad essere andati ai parchi di divertimento o aver visto i cartoni animati a colori.
Abbiamo indossato pantaloni a campana, a sigaretta, a zampa di elefante e con la cucitura storta; la nostra prima tuta è stata blu con bande bianche sulle maniche e le nostre prime scarpe da ginnastica di marca le abbiamo avute dopo i 10 anni.
Andavamo a scuola quando il 1 novembre era il giorno dei Santi e non Halloween, quando ancora si veniva bocciati, siamo stai gli ultimi a fare la Maturità e i pionieri del 3+2...
Siamo stati etichettati come Generazione X e abbiamo dovuto sorbirci Sentieri e i Visitors, Twin Peaks e Beverly Hills (ti piacquero allora, vai a rivederli adesso, vedrai che delusione).
Abbiamo pianto per Candy-Candy, ci siamo innamorate dei fratelli di Georgie, abbiamo riso con Spank, ballato con Heather Parisi, cantato con Cristina D'Avena e imparato la mitologia greca con Pollon. Siamo una generazione che ha visto Maradona fare campagne contro la droga.
Siamo i primi ad essere entrati nel mondo del lavoro come Co.Co.Co. e quelli per cui non gli costa niente licenziarci. Ci ricordano sempre fatti accaduti prima che nascessimo, come se non avessimo vissuto nessun avvenimento storico.
Abbiamo imparato che cos'è il terrorismo,abbiamo visto cadere il muro di Berlino, e Clinton avere relazioni improprie con la segretaria nella Stanza Ovale; siamo state le più giovani vittime di Cernobyl; quelli della nostra generazione l'hanno fatta la guerra (Kosovo, Afghanistan, Iraq, ecc.); abbiamo gridato NO NATO, fuori le basi dall'Italia, senza sapere molto bene cosa significasse, per poi capirlo di colpo un 11 di settembre.
Abbiamo imparato a programmare un videoregistratore prima di chiunque altro,abbiamo giocato a Pac-Man, odiamo Bill Gates e credevamo che internet sarebbe stato un mondo libero.
Siamo la generazione di Bim Bum Bam, di Clementina-e-il-Piccolo-Mugnaio-Bianco e del Drive-in.
Siamo la generazione che andò al cinema a vedere i film di Bud Spencer e Terence Hill.
Quelli cresciuti ascoltando gli Europe e Nik amen, e gli ultimi a usare dei gettoni del telefono. Ci siamo emozionati con superman, ET o Alla Ricerca dell'Arca Perduta.
Bevevamo il Billy e mangiavamo le Big Bubble, ma neanche le Hubba Bubba erano male, per non parlare dei chicchirichì; al supermercato le cassiere ci davano le caramelline di zucchero come resto. Siamo la generazione di Crystal Ball ('con Crystal Ball ci puoi giocare...'),delle sorprese del Mulino Bianco, dei mattoncini Lego a forma di mattoncino, dei Puffi, i Volutrons, Magnum P.I., Holly e Benji, Mimì Ayuara,'Incredibile Hulk, Poochie,Yattaman, Iridella, He-Man, Lamù, Creamy, Kiss Me Licia, i Barbapapà, i Mini-Pony, le Micro-Machine, Big Jim e la casa di Barbie di cartone ma con l'ascensore.
La generazione che ancora si chiede se Mila e Shiro alla fine vanno insieme.
La generazione che non ricorda l'Italia Mondiale '82, e che ci viene un riso smorzato quando ci vogliono dare a bere che l'Italia di quest'anno è la favorita..
L'ultima generazione a vedere il proprio padre caricare il portapacchi della macchina all'inverosimile per andare in vacanza 15 giorni.
L'ultima generazione degli spinelli...
Guardandoci indietro è difficile credere che siamo ancora vivi: viaggiavamo in macchina senza cinture, senza seggiolini speciali e senza air-bag; facevamo viaggi di 10-12 ore e non soffrivamo di sindrome da classe turista. Non avevamo porte con protezioni, armadi o flaconi di medicinali con chiusure a prova di bambino.
Andavamo in bicicletta senza casco né protezioni per le ginocchia o i gomiti. Le altalene erano di ferro con gli spigoli vivi e il gioco delle penitenze era bestiale.
Non c'erano i cellulari. Andavamo a scuola carichi di libri e quaderni, tutti infilati in una cartella che raramente aveva gli spallacci imbottiti, e tanto meno le rotelle!!
Mangiavamo dolci e bevevamo bibite, ma non eravamo obesi. Al limite uno era grasso e fine. Ci attaccavamo alla stessa bottiglia per bere e nessuno si è mai infettato. Ci trasmettevamo solo i pidocchi a scuola, cosa che le nostre madri sistemavamo lavandoci la testa con l'aceto. Non avevamo Playstation, Nintendo 64, videogiochi, 99 canali televisivi, dolby-surround, cellulari, computer e Internet, però ce la spassavamo tirandoci gavettoni e rotolandoci per terra tirando su di tutto; bevevamo l'acqua direttamente dalle fontane dei parchi,acqua non imbottigliata, che bevono anche i cani! E le ragazze si intortavano inseguendole per toccar loro il sedere e giocando al gioco della bottiglia o a quello della verità, non in una chat dicendo Abbiamo avuto libertà, fallimenti, successi e responsabilità e abbiamo imparato a crescere con tutto ciò.

PILLONI VERONICA

Questo articolo viene direttamente da una riflessione del cuore, sono diventata madre e con l'aiuto del mio compagno ho scritto questo testo. Invitando alla riflessione di quanto stiamo perdendo e augurando a mia figlia una società migliore di quella che la sta aspettando.
Rosella che tu possa avere la fortuna di crescere come una bambina.


Per via di vari impegni tra cui il mio viaggio negli Stati Uniti, non potrò assicurare una regolare apparizione del Diario, anche se tenterò di farlo.
Può darsi quindi che almeno per una volta ci sia qualche ritardo.
Chiunque desideri scrivermi ecco il mio indirizzo e mail :
silvanoagosti@tiscali.it

molti mi chiedono come reperire il mio nuovo romanzi IL BALLO DEGLI INVISIBILI. Oltre alle librerie Feltrinelli il libro si può richiedere on line a info@azzurroscipioni.com oppure acquistare al Cinema Azzurro Scipioni.




 

 

 

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