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DIARIO AZZURRO n.310 del 03.02.2010
di SILVANO
AGOSTI
IL
DELICATO TRIONFO DI UN VECCHIO CHIODO ARRUGGINITO
Capita
che l’incredibile si inchini di fronte alla realta’
consentendole di superare qualsiasi limite, sia del possibile che
dell’immaginario.
Roma giovedì, 24 dicembre 2009.
Gia’ potrebbe bastare a un impiegato esemplare, per onorare
il proprio senso del sacrificio, il fatto di trovarsi prigioniero
nel caveau della banca. Un impiegato fedele al punto di accettare
per anni un lavoro anche di dodici ore al giorno per pura affezione
nei confronti della dirigenza. Impiegato modello, che in un momento
di grave crisi economica e sociale, si offre di trascorrere un’intera
notte nel sotterraneo dell’Istituto bancario, dove vengono
conservati i massimi capolavori della pittura, alcune centinaia
di lingotti d’oro e i gioielli di importanti famiglie del
quartiere. La sua presenza si è resa necessaria per un’avaria
del meccanismo di protezione dei tesori stipati nel sotterraneo.
Capita appunto che un giovedì sera, scende nello scantinato
e senza rendersene conto inciampa, cade poggiando le mani sulla
porta d’ingresso del caveau e rimane prigioniero dello stretto
corridoio dove sono conservate le cassette di sicurezza.
L’impiegato trascorre la notte pensando che il giorno dopo
forse qualcuno lo cercherà e verrà a liberarlo. Nè
possono del resto salvare la sua vita i preziosi tesori che sono
di fronte a lui e lo circondano.
Fedele alla consegna rimane sveglio tutta la notte.
L’aria è sempre più soffocante e l’impiegato
si rende conto che essendo Natale nessuno potrà notare la
sua assenza e nessuno potrà scendere a liberarlo.
Cerca di armeggiare intorno alla grande porta che lo imprigiona,
ma la mancanza di aria lo costringe a sedersi spossato. Sfilano
nella mente le immagini della sua vita, da quando, finiti i corsi
scolastici era nato il sogno di entrare in banca, poi il lavoro,
incalzante e quotidiano, che gli procurava un sentimento di dignità
e di rispetto. Ora appare nella mente anche l’immagine, grande
e sorridente della cassiera, che lo ha attratto sin dal primo suo
ingresso nella banca.
L’impiegato con il corpo ormai ricoperto di sudore sente i
pochi istanti che lo separano dalla sua fine.”E’ Natale
e sto morendo.” Ha la sensazione di fare un cenno di saluto
al mondo, con un debole movimento della mano, quando d’improvviso
avverte tra le dita qualcosa di metallico. Raduna le
poche energie rimaste e schiude gli occhi.
Ha in mano un vecchio chiodo arrugginito.
Con movimenti a scatto, estenuato, si avvicina alla porta che lo
imprigiona. Senza riflettere infila ruotando la punta del chiodo
nella serratura. La porta si apre.
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Qualcuno mi chiede via mail di esprimere un mio pensiero sul fenomeno
del San Valentino. Sono in genere piuttosto imbarazzato a inserirmi
in specifici eventi di cronaca o in progetti di celebrazione sociale
nel mondo fortemente dissestato dei sentimenti.
San Valentino, la festa degli innamorati. L’innamoramento,
fenomeno che appare gradevole, poi rivela crescenti tormenti, regole
ferree di sottomissione e di possesso. Insomma un fenomeno che io
accomuno alla menengite, ovvero a un profondo, sconcertante turbamento.
Nulla a che fare con l’amore e ancor meno col saper fare l’amore
che equivale invece a un oceano sempre più vasto di creatività
dove le tre caratteristiche dell’amore si rivelano così:
Chi ama veramente qualcuno non si aspetta nulla dalla persona amata
se non la gioia di sapere che vive.
L’amore non subisce alcuna alterazione dal comportamento della
persona amata.
L’amore cresce inesorabilmente col tempo e diviene sempre
più intenso.
Così lasciamo pure che la festa di San Valentino occupi una
giornata l’anno e diamo all’amore gli altri trecentosessantaquattro
giorni. Come propone un eternameente giovane poeta inglese:
“Permettimi
di non ammettere ostacoli
All’incontro di due anime vere.
L’amore non è Amore se si altera
Di fronte a delle alterazioni o è pronto
A svanire quando l’altra si allontana. Oh no
L’amore è un punto fissato per sempre
Che si affaccia sulle tempeste, ma non
Ne è mai scosso. E’ la stella che orienta
Qualsiasi barca alla deriva…”
William Shakespeare
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Mi piacerebbe che un pittore o magari una pittrice,
riuscisse a dipingere questi versi di Arsenj Trakowsky
“Dei
nostri incontri ogni istante festeggiavamo,
soli, nell’universo tutto.
Quando la notte venne, illuminò le tenebre
La tua nudità e Dio! Tu eri mia.
Chissà dove fummo spinti, quando il destino
Seguiva i nostri passi, come un pazzo con un rasoio in mano”.
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Visto che abbiamo accennato all’amore chiuderò il diario
con
il secondo breve canto del mio nuovo libro “Nel ventre pigro
della notte.”
Breve sonetto d’amore
Sono tuo, come tue possono essere
Le ricchezze lontane dell’universo:
il cielo, i tramonti, i limpidi firmamenti,
e se non del cielo hai bisogno, ma di un soffitto
non posso essere io,
cercalo altrove:
innumerevoli sono le piccolezze del mondo
che sanno consolare gli afflitti
più di ogni vastità.
Ma, nel rispetto del mio amore per te,
posso essere solo ciò che sono:
un tuo magnifico cielo
un tramonto ogni volta diverso
un firmamento limpido di sogni.
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche
l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
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MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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