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» DIARIO AZZURRO n.275 del 03.03.2009

di SILVANO AGOSTI

Il pallido insieme dei pensieri.

Da un anno ormai vivo lo stupore di vedere Ernesto passeggiare la domenica nel quartiere, indossando una fiammante giacca arancione, camicia bianca, fiocco altrettanto arancione. Ernesto un anno fa circolava con abiti sobri, orientati sul grigio.
E’ naturale quindi se questa mattina, dopo i saluti di simpatia, ho chiesto:
“Perchè giacca e fiocco color arancione?”
“E’ per riposare dal nero.”
E così Ernesto spiega che il suo nuovo lavoro, data la crisi dell’edilizia dove lavorava come stuccatore, è guidare furgoni otto ore al giorno, a volte anche dieci.”
“Che genere di furgoni?”
“Quelli che devi vestire in nero perché trasporti i clienti al riposo eterno:”
“I morti?”
“Li chiamano così.”
Per comunicargli la mia solidarietà gli confido che da ragazzo, a Londra, tra i vari lavori ho anche lavato i cadaveri.
“Quelli che trovavano morti per strada. Erano nudi su tavole di marmo e li spruzzavo col disinfettante.”
“I morti quando sono nudi non fanno impressione, perché sembra che dormano, ma vestiti con giacca e cravatta, come se stessero per andare a una festa a me fanno paura.”
“Li devi chiudere tu nella cassa?”
“Fa parte del servizio. Ieri ho chiuso una bimbetta di dieci anni, tutta vestita di bianco. Non riuscivo a credere che fosse morta. Infatti l’anno ammazzata i medici. Doveva operarla di appendicite e non si è più svegliata. Ogni tanto col furgone mi dovevo fermare perché la madre sveniva.”
“Dimmi perchè hai scelto l’arancione?”
“Ah Silvà, vuoi proprio saper tutto. L’arancione è il colore del sole e il sole è la vita e così almeno la domenica me sento vivo.”
“Ti pesa il mestiere? Fanno impressione i morti?
“Ogni settimana ne porto un sessantina, duecentocinquanta al mese e, ferie incluse, circa tremila l’anno. No, non sono i morti che mi fanno pena, ma quelli che seguono il carro con l’aria di chi non morirà mai. Si direbbe che la faccenda è sì drammatica ma non li riguarda e dopo la funzione se ne vanno tutti al bar ad avvelenarsi con sigarette e caffè, tanto sono immortali.”
“Cosa si può fare per loro?”
“Che se puo’ fa’? Lasciarli in pace, magari già ci pensano i figli e le mogli a tormentarli, e il lavoro che li tiene schiavi dalla mattina alla sera. Quando, con la scusa del morto, fanno vacanza lasciamogliela godere.”
“E tu mentre loro godono a fumare e parlare di calcio che fai.”
“Mi lascio andare.”
“A cosa?”
“Al pallido insieme dei pensieri.”
Sto ancora pensando alla sua risposta.

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Mi piacerebbe trovare una qualsiasi ragione per questa vera e propria guerra che va crescendo tra lo Stato e i cittadini di questo Paese.
I telegiornali non avvertono più il grottesco scorrere di eventi funesti che gli speaker sono costretti a dare ogni giorno a ogni ora, porponando una descrizione del mondo fatta di stupri omicidi processi crisi e geniali soluzioni governative di una sempre più diffusa disperazione.
Oggi un uomo sulla cinquantina seduto dietro la cassa di un negozio di ferramenta, quando gli ho chiesto come andava ha risposto ravviandosi i capelli che gli erano calati sulla fronte.
“Come vuoi che vada visto che ho un socio che mi preleva circa il sessanta per cento dei miei guadagni e io pur lavorando qui, nel mio negozio, circa dodici ore al giorno
Non riesco a mettere da parte neppure cinque euro.
Finisco il mese, quando va bene, in assoluta parità tra spese e guadagni e quando vado in perdita devo fingere di aver guadagnato altrimenti mi ritrovo addosso la finanza e quando quelli arrivano, arrivano anche le multe, sia per gli errori che puoi aver fatto magari dieci anni fa, sia per quelli che potresti fare l’anno prossimo. Del resto questo è uno stato che vende ai suoi figli un prodotto con su scritto in grande “QUESTO PRODOTTO TI UCCIDE.” Tassando le sigarette per il 70 per cento e adducendo l’ipocrita istanza del libero arbitrio. Se vuoi, caro cittadino, anche se io ti vendo la tua stessa morte, sei sempre libero di non farlo…cioè di non fumare.”

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Debiti d’amore.

Ho con te un debito d’amore,
per quante volte ti ho sognata
hai sempre, da subito, risposto
a ogni mio sguardo e respiro.

Sai divenire puro incanto
quando ti cerco nelle penombre
E perfino le brezze della sera,
A mia richiesta, radunano le nubi
che disegnano in azzurro il tuo profilo
Sul fondo già spento della notte.

Così i tuoi occhi, luci pulsanti
nel mio piccolo cielo d’amore,
Annunciano una tua luna nascente
tra teneri progetti di vita.

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Ecco la mail della settimana penso possa essere utile.
Da: claudie [mailto:claudia_novella@yahoo.it]
Inviato: domenica 1 marzo 2009 11.27
A: Silvano Agosti
Oggetto: Le scrivo per...

Caro Silvano, scrivere questa mail mi fa sentire un po' come star scrivendo ad un amico immaginario: ho preso questo indirizzo mail nella sua pagina web e le scrivo per chiederle una indicazione..sperando che le arrivi veramente e che possa ricevere una risposta!!
Attualmente vivo in Spagna, o meglio Ibiza. Sono in attesa della mia prima figlia, quindi in una fase molto bella ma anche decisamente contradditoria e intensa della mia vita e proprio in uno di quei giorni dove la testa comincia riempirsi di troppi pensieri, mi sono messa a cercare conforto in parole di persone come lei..che la pensano come lei.
Spesso mi rifugio nei testi di libri che ho letto e riletto, quel giorno mi sono rifugiata nella sua pagina web!
Mi piacerebbe porle una domanda visto che e' da tempo..ora che ci penso...tanto tanto tempo,che scrivo e scrivo e ho nella testa la idea di scrivere un libro...pero' troppo spesso, l'idea di non saper da dove cominciare o il pensiero di"chi vorra' leggere un mio libro?", mi blocca nel mio intento...cosa e' importante sapere o fare per scrivere un libro?cosa deve spingere a scrivere?l'intento di attirare un certo tipo di pubblico?semplicemente il voler trasmettere cio' che si vive o si sente indipendentemente da chi sara' interessato da cio' che si scrive?..da dove si comincia?..ho tante idee emolto confuse...pero' e' come voler cercare una linea guida da poter seguire per dare ordine a tutte queste idee. Mi piace tanto rileggere,soprattutto a distanza di tempo, cio' che ho scritto, e mi piacerebbe rendere pubblico cio' che ho vissuto,sentito...forse nell' intento di lasciare una piccola traccia..o forse perche' molto spesso per me e' molto piu' facile scrivere che non parlare e potrebbe essere una maniera per comunicarmi, comunicare cio' che ho dentro!
Alla fine non e' stata solo una domanda, ma varie concatenate e scritte come se stessi implorando aiuto!!!
La ringrazio per quello che sta facendo e per spronare chi ha qualcosa di buono da offrire all'umanita', a farlo!
Spero con tutto il mio cuore di ricevere una risposta da lei!
La saluto con tanto affetto e Grazie!

Claudia


Cara Claudia,

penso che il desiderio di un libro non debba essere un tentativo di risolvere una qualsiasi forma anche segreta di disperazione. Penso che prima di tutto gli esseri umani debbano imparare a vivere e quando le emozioni di vita traboccano,per non lasciarle andare perdute si possono radunare, ad esempio, in un libro o in un film.
Io i miei libri in pratica ho deciso di scriverli quando ero già oltre la metà e per me scrivere significa sempre procurare uno spazio a nuove emozioni.
Oggi è facile con un qualsiasi computer confezionare qualche copia di un libro e magari farlo leggere a gente che ha fatto la terza elementare e magari scoprire che queste persone sarebbero felici se tu ne scrivessi altri di libri.
Fare, comunque, è la massima espressione del gioco creativo.
Auguri.

Un caro saluto
Silvano Agosti

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto.
Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)


Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”,
è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

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