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DIARIO AZZURRO n.222 del 04.02.2008
di
SILVANO AGOSTI
“L’uomo
venuto dalla luna”
Accanto
a me in un caffe’ di Hollywood, semideserto per l’ora
di primo mattino, inondato da un sole estivo, siede un anziano signore.
E’ intento a giocare con una piccolo catena dorata.
Impossibile non rivolgergli la parola, visto che quasi a ogni giro
di catenella il suo sguardo si posa sul mio.
Accanto a lui un magnifico esemplare di Collie “barbuto”.
“Sembra un cane pastore.” Azzardo io.
“Sembra perche’ e’.” Risponde l’anziano
e mentre parla ringiovanisce di una decina d’anni.
“E lei sembra un tipico Americano in pensione, capace di godersi
il sole di un mattino invernale.”
“Noi esseri umani, diversamente dagli animali, sembriamo spesso
cio’ che non siamo. Eh Moxie?”
Il cane annuisce abbaiando un paio di volte con grazia.
“Mike.” Dice allungado la mano verso di me.”Mike
Collins.”
“Ti hanno dato il nome del cosmonauta che e’ andato
sulla luna.” Dico sorridendo.
“In America non e’ cosi’ facile cambiare nome
e io mi chiamo Mike Collins da quando sono nato.”
“Sei uno dei tre che sono andati sulla luna?”
“Esattamente.”
Eppure sembri un qualsiasi pensionato…”
“Invece dopo il mio ritorno dalla luna non ero piu’
quello di prima…”
“Cioe’?”
“Poter tornare a vivere nella rara bellezza della terra…
We are living in the garden of Eden…Noi viviamo nel giardino
dell’Eden…Da allora io mi sento benedetto, ogni singolo
giorno…”
“Ma perche’ in quasi mezzo secolo nessuno e’ piu’
tornato sulla luna?”
“E’ troppo presto. Prima bisogna sistemare le cose qui
sulla terra. Smettere di fare le guerre, smettere di morire di fame…”
“E come passi il tuo tempo?”
“Semplicemente lo vivo. Lascio che la vita entri in me come
un fiume misterioso.Mangio, bevo, dormo, penso e vivo…Vivo
nel privilegio di essere arrivato sulla terra due volte, la prima
nascendo, la seconda tornando dal piccolo infinito della luna…Per
molti anni ho girato il mondo per raccontare la nostra avventura
e pensa nessuno diceva a noi cosmonauti: "Ce l’avete
fatta tutti", dal Giappone alla Svizzera, dall’Indonesia
all’America Latina dicevano la stessa cosa "Ce l’abbiamo
fatta, l’intera umanita’ era sbarcata sulla Luna
con noi…”
“Ti posso offrire un cappuccino?”
“Oh si certo, grazie. Il cappuccino e’ una delle cose
che mancavano di piu sulla luna.”
Ride beato, con la soavita’ di chi sulla luna c’e’
stato davvero. Gli tocco delicatamente una spalla.
“Adesso posso dire di aver toccato il primo uomo sceso sulla
luna…”
Il cane pastore approva abbaiando sommessamente.
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IL
MIO INCONTRO CON FRANCO NERO
Di
fatto il primo incontro con Franco Nero e’ avvenuto il primo
giorno delle riprese del film LA RAGION PURA, di cui e’ protagonista.
Seduto di fronte a me guarda du sfuggita l’orologio, poi mi
informa di essere affascinato dalla puntualita’.
“Anch’io” rispondo sorridendo. Ho gia’ intuito
il problema.
“Si’ ma sono gia’ le tre e non vedo la troupe.”
“Non ti preoccupare, sono tutti qui, chi vuoi conoscere?
Il direttore della fotografia?”
“Per esempio…” Mormora lui perplesso.
Mi also, esco dalla stanza e rientro subito dopo.Gli tendo la mano.
Piacere, Silvano, sono il direttore della fotografia, ma anche il
montatore, e il produttore del film e l’elettricista…
Insomma sono la troupe. Poi c’e’ Pedro in qualita’
di factotum e rinforzo.”
Entra il caro amico Pedro e gli stringe la mano.
Franco Nero sorride smarrito e mormora quasi fra se’ e se’
“Ma almeno il truccatore…”
“Caro Franco il truccatore non serve piu’ da almeno
quarant’anni, da quando cioe’ la luminosita’ delle
lampade e I deflettori sono cambiati.Inoltre io lavoro soprattutto
con la luce del sole…”
L’attore dei cento e oltre film, l=attore scelto da Bunuel
E da molti maestri del cinema si affida a me, con una umilta’
che mi conquista.
Verremo ambedue ripagati la sera della prima quando la prima domanda
degli amici di Franco sara’:
“Ma chi era il truccatore? Sai Franco stai benissimo…”
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In America c’e’ aria di Guerra.
Si avverte perfino nelle case,
Nelle grandi vie, deserte di esseri viventi,
Popolate solo da automobili e gabbiani.
Ho cercato invano grida di bambini.
Volevo d’un tratto convincere il sole
A far sorridere alberi e siepi, o lasciar
Fiorire I volti sbiaditi e sfuggenti
Nascosti tra I vetri delle limousines.
L’ America e’ in Guerra con se stessa
Non riesce ad amare I propri figli
E la vergogna di remoti genocidi
Riaffiora anche nei bar e negli sguardi
Dei rari, frettolosi passanti nelle strade,
Notturne anche a meta’ del giorno.
“Forse fra poco avremo un vero presidente
forse tornera’ l’America a sognare,
vite semplici e serene, sbocciate
da un tempo comune a tutti, il tempo
degli incontri.”
Cosi’ un amico mi consola e mormora
“Forse”.
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LA
MAIL DELLA SETTIMANA
CIAO
SILVANO,
MI CHAIMO EMANUELE E TI SEGUO DA MOLTO TEMPO..QUALCHE TEMPO FA ATTRAVERSO
UNA MIA CARISSIMA AMICA , ROSY, MI MANDASTI ANCHE UNA MAIL ..CON
UN SALUTO AFFETTUOSO, NON SO SE TI RICORDI?!?!?...CMQ..IO SONO UN
LAVORATORE DEI CALL CENTER, UNO DEI TANTI PRIGIONIERI DEL PRECARIATO...QUI
DI SOTTO HO SCRIITTO UNA SORTA DI LETTERA, UNA METAFORA DI COS è
IL LAVORO DEI RAGAZZI DI OGGI..ATTENDO UNA TUA RISP..CON AFFETTO,EMANUELE
Da qualche anno sciami di ragazzi sono arruolati nelle arnie dell'etere
(Api con le cuffiette), dove vige un sistema quasi Fantozziano o,
più o meno "Scolastico".. Di solito il proprietario
è "il Mega Direttore"(CCM), che si rifugia ai piani
alti della gerarchia della gigantesca arnia e, lo potremmo definire
come un’"Ape Regina".
Al di sotto ci sono sciami più piccoli di suoi "amichetti",
che si dilettano a "giocare " con lui nella sua stanzetta:
i "Fuchi". Camuffati da: supervisor, formatori, segretarie
amministrative e fantomatici responsabili per ogni mansione.
Di solito questi ultimi sono persone represse, comandate a dovere
dal CCM, che scaricano frustrazioni (in questo caso assomigliano
a professori acidi, di un sistema scolastico privo di creatività,
costretti all'insegnamento senza passione), sulle piccole Api munite
di cuffiette, pronte in breve tempo a svolazzare nell'etere ad impollinare
giganteschi fiori sottorfoma di telefoni ...il loro polline è
un contratto rientrato, che serve più che mai a far "ingrassare"
l'Ape Regina, ghiotta di queste prelibatezze.
Fiori tele2, infostrada, fastweb, alice, sky e ogni giorno ne spuntano
di nuovi.. l'effetto del profumo "ingurgitato" dall'Ape
Regina riesce a far un "massaggio" benevolo ai pochi neuroni
rimasti e all'olfatto dei sottoposti: i Fuchi, che in breve tempo
si credono ad essere i proprietari del gigantesco alveare “sgrondante
di miele" e sopratutto, cosa peggiore, della vita delle Piccole
Api con le cuffiette; un pò d’urla agli inferiori,
qualche giusto "inciucio" e, TACCC il gioco è fatto.
Capita che qualche volta, l'Ape con le cuffietta reagisca con sfoghi
di pianto o, i più audaci con rivoluzioni alla Masaniello,
ma subito, vengono loro tarpate le ali.
La pressione è a mille, certe volte assomiglia ad una sorta
di "lager": "Kapò Fuchi" al controllo
dell'azienda e al servizio dell'"Ape Regina".
Le umiliazioni subite dalle Api con le cuffiette, alla loro intelligenza
e dignità, è anestetizzata con la paga, tre o forse
quattro euro l’ora ben che vada...
Alla fine della seconda guerra mondiale dal Sud d'Italia arrivano
giovani uomini verso il Nord a portare manodopera, benessere, rinascita
e, nonostante qualche sacrificio iniziale, alla fine i più
venivanono ricompensati, il sacrificio era ripagato.
Le aziende grandi, ai giorni nostri fanno un'emigrazione al contrario,
vengono loro al Sud, magnanimi, a far crescere grandi alveari e
coltivano fiori effimeri per le piccole Api, qui la manodopera non
manca e i costi per alimentare i sogni sono minori rispetto ai grossi
guadagni di "miele", diventato ormai amaro al gusto di
piccole Api con le cuffiette, svolazzanti e senza meta.
Emanuele Anesi
Caro
Emanuele,
La
tua metafora e’ molto espressiva. Un tempo quello che tu descrivi
veniva definito “sfruttamento dell’uomo sull’uomo”ma
ora anche quelle poche tracce di verita’ sono scomparse dal
linguaggio comune, sepolte in termini come “precariato”
“contratti di formazione” etc.
Penso sia tempo di farsi sentire e immagino migliaia di giovani
che non hanno casa, che si organizzano per dormire
La sera con un sacco a pelo in qualche preziosa piazza, magari piazza
San Pietro o piazza del Parlamento.
Non credo che dormire sia un reato, almeno per ora.
Oppure le stesse migliaia di cittadini che, come prevede la costituzione,
siedano ai ristoranti e mangino un piatto di pasta cui hanno diritto.
Ho allegato la tua lettera denuncia al mio diario perche’
penso che il tuo coraggio vada premiato e diffuso.
Il malessere che proviamo in Italia e’ ecidente piu’
che mai qui nel Paese Leader dell’Occidente, gli Stati Uniti.
Un
abbraccio,
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TORNO
IN ITALIA IL GIORNO 8 DI FEBBRAIO E SARO’ COME SEMPRE OGNI
LUNEDI’ AL CINEMA AZZURRO SCIPIONI.
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