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» DIARIO AZZURRO n.259 del 04.11.2008

di SILVANO AGOSTI

IL BALLO DEI DUE VAGABONDI


Due eccezionali vagabondi hanno segnato la mia vita.
Da uno trasuda il mistero dell’essere umano, nell’altro risplende la luce attraente della libertà.
Il primo vagabondo, Gesù Cristo, andava per le campagne e le città a piedi nudi e parlava con chiunque come se ognuno fosse sacro all’incontro, l’altro vagabondo, Charlot, ha le scarpe rotte, i guanti bucati, come dimora il mondo e si trova a suo agio in qualsiasi luogo.
Charlot ha espresso il suo pensiero col discorso nel finale del film
IL GRANDE DITTATORE.
“In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca e sufficiente per l’intera umanità. La vita può essere magnifica, ma l'abbiamo dimenticato. L'avidità di pochi ha chiuso il mondo dietro una barricata di odio, ci ha fatto muovere verso l'infelicità e il continuo spargimento di sangue.
Più che d'intelligenza c’è bisogno di dolcezza e di bontà. Senza queste doti la vita è violenta e tutto andrà perduto.
L'odio passerà, i dittatori moriranno e tutto quello che hanno rubato al mondo tornerà al popolo.
Nel vangelo di san Luca c’è scritto che il regno di Dio è nel cuore degli uomini. Non di un solo uomo, ma di tutti gli uomini. Quindi uniamoci e combattiamo per un mondo nuovo che dia a tutti la possibilità di lavorare e di vivere serenamente, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza.
Promettendo queste cose dei bruti sono saliti al potere. Mentivano, non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno. Lottiamo per un mondo diverso, in cui la scienza e il progresso diano a tutti il benessere.” L’altro vagabondo Gesù Cristo ha espresso il suo pensiero con il discorso delle beatitudini.
“Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione. Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete. » (Luca 6,24-26) Inoltre il vagabondo più importante dei due, Gesà Cristo, ha poi scritto la più misteriosa delle poesie, quella che ancora oggi, dopo duemila anni, così come è organizzato il mondo,3 è impossibile da capire e quindi ancor meno da realizzare, eccola “Ama il tuo nemico”
Così ogni volta che incontro un essere umano, lo osservo e mi chiedo “Assomiglia più a Cristo o a Charlot?”
Se assomiglia all’immagine che ho di Cristo, lo ascolto con estrema attenzione, se ricorda Charlot lo ammiro. Se invece non somiglia né a Charlot nè a Gesù Cristo, allora mi affido alla prudenza e, mantenendo una certa distanza, cerco di capire perché.


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33 anni fa veniva spenta la vita di Pier Paolo Pasolini e con lui, ovviamente, la sola voce consistente di dissenso ufficiale. Se Pasolini, come accade a me, si fosse limitato a scrivere le proprie verità su Metro e a esprimersi su canali televisivi secondari, probabilmente sarebbe ancora tra noi.
Il fatto è che Pasolini scriveva sul Corriere della sera e veniva intervistato da Enzo Biagi e di lui si occupava perfino Rai 1.
Si è tentato di riempire il vuoto evidente lasciato dalla sua morte con filoni
di comici di desolante mediocrità, che cavalcano quasi tutti il puledro della trivialità e un coraggio intarsiato nel cattivo gusto.
Io ho vissuto in modo drammatico il personaggio Pasolini, incontrato per la prima volta nel 1960 al Centro sperimentale di cinematografia.
Siamo al bar della scuola, Pasolini è venuto a presentarci Accattone. Pasolini ha 38 anni, io 22. Visto che siamo soli gli chiedo.
“Senti, qual’è la tua concezione della Storia?”
Lui in armonia col movimento di chi si allontana da un pericolo mi dice.
“Marxista naturalmente.”
Quel “naturalmente” mi è rimasto conficcato nella mente per una decina d’anni.Va bene “marxista” ma perché “naturalmente”?
Un enigma che non ho mai risolto, ma che mi ha tenuto lontano da lui, finchè, dopo 10 anni non è avvenuto il mio secondo incontro.
Una sera d’autunno Marco Bellocchio decide di farmi chiamare per un incontro con Pasolini.
Mi viene a prendere Ninetto Davoli e mi porta a casa di Laura Betti. Si tratta, a quanto capisco, di discutere sull’opportunità o meno di filmare il processo a Valpreda, il ballerino accusato di aver collocato le bombe nella banca dell’Agricoltura di Milano.La prima strage cosiddetta “di Stato.”
Marco e Laura Betti dialogano sull’argomento per oltre un’ora, esaminando i vari punti della questione. Io sono seduto al tavolo di fronte a Pasolini. Ci scrutiamo in silenzio e ogni tanto, come contrappunto alla voce stridula di Laura e quella ancor più stridula di Marco, ci scambiamo un qualche accenno di sorriso.
Non lontano, sul lavandino una scultura casuale di piatti da lavare indica la domesticità alquanto “artistica” di Laura Betti.
Alla fine viene chiesto il mio parere e io dissento sulla decisione di filmare quel processo adducendo che “Essendo la situazione oltremodo ambigua finiremmo per fare un favore proprio a quello stesso Stato che già molti accusano di essere direttamente o indirettamente autore della strage di Milano, nota appunto ormai come Strage di Stato.”
Pasolini con voce dolce e lenta dice “Sono d’accordo con Agosti.” E a me, chissà perché, dispiace che abbia detto Agosti, invece che Silvano. Poi prosegue. “Lo Stato borghese si veste di bianco, solo per compiere imprese feroci. E’ sempre in nome della libertà democratica che vengono compiuti i più nefandi delitti.”
A questo punto Laura Betti camminando nervosamente al centro della stanza e alzando le braccia dice “Sentitelo, così parlò Zaratrusta. Ma fammi il piacere Pier Paolo, smettila di fare il profeta.”
Ricordo sul volto di Pier Paolo Pasolini una smorfia quasi invisibile di gratitudine per quel rimprovero, esausto com’era da quel suo dover servire e porre sempre al primo posto la cosiddetta “passione ideologica”.
E allora mi è tornato alla mente quel “naturalmente”.
Pier Paolo Pasolini, figlio di un militare, capitano di carriera dell’esercito,cresciuto nei binari della disciplina, col fermento poetico che gli premeva nel petto, per proteggere la propria infinita sensibilità corazza il proprio cuore trovando “naturale” di essere marxista e di avere conseguentemente una concezione marxista della storia.
Proprio oggi ho deciso di dedicare a Pier Paolo Pasolini una rassegna dei suoi migliori film al cinema Azzurro Scipioni nella seconda settimana di dicembre.

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A Pier Paolo Pasolini

La tua Poesia è rugiada di mistero,
e si posa su emozioni intatte.
Nessuno già ti celebra più,
Pier Paolo,
Perché pochi ti somigliano.

Sei forse l’anima del nostro tempo?
O solo un debole barlume di infinito?
La tua tragica ingenuità si ritrova nei bimbi
nei loro gesti di musica silenziosa,
la tua poesia si posa sui sorrisi innocenti
dei volti nitidi di adolescenti
che tanto hai amato
fino a perderti in loro, fino a dare la vita
ma la tua danza di versi e di sogni
non avrà mai fine.

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Mi e’ arrivato questo racconto che ho avuto immediatamente il desiderio di condividere con tutti i lettori del mio Diario.

VIAGGIO DI LAVORO

Sento il vento accarezzarmi il volto stordendomi.
Stranamente non percepisco quel classico gonfiore ai piedi gravati dal peso del corpo, e le tempie non pulsano gonfie di sangue.
Un emozione mista a paura si fa spazio divampando come un incendio.

Ho freddo …
Non indosso i pantaloni e nemmeno una maglia, ora capisco … sono nudo!
Sotto di me il nulla, sopra di me un altrettanto nulla, cromaticamente più intenso certo ma pur sempre nulla, destra e sinistra faccio fatica a distinguerle.
Sto volando !
E lo sto facendo a gran velocità libero da impedimenti, capace di sfidare le più elementari leggi della fisica … sono felice, sento di essere per la prima volta totalmente padrone del mio corpo!
E’ fantastico!

L’improvviso cambio di pressione mi fa fischiare le orecchie … ho la mente completamente vuota.
Aspetta! … Non sto volando, sto precipitando!

E’un incubo!
Troppo assurdo perché sia la realtà.
Tutto quello che devo fare è aspettare di svegliarmi martellato dal fastidioso suono della mia sveglia.
Quanto la odio … prima o poi la prendo e la cestino con tanto di batterie ancora inserite.
Son talmente innervosito da sentire il sapore salato del sangue in bocca.
Qualcosa di caldo e viscoso si fa strada tra i capelli, la reazione è nervosa, mi tocco, immediatamente intuisco … sono ferito sulla nuca e gran parte della fronte è colorata di rosso.

Voglio che finisca, non mi sto divertendo … è strano come tutto appaia cosi vero e tangibile, ma al tempo stesso fuori da ogni logica.
Anche se terrorizzato mi affascina … è demoralizzante, in una situazione simile persevero ad essere un controsenso vivente.
- Cosa voi George ? – mi chiedeva, - Ordina tu per me, non ho poi tanta fame – rispondevo, gia sapendo che qualsiasi cosa avrebbe scelto non sarebbe mai stata di mio gradimento a priori.
- Manchi di convinzioni – era solito ripetermi qualcuno a cui probabilmente ero affezionato, anche se l’ho sempre ignorato, un po’ per orgoglio, un po’ per pigrizia.
Rinnovarsi, correggendosi cosi da migliorarsi non è semplice … e quando riesci a trovare le forze per farlo risulta essere immancabilmente troppo tardi.
Devo ammettere, questo percorso mentale si sta rivelando utile, adesso ricordo il mio nome e una parte del mio orribile carattere … davvero una magra consolazione, quasi quasi preferivo rimanere lo sconosciuto nudo e ferito di pochi attimi fa.
Tutto ciò che devo fare ora è..OUCH ! Che diavolo è stato ?
Cristo santo, ho sbattuto contro un uccello, il rumore delle sue ossa che si sbriciolano contro il mio tallone destro è raccapricciante, non sento dolore, ma il cuore mi batte talmente forte da non seguire più un ritmo sincopato.
Sto piroettando come una trottola impazzita.
Lo stomaco mi si rivolta nel vedere le piume bianche incollate dal sangue sulla mia fronte.

Ho capito, sono morto e questa è la punizione per tutte le colpe commesse … se solo ne rammentassi una … sarei più comprensivo verso questa follia allucinante.
Se devo presentarmi davanti al padre eterno, lo voglio fare dignitosamente, in barba alla paura e a quello che io penso di me stesso … ripudio il mio passato, qualunque esso sia, e da ora in avanti voglio essere una persona diversa, forse non migliore, ma sicuramente diversa.
Lo grido a pieni polmoni cosi che cielo e terra siano testimoni della nascita di:
Johnatan, uomo libero a cui piace il caffè e il liquore alla menta, per moda corrente senza particolari tendenze politiche e forte sostenitore del concetto di riuscire a plasmare il corso della propria vita con la sola forza di volontà, perchè “volere è potere” e nessuno mai potrà negarlo, ne ora, ne mai!

Sono patetico, come questo tentativo di tirarmi su il morale.
Mi sa che ho esagerato nel sottolineare il liquore alla menta … nemmeno credo di averlo mai assaggiato.

Godiamoci il paesaggio, non c’è nulla di meglio da fare … pur sapendo di dovermi schiantare orribilmente al suolo, inizio ad annoiarmi.
E’ strano come l’essere umano si adatti cosi facilmente … è una maledizione incapacitante non riuscire a provare prolungate emozioni, si diviene apatici e impassibile verso qualsiasi cosa, dalla più meravigliosa, alla più atroce … sto precipitando e non me ne frega un accidenti di nulla, esattamente come la mia personalità, pur non sopportandola, ci convivo, nutrendo sempre più questa frustrazione interiore che intorpidisce i sensi e la mente, lasciandomi in totale indifferenza al cospetto di questo indesiderato me stesso.

Scopro di avere ancora l’orologio grazie alla nevrotica abitudine di guardarmi il polso quando sono annoiato … segna pochi minuti prima delle sette … ma allora sto ancora dormendo !
Difficilmente mi sveglio prima delle otto.
Su Gorge alzati dal letto cosi questo delirio ha una fine !
Avanti…
Dai …
Nulla … quanto sono stupidamente pigro !

Se non fosse di trovarmi a metri e metri da terra, giurerei di aver appena adocchiato qualcun altro nelle mie stesse condizioni.
Si tratta di una donna … sbraccia in silenzio, probabilmente deve essersi resa conto di cosa le sta accadendo … quasi provo pena per lei dimenticandomi di me e della mia autocommiserazione.

E’ ufficiale sono un mostro perverso … dentro la mia testa balenano impulsi sessuali, stento a crederci.
Sbraccio freneticamente anche io, mosso da questi primitivi istinti, voglio avvicinarmi a lei, ce la sto facendo, mi manca davvero poco; piange tenendo gli occhi ermeticamente chiusi dalla paura, i pugni sono stretti al petto e il viso è contratto in una smorfia di terrore.
Non è fisicamente attraente, ma il contesto fa si da renderla una visione celestiale, oserei dire quasi paradisiaca, o più semplicemente è la divisa da hostess di volo a renderla molto sexy ai miei occhi.

Di botto cala l’oscurità, buio, non c’è più nulla intorno a me.
Tutto diventa silenzioso, il fischio alle orecchie è passato e il dolore alle tempie se ne è andato, percepisco solo un insopportabile sensazione di umido e appiccicoso.
Devo essermi svegliato … un vero peccato, alla fine non mi sarebbe dispiaciuto riuscire finalmente a cambiare quella parte di me che proprio non digerisco, ma di cui al tempo stesso non riesco a farne a meno in quanto mi compone e completa nella totalità.
Certo sarei morto da li a poco … ma mi sarei sentito realizzato e felice, indipendentemente dal nessuno tempo a disposizione per godermi quel benessere.
Almeno adesso potrò bermi un caffè … quello veramente mi piace … non come il liquore alla menta.
Strano che la sveglia non abbia ancora suonato e tutto continui ad essere buio …

IN MEMORIA ALLE VITTIME DELL’11 SETTEMBRE.
RACCONTO DI AUGUSTO RENZI


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Domani mercoledi 5 sarò ad Argenta per la proiezione del mio film LA SECONDA OMBRA, film dedicato a Franco Basaglia

MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patromonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.


 

 

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