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DIARIO AZZURRO n.284 del 05.05.2009
di SILVANO
AGOSTI
Nomi
scritti sull’acqua
Nei
primi anni del mio soggiorno romano andavo spesso a visitare il
Cimitero degli inglesi, accanto alla Piramide di Caio Cestio. Avevo
vent’anni e ogni mio sguardo, vissuto in libertà, esplorava
il mondo a 360 gradi.
Avevo fatto amicizia con una bambinetta, la figlia del guardiano.
“Tu inventi e io ascolto.” Diceva ad ogni incontro,
“però non ti apro il cancello se non prometti di raccontarmi
la storia del ragnetto.”
Quella che prediligeva e che richiedeva più spesso era la
storia di un ragnetto rosso che aveva impiegato l’intero tempo
della sua vita ad attraversare la testa di una bimba, cercando di
evitare la foresta dei capelli, ognuno dei quali era, per il microscopico
ragnetto, imponente come per noi le querce secolari. (I ragnetti
rossi piccoli come un granello di polvere, si sa, vivono un giorno
soltanto)
“In quel giorno lungo un’intera vita, l’animaletto
aveva deciso di passare da un lato all’altro della testa di
una bambina, proprio come te.
Il fatto è che nulla lo spavenatava e si era subito avventurato
a scalare i dirupi delle trecce, col pericolo di venir stritolato
ogni volta che la bimba, per motivi suoi, muoveva il capo, causando
uno spaventoso aggrovigliamento dei capelli.”
“Guarda se lo vedi.” Mi diceva ingenuamente, indicando
la propria nuca.
Quella bimba, oltre ad ascoltare con grazia le mie fiabe, conosceva
tutto di quel cimitero e mi aveva fatto individuare le tombe di
uomini illustri, come il figlio di Goethe, Antonio Gramsci, che
aveva detto fieramente davanti a un tribunale fascista “Sono
pronto anche a morire per una società più giusta.”
il poeta Shelly con la famosa scritta ricavata da un suo verso “Il
mio nome è scritto sull’acqua”.
Inoltre la bambina era a capo di una banda di ragazzini che rendevano
giustizia, ogni giorno, alle eccessive diversità e agli squilibri
che esistevano anche tra le varie tombe.
C’erano, tra i morti, le stesse ingiustizie che caratterizzano
i vivi. Alcuni avevano tombe monumentali e marmoree, con fiori di
ogni specie, altre erano spoglie e abbandonate. I ragazzini ridistribuivano
i fiori con diverso equilibrio, coprendo le tombe deserte con parte
dei fiori presi dalle tombe
dei ricchi. Così il cimitero esprimeva l’incanto di
un’equa distribuzione floreale, in attesa che analoga giustizia
venisse fatta anche coi vivi.
Nel rispetto dei due grandi ospiti Antonio Gramsci e il grande poeta
umanitario Percy Shelley.
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Alcune
mail mi incoraggiano a trascrivere gli ultimi tre minuti della mia
partecipazione al Volo del Mattino del giovedì. Vorrei riuscire
prima o poi a dimostrare che tre minuti di verità pesano
più di alcuni anni di menzogne.
“Oggi
devo rispondere a un grande numero di mail scritte da tante persone
che dicono che vogliono partire, che vogliono andarsene lontano,
vogliono emigrare da un destino non voluto a un destino desiderato
e il fenomeno è sempre più diffuso. Credo di aver
scoperto perché le persone hanno questo desiderio: vogliono
andarsene perché non hanno e non sono riuscite ad avere un
luogo sacro appartenente solo a loro, perché sono costrette
a fare tutto a metà o a tre quarti con qualcun altro. Per
esempio se ognuno avesse la sua casa, come in un Comune importante
del sud che sta conducendo questa originale esperienza. A tutti
i cittadini che compiono 18 anni il Comune procura una casa, non
una casa grande, un’ampia stanza con cucina e bagno e ognuno
ha la sua casa. Vuol dire che anche i sentimenti d’amore non
sono contaminati. Per esempio: “adesso incontro qualcuno
che mi è simpatico, uniremo le nostre forze, andremo a vivere
insieme”. No, è la vita che bisogna condividere,
non la casa. Pensate se foste costretti a condividere ogni cosa
che avete. La bicicletta, quando ne avete bisogno voi, l’ha
presa l’altro, la macchina quando vi serve urgentemente, purtroppo
l’altro ha dovuto partire all’improvviso. Anche la casa
è imporante, è come l’abito sociale delle persone.
Ecco perchà la gente vuole sempre partire, vuole parire per
essere finalmente padrona di se stessa, per poter finalmente dire
tutto ciò che faccio “lo decido davvero io” non
sono un “sissignore”, magari per amore, per
cui devo sempre fare qualcosa che mi chiedono gli altri. Quindi
questo segreto desiderio di andarsene il più lontano possibile
nasce dall’obbligo di stare sempre e comunqueil più
vicino possibile a qualcuno, magari perfino a chi si è deciso
di amare. Buon viaggio dunque, verso voi stessi, verso una reale
libertà.”
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Breve Inno d’amore
Raccolgo,
nelle stagioni del silenzio,
i fiori e i frutti del mio lungo amore.
A volte penso che potrei amarti ormai
Anche se tu non fossi mai esistita
Anche se un giorno mi svegliassi dalla vita
E capissi che è solo un grande sogno
Questo amore che dilaga ovunque,
in me
e oltre i miei stessi sensi, inebbriati
Da sensazioni d’ogni specie e colore
Sempre tendenti al tenero tramonto
Dei tuoi sorrisi e delle tue paure.
E mai prima d’ora nel mio tempo
Ho udito i fruscii dell’infinito
Lambire le mie labbra e le mie dita
Come il tepore vagante del tuo amore.
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Ho
filmato una lunga conversazione con la mamma del mio carissimo amico
Franco Piavoli. Ne sono invaghito, mi piace tanto questa donna energica,
dalla mente limpida , che non esita neppure di fronte a concetti
complessi e innovativi, come quando mi ha chiesto se credevo in
Dio e io le ho risposto che mi affascina percepire come ogni più
piccola parte della realtà sia vestita di mistero e che quindi
io credo che tutto sia avvolto nel mistero e che il mistero vada
rispettato e difeso dagli infiniti tentativi di dargli un volto,
magari con una lunga barba bianca, o perfino come un occhio prigioniero
di un triangolo o una colomba radiante.
Lei rimane un attimo pensosa e mormora “Anch’io a volte
penso così.”
Il fatto è che la mamma di Franco ha da poco compiuto i 102
anni.
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Ecco la mail della settimana di un amico che ha intrapreso l’intelligente
via di autogestire il proprio destino, ha fondato una sua casa editrice
e si sta conquistando il bribido profondo dell’autonomia.
simonmail [simonvist@yahoo.it]
Caro
Silvano,
ho
ricevuto il tuo messaggio che è arrivato come una delicata
carezza.
Dei quattro anni che sono stato a Roma mi rimangono nella memoria,
ora che la foschia s'è diradata, due cose: i disegni sulle
pareti del sottopasso ferroviario che porta a viale Marconi, dove
andavo a far la spesa, dipinti da un signore che si occupa di abbellire
quello spazio urbano altrimenti anonimo; e l'AZZURRO SCIPIONI di
cui conservo la tessera (la numero 3407) che porto sempre con me,
come fosse un passaporto per la fantasia. Il cinema per me è
stato come un telescopio puntato su un pianeta dove una volta vivevano
forse gli esseri umani.
Da quando ho scoperto il tuo sito (www.azzurroscipioni,com)
ti seguo con costanza: le tue parole riscaldano l'anima e fanno
bene alla salute. Il messaggio che mandi con le tue opere è
straordinario. Nella cosiddetta "barra dei preferiti"
del mio computer, il tuo nome è accanto a quello di Pasolini.
Penso che ormai tra le persone incontaminate che sono rimaste intatte
nella loro integrità umana e capaci di far conoscere il proprio
pensiero, ci sia rimasto solo tu, in questo modello di società
fatto di "specialisti" ed "esperti" (non si
sa bene di cosa) in grado di inquinare tutto, anche lo spirito umano.
Il solo fatto di sapere che ci sei mi fa star meglio…
Ti mando anche io il mio caro saluto
con stima profonda ed affetto,
Stefano
Caro
Stefano,
tra le persone incontaminate che sono rimaste intatte nella
loro integrità umana e capaci di far conoscere il proprio
pensiero hai dimenticato di includere, oltre a me, tutti i
bambini e le bambine fino ai quattro anni di età e tutti
quelli che, come Socrate, Gandhi, Dostojewskij e così via
instancabilmente orientano l’umanità verso la propria
liberazione.
Vedi, durante la vita ognuno di noi può essere in un solo
luogo, dopo la morte invece saremo dappertutto.Così io credo
sia, la grande avventura dello spirito, che si incarna e poi si
libera, rafforzato dal mistero della vita.
Sarebbe bello poter narrare davvero la storia degli uomini, il percorso
che l’essere umano sta compiendo da cinque miliardi di anni.
Sarebbe bello spazzare cia dai testi scolastici quella immensa discarica
colma di serial killer, di gentaglia come Naopoleone, Alessandro
il grande, Giulio Cesare, gente che si è distinta per il
numero dei morti e non per altro. Spazzare via questo verminaio
di infelici e sostituirlo con la storia dei sentimenti, della solidarietà,
delle invenzioni. Tra Leonardo da Vinci e il re degli Unni, la scelta
è d’obbligo…
Ora ti abbraccio, offrendoti quel calore che non costa nulla e così
poco e raramente viene dato.
Silvano
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DAL 14 MAGGIO AL 17
MAGGIO SARO’ PRESENTE AL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI TORINO
IN UNO STAND TUTTO RISERVATO ALLE MIE OPERE CINEMATOGRAFICHE E LETTERARIE.
SARO’ FELICE DI SPIEGARE AI CHIUNQUE L’AFFASCINANTE
E FIABESCO PERCORSO RISERVATO A CHI INTENDE AGIRE PRODUTTIVAMENTE
SENZA L’IMPIEGO DEL DENARO.
IL MIO STAND “ A58 “, SARÀ UBICATO
NEL PADIGLIONE 1 DEL LINGOTTO FIERE IL MIO TELEFONO 3287621633.
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione
che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente…
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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