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» DIARIO AZZURRO n.219 del 08.01.2008

di SILVANO AGOSTI

La visita

Non sapevo che ora fosse, ma certamente era passata la mezzanotte quando, grazie al silenzio impeccabile della notte, ho avvertito alcuni deboli colpi alla porta.
La tengo sempre aperta, la porta di casa, finchè non me ne vado a letto, perché in questo modo ho l’impressione che tra le varie stanze che compongono il mio spazio vitale ci sia tra l’altro, il quartiere che si congiunge con la città, città che si trova al centro della regione che fa parte del Paese, aggregato al Continente, ampia stanza del mondo, il quale mondo a sua volta è parte del Sistema Solare che certamente non ha alcuna porta che lo separa dalla Galassia.
Insomma attraverso la porta socchiusa della casa contemplo, a volte anche solo nell’immaginario l’infilata di spazi che culminano nientemeno sull’infinito, illimitato spazio di proprietà comune ma da quasi nessuno vissuto come proprio.
Insomma i deboli colpi mi hanno fatto trasalire pensando che la porta di casa era chiusa.
Invece era aperta e di fronte a me, avvolta nell’imbarazzo dell’ora e di una scarsa conoscenza reciproca c’era la mamma di Guglielma, una corputa calabrese, mia dirimpettaia capace spesso di far vibrare i vetri delle finestre con le sue urla di esasperazione, dovute a qualche piccolo o grande problema domestico.
“Mi vogliono rinchiudere, fammi morire in pace a casa tua. So che sei buono, che ti occupi di chi soffre. Io sto male perché ho sentito mia figlia dire al telefono che domani mi porta in una casa per anziani.”
“Accomodati. ”Sussurro, cercando di essere il più naturale possibile. E’ in fondo la prima volta che qualcuno mi chiede di morire a casa mia..
“Sapessi quanti sacrifici ho fatto per lei…Mia figlia era tanto gentile, poi ha conosciuto l’abissino e da allora…”
“Chi è l’abissino, chiedo aiutandola a sedere sul divano.”
“E’ il suo bellimbusto.”
Mi appanna lo sguardo di un disgusto tale da farmi avvertire il fetore di una spietatezza familiare, quella strisciante ferocia che si consuma nelle famiglie, dove il disprezzo sembra essere il solo legame tra le persone.
“Ma guarda che tua figlia non ti metterà mai all’ospizio”.
Suona il telefono.
“E’ lì mia madre?”
Istintivamente rispondo di no.
Quando torno nel salone la vecchia madre della calabrese si è addormentata.
Sognerà di essere amata e, svegliandosi, per un po’ si abbandonerà alla ritrovata anche se provvisoria beatitudine.
Anch’io mi sono coricato con una sensazione di leggerezza, caratteristica di ogni situazione altamente provvisoria ma vissuta come definitiva.

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Ho sognato che Santoro mi chiamava per partecipare a una sua trasmissione e che nello studio televisivo aveva organizzato la ricostruzione di una parte del parlamento, quella che include gli scranni sui quali siedono i rappresentati del governo.
I ministri erano nella penombra, difficili da identificare e un forte controluce disegnava la sagoma dei loro corpi.
Il mio compito era illustrare a ogni rappresentante del governo come viene organizzata la vita in Kirghisia, paese in cui i cittadini vengono profondamente rispettati e tutte le istituzioni pubbliche concepite per produrre la loro serenità.
Insomma alla mia domanda “Perché non si può fare la stessa cosa in Italia?”, ogni ministro rispondeva imbarazzato di non poterlo dire, ma che comunque il problema di gestione di un paese era molto più complesso di quanto io pensassi.
Ricordo che anche i preti della mia adolescenza ogni volta che chiedevo qualcosa di preciso per risolvere una qualche paradossale contraddizione religiosa mi dicevano la stessa cosa. “Il problema, caro ragazzo è molto più complesso di quanto tu creda.”
E così finivano pur sempre per non rispondermi.
Insomma in fondo al percorso di qualsiasi indagine sulle aberrazioni che pesano attualmente su questo popolo, si arrivava, sempre nel sogno, alla conclusione che sì, certo sarebbe bello che ognuno avesse in regalo una casa dallo Stato, che sì certamente lavorare tre ore al giorno a pieno stipendio renderebbe più produttive e serene le persone, ma che “quelli del petrolio”, non lo permetterebbero mai.
Mi sono svegliato contento. Finalmente tutti, nessuno escluso riferivano come ostacolo insormontabile per la semplice realizzazione di una felicità comune “quelli del petrolio”.
Beh, ora che lo sappiamo teniamone conto.

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ALFREDO MI INVIA QUESTA BELLA FAVOLETTA DI RODARI CHE RICORDA I MARCIAPIEDI MOBILI DELLA KIRGHISIA

GIANNI RODARI, Le favole al telefono, Einaudi, 1962

Il marciapiede mobile

Sul pianeta Beh hanno inventato un marciapiede mobile che gira tutt’intorno alla città. Come la scala mobile, insomma: soltanto che non è una scala, ma un marciapiede, e si muove a piccola velocità, per dare alla gente il tempo di guardare le vetrine e per non far perdere l’equilibrio a quelli che devono scendere e salire. Sul marciapiede ci sono anche delle panchine, per quelli che vogliono viaggiare seduti, specialmente vecchietti e signore con la sporta della spesa. I vecchietti, quando si sono stancati di stare ai giardini pubblici e di guardare sempre lo stesso albero, vanno a fare una crociera sui marciapiedi. Stanno comodi e beati. Chi legge il giornale, chi fuma il sigaro, si riposano.
Grazie all’invenzione di questo marciapiede sono stati aboliti i tram, i filobus e le automobili. La strada c’è ancora ma è vuota, e serve ai bambini per giocarci alla palla, e se un vigile urbano tenta di portargliela via, prende la multa.

Ecco due mail della settimana.

L'isola che non c'é....! Immagini della Kirghisia

Mi é capitato di leggere un libro davvero particolare!Lettere Dalla Kirghisia di Silvano Agosti!Quello che racconta sembra essere una favola!Consiglio di leggerlo se non altro per immaginare che forse esiste l'isola che non c'é...!Giudicate voi......!Riporto un paio di estratti dal libro....!

Qui in kirghisia,in ogni settore pubblico e privato,non si lavora più di tre ore al giorno,a pieno stipendio,con la riserva di un'eventuale ora di straordinario.Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno,al cibo,alla creatività,all'amore,alla vita,a se stessi,ai propri figli e ai propri simili.La produttività si é così triplicata,dato che una persona felice sembra in grado di produrre,in un giorno,più di quanto un essere sottomesso e frustrato riesce a produrre in una settimana.Oggi ho chiesto di visitare le scuole.Pensavo di entrare come da noi,in grandi edifici suddivisi in aule,invece mi hanno portato in una diecina di parchi,colmi di bambini e di giovani intenti a giocare.Ogni parco viene denominato la valle della vita!"Ma se giocano tutto il giorno quando studiano"?obbietto al mio accompagnatore.Mi sorride."Loro non studiano,imparano.".........

Alla Mail di Nicola ho risposto e penso che sia le domande che le risposte riguardino la maggior parte dei destini che ci circondano

Da: Tristano Di Mora [mailto:tristano@virigilio.it]
Inviato: martedì 20 novembre 2007 9.58
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto: per silvano agosti da tristano

Caro silvano
È un eone che voglio scriverti.
Ti ho conosciuto attorno al 90 vedendo un tuo film a fuori orario, “d’amore si vive”.
Quel film mi fulminò quella notte, io stavo male, ero un tossico triste, e quel film mi fece bene, mi aiutò.
Da allora ti seguo e ti stimo e condivido la kirghisia, anche se seguo poco i suoi principi perché in questa società malata mi ritengo fortunato: ho 46 anni, lavoro poco e il mio lavoro è un mio hobby, moglie che amo, bianca di 6 anni che è il massimo, insomma non voglio cambiare il bell’orticello che mi son costruito con fatica. Ma credo che se ti avessi conosciuto e compreso da sbarbino la mia vita sarebbe stata diversa, chissà…
Comunque ti scrivo perché il mio papà, che è un gran giornalista di 83 anni in pensione, mi ha chiesto se gli scrivevo qualcosa per il suo giornale-blog . Gli ho scritto delle domande, a cui vorrei rispondessi anche tu, se vuoi.
Te la incollo di seguito.
Spero un giorno di incontrarti, con affetto
Tristano Di Mora


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caro direttore
le scrivo perchè vorrei porre delle domande a chi ha piu esperienza di me,
per esempio
la terra si surriscalda con prove titaniche (cocuzze di montagne si staccano perchè non c'è piu il collante del ghiaccio, l'antartide che diventa verde...)
ma ancora non si fa un tubo di serio
anzi, addirittura, c'è chi nega questo, c'è gente (cieca o che vuole apparire in tv) che pensa che in verita' gli idrocarburi facciano bene alla terra...
certo noi, i nostri figli e forse i figli dei loro figli riusciranno a vivere decentemente ma poi? e non si fa nulla intanto...

CARO AMICO, LE TUE NON SONO DOMANDE MA CONSTATAZIONI E FA SEMPRE PIACERE CHE QUALCUNO ALMENO “CONSTATI” MA NON TI PREOCCUPARE, LA NATURA SOVRAINTENDE A OGNI DEFORMITA’, COME CERCA DI ESPRIMERE QUESTO MIO BREVE COMPONIMENTO POETICO.

“Con noi e senza di noi
verra’ il tramonto
e sara’ magnifico…”
e poi...
la guerra, il terrorismo si basa su motivi religiosi... roba da fantascienza di serie b invece è cosi... religione, dio, bonta', tolleranza e invece no, dio serve (nel 2008!!!) per uccidere

QUALSIASI SCUSA E’ BUON APER GIUSTIFICARE L’IMBECILLITA’, MA E’ IMPORTANTE, OGNI VOLTA CHE SI VEDE UNA PERSONA IN DIVISA ANCHE E SOPRATTUTTO DA GENERALE PENSARE CON AFFETTO “TOH, ECCO UN ALTRO IDIOTA.”
COMPATIAMO I MENTECATTI E CERCHIAMO DI GUARIRLI, NON DI ELIMINARLI.

ma soprattutto mi preoccupa come cazzo viviamo noi tutti
viviamo solo per lavorare dimenticando che la vita vera è amore, affettivita', scoperta, relax
la mela di eva, il peccato originale, è questa specie di schiavitu' che ci riduce a dimenticarci come si usa il tempo “libero”
ormai assuefatti dal tran tran giornaliero non sappiamo piu usare davvero il tempo libero, l'ora d'aria praticamente (se chi va con lo zoppo impara a zoppicare, cosi noi non sappiamo piu cosa fare nel tempo libero)


CERCA TU DI INTERROMPERE LA CATENA DEMENZIALE DEL LVORARE PER ESISTERE E AVVIA LA GHIRLANDA DEL LAVORARE POCO PER POTER VIVERE. A UNA PERSONA FELICE BASTA UN PO’ DI CIBO E UN POSTO DOVE DORMIRE ALL’ASCIUTTO, TUTTO IL RESTO E’ SOTTOMISSIONE SE TI TOGLIE IL TEMPO DELLA VITA.
IL TEMPO LIBERO LO SA USARE SOLO QUALCUNO CHE E’ LIBERO, QUINDI TU DIVENTA LIBERO DA OGNI LEGAME E POI VEDREMO.

ora che mia figlia ha iniziato ad andare a scuola ho la conferma di tutto cio'
la scuola è un surrogato, un embrione di quello che ci aspetta...
tutti in fila per tre (come nella canzone di bennato), costretti a imparare a vivere come degli schiavi
non si sa perchè
i soldi non bastano mai, perchè lavoriamo solamente quindi?
chi ha inventato questo metodo malato di vivere?
ma il computer non doveva sostituirci sul lavoro e quindi lavorare meno? questa sembra una barzelletta macabra...

DIEVENTA COMPLICE DI TUA FIGLIA E FALLA STARE A CASA IL PIU’ POSSIBILE. LEI HA DIRITTO PER MOTIVI DI SALUTE A STARSENE A CASA 89 GIORNI L’ANNO. E NON TI PARE CHE IL GIOCARE CHE FARA’ STANDO A CASA NON LA GUARIRA’ DA QUALSIASI TENTATIVO DI DEFORMARLA?
DILLE CHE DALLA FEROCIA DELLO STUDIO CI SI SALVA IMPARANDO, QUALSIASI COSA

insomma direttore, secondo lei, riusciremo a disciularci o la terra bruciera' con noi ridotti a formichine lobomotizzate. Ce la faremo a vivere davvero un giorno?

DIPENDE TUTTO DA TE. BASTA CHE TU TENGA ACCESA LA FIAMMELLA DELLA LIBERTA, MA BADA BENE “A QUALSIASI COSTO”.
UNA FIAMMELLA, COME LA LIBERTA’ PUO’ RIPORTARE IL FUOCO SULL’INTERO PIANETA.

Purtroppo non ho finito… perché io avrei la soluzione, si chiama cultura.
I mali del mondo si sconfiggono solo sul piano culturale.
La prova è che i terroristi sono iniziati con la cultura, a scuola, fin da piccini.
Ma c’è un grande nemico della cultura, la globalizzazione, che spalma tutti i discorsi in una melassa di facile presa dai bassi valori.
E siccome da internet in poi siamo tempestati di informazioni sarebbe fondamentale elevare culturalmente questa tempesta, perchè filtrarla è assai difficile.
Adesso la massa è troppo di bocca buona, gli piace troppo roba facile e volgare.
Da questo punto di vista di massa, siamo ancora solo delle scimmie un poco evolute in fondo.
Quindi, ripeto, secondo lei, riusciremo a disciularci o la terra bruciera' con noi ridotti a formichine lobomotizzate. Ce la faremo a vivere davvero un giorno?

NO AMICO MIO, I MALI DEL MONDO NON SI RISOLVONO CON LA CULTURA. NON SERVE OFFRIRE L’INFINITO DI LEOPARDI A UNO CHE STA MORENDO DI FAME.
LA CULTURA E’ IMPORTANTISSIMA MA VIENE DOPO E POI PER CULTURA VERA SI INTENDONO I COMPORTAMENTI UMANI, SIA PRATICI CHE MENTALI E INFINE LE VARIE STRAORDINARIE INTERPRETAZIONI DEL MONDO, COMPRESE BEN INTESO QUELLE ZOPPICANTI, COME LA TUA…
I MALI DEL MONDO SI RISOLVONO FACENDO IN MODO CHE TUTTI, MA BADA NENE TUTTI, ABBIANO IL NECESSARIO PER ESISTERE SENZA DOVERSI PROSTITUIRE O CONVIVERE O PASSARE TUTTO IL TEMPO A LAVORARE, COME IN KIRGHISIA. PROVA A LEGGERE LETTERE DALLA KIRGHISIA E CAPIRAI COME SI REALIZZA UNA SOLUZIONE SEMPLICISSIMA.
E CIOE’ LAVORARE TUTTI TRE ORE AL GIORNO AL MASSIMO A PIENO STIPENDIO AVERE IN REGALO UNA CASA AL COMPIERSI DEL 18 mo ANNO, AVERE DIRITTO A UN PRANZO GRATUITO OGNI GIORNO AL RISTORANTE, AVERE DEI FIGLI CHE INVECE DI ANDARE A IMPRIGIONARSI NEI BANCHI DI SCUOLA GIOCANO TUTTO IL GIORNO FINO AI 18 ANNI E IMPARANO ALMENO SETTE LINGUE ALLA PERFEZIONE E SANNO TUTTO DI SE E DEL MONDO PER POTERSI AMARE NEL MODO GIUSTO E PER POTER AMARE IL MONDO VERAMENTE, AVERE DEI POILITICI CHE FANNO DEL VOLONTARIATO, E, QUANDO SI DESIDERA FARE L’AMORE METTERE UN PICCOLO FIORE AZZURRO SUL PETTO IN MODO CHE TUTTI LO SAPPIANO.


----- Messaggio inoltrato da Andrea Paglianti <21grammi@gmail.com> -----
Data: Sat, 5 Jan 2008 12:44:19 +0100
Da: Andrea Paglianti <21grammi@gmail.com> Rispondi-A:Andrea Paglianti <21grammi@gmail.com>
Oggetto: 60 mila occhi
A: "silvanoagosti@tiscali.it" <silvanoagosti@tiscali.it>, info@azzurroscipioni.com

Perchè la notizia *"30mila bambini al giorno muoiono di fame"* non ci fa partire subito in una spedizione di massa che risolva questa situazione. Da quale parte del nostro cervello entra questa "notizia", in quale zona dell'anima scivola via questa atrocità, da dove esce senza farci muovere di un passo, da dove esce, dove va a nascondersi, dove si perde.
Osservo e vedo che agli ingressi delle vie d'accesso e d'uscita dell'anima c'è da pagare un pedaggio.
Il denaro costruisce pian piano la forma delle nostre vite.
Il denaro, il denaro nato per semplice utilità come sostituto del baratto, ora si permette di conoscere il valore di qualsiasi cosa.
Anche il valore di 30mila bambini.
60 mila occhi puri che vorrebbero sostituire il denaro con un paio d'ali.

Continua Silvano a diffondere la "notizia" che "Ogni essere umano è un capolavoro", continua, continua, fino a che non sia più una contraddizione come la scritta "Fumare nuoce gravemente alla salute" stampata sui pacchetti delle sigarette.

Andrea Paglianti

 

 

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