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» DIARIO AZZURRO n.231 del 08.04..2008

di SILVANO AGOSTI

INCONTRI

Suonano al campanello.
Il vicino di casa mi spinge sul pianerottolo facendo ruotare il mio corpo verso un uomo magro che mi tende la mano.
“Piacere”
“Ciao”.
“Lo sai quant’anni cià st’amico mio?
Il vicino appoggia una delle sue manone sulla spalla dell’uomo facendolo oscillare.
“Dì un’età.”
“Cinquanta” mormoro imbarazzato.
I baffetti bianchi dell’uomo si incurvano verso l’alto lasciando posto a un sorriso quasi di scherno.
Il vicino di casa non nasconde la sua soddisfazione.
“Novantuno!” Dice “Novantuno!”
“Non li dimostra” dico compiacente.
“Non li dimostra no. Lo sai qual’è il suo segreto?”
Il vicino mi fissa con gli occhi luccicanti.
“Una sigaretta al giorno, una bottiglia al mese e una donna l’anno.”
“Beh, se ha novantun anni e ha cominciato a vent’anni ne ha avute di donne…” Dico, sicuro di rendere in qualche modo omaggio a quel fenomeno di longevità. Ma l’uomo sembra adombrarsi per via di quelle settantun donne che attribuisco al suo passato.
Mi viene vicino e fissandomi, con voce dolce:
“Due donne ho amato, nella mia vita: mia moglie e mia figlia.”
“Ah e dove sono?”
“Mia figlia me l’hanno ammazzata. Stava ferma in macchina col suo ragazzo e un camion se l’è portati via tutti e due.
Da allora mia moglie ha incominciato a ingrassare. Da ormai venti anni è rimasta chiusa in casa. Adesso anche se volesse non potrebbe più uscire.
“Pesa 193 chili” Dice il vicino come se si trattasse di cosa sua.
L’ometto descrive la moglie come una montagna di carne, al centro della stanza sempre semibuia, sostenuta da qualche puntello, intenta a fissare il vuoto in attesa della morte.
“Dovrei buttar giù il muro per farla uscire.”
“E allora?” Chiedo “Non uscirà mai più?”
“E’ pure lei che nun glie và di uscire.”
“E’ un vero amico “ conclude il vicino di casa.
Il mio nuovo vicino di casa è appassionato di caccia. Recentemente mi ha fatto entrare in casa per mostrarmi la pistola d’ordinanza e il fucile.
Poi si è avvicinato al fucile, l’ha aperto in silenzio e mi ha appoggiato il foro della canna sull’occhio.
“Guarda che perfezione.”
All’interno un tunnel stretto e luccicante conduce allo spigolo della finestra.
Oltre i vetri appannati appare nel mirino del fucile un manifesto elettorale
leggermente strappato che fa oscillare al vento il volto del candidato premier.
“Dije de venì da me a sti buffoni, con questo non scherzo.”
Oriento la canna verso il cielo e il tunnel diviene un cerchio uniforme e perfetto di luce.

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In questi ultimi due anni, nella mia ricerca sui sentimenti e sulla gestione della tenerezza, della sensualità e dell’amore,
ho chiesto ad alcune centinaia di persone il loro parere su questa ipotesi:
“Verrà un tempo in cui gli esseri umani estenderanno la pratica del dialogo verbale alla pratica del dialogo corporale, con la stessa semplicità e legittimità?
Ovvero, due persone, incontrandosi, vivranno come la scelta più naturale del mondo il fatto di toccarsi e accarezzarsi come parte di un dialogo corporale, applicando la stessa spontaneità di un qualsiasi dialogo verbale?”
Bene, devo dire che tutti, ma proprio tutti gli interrogati hanno trovato in forma diversa e stile ogni volta personale
una sola risposta, costantemente affermativa.
Insomma tutti si sono detti certi che questa ipotesi sia non soltanto probabile ma auspicabile.
Bene. Qualcosa dunque sta già avvenendo e, per una volta, a prescindere da qualsiasi risultato elettorale.
Ad un attento esame infatti in questa cultura occidentale e ferocemente restrittiva non esiste un discorso sull’amore.
L’amore porterebbe ognuno sul terreno folgorante della libertà e allora da quando il potere riveste ogni cosa agli esseri umani viene concessa solo la cultura della procreatività “affinchè gli schiavi si riproducano li chiameremo servi e concederemo loro una sola donna e mai e non un territorio d’amore.”
Ma come è possibile emarginare gli esseri da una cultura così sublime come quella dell’amore nella libertà?
Semplicemente, come ho scoperto con la mia ricerca sulla tenerezza la sensualità e l’amore realizzata a Parma, separando questa triade d’amore della tenerezza, della sensualità e dell’amore.
Con quale risultato?
Separando la tenerezza dalla sensualità e dall’amore si produce ipocrisia.
Separando la sensualità dalla tenerezza e dall’amore si produce pornografia e infine separando l’amore dalla tenerezza e dalla sensualità si produce misticismo.
Infatti ci si trova a vivere in una società eminentemente ipocrita, pornografica e mistica.


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Al consueto pulsare dell’amore

Ciò che tu offri
Negli incontri d’amore
conduce ogni volta
oltre i confini
Del tempo e dei desideri.

Quando appari sulla soglia
La casa si squarcia
Di luce e di stupore
E l’idea di sfiorarti
pare impossibile
Anche se sei lì, col capo chino,
finalmente di fronte a me
in attesa delle mie carezze.
Allora torna la grazia infantile
A lambirmi le dita
E te la offro in silenzi sublimi
Finchè la notte si rischiara
Di un sole invisibile
che brucia ogni esitazione
E i gesti divengono musica,
le parole incanti sussurrati.
Poi nuove albe
E piccoli infiniti
Danzano
Nelle tue pupille.

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Molte mail mi hanno chiesto di ripubblicare la dichiarazione di voto apparsa sul numero scorso del diario.
E’ la prima volta che mi capita di fare un Bis. Lo faccio volentieri.
ELEZIONI
Il degrado politico di questo paese risale agli anni della
Seconda guerra mondiale, ovvero della grande sconfitta, e dell’armistizio con gli angloamericani e le conseguenti severe sanzioni stabilite dai “Vincitori” nei confronti dei “Vinti”.
Tra le varie severe condizioni espresse nel trattato di pace primeggiava la decisione di imporre un “controllo” da parte dei cosiddetti alleati americani sull’andamento politico del Paese.
Così si spiega la sensazione di quasi totale impotenza che la classe politica italiana continua a rivelare e ha sempre rivelato durante questi ultimi 60 anni.
Insomma la sensazione è che chiunque vada al governo di questo Paese si deve limitare a “eseguire” una serie di dettami che provengono di lontano e non può decidere nulla, a parte sull’immondizia o sul precariato.
I politici italiani sono semplici “esecutori” che possono tutt’al più influire sullo stile di ciò che accade più che avere un qualsiasi potere decisionale.
Detto questo le “elezioni” sono quella farsa che tutti avvertono che siano, a partire dalla legge elettorale che i partiti indistintamente vituperano e cui tutti tacitamente si sottomettono.
Ma comunque, nel rispetto verso chi ha sacrificato la vita per conquistare il diritto di voto, è importante andare a votare. Ma per chi?
A uno sguardo preciso appaiono ormai due principali gruppi ora racchiusi in due nuovi partiti. Il rinnovamento del Paese. Dicevano i vecchietti miei amici che giocano a carte nelle ore di chiusura della trattoria che uno dei due schieramenti è paragonabile allo sterco e l’altro invece ricorda il letame e che mentre lo sterco è acido e danneggia la terra, il letame, almeno, se ben collocato può contribuire alla crescita.
“Ce tocca vota’ Veltroni. Poraccio, l’anno messo in mezzo e lo stanno a massacrà. Speriamo che perda, così almeno se mette all’opposizione e qualcosa di buono può fare…Ma che te credi l’Italia è come er Tibet, l’americani ce stanno a spazzà via tutte le tradizioni nostre…Ma almeno là i monaci se danno da fa, qua paremo tutti delle monachelle bone, bone…”
Devo confessare che questa semplice analisi politica buttata lì tra una carta e l’altra, un sorso di vino e una briscola, mi ha rivelato ancora una volta la nobiltà e il nitore della cosiddetta “saggezza popolare”.
Farò così anch’io, darò fiducia al letame, chissà che non spunti davvero da qualche parte in questo Paese la pianticella della dignità.

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Ogni giovedì alle ore 21.00 proiettiamo al cinema Azzurro Scipioni
Il film documento
ZERO
inchiesta sull’11 settembre.
Dopo la proiezione di "Zero" del 10 aprile sarà presente Giulietto Chiesa.
Il film è stato realizzato con la collaborazione di DARIO FO, MONI OVADIA LELLA COSTA E GORE VIDAL e offre una verità definitiva sulla tragedia dell’11 SETTEMBRE o delle DUE TORRI GEMELLE


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A partire dal giorno 17 verranno proiettati sul megaschermo dell’atrio della sala Sinopoli alla Casa della musica di Roma i materiali del mio film PRENDIAMOCI LA VITA
Si tratta di quattro ore di film che verranno proposti non stop durante i quattro giorni di durata del festival della Filosofia.
Sui piccoli schermi al plasma invece verrà proiettato un altro mio lavoro
I PROTAGONISTI
Abbinato a un estratto del film di Carmelo Albanese e Lorenzo Negri
CARO SOCIOLOGO
infine una sintesi dei cinegiornali del Movimento studentesco.

 

 

 

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