|
|
»
DIARIO AZZURRO n.321 del 08.07.2010
di SILVANO
AGOSTI
LA
STREGONERIA ATTRAVERSO I PREMI
Qualche giorno fa
è stato assegnato il premio Strega per la letteratura e,
come sempre, è tornata alla memoria la prima volta in cui
io, trovandomi a concorrere col primo romanzo “L’uomo
proiettile” al prestigioso riconoscimento, ho pensato che
stesse accadendo qualcosa di poco credibile, anzi, per certi versi,
“qualcosa di assurdo”.
Infatti il mio libro, scritto da me, stampato da me e solo da me
stesso diffuso non aveva alcuna caratteristica per competere coi
testi proposti dalle grandi case editrici.
Maria Bellonci, la fondatrice del Premio, rintracciandomi faticosamente
per telefono mi aveva rimproverato dicendo che sulla busta avremmo
almeno potuto scrivere il mittente.
“Poi è la prima volta che un libro arriva per posta
al premio Strega” Aveva soggiunto ridendo, lasciando intendere
che ben più potenti erano e dovevano essere le vie di accesso
alla sua prestigiosa manifestazione.
Così ho scoperto che una mia compagna di scuola, senza dirmelo,
aveva messo tre copie del libro in una busta e le aveva inviate
al Premio.
Dopo qualche giorno per rientrare nelle regole almeno una volta
mi sono recato a casa Bellonci, nel quartiere alto borghese dei
Parioli di Roma, per consegnare trecento copie del libro destinate
alla lettura degli amici della domenica, gli effettivi votanti del
premio.
Nell’ampio salone dell’appartamento sfilavano silenziose
alcune dame di età avanzata, in abiti quasi ottocenteschi
e una di loro, passandomi accanto, sussurra con un sorriso intimidatorio
“Io voterò per i tuo libro.”
Poi mi viene incontro un distinto signore in nero, si ferma a un
passo da me e con aria di sfida, senza accennare alcun saluto, mi
dice “Quest’anno il premio lo vinco io.” Poi l’uomo
in nero soggiunge “Adesso ti spiego come funziona. Due settimane
fa, noi editori ci siamo riuniti e abbiamo deciso che questa volta
tocca a me con Sgorlon.”
“Ma tu chi sei?”
Chiedo incuriosito.
“Leonardo Mondadori.”
I miei padrini Fernanda Pivano e Giuliano Montaldo, mi hannno detto
rassegnati “Se ti ha detto così significa che “L’Armata
dei fiumi perduti” il libro di Carlo Sgorlon, quest’anno
vincerà il Premio Strega.
Infatti, come era previsto due settimane prima che io consegnassi
il mio libro per sottoporlo al giudizio degli elettori, nel 1985
il Premio Strega è stato assegnato al libro di Carlo Sgorlon.
Così, quando nel 2003, mi sono trovato al Premio Strega col
mio romanzo Il semplice oblio, ho pensato “Che emozione, anche
questa volta non vincerò.”
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
UNA PROPOSTA SULLA
MODA
Mi sono sempre chiesto
che fine fanno i vestiti che le modelle presentano nelle varie sfilate
di moda. Presumo che i vari abiti, sofisticati e non, comunque ispirati
ai canoni precisi degli stilisti, vengano acquistati da clienti
milionari, gestori di una dorata solitudine, che prevedono per le
loro donne la consolazione di un abbigliamento esclusivo unico e
raro.
Immagino la necessità, che io ritengo tragica, di dare un
po’ di movimento a una immobilità interiore dovuta
ai tanti privilegi, col cambio frequente di abiti e modelli.
Probabilmente se quei vestiti che sfilano non li indossasse nessuno,
ma proprio nessuno, e fossero opere d’arte a sé, il
fenomeno acquisterebbe una possibile tollerabilità e simpatia.
Le difficoltà che riscontro in me stesso a aderire in tutto
o in parte al “mondo della moda” derivano proprio da
ciò che tale fenomeno sottintende e ignora e cioè
che, col costo di una diecina di quegli abiti, si potrebbero in
pratica salvare i trentamila bimbi che, ormai da oltre sessant’anni,
muoiono ogni giorno di fame su questo pianeta, procurando loro almeno
qualche ciotola di riso.
Non proverei alcun disgusto se esistessero veri e propri musei,
nei quali poter ammirare ogni sorta di mode, a partire magari dall’impero
romano, su fino al rinascimento e all’ottocento e infine al
primo novecento e al presente, quasi narrando la storia esteriore
dell’uomo, ma contrapponendo agli abiti di lusso anche gli
abbigliamenti popolari, ovvero nel settecento le dame di corte vestivano
così, mentre i plebei indossavano ben altro, e così
via.
L’undicesima Musa, dunque, “La Moda”.
Né offenderebbe la mia sensibilità sapere che le opere
d’arte della moda verrebbero protette, proprio come accade
con i capolavori della pittura, da valutazioni economiche importanti.
Infatti, se un quadro di Van Ghogh non fosse valutato intorno ai
100 milioni ai euro (200 miliardi di lire) sarebbe certamente ormai
andato distrutto e con lui tutti i capolavori.
E infine si immagini che meraviglia se, un bel giorno, il Pianeta
Terra, invece di essere abitato da impiegati, ragionieri, mariti,
medici, preti, artisti, presidenti, operai , Papi, amministratori,
studenti, militari etc. fosse finalmente e semplicemente abitato
da Esseri Umani, tutti col diritto di indossare i migliori abiti
concepiti nei secoli dalla moda, non più per sfoggio, ma
per rispetto della propria ritrovata preziosità.
*****************************************
E’ uscito il
mio nuovo libro di poesie
“NEL VENTRE PIGRO DELLA NOTTE”
Con immagini pittoriche di Stefania Orrù
PER CONSULTARE IL CATALOGO E L’ACQUISTO DELLE OPERE
www.stefaniaorru.com
*****************************************
CANDORE
Non a un amore
dedico i miei versi
ma all’Amore stesso,
al suo semplice splendore.
Come la luce di un sole,
l’ amore avvolge ogni cosa:
“amare l’idea di amare
ogni persona”
e’ la massima sfida
alla mediocrita’
e al dolore.
L’amore
rende possibile
qualsiasi sogno,
perfino quello,
chiuso nel mistero
delle quattro
parole roventi
“ama il tuo nemico”.
*****************************************
MAIL DELLA SETTIMANA
Paolo Di Gennaro scrive
"Dopo avere
ascoltato un po telekirghisia,confesso,per la prima volta,ho pensato
questa cosa:quello che attanaglia le persone e’ un senso di
impotenza,l’impossibilita’ di esprimersi,di esprimere
la rabbia nei confronti di un sistema abominevole e questa rabbia
e impotenza si insinua in modo sottile dentro di noi ,nelle emozioni
e nei pensieri e li distorce.Tutto questo non e’ accettabile.Una
volta ho visto un film ma non ricordo il titolo.Nel film c’era
un tizio,forse uno speaker radiofonico che provocatoriamente invitava
le persone ad affacciarsi alla finestra ad una certa ora della sera
e ad urlare “Tutto questo non lo voglio piu’”Il
risultato fu oltre le aspettative.All’ora stabilita di quella
sera un popolo intero di persone si affacciava alla finestra ad
urlare il proprio malessere.Certo era solo un film ma mi e’
sembrata una simpatica insurrezione nei confronti di un potere subdolo
strafottente e menefreghista che qui in occidente chiamano democrazia".
Caro Paolo,
la tua mail bene
esprime il lento e inesorabile crescere del disagio che invade sempre
maggiori strati della popolazione. Ma non temere, si sta formando
una coscienza collettiva irrorata dalle ingiustizie, dalle truffe,
dalla mediocrità culturale delle attuali forze che gestiscono
sempre più arbitrariamente il destino degli esseri umani.
Ogni tanto la storia offre le sue primavere di profondo rinnovamento.
L’occidente sta ancora pagando quei dieci folgoranti anni
di rinascita 1968 – 1978 durante i quali sono svanite per
sempre una serie infinita di norme e di sottomissioni.La tutela
della donna nel dramma dell’aborto, la possibilità
di risolvere convivenze divenute tragiche e infelici attraverso
il divorzio e non più con ka vergogna del delitto d’onore,
la coscienza che lo sproporzionato estendersi dell’orario
di lavoro non ha scopi produttivi ma solo una funzione repressiva,
capace di sottomettere milioni di persone.
Forse tra non molto le finestre del mondo si spalancheranno nuovamente
e noi tutti sapremo dire nel modo giusto “tutto questo non
lo vogliamo più.”
Un abbraccio,
Silvano
IL GIORNO 17 LUGLIO
SARO’ A BERGAMO, DOVE NEL POMERIGGIO PRESENTERO’ IL
MIO LIBRO IL RITORNO DI PINOCCHIO PRESSO LO SPAZIO INCONTRO UBICK
ALLE ORE 18.30 MENTRE ALLE ORE 21.00
INTRODURRO’ IL MIO FILM “UOVA DI GAROFANO” PRESSO
IL FESTIVAL DEL CINEMA D’ARTE “VISIONI DI LOMBARDIA”
Per informazioni
Maria Elena Baroni
Ufficio Relazioni
teamitalia s.r.l.
24122 Bergamo - Via Zelasco, 1
Tel. 035.237323 - Fax 035.224686
www.teamitalia.com
"IL RITORNO DI PINOCCHIO" Silvano Agosti - Salani Editore
2010
Una delicata storia d'amore tra un bambino e una bambina. Una città,
una bambina, una notte. Alla finestra bussa un bambino, chiede di
entrare e dice di essere Pinocchio... E' l'inizio di un'altra storia.
Un'avventura speciale di incontri, di scoperte, di amicizia per
le strade della città e della vita.
Potete prenotarlo anche sul sito www.silvanoagosti.com
*******************************************
Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
*******************************************
A tutti gli amici che minacciano di farmi regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
********************************************
Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”Ecco
il primo messaggioHo trascorso la mia vita attratto e affascinato
dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla
conclusioneche l’essere umano è la realtà più
sottovalutata, più negata, più sfruttata e più
sciaguratamente sottomessa del pianeta.Con l’adesione di molti
iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione
che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare
ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità”
da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per
i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente
che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti
di questa organizzazione.Silvano AgostiHo ricevuto una gentile risposta
da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato
un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà
per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità”
ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.Quindi
ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla
commissione preposta che l’essere umano effettivamente è,
anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la
natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati.
********************************************
Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
********************************************************
|
|