Via degli Scipioni, 82 Roma | tel +39.06.39737161

 


Silvano Agosti
» Biografia
» Interviste
» Analisi dei film


"DiarioAzzurro"
» LEGGI IL NUOVO DIARIO
» I numeri precedenti
» Come ricevere il "Diario"
gratuitamente


Cinema Azzurro Scipioni
Orario e Programma

Storia della sala
Galleria fotografica
Noleggio film 35 mm
Info e-mail

» Piccolo Cinema Paradiso Brescia
Orario e programma

» Supporto tecnico
- Problemi acquisti online







» Catalogo internet
LIBRI di Silvano Agosti
DVD di Silvano Agosti
Promozioni editoriali 2011


 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

» DIARIO AZZURRO n.305 del 09.12.2009

di SILVANO AGOSTI

Una moderata rapacità

Un evento del mio quartiere.

Già altre volte avevo visto spuntare dalla manica della giacca un tatuaggio e quando il commesso della libreria mi porgeva un libro riuscivo a intuire che si trattava di un disegno che rappresentava il profilo di una donna.Quella donna, aveva finalmente spiegato l’amico commesso, era la madre, morta lasciando in eredità ai sei figli un palazzetto di sei piani.
Ma per circa trent’anni i figli avevano costruito un fitto territorio di ragnatele giuridiche e rivendicazioni reciproche paralizzando di fatto l’eredità, nel frattempo divenuta sempre più precaria.
I muri esterni erano crepati e gli affittuari già da una dicina d’anni se n’erano andati.
Nessuno dei fratelli interveniva per progettare un restauro perché riteneva più importante ottenere una totale soddisfazione dei propri diritti. Il figlio maggiore rivendicava l’attico, ma anche la sorella maggiore lo rivendicava e il terzo fratello esigeva una svalutazione del piano inferiore visto che non si trattava di un attico.
Il quarto fratello si dichiarava disposto a prendere il piano terra, a patto che le cantine toccassero a lui e la quinta, una sorella, affermava che accettava il terzo piano purchè anche chi abitava a pianterreno partecipasse agli eventuali costi dell’ascensore.
L’ultimo figlio, il commesso della libreria era il solo che avrebbe accettato qualsiasi cosa purchè i fratelli si fossero messi d’accordo. Invece erano trascorsi trent’anni, il commesso stava per andare in pensione, i due primi fratelli erano morti e i loro figli, nuovi eredi, avevano afferrato le armi della giurisprudenza per continuare a combattere onorando la memoria dei genitori.
Di fatto il palazzetto era divenuto inservibile ed era occupato da alcuni extracomunitari. Dopo una riunione burrascosa, i tre fratelli e i nuovi eredi avevano trovato una perfetta armonia nel decidere di rivolgersi alla polizia per cacciare gli occupanti.
Solo il fratello minore aveva azzardato proporre di lascire in pace gli occupanti almeno finchè tutti non si fossero accordati. Poi il palazzetto era crollato e gli eredi avevano rinunciato all’eredità per non pagare gli arretrati delle tasse che il comune richiedeva.
“Ancora oggi stento ad arrivare alla fine del mese per via dell’affitto
E potevo avere un bell’appartamento sia pure a pianterreno ma i miei fratelli…” Mi ha detto il commesso.
“E com’è finita?”
“Il comune ha transennato le rovine e c’è un cartello con scritto “Area riservata alla costruzione di un asilo nido.”
“Meglio così.”

************************************************************


Sono sempre più convinto che tra non più di una cinquantina di anni diventerà una consuetudine il “dialogo corporale”. Ovvero, proprio come oggi tutti trovano naturale che un uomo e una donna avviino tra di loro un dialogo verbale (un tempo pratica proibitissima) si potranno avviare innumerevoli “dialoghi corporali” che, proprio come i dialoghi a parole potrenno essere brevi o estesi, futili o abissali, piacevoli o insignificanti.
E allora, in ogni dove, si potranno udire frasi come queste:
Lei “Prova a toccarmi, voglio sentire cosa riesci a dirmi con
La tenerezza delle mani.”
Lui, dopo qualche carezza “Magari ci vediamo questa sera”
Lei “Sì certo, mi è piaciura la tenera delicatezza delle tue
dita.”


*******************************************************************


L’amico Gelo mi ricorda che
In una pagina intensa dei Demoni di Dostoevskij, senz’altro uno tra i più profondi indagatori del cuore umano, Stavrogin chiede a Kirillov se crede a una futura vita eterna; e Kirillov risponde: “No, non in una vita futura, eterna, ma in questa presente vita eterna”.
Da Leaves of Grass
(Walt Whitman)

“Abbiamo spiato le stagioni che si offrono e svaniscono
E abbiamo detto “Perché un uomo e una donna
Non dovrebbero, come le stagioni, offrirsi e poi svanire?”
Mettiamo alla prova noi stessi e invitiamo uomini e donne
Ad ascoltare.
Diciamo a noi stessi “Ricorda, non temere, sii candido,
offriti sempre a lei anima e corpo e tu, mia cara, sosta un poco
e poi procedi, sii copiosa, temperata, casta, magnetica,
e ciò che hai offerto possa tornare ancora, come le stagioni
che tornano e possa essere ancora tra noi proprio come accade
con le stagioni.

 

Dal mio nuovo libro di Poesie

“Nel ventre pigro della notte”

Prefazione
Ora anch’io impasterò la creta Come un tempo facevano gli dei.
Creerò non l’uomo, ma la sua gioia, e creerò nella donna sguardi e sorrisi
Capaci di offrire fratellanza e intimità. Sconfiggerò con la creta dei miei versi
Le paure, il dolore e la mortalità, che turbano Il sonno e uccidono l’anima dei sogni.
L’armonia sarà il canto naturale Delle creature, il silenzio non sarà mai più
Assenza di vita, ma solo l’ascolto del Tempo, lo smisurato tempo di chi vive.

Breve sonetto d’amore
Sono tuo, come possono essere tue
Le lontane ricchezze dell’universo:
il cielo, i tramonti, i limpidi firmamenti,
ma se hai bisogno di un soffitto
non posso essere io,
cercalo altrove:
innumerevoli sono le piccolezze del mondo
e sanno consolare gli afflitti
più di ogni vastità.
Ma, nel rispetto del mio amore per te,
posso essere solo ciò che sono:
un tuo magnifico cielo
un tramonto ogni volta diverso
un firmamento limpido di sogni.

**************************************


LA FESTA DELLA POESIA

LUNEDI 21 dicembre

ORE 21.00 APRE LA RASSEGNA LA FESTA DELLA POESIA DEDICATA AD ALDA MERINI POETESSA CANDIDATA AL PREMIO NOBEL, RECENTEMENTE SCOMPARSA.

OSPITI D’ONORE
I POETI VALENTINO ZEICHEN E ORAZIO POLI

FESTA DELLA POESIA

SALA CHAPLIN

21.00 FESTA DELLA POESIA: dedicata alla poetessa ALDA MERINI
FILM “ALDA MERINI ELOGIO DELLA FOLLIA”
di PAOLO BRUNATTO
Intervento di SILVANO AGOSTI e PAOLO BRUNATTO

Breve intervento poetico degli spettatori
FILM “ALDA MERINI IN CERCA DI UNA PERDUTA RAGIONE DI VITA”
di PAOLO BRUNATTO e CARLOTTA ERCOLINO

ecco due versi di ALDA MERINI

“IO SONO L’ACQUA CHE SI GENUFLETTE
DI FRONTE ALLA MONTAGNA DEL TUO AMORE”

**********************************************************************


Ecco la mail della settimana

From: "Pagani" <pagani@corigroup.it>
Date: Sat, 28 Nov 2009 13:00:12
To: silvanoagosti@tiscali.it<silvanoagosti@tiscali.it>
Subject: Direzione Kirghisia

Caro Silvano, sono Danilo, un ragazzo di 31 anni. Ti ho conosciuto per radio, in uno dei tuoi interventi “dalla Kirghisia” al Volo del mattino.
Quando ti ho sentito le prime volte non potevo crederci..
Lavoravo ormai da un anno in un negozio, dalle 9 alle 20 con due ore di pausa pranzo dal lunedì al sabato ed a rotazione anche la domenica mattina. Ero frustrato, non accettavo quella condizione. Non potevo dedicarmi a nessuna delle mie passioni con il tempo e la tranquillità necessarie per viverle come una passione va vissuta.
E non accettavo il fatto che tutti intorno a me, specialmente i colleghi erano felici, felici di avere un lavoro ben pagato.. Nessuno si è mai lamentato di sentirsi privato, almeno un pò della propria vita.
Nessuno rifiutava mai 50 euro per essere libero la domenica.
La mia sensazione era di non vivere.
E dopo un anno ho deciso di licenziarmi e cercare un lavoro che mi consentisse di vivere..
E quando una mattina, mentre ascoltavo la radio, ho scoperto che in questo mondo di alienati c’era qualcuno che aveva invece capito tutto, qualcuno che voleva urlare a tutti di cercare di riappropriarsi di se stessi, non potevo crederci..
Non potevo crederci perché non sono mai stato capito, quando parlavo con gli amici delle terribili privazioni che questo modo di lavorare ci causa, l’ unica risposta era uno sguardo assente.
E quelle volte che ho affrontato questo discorso con degli imprenditori, la risposta è stata un sorriso che esprimeva compassione verso di me.. ma io con la mia briciola di stipendio caduta dalla loro pagnotta avevo grande compassione per loro..
Ho regalato il tuo libro “ Lettere dalla Kirghisia” a 4 amici, la risposta è stata unanime: utopia.
Mi sento solo
Mi sento solo come l’ altro giorno, quando mi trovavo al mare, su un faro. Come la maggior parte dei fari, si trova sulla punta estrema di un molo.
Per arrivarci si fa un percorso che costeggia il porto e poi si arriva al mare aperto, l’ immenso.
Molta gente a passeggiare..
Ma è terribile, vedi camminare dei gruppi di persone, a testa bassa, che parlano.. si dirigono verso il faro, il mare aperto. Ma quando arrivano al faro li vedi alzare la testa verso il mare, fare un giro a 180 gradi con la testa, si voltano e tornano indietro e di nuovo a testa bassa..
Ma come è possibile? Come è possibile che di fronte al mare ti volti e torni indietro, come se fossi arrivato alla fine della strada chiusa da un muro, non potendo proseguire torni indietro.
Ma cavolo, lì c’è il mare.
Viviamo tutto il giorno tra le auto, palazzi, asfalto, cemento e quando arriviamo di fronte al mare ci voltiamo e andiamo via, come se l’ unico obiettivo fosse stato fare due passi e il mare rappresentasse il punto dove tornare in dietro.
Ma quello è il punto dove partire, contemplare osservare volare con la mente, con gli occhi, con il naso..
Mentre mi trovavo lì sono passate varie persone, e tutte dopo il giro di 180 gradi con la testa sono tornate indietro o si sono fermate a parlare poggiandosi sulla ringhiera con le spalle al mare e dopo qualche minuto andate via.. avevo allora iniziato a scrivere una mail ad una mia amica per raccontargli quello che stavo vedendo e le mie sensazioni e mentre scrivevo il fatto si ripeteva con altre persone, era diventata anche comica.
Mi piacerebbe ritrovarla questa mail per condividerla con te.
Alla fine ho chiesto scusa al mare, che li chiamava, ma loro non ascoltavano..
Ora finalmente ho il tempo per scriverti, per scolpire, per incedere un pezzo di legno, per fare apnea, correre, leggere libri e fermarmi ad osservare il mare..

Ho il tempo vivere..

Grazie Silvano

Danilo

Carissimo Danilo,

quando hai chiesto scusa al mare da parte di umani così disumani che di fronte alla sua maestosa bellezza chinavano il capo e gli voltavano le spalle, sono certo che il mare a modo suo ti ha sorriso, con la schiuma delle onde, cone le varianti del suo azzurro infinito.
Io invece ti ringrazio.
Ti ringrazio per la tua sensibilità e la finezza dei tuoi sentimenti e ti prego di preservarne l’integrità a qualsiasi costo.
Lo stesso sentimento di compassione che provavi quando i tuoi padroni lasciavano cadere nelle tue mani le poche briciole del tuo salario dalla loro pagnotta, la stessa compassione devi averla per coloro che voltano le spalle al mare, e che affidano alla loro povera cecità il solo conforto a una incalzante mediocrità
Dell’esistenza che sono costretti a condurre.
Tu prosegui, fino a scoprire che la libertà è il respiro della personalità e chi vende la propria libertà per denaro o perfino per amore è solo un povero cadavere ambulante.

Ti abbraccio,

Silvano

***********************************************************

Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

***********************************************************

A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


***********************************************************

Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

***********************************************************


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

**************************************************************

UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

**************************************************

Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

********************************************************

 

 

©2010 Edizioni l'Immagine s.r.l. | Tutti i diritti riservati