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DIARIO AZZURRO n.315 del 10.04.2010
di SILVANO
AGOSTI
L’ANTICA
FIABA DEL SILENZIO
“Senti un po’, visto che tu ne sai una più del
diavolo, mi dici come posso addormentare le mie bambine? Tutte le
sere mi trascinano verso il cuore fondo della notte, fissandomi
con gli occhi spalancati, incapaci di chiuderli, come cercando di
aggrapparsi a me per fare il salto dalla veglia al sonno”.
A parlarmi quasi con rimprovero per via che “ne so una più
del diavolo” è l’inquilina del quarto piano che
vive e urla quasi tutto il giorno con le sue bambine, piccole come
bambolette, sveglie e spigliate come due scoiattoli.
“Hai provato con voce delicata a raccontare qualche storia
o una fiaba che ti riaffiora dall’infanzia?”
“Peggio, qualsiasi cosa racconti stimola in loro una veglia
sempre più vivace e cominciano a rigirarsi nel lettino.”
“Allora non ti rimane che la fiaba del silenzio.”
“E cosa sarebbe?”
“ Rimani in silenzio accanto a loro e “mentalmente”
racconti qualsiasi cosa, vedrai che poco a poco tra quello che tu
narri pensando e l’espressione del loro viso si crea un legame
molto intenso.
Io questo l’ho imparato non dal diavolo, ma quando ho incontrato,
per filmarli, i cosiddetti “bambini mostri” del Gottolengo.
Sono arrivato verso il crepuscolo e ho cercato la suora responsabile
di questi esseri talmente diversi da non permettere che vengano
esibiti pubblicamente. Sapevo che suor Giuliana aveva sempre negato
il permesso di filmarli, ma era per me importante mettermi alla
prova.
La suora, quando le ho detto mostrandole la cinepresa “sono
qui per loro” mi ha guardato in silenzio per cinque interminabili
minuti. Avvertivo che il suo sguardo mi frugava con affettuosa intensità
fin nelle viscere.
Finalmente, con severa soavità mormora “Vai. Vai tu.”
Sono salito e mi sono trovato di fronte degli esseri impossibili
da descrivere e non li ho filmati, decidendo che l’avrei fatto
solo dopo aver scoperto la mia mostruosità e la loro bellezza.
Poi, dopo due settimane di osservazione, ho pensato “Dato
che questi esseri non odono, non parlano e non vedono farò
silenzio, narrando loro tutto ciò che conosco sul sorriso.”
Bene, poco a poco, quando nella mia mente appariva la parola “sorriso”,
loro sorridevano e si addormentavano beati. Così li ho filmati
e ogni loro immagine culminava in un sorriso capace di cancellare
dai loro volti straziati qualsiasi traccia di mostruosità.
Ecco, la voce del silenzio penetra più di quella sonora.
Prova.
Ora
vi riporto una vicenda incredibile raccolta nel prezioso alveo del
Quartiere.
LO
SCHIAFFO DI ROMA
Le
poche cose che so con certezza sulla vita degli uomini di potere
me le confidano sempre, come direbbe Dostoevskij “gli umiliati
e offesi”.
“Hai
fatto bene Maria Pia a raccontarmi la tua segreta avventura, ora
la metterò nel mio diario in internet e il tuo gesto entrerà
solennemente nella Storia.”
La donna sorride, contenta di aver potuto narrare una delle mille
avventure vissute presso il Grand Hotel Excelsior, dove per anni
ha prestato servizio col compito di rigovernare le lussuose stanze
che ospitano uomini di potere e di ricchezze.
La vicenda risale alla fine degli anni settanta quando, dopo la
morte del Papa regnante, affluivano a Roma i Cardinali da tutto
il mondo per il conclave.
“Il portiere mi ha affidato due borse e io le ho messe in
una delle bellissime stanze dell’Albergo. Erano le borse di
un ricco americano che, il giorno dopo è partito per gli
Stati Uniti, portando con sé un pacco trovato nella stanza,
pensando si trattasse di un omaggio della Direzione che spesso offriva
ai clienti più facoltosi un abito da antico romano o rinascimentale.”
“E allora?” Chiedo incuriosito.
“Quando poi il giorno dopo sono arrivati alcuni Cardinali,
si è scoperto che quella stanza era riservata a uno di loro
e che quel pacco conteneva l’abito da indossare per partecipare
al conclave. Abito che ormai era partito col ricco americano e si
trovava negli StatiUniti.
Ricordo che il direttore dell’albergo mi ha chiamata attribuendo
a me la colpa del misfatto e dicendomi che avrebbero trattenuto
due mesi del mio stipendio per procurare una nuova veste a Sua Eminenza
che nel frattempo aveva ufficialmente protestato con la direzione
dell’albergo.
Io ho risposto piangendo che avevo due bambine da mantenere, ma
lui con la scusa che l’Eminenza si era molto alterato non
mi ha dato retta e io ho continuato il mio pianto per due giorni.
Poi un Cardinale amico ha offerto il proprio abito all’Eminenza
offesa e poco a poco si sono resi conto che io non c’entravo
niente. Allora mi hanno chiamato per scusarsi con me. Anzi, prima
di entrare nel conclave il cardinale Karol Wojtyla, bellissimo nell’abito
fiammante offertogli dal Cardinale amico, ha chiesto che andassi
da lui e chiedendomi scusa mi ha abbracciato stringendomi forte.
Io istintivamente l’ho respinto e lui è tornato a riabbracciarmi
e io, ancora immersa nel mio pianto, gli ho dato uno schiaffo. Lui
ha sorriso.
Poi il direttore, dopo qualche giorno mi ha comunicato che sarei
stata regolarmente pagata e che io, cameriera d’albergo e
donna d’onore, avevo dato uno schiaffo nientemeno che al nuovo
Papa.”
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IL VERO ABBRACCIO
Nel
mio sito www.silvanoagosti.com ho scritto in uno dei miei diari,
poi ho inserito nel mio libro IL BALLO DEGLI INVISIBILI un racconto
che narra di un accarezzatore e abbracciatore che fa del volontariato
per strada con grandi cartelli IO SONO QUI, CHI VUOLE IMPARARE L'ARTE
DELL'ABBRACCIO SI FACCIA AVANTI etc.
E questo soave personaggio abbraccia i passanti, prima increduli,
poi affascinati, ma prima di farlo spiega loro che un vero abbraccio
è cosa assai delicata e che quindi non ci si deve immediatamente
avvinghiare all’altro. Meglio avvicinarsi con le praccia spalancate
, rimanere qualche istante vicino alla persona da abbracciare, guardarla
con affetto negli occhi e poi lentamente chiudere la praccia a palme
aperte e realizzare in un tenerissimo abbraccio
Una grande rivoluzione sarebbe se tutti gli uomini e le donne si
abbracciassero, incontrandosi, anche se non si sono mai visti prima,
perchè il vero abbraccio non è l'inizio di qualcosa
di temibile, ma può essere un completo messaggio d'amore
e, se non è sommerso da malizia, diviene legittimo tra chiunque
e con chiunque.
Silvano
Agosti
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Mail
della settimana
Da: Riccardo Farina [mailto:riccardofarina69@yahoo.it]
Inviato: venerdì 2 aprile 2010 11.17
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto: il ritorno di pinocchio
Dalle
Confessioni di S.Agostino : " è abbastanza chiaro che
per imparare è un movente più efficace la libera curiosità
che non la continua costrizione..."), con Il ritorno di Pinnocchio(
che ho letto tutto di un fiato, fino all'ultimo respiro), caro Silvano,
continui nella tua opera pedagogica e sommessamente rivoluzionaria,
disegnando un percorso ideale di crescita, dove ogni bambino è
chiamato semplicemente a essere se stesso, vale a dire: una libera
creatura che si muove nel mondo. Il movimento è la chiave
di tutto. E l'amore.
Nell'istituzione scolastica, come in ogni istituzione, l'amore è
assente e il movimento è mortificato, oppure è concesso
fra parentesi : l'ora di ginnastica. Ogni bambino dovrebbe essere
come il tuo Pinocchio.
Lo stile del romanzo è semplice, mai banale, immaginifico
e poetico, con sfumature che ricordano la fantasia di Italo Calvino
e Gianni Rodari. Ha tutte le carte in regola per diventare un classico.
Un caro abbraccio da Jules. Ciao.
Caro
Riccardo,
il mio Ritorno di Pinocchio è forse il solo dei miei libri
che, con LETTERE DALLA KIRGHISIA, desidero con tutta l’anima
che venga letto, ritrovando intatta tutta la preziosità dell’infanzia
che troppo spesso giace su un fondo irraggiungibile di noi stessi.
Ho impiegato cinque anni a scrivere questo mio libretto e mi sono
confinato nella mentalità di un bimbo appunto di cinque anni
per poterlo scrivere. L’altro giorno mi telefona appunto una
“mamma”, rigorosa e moralista che tuttavia mi stupisce
dicendomi che il libro le è piaciuto moltissimo. “Sembra
scritto da un bambino di cinque anni.” Mi dice e qui ho avvertito
il sapore del mistero.Anche il tuo apprezzamento mi ha procurato
grande emozione conoscendo la tua affilata ed esigente sensibilità
letteraria. Ora ti abbraccio, Silvano
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Mi diceva un amico caro, scienziato della Nasa, che l’umanità
è come un granello di sabbia nell’intera spiaggia di
infinite galassie, che popolano gli universi conosciuti.
Istintivamente gli ho replicato che la proporzione di un seme è
sempre minuscola, ma se trova il terreno adatto, cresce e rivela
la propria immensità. Lui ha sorriso, come ogni scienziato
fa, di fronte a pensieri che pretendono di essere scientifici.
Con immagini pittoriche di Stefania Orrù

Trovami
Non cercarmi dove non sarò mai,
sulle rive della vanitào
entro i limiti del tempo…
La
mia ricchezza
Non chiedo alla pietra
Di tramutarsi in oro,
ma alle personedi
essere se stesse.
Conoscere i desideri,
perdersi nei sogni
guarire da ogni oscurità
e con delicato nitore
“rivedere” il mondo,
vera e sola dimora
dello sguardo umano.
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Il
giorno15 aprile 2010 presso la libreria FELTRINELLI di Firenze
Via
Cerretani 30/32
Presenterò
il mio nuovo libro IL RITORNO DI PINOCCHIO una delicata storia d’amore
tra una bambina e un bambini.
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ANTONELLA
GANDINI
IL SILENZIO DELL’INVISIBILE
IMMAGINI RARE PER SGUARDI RARI
14 APRILE – 15 MAGGIO 2010
CENTRO
LUIGI DI SARRO
VIA PAOLO EMILO 28 – 00192 ROMA
TEL.06 3243513
DAL MARTEDI AL SABATO DALLE 17.00 ALLE 20.00
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A tutti gli amici che minacciano di farmi regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”Ecco
il primo messaggioHo trascorso la mia vita attratto e affascinato
dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla
conclusioneche l’essere umano è la realtà più
sottovalutata, più negata, più sfruttata e più
sciaguratamente sottomessa del pianeta.Con l’adesione di molti
iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione
che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare
ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità”
da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per
i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente
che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti
di questa organizzazione.Silvano AgostiHo ricevuto una gentile risposta
da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato
un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà
per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità”
ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.Quindi
ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla
commissione preposta che l’essere umano effettivamente è,
anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la
natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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