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» DIARIO AZZURRO n.227 del 12.03.2008

di SILVANO AGOSTI

Mani e coda

Al nostro Cinema Azzurro Scipioni di Roma, viene uno spettatore che chiamo ”Angelo” per le sue caratteristiche, appunto perfettamente angeliche.
Soave, gentile, si muove avvolto in delicati fruscii.
La sua storia è davvero incredibile. I medici, circa trent’anni fa, hanno comunicato solennemente che gli rimanevano pochi giorni di vita.
“Forse tre, al massimo quattro giorni. Assicurava anche il mio medico personale.” Racconta l’Angelo sorridendo e il suo sorriso risulta incredibile come le sue stesse parole.
E’ nato col cuore praticamente “calcificato”, privo quindi di elasticità dei tessuti.
Il mistero è reso ancora più fitto dall’estendersi dei tre giorni ai trent’anni di sopravvivenza.
L’angelo sostiene di essere stato visitato, nel corso della sua vita non prevista, per ben due volte dal Diavolo, il che prova anche più realisticamente l’origine e la necessità delle sue qualità angeliche.
Il Diavolo gli si è mostrato solo attraverso due grandi mani che sostenevano una specie di registro bruciacchiato.
“Se firmi questo e ti sottometti a me, avrai tutti i poteri del mondo.”
“Cioè?”Ha chiesto candidamente l’Angelo al Diavolo.
“Donne, ricchezze e forse perfino l’immortalità.”
Il termine immortalità ha talmente sconvolto l’Angelo che la forza del suo rifiuto è stata totale e definitiva.
“Ma io vivo grazie alla mia mortalità…” Ha mormorato.
Il Diavolo se n’è andato con la coda tra le gambe.
Naturalmente quando l’Angelo ha raccontato di questo suo incontro, in me la certezza sulla sua salute mentale ha vacillato.
“Ma come? Viviamo nell’anno 2008 e tu credi ancora che esista il Diavolo…”
Cerco di dirgli con la massima serenità che il male nasce dalla disperazione e chiunque lo compie è umiliato dall’assenza di ogni altra via di uscita. Perfino la ferocia animale ha come origine la disperazione.
“Non esiste animale più mite di una tigre che ha mangiato.”
Dico con convinzione.
“Il fatto è che le tigri mangiano regolarmente solo quando sono in gabbia…
Del resto anche per gli esseri umani spesso è così…
Vivere per oltre trent’anni nella certezza che dopo due, tre giorni al massimo puoi morire, significa non fare programmi e passare i giorni, i mesi e gli anni, senza l’ossessione di dover a qualsiasi costo costruire qualcosa di importante. Allora scopri quanto speciale è la vita stessa. Semplicemente lo scorrere sereno del tuo essere tra le rive del tempo”.
“Si ma la storia del Diavolo?”
“Non ho visto il Diavolo, solo le mani e la coda…”

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MEMORIE DEL 68.

Ricordo di aver convinto Marco Bellocchio a venire con me presso l’Aula Magna della facoltà di lettere per assistere ad una delle prime assemblee del movimento studentesco.
Siamo arrivati verso le tre del pomeriggio e per circa quattro ore fin verso le sette di sera siamo rimasti affascinati da un forte e indistinto brusìo del tutto simile a un rumore animale.
Non era possibile intendere una sola parola, non c’era alcuna possibilità di avviare un dialogo o di fare un qualsiasi discorso. Del resto nessuno dei circa duemila presenti aveva l’aria di voler logicizzare in qualsiasi modo la propria presenza.
Si stava bene così, tutti insieme, senza ospitare in alcun modo qualsiasi traccia di razionalità.
Ho detto a Marco “Sta succedendo qualcosa di grosso. Per la prima volta
l’assenza di qualsiasi logica lascia il posto all’emotività.”
Non dimenticherò facilmente quel mio primo incontro con l’anno che doveva divenire celebre, il 68.
Proprio quel giorno ho deciso di tralasciare qualsiasi altro progetto e filmare quello che andava accadendo nelle vie di Roma e all’università.
Non sapevo allora che a quell’anno ne sarebbero seguiti altri nove, assai più straordinari e che sarebbe accaduto un risveglio globale del Paese, per fermare il quale sarebbero state impiegate tutte le possibili e immaginabili risorse degli apparati di potere.


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Mi sono incontrato spesso
Nel tuo sguardo e nei tuoi gesti
Scivolavano i miei occhi
Sulle tue dita bagnate
E ti vestivano i miei capelli
Riparandoti dal vento,
Dal vento caldo della sera.
Ma è vero che l’amore tramonta?
Sì, quanto è vero che sorge
Da sempre e per sempre
Nei tuoi occhi fedeli
O sulle tue labbra,
Tinte di luce

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A proposito del mio libro LETTERE DALLA KIGHISIA, Dino Marcolungo mi scrive:

“E’ bello pensare a questo posto straordinario che è la Kirghisia...
e mi chiedo, la Kirghisia, esiste davvero?
dove si trova?
come posso arrivarci?

forse è tutto molto più semplice di quello che appare...
forse la Kirghisia è molto più vicina, a dispetto di questo nome difficile da pronunciare.

forse è talmente vicina che è già dentro di noi,
e un tempo, breve o lungo, vicino o lontano che sia, anche noi abbiamo vissuto in Kirghisia.

mi piace pensare che la Kirghisia non sia solo un posto dove andare, ma uno stato mentale, una predisposizione del cuore.

certo può sembrare difficile vivere con le regole della Kirghisia in un posto che non è la Kirghisia,

ma ancora una volta mi dico che è tutto molto più semplice di quello che appare...
se la corrente ti piega, se l’acqua ti travolge, devi uscire dal torrente e rimanere sulla riva ad osservare.
uscire dal torrente è il piccolo grande passo che dobbiamo fare, ma che ci cambia la prospettiva della vita.

mi piace pensare che, osservando seduto sulla riva, possa un giorno afferrare per il braccio qualcun’altro che abbia voglia di uscire dall’acqua che lo travolge.

ma tu sei poi rimasto in Kirghisia o sei tornato?


Caro Dino,

non si torna mai dalla Kirghisia, perché la Kirghisia è il nostro territorio naturale, quello che ci avvolge nel rispetto e nella giusta valutazione di noi stessi.
Hai ragione tu, la Kirghisia è soprattutto e prima di tutto un sentimento di libertà.
Mi piacerebbe che nessuno considerasse quello che ho scritto su questo Paese, come un’utopia, ma piuttosto come un semplice progetto, facilissimo da realizzare se non ci fossero forze oscure che dirottano risorse e benessere in zone ultraprivilegiate, lasciando i più tra i tormenti dell’indigenza e dell’abbandono sociale.

Un caro saluto,

Silvano

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Ecco la mail della settimana
-----Original message-----

From: "Luigi Arcella" arcella90@hotmail.it
Date: Thu, 06 Mar 2008 14:17:41 +0100
To: info@azzurroscipioni.com
Subject:

Mi sono arrivati i libri. Ti ringrazio della celerità di spedizione."Il semplice Oblio" si legge tutto d'un fiato. E' un libro profondo, commovente. Mi piacerebbe farne un film. Ma non sono un regista. E' una storia che merita, molto coinvolgente. Il mondo ha bisogno della tua creatività. Mi sembra così bello essere a contatto di un progetto esistenziale in cui al centro non ci siano le catene, il condizionamento soprattutto quello più letale di tutti della nostra coscienza ottenebrata dai bisogni non accettati, vissuti come ricatto, vissuti come il nemico da combattere. E non invece come la piattaforma su cui può costruirsi saldamente l'amore per la vita. Senza giudicare. Accogliendo con un abbraccio noi stessi, così come siamo fatti, e quindi tutti gli altri. Vedi, Silvano. Mi piacerebbe raccontarti, adesso ho 59 anni, del periodo che ho passato in collegio dai salesiani, quando anni fa, ci facevano vedere la tele, e ci oscuravano il quadro quando compariva la presentatrice.
Era un momento magico, perchè, mi ricordo, avevo 14 anni, io quella donna me la svestivo e me la vestivo in un paio di minuti tante volte. Altri tempi! Ma per dirti quanta responsabilità ha questa cultura falsamente cristiana, fatta di sensi di colpa, capace di farci diventare ipocriti. Responsabile dei mostri di oggi,che consumano il desiderio di fiducia, creando odio in noi stessi. Avrei voglia di continuare. Quanti episodi mi vengono a galla del periodo di collegio, che hanno appesantito la mia vita, finchè non ho gridato la mia voglia di riscatto. Ho voglia di farmi un regalo. Ti compro tutta la tua produzione. Non ho il riproduttore VHS, Preferirei avere DVD. E tutti i tuoi libri.
Il mio indirizzo: PASQUALE FIORENZA
Loc. COMPET 31
38060 BESENELLO (TN) Tel. 334 9530496

A U G U R I per quello che sei, per come lo sei. Ti abbraccio.

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IL giorno 19 Marzo sarò al circolo Arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico.
Ecco l’annuncio che ho ricevuto.

Mercoledì 19/3/2008: ore 20,30
A cena con.....Silvano Agosti
L'autore di "lettere dalla Kirghisia" torna a trovarci per presentare il nuovo splendido libro Il ballo degli invisibili in compagnia di Francesca Krnyak, in arte Parola Bianca con la sua performance artistica

Aggiungo che:
La serata è presso il circolo arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico, Via Don Minzoni 96/b, Per prenotazioni e informazioni tel. 0522.671970 oppure su www.arcifuori.it
Il costo della serata, cena e incontro, euro 10,00.
Solo incontro per chi viene dopo le 21,30, euro 5,00

ESISTE UN PULLMAN GRATUITO IL CUI PERCORSO E’ QUI SOTTO DESCRITTO

Cari soci,
l'inizio del servizio pubblico organizzato dalle province di Reggio Emilia e Parma, di Discobus, che da domani primo marzo inizierà a percorrere nei fine settimana, la tratta da Salsomaggiore a Rubbiera, con tappe anche al Fuori Orario, è una conquista sociale talmente importante che credo meriti l'invadenza di un ulteriore messaggio nella vostra casella di posta elettronica.
Ho detto che il servizio rappresenta una grande conquista sociale perchè le Province hanno saputo mettere insieme istanze sociali, operatori di settore, esercenti, volontari, forze dell'ordine, unità di prevenzione, che hanno trovato nell'iniziativa una giusta risposta ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie, offrendo un'alternitiva sicura all'uso dell'auto e una prima concreta dimostrazione di come si possa agire sul terreno della prevenzione e dell'educazione.

A PASQUA, GIORNO DEL MIO COMPLEANNO HO MESSO IN PROIEZIONE I MIEI FILM SIA AL PICCOLO CINEMA PARADISO DI BRESCIA SIA ALL’AZZURRO SCIPIONI DI ROMA. MI FARANNO UN REGALO GLI AMICI, ANDANDOLI A VEDERE E LASCIANDO UN COMMENTO SUL LIBRO DEI DESIDERI.

 

 

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