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DIARIO AZZURRO n.285 del 12.05.2009
di SILVANO
AGOSTI
Questo
diario esce in anticipo perché poi, dovendo andare al Festival
del libro di Torino forse il prossimo dovrà tardare.
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La sfinge
che finge.
Ieri, a Piazza Navona
al centro di Roma, col cielo ornato da un sole che sembrava nuovo
dopo tanta pioggia, vicino alla fontana del Bernini, su un piedestallo
troneggiava scintillante, una magnifica piccola sfinge, tutta d’oro,
con due piccoli seni appena accennati, un mimo semovente.
Ogni volta che un passante deposita la monetina nel contenitore
di porcellana, la sfinge china graziosamente il capo e pare quasi
sorridere.
“Mamma, guarda, una vera sfinge.Una sfinge d’oro”!
La mano della statua armonicamente fluttuante nell’aria offre
in cambio di una moneta un bigliettino augurale.
“Anch’io da grande voglio fare la sfinge…”
La ragazzina apre il biglietto e legge a voce alta.
“L’amore è il volto della vita
E un volto senza corpo,
Come una vita senza amore,
È solo una maschera”.
“Cosa vuol dire mamma?”
“Vuol dire che è difficile capire una sfinge, ma quando
sarai grande lo capirai.”
Osservo, seduto a pochi passi l’incredibile armonia di quel
corpo flessuoso, cerco di immaginare il volto, cerco proprio dentro
di me il massimo flusso di amore, per non rischiare di fermarmi
alla maschera.
Mi chiedo anche perché non mi accontento di ammirare la sfinge
in quanto sfinge e invece assecondo il desiderio irresistibile di
immaginare il volto della fanciulla dal bel corpo flessuoso.
D’improvviso arriva la catastrofe, il terremoto, il piccolo
sunami devastatore.
Un vigile con tanto di divisa, cappello e gradi si avvicina alla
sfinge e dice con voce autorevole : “Favorisca i documenti.”
La sfinge china armoniosamente il capo come a ringraziare e porge
al vigile un bigliettino.
Io, che con un gruppetto di folla mi sono avvicinato, riesco a leggere
“Sii te stesso e sarai immortale, come la sfinge d’oro
.”
Il vigile, pateticamente stizzito ingiunge alla sfinge.
“Favorisca al commissariato.” Poi cava di tasca un telefonino
e dopo qualche secondo di abissale silenzio, arrivano a sirene spiegate
tre volanti della polizia.Con delicati movimenti armonici la sfinge
scende dal piedestallo e si incammina verso la polizia.
Prima di entrare nell’auto si toglie la maschera d’oro.Appare
il volto di un extracomunitario.
Dunque la meravigliosa creatura dagli occhi profondi come quelli
di Nefertiti non esiste, e il ragazzo del Bangladesh, posto che
abbia il permesso di lavoro, forse verrà costretto a versare
le tasse sull’elemosina. Una voce tra la folla dice, per fortuna
con ironia,
“Finalmente uno Stato dalla mano forte.”
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Ecco una foto mia
di 40 anni fa mentre giro un film in Svezia

Mi è arrivata proprio ieri e fa sempre un certo effetto vedersi
“retrospettivamente”.
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Ecco una foto di
oggi, pensoso ma profondamente sereno.

Simonetta, la mia cara vicina di casa, mi ha chiesto di scrivere
una Poesia da dare in regalo al nipotino Marco che faceva ieri la
sua Prima Comunione.
Ho pensato, “Vediamo cosa un laico come me può scrivere
in una occasione tanto specifica”.
Nel
giorno della comunione
Tra Marco e il Mistero
Oggi
è la tua festa,
ma anche l’”oggi” di domani
e tutti “gli oggi” del tempo
devone essere per te
solamente una festa.
Caro
Marco,
Noi bambini crediamo
A tutto,
perché è bello credere
all’”incredibile”.
Crediamo
nei fiori
nella luce e nel sonno
e ci piace spiare il mondo
sognando di giocare
per sempre
il gioco più bello, la vita.
10
maggio 2009
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Ecco una mail della
carissima Monica, che ho deciso, col suo permesso, di condividere
coi lettori del mio Diario, perché penso descriva il percorso
di tutte le donne cresciute in una cultura sostanzialmente impaurita
dalla vera statura della Donna. Una cultura stabilmente maschilista,
alimentata, appunto, da alcuni squallidi maschi, arroccati nelle
posizioni di potere, incapaci di un reale confronto paritario con
la femminilità
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Caro Silvano, la
tua attenzione e il tuo porgermi un vero ascolto è più
che sufficiente per me.
In sintesi.
Le stoffe appiccicose sono le etichette che gli altri appiccicano
al prossimo; esempio:
sei bello, sei brutto, sei troppo grasso, sei troppo magro, sei
stupido, sei incapace, non sei portato per lo studio ma per i lavori
manuali, sei goffo, non ti sai esprimere, sei timido, sei intelligente,
sei ignorante, sei impotente, sei pigro, sei indolente, sei una
persona di successo o sei un fallito, sei figo, sei qui… sei
là….
Fin dall’infanzia siamo etichettati da qualcuno: in primis
dai nostri genitori, dai nostri parenti, dai nostri fratelli e poi
i compagni di scuola, colleghi di lavoro, conoscenti, “amici”
e così via.
Queste etichette poi ce le crediamo a tal punto che le facciamo
nostre, che siano positive o negative... e sempre e senz’altro
ci sono etichette negative che diventano veramente determinati sulla
nostra personalità , sul nostro carattere e influenzano così
le nostre scelte, i nostri comportamenti e le nostre azioni verso
gli altri e verso noi stessi.
Le persone non sanno quanto male riescono a fare al prossimo, anche
solo appiccicando queste STUPIDE E IRREALI ETICHETTE. Chi sono gli
altri per definirci e condannarci?
Io non sono una persona di successo, ma ho avuto nel corso della
mia vita momenti di successo.
Essere e avere non sono la stessa cosa.
Così come io non sono un errore anche se nella vita ho commesso
errori.
Tu, caro Silvano, sei fuggito da queste etichette che condanno le
persone a uno stato falso dell’essere, a una falsa immagine
dell’ io, scappando di casa a 17 anni e intraprendendo un
cammino tutto tuo.
Tu istintivamente (per una tua fortuna, per un tuo dono innato)
non hai voluto ascoltare veramente quello che gli altri hanno tentato
di farti credere di te.
Questo anche per tua indole di carattere.
Non è facile parlare di queste cose così in quattro
e quattr’otto,
ma sono sicura che tu, quando qualcuno ha provato ad appiccicarti
queste etichette, te le sei subito scollate di dosso.
Io no.
Io ero una bambina ubbidiente, che non ha imparato a dire di no,
perché se lo facevo erano botte.
Ma per vivere in questa vita bisogna imparare a dire di no quando
è necessario, altrimenti sono guai, altrimenti ci si mette
alla mercé degli altri e le persone non sono tutte buone
e amorevoli e non fanno sempre gli interessi del prossimo, anzi.
Bene , io per farmi accettare dagli altri (perché mi hanno
educata che io non valgo niente e gli altri sono sempre più
importanti, più autorevoli , più intelligenti di me),
ho sempre agito per compiacerli anche a discapito di me stessa,
per cosa, per ricevere affetto e la loro stima. Pensa un po’,
Silvano, che bel pasticcio che ho combinato su me stessa!
Conformismo, ecco la parola chiave.
Io dovevo essere come gli altri volevano che io fossi e sai come
hanno sempre voluto che io fossi?
Ecco, adesso te lo dico:
Debole, malleabile, insicura, dimessa, timida , inibita, inferiore,
ingenua, anche un po’ ignorante (così, per potermi
raggirare meglio), timorata di Dio o di qualche padrone (padre,
datore di lavoro, marito)…
E tutto questo bel lavoro lo hanno fatto soprattutto in famiglia,
soprattutto le persone che dicevano di amarmi. Perché? Perché
questo tipo di persona fa comodo, è una perfetta marionetta.
Le persone sicure di sé, danno fastidio.
Ecco perché ora diffido delle persone che mi dicono di amarmi….
ma anche questo non è giusto, perché ora non so più
distinguere chi dice il vero e chi dice il falso.
Soprusi, violenze, tentato stupro, angherie di ogni tipo, sono queste
le cose che ho subito soprattutto nella mia infanzia e sono cose
che segnano e lasciano cicatrici profonde e distorce la personalità.
Io nella famiglia ero uno scarafaggio, un errore che commetteva
solo errori. Non andavo mai bene, c’era sempre qualcosa che
non facevo bene o che non dicevo bene. Ero sempre inadeguata. Ero
il capro espiatorio.
Quella persona su cui scaricare le proprie frustrazioni , ero quella
su cui esercitare il potere per sentirsi superiore.
E’ ora di cambiare Silvano, è ora che io mi stacchi
una ad una queste stupide etichette che mi hanno messo gli altri
per loro comodità e che purtroppo ho accettato come vere.
E’ ora che non ci creda più, che mi liberi di tutti
questi “stracci” e che faccia riemergere la mia vera
essenza che è l’unica cosa che mi renderà felice,
poiché io sono sicura che dentro mi me, la vera Monica è
bella, sorridente, creativa, serena, combattiva, tenace, forte,
atletica, GIOVANE, , loquace, amorevole, fiduciosa, sicura e CAPACE
di fare cose che ieri non osavo neanche immaginare….
Pensa un po’ Silvano, io non oso neanche immaginare. Quanta
gente non osa neanche immaginare.
Ma è mai possibile che una persona non si senta libera neanche
di immaginare?
E’ semplicemente assurdo!
E poi, un altro esempio importante.
tu mi dici che sono bella, ma io mi devo sentire bella non perché
me lo dice qualcuno, ma perché me lo sento. Bisogna prendere
coscienza di sé. Altrimenti, oggi sono bella perché
sono simpatica e domani , magari dopo un torto subito la stessa
persona mi umilia dicendomi il contrario.
Capita spesso di sentire che una persona è etichettata come
buona e brava, poi se quella persona fa o dice qualcosa che non
corrisponde alle aspettative la si addita come cattiva .
(ma lo sai che fino a ieri mi sentivo una vecchia, una donna finita,
anzi neanche più una donna).
Ma questa è l’educazione che ho avuto e che io chiamo
ora MALAEDUCAZION (alla Almodovar).
Bene, per ora concludo qui. Non voglio annoiarti troppo.
Ciao e buona domenica…forse se ne riparlerà.
Monica.
Cara Monica,
devi proprio avere
pazienza, gli esseri umani, oggi come oggi, sono solo capaci di
rendersi e rendere infelici, poiché vengono fatti crescere
e prosperare con l’idea che debbono in qualche modo “divenire
qualcosa”
o “qualcuno”, dopo avergli fatto dimenticare che, anche
solo come macchina biologica, l’essere umano è, alla
nascita, il massimo capolavoro che la natura ha determinato in cinque
miliardi di anni.
Così maschi e femmine vengono addestrati a pensare di essere
una nullità a meno chè non riescano le une a rincretinirsi
al punto da desiderare o ancor peggio divenire delle veline o ancor
più tragicamente da desiderare o ancor peggio divenire delle
mogli e gli altri, i maschietti, a credere che se “faranno
i soldi” potranno fare finalmente tutto. Senza tener conto
del fatto che con i soldi anche un cane bull dog qualsiasi può
fare qualsiasi cosa, basta mettergli in bocca una mazzetta consistente
di denaro con la scritta “voglio un cinema”, oppure
“voglio un bar”, oppure “voglio umiliare una donna”…
Ci riesce anche un qualsiasi cane.
Insomma l’impotenza maschile viene definitivamente realizzata
delegando il denaro a “realizzare i desideri.”
Per quanto mi riguarda tutte le cose che ho realizzato nella mia
vita, dai film ai libri, dalla sala cinematografica alla mia casa,
sono riuscito a realizzarli assolutamente SENZA DENARO.
Se qualcuno è interessato a sapere come ho pubblicato un
libro proprio intitolato così COME REALIZZARE QUALSIASI FILM
SENZA DENARO O PER CAPIRCI MEGLIO SENZA SPENDERE NEPPURE UN EURO,
ma i giovani sono troppo occupati a cercare il denaro per fare un
film e allora probabilmente non hanno né il tempo per vivere
né il tempo per leggere il mio libro.
Tu, cara Monica, hai capito finalmente la grande truffa che hai
subito accettando di dimenticare che sei un prezioso capolavoro,
anche e soprattutto se non fai nulla di speciale se non approfondire
la coscienza di ciò che sei e sembri aver deciso di rimetterti
sul sentiero della libertà, sul quale camminavi con tanta
abilità quando avevi quattro anni.
Per quanto riguarda l’amore credo di aver capito che se qualcuno
decide di amarsi o di amarti che in fondo è poi la stessa
cosa, non si sognerebbe mai di giudicarti né in bene né
in male, proprio come se tu divenissi, nel miracolo dell’amore,
una splendida mite giornata di tarda primavera.
Insomma Monica, che se è se stessa è bella, sorridente,
creativa, serena, combattiva, tenace, forte, atletica, GIOVANE,
, loquace, amorevole, fiduciosa, sicura.
Ti abbraccio e, ripeto, conra pure su di me.
Silvano
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DAL 14 MAGGIO AL 17 MAGGIO
SARO’ PRESENTE AL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI TORINO
IN UNO STAND TUTTO RISERVATO ALLE MIE OPERE CINEMATOGRAFICHE E LETTERARIE
LO STAND A58.
SARO’ FELICE DI SPIEGARE AI CHIUNQUE L’AFFASCINANTE
E FIABESCO PERCORSO RISERVATO A CHI INTENDE AGIRE PRODUTTIVAMENTE
SENZA L’IMPIEGO DEL DENARO E SENZA DIPENDERE DA ALCUNA ISTITUZIONE.
IL MIO STAND “ A58 “, SARÀ
UBICATO NEL PADIGLIONE 1 DEL LINGOTTO FIERE. IL MIO TELEFONO 3287621633.
SE QUALCUNO DI TORINO E’ MAI ENTRATO IN POSSESSO DI UN MIO
LIBRO, VENGA A TROVARMI DAL 14 AL 18 MAGGIO AL
FESTIVAL DELLA LETTERATURA E IO GLI SCRIVERO’ VOLENTIERI UNA
DEDICA.
SABATO 16 MAGGIO ALLE 14.15 PRESENTERò
INSIEME AL Professor Prono, TITOLARE DELLA CATTEDRA DI STORIA
DEL CINEMA ALL’UNIVERSITA’ DI TORINO SOPRATTUTTO I TRE
ROMANZI DA CUI HO TRATTO UN FILM OVVERO UOVA DI GAROFANO –
L’UOMO PROIETTILE – LA RAGION PURA
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione
che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente…
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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