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» DIARIO AZZURRO n.244 del 15.07.2008

di SILVANO AGOSTI

Forse gli esseri umani sono solo un prestito che la natura fa al mondo.
Per questo l’esistenza ha un termine, mentre la vita sembra essere perenne, anzi eterna.
L’immortalità, per noi che possiamo contare soltanto su una sola esperienza di vita nell’arco intero dell’eternità, non consiste quindi nello sconfiggere la morte quanto nel riuscire a vivere pienamente la sola vita che abbiamo a disposizione.
Nel quartiere c’è una sola persona che sembra aver difeso da sempre il proprio diritto alla vita.
Se ne va in giro a piedi o su una deliziosa bicicletta elettrica, spesso canticchiando motivi inventati e ad ogni persona che incontra sembra offrire un rispetto profondo e un’attenzione esclusiva.
Avrà una cinquantina d’anni, anche se quanlcuno sostiene ne abbia compiuti molti di più.
Da tempo provavo il desiderio di incontrarlo e conoscerlo.
Ieri l’occasione si è presentata con l’eleganza degli eventi casuali.
Ero seduto al bar e l’ho visto arrivare. Tutti i tavoli occupati. Un solo posto libero accanto a me.
Con un sorriso capace di esprimere i desideri, gli ho fatto cenno che poteva sedersi accanto a me.
E così l’ho incontrato finalmente.
Dopo pochi secondi mi ha dato la sensazione di conoscerlo da sempre e quando ho chiesto il segreto della sua permanente serenità ha confessato che, scappando di casa a diciassette anni, aveva progettato di vivere in modo tale che se tutti vivessero come lui il mondo sarebbe finalmente un paradiso.
“E cioè? Qual è questo modo di vivere?” Ho chiesto.
Semplice, non lavorare più di tre ore al giorno e usare le altre 21 ore per vivere e dare una risposta ai propri desideri.
“Finchè tutti saranno costretti a dedicare al lavoro l’intera giornata, gli abitanti di questo pianeta potranno tutt’al più esistere e conoscere costantemente l’angoscia della morte.
Liberati dall’obbligo di trascorrere l’esistenza solo a lavorare tutti potranno conoscere il mistero della vita e gustare la loro porzione di eternità e infine morire dolcemente al culmine del proprio tempo, come abbandonandosi a un sonno benefico.”
Gli dico che mi pare impresa impossibile dire a qualcuno che ha famiglia e innumerevoli problemi, che bisogna lavorare solo tre ore al giorno quando tra infinite difficoltà i più riescono a tirare avanti lavorando dieci o dodici ore al giorno.
“Ci riusciranno, tra poco ci riusciranno e finalmente la vita approderà su questo pianeta.”
Ci siamo lasciati congiunti da queste sue ultime parole enigmatiche.
E da quel momento è nata in me la certezza che la mia vita sarebbe cambiata.


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Ieri sono entrato in un negozio di cibi biologici alla ricerca della farina di avena perché ho deciso di provare a farmi il pane da solo.
Il negoziante, simpatico e affabile, si è dilungato a spiegarmi le varie modalità di cottura e io, travolto da tanta simpatia gli ho detto.
“Sai, ti dirò un segreto, è importante che tu faccia il possibile per lavorare non più di tre ore al giorno, altrimenti ti svegli a sessant’anni e ti accorgi di aver perso tuttala vita, insomma di non aver vissuto.”
Lui mi fissa con sguardo intenso e buono e, con l’aria di rivelarmi a sua volta un segreto mi dice.
“Ma lei ha letto il libro di Silvano Agosti LETTERE DALLA KIRGHISIA? Io l’ho letto e l’ho regalato a tutti i miei amici. Lui dice le stesse cose che mi sta dicendo, ma le dice meglio di Lei…”


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Ho scritto questa lettera a Jacopo Fo, che stimo e apprezzo.

CARO JACOPO,

Leggo con interesse e a volte con passione il tuo Blog “Cacao della domenica” e ogni volta mi rammarico nel constatare come il livello della tua intelligenza, che avverto di notevole levatura, non riesca mai a onorare pienamente se stesso attraverso i tuoi scritti.
Trovo infatti errato occuparsi di Berlusconi (comunque imbattibile nell’autodistruzione) o dei suoi gregari, offrendo loro una grande divulgazione che certo non meritano.
Mi piacerebbe venissero affrontate notizie piu’ vicine ai desideri e ai bisogni degli esseri umani come ad esempio che “con meta’ del denaro che ogni anno si spende in questo Paese per le prostitute, la droga e le armi” si potrebbe provvedere a procurare una casa a tutti gli italiani e ci rientrerebbe anche un pranzo gratuito per ogni cittadino.
Oppure evidenziare che i vagoni di prima classe viaggiano quasi sempre semivuoti e quindi si potrebbe offrire un’opportunita’ a chi ha compiuto i sessant’anni, di fare gratuitamente un salto nella citta’ vicina, farsi una passeggiata e tornare a casa per sera.
O , e non infine, che nelle piazze principali di ogni città o paese, nel pomeriggio di ogni venerdì i comuni offrono il the agli anziani, mentre gli allievi dei conservatori organizzano trii o quintetti per allietare “L’ORA DEL THE”. O anche che gli osteologhi visitino i bambini e gli adolescenti per diagnosticare il grave stato del sistema osseo, quando i giovani vengono costretti a rimanere seduti cinque o sei ore al giorno nelle scuole. etc etc.
O anche creare nel tuo blog una sorta di borsa del volontariato, nella quale informare delle varie innumerevoli iniziative del settore.
Infine avviare appunto la consapevolezza che l’essere umano, anche solo come macchina biologica, inizia a funzionare quando e’ provvisto degli elementi base per poter affrontare la vita e che quindi lo Stato deve offrire a ogni cittadino una casa, un pranzo gratuito, un’opportunita’ lavorativa di non piu’ di tre ore al giorno e l’accesso gratuito alle opere d’arte.

Affettuosamente ti saluto proponendoti di immaginare come brillerebbe il tuo talento all’interno di queste o simili tematiche.

Silvano Agosti

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Tra i molti giovani che, dopo la lettura di LETTERE DALLA KIRGHISIA, hanno deciso di partire solo con un sacco a pelo, per conoscere il mondo c’è Lorenzo, la cui ultima lettera volentieri condivido con i lettori di Diario.

Ciao Silvano,
dopo aver attraversato marche,emilia, toscana e aver passato quella notte nel mitico Azzuro Scipioni sono giunto qui in sicilia. Rispetto alle prime 2-3 settimane il mio viaggio sta ora avendo un andamento piu lento,alcuni giorni li passo solo camminando per km lungo queste meravigliose coste mediterranee, poi appena tramonta il sole, mi godo il profumo salmastro del mare e mi concedo un soave sonno per svegliarmi all'alba. Riuscire a vivere in questo modo l'inizio e la fine della giornata sarebbe gia sufficiente a garantire una certa serenita alle mie giornate.
Quello che mi sta eccitando di piu finora è fare l'autostop.Mi hanno dato i passaggi i piu svariati personaggi:dall'umile muratore, all'attore, al direttore di banca...ogni volta una conversazione diversa:LA STRADA CHE SI TRASFORMA IN TEATRO!
Ovunque trovo persone che mi offrono acqua,cibo,la possibilita di fare una doccia,di dormire in una stanza o in un giardino e c'è anche chi mi ha regalato dei soldi.Qualche giorno fa erravo in una stradina in aperta campagna sotto il sole cocente e senz'acqua,passa un ragazzo in vespa con un pacco d'acqua tra i piedi e mi regala di sua spontanea volonta una bottiglia di acqua ghiacciata.Luigi,un ragazzo che vive a Modica,dopo avermi dato un passaggio mi ha ospitato a casa sua.Oggi è andato al lavoro e mi ha lasciato le chiavi di casa.Ogni avvenimento di questa gentilezza e fiducia mi avvicina sempre piu a me stesso e agli altri.
Stanno scomparendo le paure che che mi rendenvano il futuro incerto e inquieto;rincorro meno il tempo,sta diventando anzi un amico del presente,rendendolo piu intenso.
L'unica piccola difficolta è aggirare o infrangere la grande quantita di regole,norme e leggi senza le quali sarebbe tutto piu fiabesco.Non a caso,questa pagina di Ghoete,che per me oltre a essere il piu grande autore che io abbia mai incontrato finora,nella mia immaginazione è un carissimo amico,ha confermato le mie intuizioni:Un uomo che si forma sulle regole non fara mai alcunche di cattivo gusto o di assurdo,come chi si lascia plasmare dalle leggi e dall'educazione non diventera mai un vicino insopportabile ne un vero birbante;ma tutte le regole,si dica quello che si vuole,distruggono il vero sentimento e la sincera espressione della natura.Mi dirai che questo è troppo,che esse impomgono soltanto certi limiti e tagliano i rami troppo frondosi,ecc.Amico mio posso servirmi di un paragone?L'arte è come l'amore:un giovane innamorato si dedica interamente a una ragazza,passa tutte le ore della giornata con lei,a lei dedica ogni sua energia e i suoi averi,per dimostrarle che le appartiene completamente.Ad un certo punto si intromette un filisteo,un uomo che riveste una carica importante e gli dice:"Mio caro signore,amare è umano,ma lei deve amare virilmente!Distribuisca le sue ore,ne dedichi alcune al lavoro e altre libere alla sua ragazza!faccia un calcolo di cio che possiede,provveda prima ai suoi bisogni;non le proibisco di farle qualche dono con il rimanente,ma non tanto spesso;ad esempio per il suo onomastico e compleanno ecc."
Se il giovane segue questo consiglio diverra certamente un uomo utile e consiglierei ad un qualsiasi principe di dargli un impiego;ma per il suo amore è finita e,se è artista,anche per la sua arte.Oh!amici miei,perche cosi raramente straripa il fiume del genio,cosi raramente dilaga in gran flutti e scuote le vostre anime meravigliate?Cari amici,è perche sulle rive abitano pacifici signori,le cui casette di campagna e i tulipani del giardino e gli orti sarebbero devastati dall'inondazione,ed è percio che essi pensano a premunirsi in tempo con argini e canali dal pericolo futuro.

Dimenticavo!qui fanno le granite piu buone d'italia,quelle vere con la frutta vera...
Spero di non avere fatto errori nel mio racconto poiche a scuola in oltre 10 anni non mi hanno imparato a scrivere bene,e sto imparando da solo da qualche tempo a questa parte.

Con affetto
lorenzo

Caro Lorenzo.

Non sai con quanta reale commozione ripercorro attraverso i tuoi scritti l’esperienza che ho fatto tantì anni fa quando anch’io me ne andavo per il mondo con un sacco a pelo e scoprendo quanto prezioso sia il genere umano.
La frase più importante che scrivi è questa. “Stanno scomparendo le paure che che mi rendenvano il futuro incerto e inquieto;rincorro meno il tempo,sta diventando anzi un amico del presente,rendendolo piu intenso.”
Hai incominciato sunque a vivere il tempo invece che a inseguirlo. Ricordi la mia poesia?

Il tempo è bianco
Esile e casto.
Sfugge a chi lo insegue,
cresce il chi lo vive.

Sono certo che ormai nessuno potrà mai più sottometterti o rubarti il tempo della vita offrendoti un lavoro appena sufficiente a garantirti l’esistenza, quella sorta di “ergastolo invisibile” che, nonostante le nuove meravigliose tecnologie operanti, tiene prigioniera gran parte dell’umanità.
Io sogno di contribuire a riscattare i miei sinili da un destino che non è il loro e faccio il possibile perché, come hai avuto il coraggio di fare tu, scelgano la via della consapevolezza e decidano di essere i soli responsabili del proprio destino.

Un lungo abbraccio,

Silvano

 

 

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