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» DIARIO AZZURRO n.293 del 15.07.2009

di SILVANO AGOSTI

Torno a scrivere il diario, sia pure a intervalli quindicinali dato il periodo estivo, che mi vede spesso assente per proiezioni dei miei film o partecipazioni a eventi in varie località dell’Italia.
Mi è mancato il tepore dei tanti volti sconosciuti che seguono la stesura dei miei diari e mi nutre emotivamente il fatto che non saprò mai quanti dei circa undicimila iscritti al sito effettivamente leggono le mie parole e ricevono i miei pensieri e fanno conoscenza con i personaggi che vado via via incontrando nel quartiere dove vivo a Roma e altrove.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che hanno dato testimonianza di gradire i miei scritti e anche quelli che li vivono con distacco critico.
Mi sono chiesto quale sia in effetti lo scopo di scrivere e descrivere tutto ciò che incrocia il mio destino e mi pare si tratti di un’emozione semplice: condividere col maggior numero possibile dei miei simili la serenitò che procura l’incontro con dei compor-
tamenti umani imprevedibili, reali eppure capaci di sfidare qualsiasi fantasia, come ad esempio quelli dei due fruttivendoli ne:

LA DANZA DELLA FRUTTA

Affascinato da una mezz’ora indimenticabile trascorsa a Roma, al grande mercato della frutta di via Trionfale, ho deciso che, appena arrivato a casa, mi sarei seduto al computer per cercare di descrivere quello che avevo visto. Ma lungo il cammino più pensavo e più mi convincevo che era praticamente impossibile ricreare, anche lontanamente, narrandola, quella sublime e appunto inenarrabile esperienza.
Eccomi qui ora, cocciutamente determinato a tentare l’impresa.
Un crocchio di massaie circondava il banco numero 23, dietro il quale padre e figlio eseguivano una specie di balletto, mentre insaccavano frutta o verdura che poi pesavano e porgevano a questa o quella cliente. Nulla di speciale fin qui. Nulla difficile da narrare, a parte la grazia e l’abilità con cui i due fruttivendoli eseguivano i loro giochi di prestigio, riempiendo questa o quella borsa.
D’improvviso il ragazzetto, avrà avuto al massimo una quindicina d’anni, dice al padre “Che ne dici dell’adagio del quinto concerto per pianoforte e orchestra di Bethoven? Glie metto Horowitz o Glenn Gould?”
“Horowitz è più delicato.” Gli grida con garbo il padre insaccando le pesche prugne.
Ed ecco il miracolo, Il ragazzetto con un guizzo clicca un portatile e parte uno dei più straordinari “adagio” che si siano mai scritti, l’adagio del quinto concerto di Bethoven.
Le massaie ammutoliscono e per una manciata di secondi assumono un’espressione decisamente umana, quasi per la prima volta si trovassero ad assaggiare l’estasi. Poi, incoraggiata dall’attacco delicatissimo del pianoforte, una si rivolge al fruttivendolo padre “Fammele mature le pesche, ma non sfatte.”
L’uomo offre un delicato silenzio al proseguire dell’adagio, poi tranquillizza la cliente “Morbide come il burro te le scelgo Martina, per via delle tue labbra delicate e belle.”
La massaia fa roteare la mano al lato destro della fronte come per dire “Una volta sì, ma ora…È passato il tempo. Intanto Horowitz ha quasi concluso il suo intervento e il ragazzetto lo interrompe e fa partire lo strepitoso largo di un valzer di Strauss.
“Questo è bello, l’ho ballato al matrimonio mio” Dice una donna sproporzionatamente grassa, mentre il folto gruppo di massaie accenna debolmente un passo di danza.
“A papà je famo sentì Bach?”
E attacca il grande coro della messa in si minore.
Per un attimo il mercato, tutto il mercato si immobilizza in una densa nube di meraviglia e di stupore.

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Ogni tanto capita di assistere a film che non appartengono ad alcun genere visto prima.
Ieri sera al festival del documentario Libero Bizzarri a San Benedetto del Tronto è stato proiettato un film La ballata di un uomo brutto interpretato dall’attore caratterista Carlo Delle Piane, noto soprattutto per i film di Pupi Avati.
E’ una confessione a tu per tu con la macchina da presa nella quale l’attore si libera di remoti e infiniti complessi che lo hanno assediato per tutta la vita.
Appare evidente la sua ossessione di essere “brutto”, il che ha senso solo se per “bello” si intende l’insieme di quei volti insipidi, esteriormente regolarissimi che appaiono sulle riviste di moda e nei film commerciali.
La singolarità del film è nell’emozione che comunica “la bellezza” di qualcuno che parla agli altri di sè, dicendo cose che non oserebbe mai rivelare neppure a se stesso.
Questa bellezza della verità cresce nel film fino a rivestire ogni immagine e rende armonico anche il volto
fisiologicamente irregolare del simpatico attore.
Così come alla spietatezza dell’Ordine e alla confusione del Disordine è opportuno contrapporre e scegliere l’Armonìa, anche nello sciocco dilemma esteriore tra Bellezza e Bruttezza è opportuno compiere la stessa scelta: l’Armonia.
Mi sono convinto di ciò quando ho realizzato il film sui cosiddetti “bambini mostri” del Gottolengo di Torino “Frammenti di vite clandestine” nel quale è avvenuto il miracolo della trasfigurazione di apparenti mostruosità in sorrisi che all’improvviso riuscivano ad armonizzare ogni disarmonia.
Infatti nel corso del filmato La Ballata di un uomo brutto le discontinuità, le molte enunciazioni di disistima in se stesso e l’aroma gradevole della verità, ridipingono il volto dell’attore rendendolo perfettamente armonico con la sua personalità e quando, dopo il film Carlo Delle Piane è apparso in carne ed ossa sul palcoscenico, per me, e credo per tutti i presenti, il titolo del film non era più La Ballata di un uomo brutto ma semplicemente La Ballata di un uomo.
Così quando, trascorsa la serata, l’attore ha chiesto
una dedica sul mio libro Lettere dalla Kirghisia, mi sono sorpreso a scrivere: “A Carlo delle Piane perché, meglio conoscendomi attraverso la lettura di questo libro, meglio si conosca e sappia che se qualcuno mi obbligasse a immaginare una divinità, probabilmente chiederei soccorso al suo viso.”


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A questo proposito mi è veuto il desiderio di trascrivere un mio breve intervento al Volo del mattino.

I tre minuti a Radio Dj

“Allora, si tratta oggi di chiarire un punto. Perché tutti gli esseri umani, uomini e donne in occidente si direbbe siano costruiti per essere in vendita? Perché direttamente o indirettamente si mettono in vendita? Alcune donne si vendono a rate sposandosi, altre si vendono mensilmente facendo lavori che le umiliano, dato che il lavoro spesso non è organizzato per produrre ma, si direbbe, per reprimere. Cioè per fare in modo che le persone non pensino e dimentichino che non stanno vivendo un loro destino, ma solo seguendo una serie di offerte occasionali che invadono il tempo della vita e tolgono ogni coscienza dell’immenso valore che ogni essere umano ha in sé. Cosa succede? Succede che la maggioranza degli abitanti di questo misterioso e magnifico pianeta cresce maturando una profonda disistima in se stessa.Mi capita da molti anni di chiedere a tutti quelli che incontro “Che opinione ti sei fatto dell’umanità?” E tutti rispondono “Ah l’umanità… è terribile.” Addirittura uno a Roma mi ha detto “Io li metterebbe tutti al muro.” Questo credo accada perché ognuno di loro ha raggiunto una così profonda disistima in se stesso che ha bisogno di abbassare la qualità del mondo,
per poter respirare un attimo. Ma ricordatevi, cari ragazzi e care ragazze che vi può capitare come al brutto anatroccolo, che si viveva brutto, appunto, come anatroccolo, ma in realtà era uno stupendo cigno. E vi auguro che venga al più presto un momento della vostra vita in cui scoprirete che l’essere umano è il massimo capolavoro che la natura ha prodotto in cinque miliardi di anni e voi, appunto, ognuno di voi è, all’origine, un assoluto capolavoro. Mai nessuno è nato come voi prima di voi, mai nessuno nascerà come voi dopo di voi. Nell’arco intero dell’eternità.”

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Da sempre
avverto in me
Il fluire
del sentimento.
Un canto sommesso
d’amore,
Non da voce o suono
Ma dal silenzio
Della memoria,
Che a volte
Tace ogni ricordo,
tranne il tuo volto.

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LA MAIL DELLA SETTIMANA

Da: Alessandra Milani [mailto:milani_ale@hotmail.it]
Inviato: lunedì 13 luglio 2009 21.36
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto: Molto interessata+richiesta info
Priorità: Alta

Buongiorno Silvano, mi chiamo Alessandra Milani e vivo a Londra.
Ho da poco visto il suo straordinario documentario "D'amore si vive" e ne sono rimasta incredibilmente colpita. Ad essere sincera al 100% fino a quel momento ero totalmente ignara dei suoi lavori.
A questo proposito infatti le volevo chiedere se ha cercato anche di distribuire o comunque di rendere i suoi lavori visibili e raggiungibili anche all'estero e se quindi avesse fatto,stesse facendo o avesse intenzione di sottotitolare i suoi lavori in inglese e/o altre lingue.
Ci avrà probabilmente già pensato ma credo non sarebbe altro che una contribuzione all'arricchimento di molte persone e, a mio avviso, ritengo sia un vero peccato tarpare le ali a qualcosa di così intenso e coinvolgente solo per una questione di lingua.
Spero che questa mia mail non sia stata del tutto inutile o una perdita di tempo.

Buona giornata.

Alessandra

Cara Alessandra,

ti ringrazio per la tua affettuosa mail alla quale posso rispondere semplicemente che, avendo scoperto che i film che trattano della vita sono spesso invisi agli apparati, i miei film non sono mai usciti in Italia se non clandestinamente. Se invece all’estero la vita è a tuo parere più apprezzata ( e per vita intendo il rispetto dei veri diritti di ognuno, tra cui, appunto il diritto a vivere e nonsolo ad esistere come forza lavoro o come moglie e marito o come
pedina elettorale) se all’estero i miei film possono trovare un approdo io ne sarei certamente felice. Ti comunico a questo proposito che sta per uscire in Francia il mio primo dvd sottotitolato in francese de IL GIARDINO DELLE DELIZIE, il mio primo film che ho concepito per suggerire a due persone che si amano di non convivere mai nello stesso spazio ma di procurarsi ognuno una abitazione, con conseguente autonomia economica, culturale, affettiva e poi condividere la vita da due postazioni di libertà potendo finalmente compiere una scelta d’amore rinnovabile giorno per giorno e davvero per tutta la vita.
Comunque chiunque sia attrezzato per sottotitolare i miei film sarà il benvenuto.

Un saluto affettuoso,

Silvano

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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