|
|
»
DIARIO AZZURRO n.290 del 17.06.2009
di SILVANO
AGOSTI
LA
VISITA DI SUA MAESTA’ IL RE
Arianna,
moglie del piastrellaro, mi è venuta a cercare al cinema
perché voleva il mio parere a proposito della suocera.
“Che succede?” Ho chiesto, sicuro che dietro tutto quell’affanno
ci fosse solo qualche futilità.
“Succede che l’abbiamo dovuta portar via da VILLA SERENA,
la bella casa di riposo per anziani.”
“Che succede?” Richiedo quasi certo che la cosa non
abbia molta importanza.
“Mia suocera, che, come sai, ha un bel caratterino, ha allagato
per la terza volta tutto il piano terra della clinica.”
“E come fate a sapere che la responsabile è lei?”
“Ha detto che se non la riportavano a casa qualcosa avrebbe
combinato. Poi quando le hanno chiesto se era stata lei nel cuore
della notte a lasciar aperto il rubinetto del lavabo nei bagni ha
scosso sorridendo la testa, negando.”
“Insomma adesso l’abbiamo riportata a casa e non mette
più di nascosto i sassi nella minestra come faceva tre anni
fa prima di andare a VILLA SERENA a patto di stare davanti al televisore
fino all’ultimo, fin quando i programmi finiscono e l’annunciatrice
dà la buona notte.”
“Buona notte cara”, le risponde mia suocera “Se
vedemo domani, a dio piacendo.”
Poi si liscia la gonna a palme aperte e finalmente si alza per andare
a letto.
“Solo che ci tocca rimanere svegli fino a tardi e non c’è
verso di convincerla. Ma una settimana fa, sentendo per la millesima
volta le notizie sulle case crollate, dopo aver dato la buona notte
allo speaker della Rai, ha commentato “Se c’era il Re
la sabbia nel cemento non l’avrebbero messa, e le case non
sarebbero crollate. Tutto sarebbe più giusto se ci fosse
il re.”
Allora Giuliana e i cuginetti hanno avuto l’idea di far incontrare
la loro bisnonna col Re. Si sono messi uno sull’altro e sotto
il maschio con voce cavernosa diceva “Buon giorno Elisabetta,
sono il tuo Re e vengo a incontrarti perché sei rimasta la
sola a essermi fedele.
Ho saputo anche che ti lamenti perché hai male alle gambe.”
“Beh insomma Maestà ma non stia a scomodarsi, un po’
di dolori ce l’hanno tutti…”
Allora il Re l’ha pregata di non guardare la TV oltre le 10
di sera, se vuole aiutarlo a tornare sul trono d’Italia..
“E lei?”
“Lei alle 10 in punto spegne la televisione, qualsiasi cosa
stia trasmettendo
E se qualcuno si ribella dice a voce alta “Vuoi o no che torni
il re a pulire lo schifo che c’è in questo Paese? E
allora lascia fare, che col re siamo amici.”
“Mentre lei spegne i bambini gridano in coro Viva il re.”
************************************************************
Mi
chiedono di esprimere il mio parere sulla depressione.
Mi
piacerebbe che gli esseri umani avessero verso le malattie un atteggiamento
affettuoso, di gratitudine. Si tratta infatti di “leggere”
il messaggio che un disagio fisico o psicologico cercano di comunicare.
La depressione, ad esempio, uno dei mali più infidi e diffusi
di questo secolo, figlia dell’ignoranza e della paura. Lo
stato depressivo in sostanza è un messaggio che vuole comunicarci
che abbiamo trascurato tutte o quasi le regole naturali, quelle
relative al moto, al nutrimento, al necessario scambio di affettività,
alla creatività… E’ naturale che avvenga una
sorta di ribellione panica che ci toglie qualsiasi forma di energia,
per avvertire il nostro organismo che deve sottrarsi al peso eccessivo
dei mille obblighi e abbandonarsi al restauro di tutti o quasi i
desideri negati o disattesi o ignorati.
La malattia è l’annuncio ufficiale che il nostro organismo
non accetta più di essere trascurato. E’ il messaggio
che state vivendo un destino che non è il vostro, un destino
provvisorio che vi è stato lentamente imposto attraverso
infinite obbligatorietà.
Allora si tratta di decidere, magari con l’aiuto di chi ha
già saputo risolvere questo genere di problemi, di smettere
di trascurarlo questo benedetto corpo con una modifica dei comportamenti,
cercando di capovolgerne letteralmente lo stile. Se per esempio
vi sorprendete ad assecondare la depressione con un volto eccessivamente
serio in offerta a chi vi saluta, cercate di vestire con un sorriso
l’istante iniziale di ogni incontro,
Scoprirete quanto importante sia una decisione così elementare,
che farà affiorare i sapori dell’infanzia. Si dice
che il sorriso impegni non più di cinque o sei nervi, mentre
un volto serio ne coinvolga quasi un centinaio…
Perché la depressione è figlia dell’ignoranza?
Perché se noi conoscessimo anche solo approssimativamente
il meraviglioso funzionamento del nostro corpo non oseremmo mai
metterlo in difficoltà sottoponendolo a forti squilibri.Per
quanto riguarda il crollo interiore sotto il peso dei mille pensieri
negativi che opprimono il depresso per cui sembra non esserci via
d’uscita, quando all’orizzonte grigio della depressione
appare l’ipotesi del suicidio, allora si può correre
ai ripari limitando il proprio presente alla dimensione del giorno,
ovvero, nascita ala mattino e morte la sera, arredando la giornata
con alcuni desiderabili progetti e cancellando le miriadi di sollecitazioni
vaganti che opprimono la mente perdendosi nel passato fino e oltre
la preistoria e nel futuro fino e oltre la catastrofe che dovrebbe
segnare l’estinzione della specie umana.
Con un piccolo tocco di ironia sgombrate il vostro presente di tutto
ciò che non riguarda la giornata che state vivendo e le forse
torneranno a rinvigorire il vostro corpo.
E poco a poco, il disagio o la malattia assumeranno intensità
diversa, sopportabile, fino, ben presto ad estinguersi.
Inoltre chiedete in prestito energia, anche solo con lo sguardo
e il pensiero a ogni cosa che vi circonda, al sole, a un albero
a un bambino, perfino a un’ombra…
Toccate il maggior numero di persone, anche solo stringendo loro
la mano,
E’ un altro modo per riavviare la vostra energia vitale.
Alla fine del percorso andate davanti a uno specchio e fatevi una
solenne dichiarazione d’amore.
Fissando la vostra immagine con un sorriso dite magari “Ti
amo.” Con intensità e verità tali da costringere
la vostra immagine a chiedervi “Perché? Perché
mi ami.” E datele la sola vera risposta d’amore.
“Ti amo perché esisti.”
*******************************************************************************
Trascrivo i tre minuti della prima settimana di giugno presso IL
VOLO DEL MATTINO su radio Dj,
“Quando
me ne sono andato di casa alle quattro del mattino, all’età
di diciassette anni, col mio zainetto vuoto di oggetti ma colmo
di libertà
E nella mente l’idea fissa di andare a vedere la casa dove
era nato Charlot, uno dei miei maestri di vita perché ovunque
si trovasse era a casa sua, aveva le scarpe rotte e i guanti bucati
ma indossava una dignità infinita e soprattutto aveva quasi
sempre sulle labbra un sorriso lucente.
Bene, il primo pensiero che ho avuto andandomene di casa è
stato questo “Voglio vivere in modo tale che se tutti vivessero
come me il mondo sarebbe un paradiso.” Si trattava dunque
di capire perché l’umanità era così tormentata,
perché non era contenta. La prima risposta che mi sono dato
è stata questa “L’umanità non è
felice perché non vive, non ha il tempo per vivere, è
sempre occupata a procurarsi il minimo necessario per esserci e
quindi non ha il tempo per vivere e non vivendo sente passare vicino
a sé la stupenda corrente del mistero, il fluire della vita,
ma lei, l’umanità è sempre lì, inchiodata
al disagio.Allora ho pensato che, a qualsiasi costo, non avrei lavorato
mai, più di tre ore al giorno, riservando le altre 21 alla
vita.
Altrimenti succede che i sentimenti si avviano e si spengono, le
amicizie si avviano e si affievoliscono, gli amori svaniscono, il
rapporto con la realtà è sempre precario. Invece dandosi
il tempo per giocare con se stessi e con la realtà cioè
di veder riaffiorare la propria creatività e lasciare che
si sviluppi fino ad esprimersi in un linguaggio ,che può
essere la scrittura, la pittura, la musica o altro, secondo me tutti
i disagi, le ansie e le paure se ne vanno.
Sarebbe anche interessante che nei rapporti umani non ci fosse la
concentrazione dell’affetto su una persona, su due persone,
ma che esistesse invece un territorio di amicizia e di amore illimitato.
Per cui lasciando crescere intorno a sé un magnifico bosco
di sentimenti, le persone non sarebbero più terrorizzate
che l’alberello nel loro vaso possa appassire,morire o andarsene
e sparire. E allora l’augurio che io faccio a tutti quelli
che con pazienza hanno ascoltato i miei tre minuti, è questo.
Quando incontrano una persone che è loro gradita, che li
attrae la avvicinino e le chiedano “Posso sfiorarti?”
************************************************************
Vorrei offrire ai lettori del diario che abitano a Roma la gradevole
opportunita’ di visitare la mostra di pittura della giovane
pittrice Stefania Orru’ che penso stia realizzando una ricerca
pittorica di particolare originalita’ e talento. la mostra
e’ aperta tutti i giorni in via delle colonnette numero 20
a Roma una traversa di via del corso partendo da piazza del popolo
(la terza a destra, la via proprio di fronte all’ingresso
dell’ex ospedale San Giacomo) la mostra e’ aperta dal
20 maggio al 20 giugno presso la galleria “l’Indicatore”.
***********************************************************
Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
***********************************************************
A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
***********************************************************
Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione
che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente…
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
**************************************************************
UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
**************************************************
Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
********************************************************
|
|