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"IL RITORNO DI PINOCCHIO"
- Silvano Agosti, Salani Editore

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

» DIARIO AZZURRO n.273 del 18.02.2009

di SILVANO AGOSTI

I veri diritti di un taxista

Arrivando a Roma prendo raramente il taxi, anche se ogni volta accade qualcosa di particolare, degna di essere raccontata.
Non appena mi siedo in macchina e quando il tassista chiede dove andiamo rispondo “A casa mia.” Naturalmente lui chiede “Sì ma dove?”
Io glielo dico e lui parte, ma in questo modo sono sicuro che non prolungherà il percorso, come spesso fanno a Roma per guadagnare qualche euro in più, soprattutto quando si tratta di qualcuno che parla con l’accento del nord.
Poi passo a elencare quelli che secondo me sono i diritti veri del tassista e cioè, trattandosi di un servizio pubblico : Lo Stato deve fornire gratuitamente la benzina. La regione deve offrire gratuitamente la macchina. La provincia deve pagare l’assicurazione e il comune la manutenzione dell’autovettura.
Lui il tassista in cambio deve promettere che non lavorerà più di 3 ore al giorno e dedicherà il tempo restante a vivere ovvero a stare coi propri figli e conoscerli, a stare con la propria compagna e fare progetti, leggere qualche buon libro, passeggiare o dedicarsi a qualsiasi attività preferita.
Da trent’annia questa parte ogni volta che enuncio quelli che ritengo essere i veri diritti del tassista, il conducente, qualsiasi sia la sua età, dopo un lungo e profondo silenzio, risponde “Magari. Ma di che Stato sta parlando, non di questo, di che regione, di che provincia, di che comune?”
E anche questa volta il conducente mi chiede se sto scherzando.
“Questo stato ti vende le sigarette con su scritto “Questo prodotto ti uccide” però te le vende. E’ come se una madre facesse la marmellata per i figli e scrivesse sul barattolo, “Attenzione, contiene un veleno.”
Poi ripiomba in un cupo silenzio, assumendo un’espressione desolata.
Non oso interromperlo nella sua concentrata meditazione, ma poi lui letteralmente si abbandona a una lunga risata, tanto che gli chiedo cosa sia accaduto che lo abbia fatto cambiare così rapidamente di umore.
Il tassista si ricompone e poi mi rivela che qualche giorno fa suo nonno è morto all’improvviso.
“Finalmente qualcuno che parla della morte sorridendo. Ma non dispiace che sia morto?”
“Certo che mi dispiace che sia morto, anche se aveva passato i novant’anni. Ma il fatto è che è morto bene, ha fatto la meglio morte che si può augurare.”
“Cioè?”
“Cioè è morto mentre stava facendo l’amore. L’aveva detto per anni che gli sarebbe piaciuto fare una bella morte e il destino lo ha accontentato.”
“Quanti anni aveva?”
“Novantatre.”
“Io ho deciso di morire a 99 anni e il giorno prima di morire voglio fare l’amore.”
“Auguri. Siamo arrivati. 9 euro e 90” Dice in tono quasi affettuoso il tassista.
Il tassametro si è fermato infatti a 9.90.
Una coincidenza augurale per i miei auspicati 99 anni di vita.

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Presto si scoprirà che primo dovere di qualsiasi Stato è procurare a ogni suo cittadino il minimo indispensabile per impostare la propria vita e cioè garantire ad ognuno un pranzo gratuito al ristorante, una casa e un lavoro non superiore alle tre ore quotidiane per consentire nel resto del tempo, appunto, di impostare e vivere nientemeno che La Vita.

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PROSPETTIVE PER UN FUTURO ITALIA - 2009
Dialogo registrato dalla mia amica Luisa Salvatore. Sociologa tra due ragazzini nel cortile di una scuola di Palermo, lei una bimba di forse 9 anni, lui ormai undicenne.
Lei - Allora cosa vuoi fare tu da grande?
Lui – Il mafioso. E’ un lavoro semplice e rende buono.
Lei – Io invece voglio fare la prostituta. Mi piace, che ho visto in televisione, se una donna non ha un uomo che la picchia può guadagnare bene e il lavoro non è faticoso.
(I due ridono)
Lui – Anch’io ho visto alla TV che un mafioso magari deve stare un po’ nascosto ma vive bene e ha tutti i beni materiali.
Invece la prostituta è un lavoro cattivo perché devi fare cose che magari non ti piacciono e dire sì a persone brutte.
Lei – Però si guadagnano tanti soldi e con i soldi puoi comprare tutte le cose che ti piacciono. Se una fa la commessa può solo comprare da mangiare e magari il rossetto.
Lui – Potresti provare alla televisione. Magari se sei brava fai la parte della prostituta in una storia e ti pagano e allora tu devi solo fare finta di fare quello che non ti piace di fare.
Lei – E i mafiosi allora che muoiono tutti ammazzati o magari li portano in prigione e se sono importanti ci stanno per tutta la vita?
Lui – C’è la campanella, devo tornare in classe.
Lei – Anch’io.

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Ieri sera sono andato presso la libreria Rinascita a Roma nel quartiere Ostiense. Ho presentato il mio lavoro, libri e film a una ventina di persone,
attente, affettuose e riconoscenti.Sono rimasto stupito che in un giorno di Martedì, alle ore 19.00, quindi nel giorno e nell’orario meno indicati per frequentare una conferenza in una libreria, nel territorio periferico di una borgata, ben venti anime avessero trovato la forza e la passione di venire
ad ascoltarmi.
E’ stata un’esperienza rara, ma intensa.
Inoltre ho scoperto che effettivamente l’essere umano, se si sente amato, riemerge in tutto il fulgore del capolavoro che è all’origine.
Poco a poco si è creata un’atmosfera rarefatta e magica che difficilmente dimenticherò.

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Oggi 18 febbraio ho finito di scrivere dopo circa sei anni da quando lo avevo iniziato il mio libro IL RITORNO DI PINOCCHIO.
Nel compiere l’ultima revisione ho provato un’emozione del tutto simile a quella che mi è affiorata alla fine di LETTERE DALLA KIRGHISIA.
Per i lettori del Diario trascrivo alcune pagine iniziali, certo di rinnovare in chi legge alcuni sapori dell’infanzia.

IL RITORNO DI PINOCCHIO

In una strada qualunque di una qualsiasi città. In una casa come ce ne sono tante, un bambino di otto anni vive con la sua famiglia: padre madre, e nonno.
E’ sera.
Il bimbo è nella sua cameretta, intento a leggere il libro di Pinocchio, anzi è proprio all’ultima pagina.
“…E il vecchio Pinocchio di legno dov’è nascosto?”
“Là.” Rispose Geppetto, e accennò a un burattino appoggiato alla seggiola, con il capo girato da una parte, le braccia ciondoloni.
Pinocchio si voltò e, dopo averlo guardato, disse dentro di sé :
“Com’ero buffo, quand’ero un burattino!
E ora come sono contento di essere diventato un ragazzino perbene!”

Fine


Capitolo Primo: L’Incontro

“La storia è finita.
Peccato” dice il bambino e chiude l’ultima pagina di Pinocchio.
Ripone il libro, toglie di tasca un piccolo involucro di carta argentata, lo apre, mette in bocca un pezzo di cioccolata, poi spegne la luce e s’infila sotto le coperte.
Dall’altra stanza arriva la voce della mamma.
“Ti sei lavato i denti?”
“Si” risponde assonnato il bambino.
Non è vero.
Ha detto la solita bugia.
Si nasconde sotto le lenzuola e tocca il naso per vedere se si è allungato, come succede a Pinocchio ogni volta che dice le bugie.
Il naso è intatto.
Sorride e cerca di dormire.
La cioccolata si scioglie lentamente nel piacere del sonno.
“Meno male che non sono un burattino, così posso dire le bugie e nessuno se ne accorge.”
I genitori sono accanto al focolare, guardano la televisione e, prima di andare a letto come ogni sera, verranno a salutarlo.
“Dormi adesso e buona notte.” Grida la madre.
Il bambino sta per cadere in un sonno profondo, ma qualcuno bussa ai vetri della finestra socchiusa. Allora si alza e sporgendosi assonnato sulla strada, vede un ragazzino della sua età: è sudato e ha i capelli arruffati e spicca alcuni salti per raggiungere il davanzale della finestra.
“Fammi salire.” Chiede con voce affannata.
“Non ti conosco. Chi sei?”
“Sono un bambino come te. Aiutami!”
“Lo aiuto.” Pensa il bambino, poi sussurra:
“Aspetta, ti aiuto.”
Apre la finestra, tende le braccia oltre il davanzale.
“Allunga una mano!” Grida l’altro dalla strada.
Il bambino si sporge il più possibile e lo aiuta a entrare nella stanza.
Il piccolo sconosciuto parla ansimando:
“Passavo sotto la finestra. Ho sentito che dicevi: Peccato, la storia di Pinocchio è finita. Giusto?”
“E’ vero, sul libro c’è scritto Fine.”
Il bambino si siede sul letto.
“Ma tu chi sei?”
“Anche se sembro un bambino qualsiasi,
Pinocchio sono io.
Come c’è scritto nel libro, sono un bambino non sono più un burattino.
Voglio dirti che la mia storia non è finita, anzi, si può dire che proprio di lì è cominciata.
Devi sapere che quando sono diventato un bambino vero…

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Ecco una mail di Stefano che ormai da quasi un anno non scriveva.
Stefano, detto Stefanino è partito da alcuni anni per una minuziosa osservazione del mondo, sta per così dire, frequebtando l’Università della vita. E’ pertito senza soldi con un sacco a pelo e un piccolo zaino. Il solo modo credibile per partire. Stefano ha oggi 22 Anni.

ciao silvano, dallo scorso ottobre vivo a berlino.
appena arrivato ho desiderato una saletta di proiezione dove poter vedere film su grande schermo.
ho trovato un´intera sala di un centinaio di posti tutta per me, all´interno della scuola di cinema berlin-babelsberg, aperta giorno e notte, e naturalmente disertata dagli studenti fuori dagli orari di lezione.
e un´altra, di dimensioni piú ridotte, in una biblioteca della cittá.
Ho organizzato metá di ciascuna giornata alla visione di capolavori del cinema.
Ho visto per la prima volta le opere di Ingmar Bergman, Andreij Tarkovskij, Fritz Lang, Friedrich Murnau, Eisenstein, Otar Iosseliani, Robert Bresson.
Ogni giorno ho visto maturare la mia esperienza con il cinema,
ho iniziato ad apprezzare la bellezza delle immagini, la luce, il suono.
Maestro assoluto in questa scoperta é stato Ingmar Bergman, di cui ho visto per almeno due volte la quasi totalitá delle opere cinematografiche.
Ho vissuto momenti di profonda intimitá.
Provo ogni giorno a concentrarmi su di me, sullo strumento di cui sono portatore.
A volte vivo un imbarazzante stallo creativo, a volte reagisco rincorrendo il tempo.
So che la distanza che sento con qualsiasi cosa, é la distanza che ho con me stesso.
Ho ancora molto da imparare per amare.

Mi colpisce quanto i maestri abbiano nella tua vita un ruolo molto umano e poco astratto, affatto discepolare.
Del tuo incontro con Bergman, ad esempio, ricordi sempre il gesto di lui che tiene un lembo della tua camicia in un corridoio semibuio dello Svenski Filminstitutet.
Ho cercato di mantenere la mia attenzione e il mio amore verso ogni cosa, ma non sono cosí in gamba nel sentire me stesso in ogni cosa.
Sento il bisogno di scegliere ció che "voglio", cosí che poi possa dare il meglio di me, a chiunque.
Un mestiere che mi appassioni e a cui dedicarmi con disciplina puó aiutarmi a non perdere di vista i miei passi.
Vorrei avvicinare un artigiano del cinema, uno di questi che lavorano con la scrittura, la luce, il montaggio, vederlo lavorare,
e soprattutto stargli vicino.
non so proprio, come posso fare??
…A te-Autore non chiedo niente, perché penso hai superato lo strumento cinema, o qualsiasi altro strumento artistico, e ti stia dedicando a qualcosa di piú semplice.
Non voglio fermarmi di piú a Berlino,
mi rimetto in viaggio.
Voglio visitare la casa di Ingmar Bergman a Faro, nell´isola di Gotland.

Con immenso amore,
stefano
(un tempo stefanino)

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.


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Il cinema di Silvano Agosti in febbraio alla Casa del Cinema di Venezia
VIDEOTECA PASINETTI DA 3 AL 26 DI FEBBRAIO
PALAZZO MOCENIGO Venezia S.STAE 1991 – 041 5241320

www.comune.venezia.it/cinema/

Il cinema di Silvano Agosti in febbraio alla Casa del Cinema di Venezia

Indipendente per eccellenza del cinema italiano, regista e scrittore di vaglia internazionale, Silvano Agosti sarà ospite della Casa del Cinema di Venezia dal 3 al 26 febbraio con una ricca personale di opere cinematografiche, incontri con il pubblico e una mostra documentaria allestita nel foyer del nuovo spazio d’essai comunale.Curata da Luigia da Re, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e collaboratrice del regista, la rassegna prenderà il via martedì 3 febbraio con la proiezione, alle 18, del documentario Bruno Trentin, il senso della lotta, appassionante ritratto del grande sindacalista, e del filmato Massimo Cacciari e il ’68, dove, intervistato da Agosti, il sindaco e filosofo veneziano interviene a distanza di tempo sui temi della contestazione, presenti in sala il regista Silvano Agosti, il critico Carlo Montanaro, lo stesso Massimo Cacciari e Franca Trentin, sorella del sindacalista ritratto nel film e protagonista della vita culturale veneziana. In serata, e nelle giornate successive, il lungo percorso filmico del regista, che annovera in rassegna a Venezia i lungometraggi D’amore si vive (martedì 3 febbraio ore 21), N.P. il segreto (giovedì 5 febbraio ore 18/21), Il giardino delle delizie (martedì 10 febbraio ore 18/21), La ragion pura (giovedì 12 febbraio ore 18/21), L’uomo proiettile (martedì 17 febbraio, ore 18/21), Quartiere (giovedì 19 febbraio ore 18/21), La seconda ombra (martedì 24 febbraio ore 21), Nel più alto dei cieli (mercoledì 25 febbraio ore 21) e Uova di garofano (giovedì 26 febbraio ore 21), ed inoltre il corto d’esordio Violino (martedì 24 febbraio ore 18) e i documentari Le quattro stagioni (martedì 24 febbraio ore 18), La conquista della vita, “sintesi spasmodica” delle lotte studentesche, operaie e non solo negli anni sessanta e settanta (giovedì 26 febbraio ore 18) e Caro sociologo (martedì 24 febbraio ore 18). In mostra, nello stesso periodo, manifesti, fotografie, riconoscimenti, cimeli e curiosità dell’artista in oltre quarant’anni di carriera, con la proiezione in loop di altri quattro lavori: Prendiamoci la vita dello stesso Agosti, L’homme cinéma di Renato Carpentieri, Il senso del mistero di Paolo Brunatto e Il cinema clandestino di Silvano Agosti per la regia di Max Amato e Roberto Mariottti. Presente alla giornata inaugurale del 3 febbraio, Silvano Agosti sarà poi alla Casa del Cinema mercoledì 25 febbraio, alle 18, per un seminario aperto al pubblico (sino ad esaurimento posti, prenotazione consigliata) al quale si accederà, obbligatoriamente, per volontà del regista, portando un fiore, possibilmente colto e non comprato. Libri e film in formato dvd del regista saranno in vendita per tutto il periodo della rassegna alla Casa del Cinema. Ingresso gratuito alla mostra, con la carta servizi CinemaPiù alle proiezioni.Un profilo di Silvano Agosti, a firma della curatrice Luigia Da Re, e schede dei film sul numero di febbraio del mensile Circuito Cinema, in distribuzione da qualche giorno nelle sale e on line sul sito

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NEL MESE DI FEBBRAIO PRESSO LA CASA DEL CINEMA DI VENEZIA

MARTEDÌ 3 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Inaugurazione della rassegna e della mostra, con
proiezione del filmato BRUNO TRENTIN IL SENSO DELLA LOTTA E alla presenza del sindaco di Venezia CACCIARI E IL 68),
ore 21.00
Trailer del film N.P. IL SEGRETO, a seguire
D’AMORE SI VIVE (1983)

MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO
_LA FAbbRICA deI FAnTASMI

GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film IL GIARDINO DELLE DELIZIE, a seguire
N.P. IL SEGRETO (1970)

VENERDÌ 6 FEBBRAIO
LUNEDÌ 9 FEBBRAIO
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film LA RAGION PURA, a seguire
IL GIARDINO DELLE DELIZIE (1967)

MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film L’UOMO PROIETTILE, a seguire
LA RAGION PURA (2001)

VENERDÌ 13 FEBBRAIO
LUNEDÌ 16 FEBBRAIO
MARTEDÌ 17 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film QUARTIERE, a seguire
L’UOMO PROIETTILE (1995)

MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film LA SECONDA OMBRA, a seguire
QUARTIERE (1987)

VENERDÌ 20 FEBBRAIO
LUNEDÌ 23 FEBBRAIO
MARTEDÌ 24 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Trailer del film NEL PIÙ ALTO DEI CIELI (1976), a seguire
VIOLINO (1965), LE QUATTRO STAGIONI (2007), CARO
SOCIOLOGO (2008) di Lorenzo negri e Carmelo Albanese
ore 21.00
Trailer dei film NEL PIÙ ALTO DEI CIELI, a seguire
LA SECONDA OMBRA (2000)

MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Trailer del film UOVA DI GAROFANO, a seguire Seminario
dell’autore aperto al pubblico (sino ad esaurimento posti,
prenotazione consigliata, si accede portando un fiore,
possibilmente colto e non comprato)
ore 21.00
Trailer del film UOVA DI GAROFANO, a seguire
NEL PIÙ ALTO DEI CIELI (1976)

GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
BRUNO TRENTIN, IL SENSO DELLA LOTTA (2007),
LA CONQUISTA DELLA VITA (2008) parte quarta,
CACCIARI E IL ’68 (1998)
ore 21.00
CACCIARI E IL ’68 (1998), a seguire
UOVA DI GAROFANO (1991)

VENERDÌ 27 FEBBRAIO

MOSTRE
dal 3 al 26 febbraio, nei locali della Casa del Cinema è allestita
una mostra sull’attività di Silvano Agosti. Proiezioni in loop dei
film e documentari PRENDIAMOCI LA VITA (2008),
L’HOMME CINÉMA (1997) di Alessandro Carpentieri, IL
SENSO DEL MISTERO (2003) di Paolo brunatto, IL CINEMA
CLANDESTINO DI SILVANO AGOSTI (2008) di Max Amato e
Roberto Mariotti, e dei trailers di tutti i film del regista.
Ingresso libero negli orari di funzionamento della
Casa del Cinema


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto.
Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)


Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”,
è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

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