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» DIARIO AZZURRO n.228 del 18.03.2008

di SILVANO AGOSTI

Mi sono consultato con Beppe Grillo sul problema del Tibet, lo Stato invaso dalla Cina che tutti gli altri Paesi fingono non sia invaso e che quindi sia meglio non parlarne.
Poi sul mitico Blog di Grillo e ho letto una sua bella e giusta proposta.
“L’Italia non partecipi alle Olimpiadi di Pechino. I Giochi Olimpici sono bagnati del sangue dei monaci tibetani. A Lhasa sono morte ieri 100 persone, alcune bruciate vive. Il governo cinese minaccia nuove stragi se i tibetani non cesseranno le manifestazioni entro lunedì. Li minaccia a casa loro, in un Paese occupato, di cui ha distrutto i monasteri. I tibetani sono uno dei popoli più pacifici della terra. Gli atleti italiani rinuncino alle Olimpiadi. Sarà la migliore azione della loro vita. Figli e nipoti ne saranno fieri. Li ospiterò a casa mia durante le Olimpiadi.
Le Olimpiadi di Pechino non si possono celebrare sui massacri di Lhasa. Ho incontrato il Dalai Lama a Milano. Ho incontrato un uomo buono, aperto, disponibile, ma assolutamente determinato a restituire la libertà al suo popolo.

I tibetani di Lhasa fino a due giorni fa erano ridotti a una minoranza silenziosa. Sono i frutti di oltre mezzo secolo di occupazione della Cina che negli ultimi 15 anni ha preso forme sempre più aggressive e spietate. Sono il risultato delle efficaci politiche di repressione e censura adottate dai cinesi nella regione del Tar (Regione Autonoma Tibetana ).
Per le strade o nei chioschi all’aperto, nessuno parlava più di politica, l’indipendentismo era un ricordo sbiadito o sgradito. Persino i monaci, che fino alla fine degli anni ’80 sono stati promotori della resistenza politica e culturale delle tradizioni del Tetto Del Mondo, sono decimati in numero, o giacciono nelle prigioni della Cina.
Un mito sulla creazione del mondo narra nella cultura Tibetana che il vuoto fu riempito dal vento, poi da una pioggia torrenziale.
La pioggia, dopo avere formato un oceano primordiale, cessò. Il vento, invece continuava fortissimo e agitò le acque a tal punto che si raddensarono come il burro dal latte.
Un'altra leggenda narra che il primo principe tibetano scese dal cielo dal quale si calò per mezzo di una corda.
Infine riuscì a rintracciare la porta del tempo e ad attraversarla. Così sono nate le stagioni, gli anni e i secoli.
Gli atleti italiani fermino il tempo e l’attenzione del mondo sul disprezzo dei diritti umani adottato dal governo cinese.

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LA PORTA DEL TEMPO

Valentino ha quattro anni è figlio del portiere del caseggiato di fronte al mio.
Ha una caratteristica che ogni tanto mette in subbuglio l’intero quartiere.
Di tanto in tanto sparisce senza dir nulla e “ritrovarlo” diventa un’impresa impossibile
Anche l’altro giorno Valentino è scomparso per ben due ore e nonostante l’intera via si sia mobilitata, di lui non c’era traccia.
Il bello è che, come sempre, riappare all’improvviso come se uscisse da un nascondiglio invisibile.
Nel quartiere da anni godo di una fama immeritata di Mediatore, Pacificatore, addirittura i fratelli salumai mi chiamano con sussiego “professore” e allora di fronte a eventi imbarazzanti o apparentemente inspiegabili come il mistero delle scomparse di Valentino, vengo subito interpellato.
Così ieri mattona il ragazzo della gelateria mi è corso incontro affannato.
“A Silvà, Valentino è scomparso un’altra volta. Vieni.”
Mi ha portato nel cortile e su una panchina il bambino Valentino anni quattro era seduto col capo chino, circondato da una vera e propria folla.
La madre ogni poco lo redarguiva “Ma ce lo vuoi dire una buona volta dove vai quando sparisci?”
Valentino muoveva la gamba destra avanti e indietro e sembrava interessato solo al luccichio che la fibia dorata della sua scarpa produceva uscendo ed entrando nella fascia di luce del sole.
Finiti gli inutili interrogatori la donna ha preso il bambino in braccio e se l’è riportato a casa.
E’ lì che ho incontrato Valentino perché nel pomeriggio il padre mi ha chiesto aiuto. Il progetto era di lasciarmi solo col bambino e cercare di capire il mistero delle sue scomparse.
Siamo rimasti a lungo in silenzio poi ho cominciato a disegnare un gatto.
“Il gatto c’è l’ho. Guarda.” Mi indica la sua spalla sinistra e abbassa la voce.
“Sra dormendo.”
Capisco, si ratta di un gattino invisibile, il suo.
“Io voglio un cane, ma mamma dice sempre no.”
Allora ho disegnato un cucciolo di cane.
“No, io voglio quelli lunghi senza pelo.”
Allora ho disegnato un bassotto.
“Mi piace. Lo chiamo tappo.”
Sorride e mi appoggia una mano sulla spalla.
Approfitto per avviare il discorso.
“Dove sei stato di nello oggi.”
“Sono stato là.”
Avevo un desiderio irresistibile di chiedere “Là dove?” Invece mi trattengo.
“Ah. Era tutto bello come sempre?”
“Sì c’erano tanti fiori e anche una gallinella bianca. Poi ho sentito mamma che mi chiamava e ho dovuto tornare.”
“Ah, ma come ci arrivi là?”
“Beh bisogna cercare la porta, aprirla e allora sei là…“
“Che porta?”
“La porta azzurra. La porta del tempo.”

*******************************

Non cercarmi dove non sarò mai,
né sulle rive della vanità
né entro i limiti del tempo

trovami accanto ai confini
del cielo con la terra,

dove tu ed io rimaniamo
immobili a lungo,
nella terra di nessuno
con la fronte posata sull’orizzonte
ad ascoltare il tintinnio dei draghi

e dove i cani ciechi si incontrano
disegnando con le loro ombre
il tuo caro volto.

***********

Ecco due mail che questa settimana mi hanno colpito

Caro Silvano

è bello pensare a questo posto straordinario che è la Kirghisia...
e mi chiedo, la Kirghisia, esiste davvero?
dove si trova?
come posso arrivarci?

forse è tutto molto più semplice di quello che appare...
forse la Kirghisia è molto più vicina, a dispetto di questo nome difficile da pronunciare.

forse è talmente vicina che è già dentro di noi,
e un tempo, breve o lungo, vicino o lontano che sia, anche noi abbiamo vissuto in kirghisia.

mi piace pensare che la Kirghisia non sia solo un posto dove andare, ma uno stato mentale, una predisposizione del cuore.

certo può sembrare difficile vivere con le regole della Kirghisia in un posto che non è la Kirghisia,

ma ancora una volta mi dico che è tutto molto più semplice di quello che appare...
se la corrente ti piega, se l’acqua ti travolge, devi uscire dal torrente e rimanere sulla riva ad osservare.
uscire dal torrente è il piccolo grande passo che dobbiamo fare, ma che ci cambia la prospettiva della vita.

mi piace pensare che, osservando seduto sulla riva, possa un giorno afferrare per il braccio qualcun’altro che abbia voglia di uscire dall’acqua che travolge.

ma tu sei poi rimasto in Kirghisia o sei tornato?

Dino Marcolungo

Caro Dino,

non si può tornare dalla Kighisia perché, come dici tu la Kirghisia è soprattutto un sentimento del vivere, è saper dare all’esistenza ciò che spetta all’esistenza e alla vita ciò che riguarda la vita.

Silvano

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-Un nuovo ed orrendo genocidio sta avvenendo in Tibet in questi giorni.
I mezzi di informazione non sanno, o non vogliono sapere, o hanno paura disbilanciarsi, quello che sta accadendo realmente a Lhasa ed in tutto il
Tibet. Quando parlano di circa 80 morti, o se citano le fonti cinesi parlano
di 10 morti (!), non hanno idea di quanto siano lontani dalla realta'. Ora
noi siamo a Kathmandu, Nepal; ieri, domenica 16 marzo, un nostro amico
Tibetano e' riuscito a parlare con suo fratello a Lhasa. Il fratello gli ha
detto di aver assistito personalmente ad uno dei tanti massacri: UNA FOLLA DI CIRCA 300-400 TIBETANI E' STATA CIRCONDATA DALL'ESERCITO IN UN'AREA DIETRO IL POTALA ( L'ANTICA RESIDENZA DEL DALAI LAMA A LHASA), E LUI LI HA
VISTI MASSACRARE TUTTI A MITRAGLIATE!!!
Se questo e' un episodio, (che non sapremo mai dai media), quanti altri ne
stanno accadendo in tutto il Tibet?
Cio' che viene riferito dai media e' solo una frazione della realta', e'
sempre cosi.
In Tibet si sta nuovamente consumando il tentativo di far tacere per sempre un popolo innocente, un popolo che non ha altro scopo che coltivare il proprio intento spirituale.
Una cultura unicamente devota alla Saggezza, a che ritiene la Compassione
il potere piu' grande e definitivo.
Tutto cio' e' percepito dal governo cinese, nella loro follia di potere e
dominio, nella loro ottusita' cieca e senza senso, come una grande minaccia.
Per questo non hanno esitato, e non esiteranno, a farli tacere e
distruggerli in ogni modo.
Vi prego di aiutare il Tibet con ogni mezzo, e di far sapere con tutto lo
sforzo possibile da ognuno di noi, cio' che sta realmente accadendo.

Kathmandu', 17 marzo.

Aronica Gabriele ( Videha).

--- ALTRA FONTE ----

La situazione in Tibet è grave nonostante la protesta dei monaci sia stata pacifica! I Lama chiedono di far girare questo messaggio fra tutti i buddhisti e sostenitori perchè vengano recitati mille mantra 'OM MANI PEME HUNG' (pronuncia tibetana di Om Mani Padme Hum)

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IL giorno 19 Marzo sarò al circolo Arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico.
Ecco l’annuncio che ho ricevuto.

Mercoledì 19/3/2008: ore 20,30
A cena con.....Silvano Agosti
L'autore di "lettere dalla Kirghisia" torna a trovarci per presentare il nuovo splendido libro Il ballo degli invisibili in compagnia di Francesca Krnyak, in arte Parola Bianca con la sua performance artistica

Aggiungo che:
La serata è presso il circolo arci Fuori Orario a Taneto di Gattatico, Via Don Minzoni 96/b, Per prenotazioni e informazioni tel. 0522.671970 oppure su www.arcifuori.it
Il costo della serata, cena e incontro, euro 10,00.
Solo incontro per chi viene dopo le 21,30, euro 5,00

ESISTE UN PULLMAN GRATUITO IL CUI PERCORSO E’ QUI SOTTO DESCRITTO

Cari soci,
l'inizio del servizio pubblico organizzato dalle province di Reggio Emilia e Parma, di Discobus, che da domani primo marzo inizierà a percorrere nei fine settimana, la tratta da Salsomaggiore a Rubiera, con tappe anche al Fuori Orario, è una conquista sociale talmente importante che credo meriti l'invadenza di un ulteriore messaggio nella vostra casella di posta elettronica.
Ho detto che il servizio rappresenta una grande conquista sociale perchè le Province hanno saputo mettere insieme istanze sociali, operatori di settore, esercenti, volontari, forze dell'ordine, unità di prevenzione, che hanno trovato nell'iniziativa una giusta risposta ai bisogni dei ragazzi e delle famiglie, offrendo un'alternitiva sicura all'uso dell'auto e una prima concreta dimostrazione di come si possa agire sul terreno della prevenzione e dell'educazione.

A PASQUA, GIORNO DEL MIO COMPLEANNO HO MESSO IN PROIEZIONE I MIEI FILM SIA AL PICCOLO CINEMA PARADISO DI BRESCIA SIA ALL’AZZURRO SCIPIONI DI ROMA. MI FARANNO UN REGALO GLI AMICI, ANDANDOLI A VEDERE E LASCIANDO UN COMMENTO SUL LIBRO DEI DESIDERI.


 

 

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