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» DIARIO AZZURRO n.277 del 18.03.2009

di SILVANO AGOSTI

IL TERZO SENO

Capita qualsiasi cosa in quella devastante fiera della vanità che è il sottobosco di Cinecittà, ma credo che la vicenda di Federica G. sia esemplare.
Quasi ogni settimana quando è il mio turno al cinema Azzurro Scipioni, arrivano ragazze, spesso provenienti dalla provincia.
Vengono a chiedere cosa si deve fare per diventare attrici o almeno delle veline.
Un lunedì è arrivata una ragazza sui vent’anni, con un volto estremamente interessante e una determinazione inesorabile nel comunicare che avrebbe fatto l’attrice o si sarebbe tolta la vita.
Anzi, per essere esatti ecco la sua rivelazione testuale:
“Sono venuta a dirle che se non sfondo nel cinema mi impicco.”
“Beh” dico io cercando di sdrammatizzare “Io alla tua età, quando sono arrivato a Roma, e ho capito com’è il mondo del cinema in Italia, ho pensato “se un giorno sfondo nel cinema mi impicco.”
Sfondare è evidentemente un eufemismo, proprio come l’espressione “mi impicco.”
Sta forse semplicemente a significare “vorrei, come desidero in modo appassionato, fare l’attrice, o essere autore di un film. Niente di più semplice in un contesto sociale basato sul buon senso e non sul ricatto, la violenza del debole sull’ancor più debole, in un disgustoso perfezionarsi di comportamenti perversi.
“Santo cielo, ma guarda che se vai a Cinecittà verrai letteralmente inghiottita dalla mediocrità e dalla collaudata trivialità del mondo cosiddetto del cinema industriale, che tra l’altro non esiste neppure più e oggi è ampiamente sostituita dal mondo ancora più squallido e vuoto della televisione. Chiunque incontrerai ti convoglierà verso l’ineluttabile scelta di andare a letto con questo e con quello per ottenere questo o quello, magari una particina. Oppure ti inventi qualcosa di originale, di mai sentito, che possa risvegliare il pachiderma della mediocrità e dell’indifferenza.
“Ho capito. Ci penso io.” Ha detto con veemenza la ragazza “Ci vediamo presto.”
Ormai l’avevo dimenticata, questa ragazza di temperamento, ma lunedì scorso è entrata trionfante al cinema e mi ha mostrato un contratto con una casa produttrice molto conosciuta. “Ecco qua, ho seguito il tuo consiglio. Mi sono inventata una idiozia e, in un territorio di idioti ha funzionato perfettamente. Farò un film come protagonista.”
“Cosa è successo?”
“Semplice, ho detto che ho tre seni invece di due. Sono tutti impazziti, poveretti. Hanno deciso di intitolare il film LA RAGAZZA CON TRE SENI.

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Uno dei massimi misteri è l’abisso che a volte si cela dietro le situazioni apparentemente più elementari.
Oggi, nel dialogo con un amico, ho scoperto quanto provvisorie siano le conoscenze reciproche, anche di chi ci vive accanto.
“Come va?” Chiedo.
“Tutto bene.”
“Cioè.”
“Beh, sono stato da mia madre. L’ho trovata bene. E poi sai, ogni volta che la vedo, tutta pulita, tutta a posto, mi si allarga il cuore.”
“Che ti dice?”
“Non parla. E neanche mi conosce.”
Poi piano piano scopro che la madre ha l’Alzeimer, non è praticamente più cosciente, non lo riconosce neppure e lui, il figlio, vive il proprio rapporto d’amore con lei ai massimi livelli,
cioè basando la propria gioia esclusivamente sulla presenza, a questo punto solo fisica della madre.
Praticamente lui, ogni giorno, trascorre il tempo libero dal lavoro ad accudire la madre e non ha altra evasione che quella di sapere che se la povera donna continua ad esserci dipende esclusivamente da questa inesauribile decisione d’amore che il figlio ha preso, inspiegabilmente, visto che i fratelli e le sorelle hanno preferito ignorare il problema.
Cerco di rintracciare sul volto dell’amico un qualche segno di spossatezza o esasperazione, mentre lui, rispondendo alla mia domanda, dice serenamente che la faccenda sta durando da alcuni anni.
“Perché lo fai?” Mi sfugge d’improvviso.
“Lo faccio e basta.” Risponde lui come se fosse immortale e l’assenza dalla vita fosse solo un insignificante e provvisorio dettaglio.
Così si rinnova puntualmente la mia fiducia nella grandezza dell’essere umano.

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Frammento

Tu che hai reso trasparenti i miei giorni
Dovrai condurmi nei tuoi giardini segreti
E lasciarmi scoprire le rare erbe, i fiori,
Che crescono, simili a quelli che da anni
Popolavano i miei sogni e i miei risvegli.

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Ogni giovedì partecipo con una rubrica della durata di tre minuti alla trasmissione “Il volo del mattino” che Fabio da anni conduce su radio Deejay.
Oltre alla clamorosa scoperta della misura di tre minuti, all’interno della quale effettivamente si può racchiudere un pensiero compiuto, a volte un messaggio sufficiente a confermare o smentire delle autentiche o finte verità. Ho accettato questa sfida
Per verificare se riesco a creare un tessuto di riflessione in tempi tanto esigui. Vorrei far nascere negli ascoltatori di una radio tanto frivola il brivido del pensiero pensante, ovvero della capacità che ogni essere ha, se solo lo vuole, di interpretare in modo unico e irrepetibile una propria visione del mondo.
Provare per credere.


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21 MARZO ore 21.00
Cinema Azzurro Scipioni
FESTA DELLA POESIA
OSPITI D’ONORE FILIPPO CARCIONE
Solitudine: al buio/ il sospiro…è/assetato/ d’amore
E FLORA CONTOLI
Cancellerò i ricordi/Insieme ai desideri/E resterò/
Come un’immagine/Di me.

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Ecco una mail della settimana la scrive Iolanda Saia [iolanda@artigianato.it]

Ciao Silvano, ti ascolto, ti sento, quando capita, alla radio, al Volo del Mattino e mi chiedo come e cosa fare per vivere così come racconti, a marce ridotte, ad una velocità più pacifica di quella quotidiana costantemente lanciata come un razzo nel caos… come fare per far sopravvivere i miei due figli che salutano e ringraziano (non lo fa quasi più nessuno…), a cui non ho mai regalato un’arma giocattolo, a cui racconto la storia del principe Siddartha e non cosa succede al Grande Fratello, a cui ho detto che se vengono malmenati a scuola non devono malmenare e gli racconto di Gandhi… ma come sopravviveranno? Arriverà un punto della loro esistenza dove imbracceranno un’arma e faranno un massacro dei loro compagni di scuola perché Gandhi non c’è più e nemmeno nessun’altro che lo sostituisca, che va avanti chi tratta male tutti, con nessuna educazione e nessun rispetto?La semplicità dove è finita? L’amore e la passione per le cose? Tutto finisce seppellito sotto a milioni di cose comperate, regalate per convenienza, non sofferte, non meritate… è diventato tutto molto facile, è tutto come un juke box: inseriamo la moneta, schiacciamo un bottone e ci viene dato ciò che abbiamo chiesto…. E così tutti i giorni, più volte al giorno e cosa ci rimane?Pochi, troppo pochi vedo avere l’anima della vita vissuta non solo sfiorata…Non so nuotare, ho 43 anni, ma ho trovato un insegnante di acquaticità di 60 anni che mi insegna che è più semplice di quanto sembri, che bisogna accettare l’acqua per quello che è, lasciarsi trasportare, pensare… non mi insegna solo la tecnica ma va oltre… come quando insegna a mio figlio a scendere in acqua con le bombole, la maschera, le pinne… non insegna e basta ma arricchisce la testa e il cuore di chi lo ascolta, di chi lo sente.Non riesco a vedere in un insegnante di scuola o in un rappresentante di un governo la semplicità e la passione per la vita… si fan tremila cose e alla fine? Si sono fatte tremila cose come se il tanto fare facesse vita… e se poi ci si sofferma con le persone a provare a fare ragionamenti semplici sembra che nessuno più ne sia capace…Vorrei che questi valori non volassero via, seppelliti dalle cose… mi ci aggrappo e spero anche i miei figli ma si fa fatica, quanta fatica.GrazieJoCara Jo,innanzitutto perché anche tu come molti insisti a credere di avere solo lìetà che hai compiuto, cioè 43 anni quando in realtà ogni giorno attraversi tutte le età che hai superato fino a oggi nella tua vita e perfino quelle che avrai in seguito?Incomincia a credere che si, hai anche 43 anni, ma non solo.Tu sei la somma di ogni istante della tua vita, che giace ben trascritto nella tua memoria conscia e inconscia, quindi scegli, puoi decidere di essere per qualche minuto una bimba di tre anni e magari ritrovare la potenza che avevi a quell’età, quando vivevi solo sostenuta dai desideri e mai oppressa dagli obblighi.Abbi fiducia nei ragazzi, quelli di oggi sono infinitamente migliori di quelli di ieri e miglioreranno sempre. Non dar retta alla descrizione funerea che i TG danno del mondo, è pura propaganda.E ti offro di incaricarli di ciò che esprime un mio verso “e fate che gli uomini, coi loro litigi, non turbino il candore della luna” Silvano

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali per il mio compleanno che cade lunedì 23 ho chiesto di farmi questo regalo: Andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto.
Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)


Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”,
è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

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