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» DIARIO AZZURRO n.313 del 18.03.2010

di SILVANO AGOSTI

Una storia d’altri tempi

Nella convizione spontanea di tutto il quartiere, Valentina era, anche per le donne, la ragazza più bella, più buona, più gentile.
“Figlia” di un vecchietto, raccoglitore di cartoni che l’aveva avuta “in dono” da una barbona, la bambina era cresciuta vagando di madre in padre nell’intero quartiere.
Figlia di tutti dunque, senza quei legami affettivi di obbligatoria relazione col vero padre e la vera unica madre che l’avrebbero comunque “legata” al ruolo di figlia.
Valentina era dunque cresciuta senza contrasti, nel gioco spontaneo e sereno della vita. Graziosa e armonica bussava e entrava in qualsiasi porta del quartiere come se fosse lì la sua vera casa, lì una delle sue mille madri.
Cresciuta nel miracolo della libertà, senza che il vecchio, eternamente occupato a raccogliere cartoni, le desse la minima indicazione su cosa fare o cosa non fare, su cosa sapere o non sapere, Valentina aveva in sè lo stesso splendore di qualsiasi albero, cui nessuno osa insegnare a fiorire, a cambiar foglie o a maturare i frutti.
Nel rigoglio della gioventù irradiava bellezza fino a divenire un progetto segreto, concepito dal Commendatore, proprietario di gran parte delle case nel quartiere, con un figlio sulla trentina al quale il milionario aveva comprato ogni istante di vita, con giocattoli, motorini, macchine di lusso e vacanze sportive.
Ora il Commendatore aveva deciso di comprargli Valentina. Trovandosi a tu per tu col vecchio, aveva proposto di dare la ragazza in sposa al suo unigenito in cambio dell’intero palazzetto, dove in due minuscole stanzette, il vecchio era vissuto portando alla maggiore età “il miracolo Valentina.”.
Ma Valentina già offriva senza neppure saperlo tutti i battiti del suo cuore a Giulio, il figlio del fruttivendolo, che ogni giorno le faceva trovare sulla finestra una poesia o un fiore. Nulla da fare, per lei o Giulio o nessuno.
Il giorno delle nozze gran parte del quartiere era presente e, dopo una lunga attesa, dello sposo, degli invitati e degli ammiratori, ecco arrivare Valentina con una maglietta a righe blu e rosse, un paio di jeans sfilacciati e scarpe di ginnastica.
“E l’abito da sposa?” Chiede la madre di Giulio.
“Quello per me è molto importante e lo indosserò tutti gli altri giorni della mia vita, non voglio essere regina del mio amore solo per un giorno, ma per sempre.”
La portiera del 122 ha sfidato il breve discorso di Valentina tambureggiando il dito indice sulla tempia destra per significare “Follia”.
Ma in realtà l’indomani Valentina si era vestita con l’abito bianco e per alcuni anni, bellissima, ogni giorno si recava al banco della frutta vestita da sposa e tutti al mercato, pur di vederla sceglievano di comprare la frutta da lei.
Una vera fortuna, una donna vera.

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A mare aperto
dal libro “Nel ventre pigro della notte


Su un’esile barca
con poche certezze
navigo il mare dei dubbi
e più avanzo, più le certezze
diventano salde, forti
capaci di sfidare le tempeste.
“Ama anche chi non ami,
poiché ti umilierà
Amare solo chi è amabile.
Nascerà in te una certezza,
non sarai più solo un individuo,
ma un intero popolo in cammino.

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“EVENTI SPECIALI”
IL GIORNO 21 MARZO INIZIO DELLA PRIMAVERA
E FESTA DELLA POESIA OGNI SPETTTATORE
PUO’ RECITARE UNA SUA POESIA
21.00 FESTA DELLA POESIA: Il poeta ELIO PECORA
presenta il nuovo libro di SILVANO AGOSTI
“NEL VENTRE PIGRO DELLA NOTTE”

Il Cinema nella Poesia e la Poesia nel Cinema:
LA PRIMAVERA eseguita da UTO UGHI
(musica di Antonio Vivaldi) tratto da
“LE QUATTRO STAGIONI”
di Silvano Agosti

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Ecco la mail della settimana

caro Silvano,
per un periodo sul tuo diario hai raccontato di incontri speciali che hai avuto nella tua vita; è dal 2004 che pensavo di raccontarti il mio incontro, oggi ho deciso di farlo...mi chiamo Roberta.
Nel settembre del 2004 a Torino ho vissuto un’esperienza che ha cambiato la mia vita....spero che tu abbia un po’ di tempo perchè, poiché questa lettera ha impiegato anni per nascere, ho deciso di raccontarti tutto con molta calma; premetto inoltre che quando mi lascio trasportare dall’istinto non riesco a garantire un filo logico nel mio discorso.
Nel settembre del 2004 trascinata dall’entusiasmo di una mia amica mi iscrissi ad uno stage di mimo tenuto dal maestro Marcel Marceau; forse dovresti sapere che nella vita di tutti giorni lavoro come ingegnere chimico. E’ passato del tempo da allora e ricordare esattamente quello che è accaduto mi è un po’ difficile ma ecco cosa mi è rimasto di quei giorni: la passione di Marceau l’entusiasmo nel raccontare la sua vita e le sue scoperte e poi il tuo sguardo.
Mi incuriosì molto la presentazione che fece di te, segnai su un taccuino il tuo nome ed il nome del film che gli aveva consentito di scoprirti “Uova di garofano”.
In quei giorni mi sembrava di vivere in un sogno, su un altro pianeta in cui ogni parola aveva un valore, in cui ogni gesto era carico di passione, di emozioni, di poesia.
Mi sembrava di essere un extraterrestre i miei amici, le persone care assorbite dalla quotidianità non riuscivano a capire il mio stato d’animo, mi sembrava che un abisso ci dividesse, l’unica persona con cui riuscivo a condividere le mie sensazioni era Sara l’amica che mi aveva trascinato con se.
Un pomeriggio ero con Sara ed Alessia sua figlia (all’epoca circa 18 mesi) eravamo sotto i portici in via Po, Sara aveva deciso di far assaggiare il gelato ad Alessia per la prima volta, io avevo in braccio Ale e molto timorosamente le avvicinavo il cono per farle assaggiare il gelato, in quel momento ti sei avvicinato e mi hai chiesto se potevo lasciare che Ale tenesse il cono, io ho guardato Sara, ho guardato te, ho lasciato il cono ad Alessia e lei con una gioia infinita ci ha affondato il viso...tu mi hai guardato e mi hai detto “Le hai regalato la libertà”...beh tu con quelle parole e con quello sguardo mi hai regalato la Consapevolezza.
In quei giorni tutto era carico di valore ogni parola era profonda, sentita, vera...da allora ho sempre desiderato che la mia vita fosse così, che quei giorni, che quella densità potessero esserci sempre...
Poi però si torna alla vita di tutti i giorni, passa il tempo ...si accantonano i sogni e si torna alla realtà.
Dopo quell’incontro ho cercato di ritrovarti, ho scoperto il tuo Diario, il tuo cinema, ho visto quel film, in Uova di garofano ho visto la guerra raccontata dall’innocenza e dalla semplicità di un bambino.
Poi ho letto le lettere dalla Kirghisia, ho regalato e regalo quel libro alle persone che amo....io ci sono stata in Kirghisia in quei giorni di settembre, so che esiste e mi ha aiutato in questi anni a fare delle scelte importanti.
Tutte le volte che ho dovuto affrontare delle scelte ho pensato alle tue parole, al tuo sguardo, alla tua serenità ed alla poesia di quei giorni ed ho sempre scelto quella che sembrava essere la via meno “normale” ma che io sentivo mi poteva avvicinare alla Kirghisia. Ho lasciato Torino per trasferirmi a Rieti dove abitava la persona che amo e con cui volevo creare una famiglia, non avevo un nuovo lavoro qui, ne lasciavo uno ma non sapevo cosa mi aspettasse.
Ho poi trovato un nuovo lavoro, ho conosciuto nuove persone poi è nata Anna, sin dal primo momento ho sperato di regalarle la libertà con ogni mio gesto, spero davvero di riuscirlo a fare. Mi piacerebbe ti conoscesse.
Adesso sono di nuovo ad un bivio: presto sarò licenziata, e questo devo dire che mi destabilizza, però mi trovo spesso a pensare che questa può essere forse una nuova occasione un modo per poter provare a trovare di nuovo la Kirghisia che tanto amo.
Ho dei sogni, piccoli sogni, che per me sono grandi. Vedo un piccolo locale in una piazzetta, un posto accogliente, colorato, un posto aperto solo il pomeriggio in cui qualcuno prepara dei dolci, come fosse a casa, un po’ di the un buon caffé e offre alla gente tante occasioni per riflettere, discutere, creare. Una piccola isola dove la passione, la poesia e la creatività esistano.
Non sono sicura di aver reso con chiarezza quello che provo, ti voglio semplicemente ringraziare per la tua poesia, per il tuo amore, per la tua serenità. Se un giorno potessi incontrarti mi piacerebbe abbracciarti forte per renderti un po’ di quel grande calore che mi hai donato in questi anni.
Questa mattina ho saputo del licenziamento, ho aperto il tuo diario ed ho letto la tua poesia “La mia ricchezza”.....spero di riuscire a perdermi nei sogni.
Comunque Grazie. Con immenso affetto
Roberta

Cara Roberta,

meglio trovarsi nei sogni che perdersi, visto che ogni vicenda reale sempra pesantemente ostile ai tuoi desideri di serenità e di vita. Segui il tuo sogno di un negozietto dove tu vendi buoni dolci, con la tua bambina che ti aiuta e ogni tanto assaggia furtivamente uno dei tuoi piccoli capolavori dolciari.
Ricordo bene Marceau, che anch’io ho tanto amato nella sua insostituibile delicatezza nel dipingere con le mani l’’inesistente rendendolo visibile.
Mi risulta che progettare qualcosa con passione significa già avanzare nella realizzazione di un sogno peraltro così semplice e poetico come il tuo.
Quindi fammi sapere dove e quando sarà possibile per me raggiungerti, magari con il mio grande amore, per assaggiare i tuoi deliziosi dolcetti.

Un caro saluto e un ringraziamento per l’affetto che le tue parole esprimono. Silvano Agosti

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Antonella Gandini, fotografa mi manda alcuni suoi scatti chiedendomi un commento al suo mondo creativo in occasione della sua mostra fotografica

IL SILENZIO DELL’INVISIBILE

Da sempre mi chiedo come si possa proporre di scoprire il meraviglioso mondo dell’invisibile, dato che nessuno, in questa nuova e malferma civiltà, ha neppure il tempo di accorgersi di ciò che è “visibile”.
Antonella Gandini con questo suo Silenzio dell’Invisibile, sfida ogni logica e qualsiasi opprimente condizione esistenziale, di cui l’ attuale società sembra essere fabbrica ideale: invita tutti, con grazia e prudente temerarietà, a incontrare, se non proprio l’invisibile, almeno “un modo diverso di vedere”.
Così un fiore, attraverso uno sguardo vitale, diventa silenziosamente qualsiasi cosa.
Ma qual è la nuova identità di un’immagine che fugge da una rappresentazione realistica e convenzionale?
Con le sue gradevoli opere Antonella ci dice che un’emozione non ha bisogno d’identità.
Non si dà un nome o una qualifica al sentimento dell’essere e quindi l’Autrice a occhi colmi di squallide immagini televisive, automobili, orribili edilizie furtive, cartellonistiche politico pubblicitarie e soprattutto di volti pieni di disagio dei passanti, chiede ai loro sguardi di posarsi e riposarsi sulle magiche geometrie dell’ignoto visivo dei suoi quadri, proponendo un vero e proprio viaggio all’interno delle forme.
Soprattutto Antonella Gandini aiuta a superare i confini del realismo e a entrare nel mondo irreale e magico che pulsa in
ogni cosa.
Ma perché ciò sia possibile le immagini bellissime create da questa sensibile Autrice vanno contemplate con sguardi d’amore, capaci di sciogliere ogni involucro realistico e raggiungere l’anima di ciò che ci appare di fronte.
Date tempo a voi stessi di fronte a ogni immagine della Gandini e sentirete fluire in voi il tepore del mistero.

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Mi piace immaginare una umanità vestita di liberta’, un mondo dove ognuno ha una sua abitazione
nella quale ospitare se stesso, la solitudine e l’amore, avendo il tempo per vivere lavorando appunto 3 ore al giorno..Mi piace pensare che ben presto gli esseri umani avranno il tempo e la possibilità di imparare ad amarsi davvero, liberandosi dall’ossessione di appartenersi in esclusiva escludendo il resto del mondo.
Allora si scoprirà che, come ogni arte, anche l’arte di amare richiede una applicazione appassionata e costante e che il sentimento d’amore ha origine dalla creatività.


IL GIORNO 25 MARZO SARO’ PRESENTE ALLA LIBRERIA
COOP DI BOLOGNA ALLE ORE 19.00

PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO

IL RITORNO DI PINOCCHIO

Una delicata storia d’amore
tra una bambina e un bambino

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CINEMA AZZURRO SCIPIONI
PICCOLO LOUVRE DEL CINEMA
VIA DEGLI SCIPIONI 82 ROMA

06 39737161
Ingresso gratuito ai netturbini
GRAN SERATA IL 20 MARZO 20010



Renato Zero in una scena del film Orfeo 9
TITO SCHIPA JUNIOR presente in sala

ORFEO 9
SALA CHAPLIN ORE 21.00
SI CONSIGLIA DI PRENOTARE
CINEMA AZZURRO SCIPIONI
PICCOLO LOUVRE DEL CINEMA
DOVE IL CINEMA E’ ARTE
VIA DEGLI SCIPIONI 82 ROMA 00192 –TEL E FAX 0639737161
Ingresso gratuito ai netturbini

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CINEMA AZZURRO SCIPIONI
PICCOLO LOUVRE DEL CINEMA
DOVE IL CINEMA E’ ARTE
VIA DEGLI SCIPIONI 82 ROMA 00192 –TEL E FAX 0639737161

Nasce il “Martedì dell’Azzurro” dedicato ai capolavori del documentario prodotti da Rai cinema. Ogni martedì Sala Chaplin dalle 18.00 alle 22.00
“EVENTI SPECIALI”



FIDEL CASTRO GIULIANO MONTALDO
SARANNO PRESENTI MARTEDI
30 MARZO ALLE ORE 20.30
PER LA PROIEZIONE DEL FILM
L’ORO DI CUBA

SI CONSIGLIA DI PRENOTARE
06 39737161

LE PROIEZIONI SONO A CURA
DI RAI CINEMA E DI SILVANO AGOSTI
CINEMA AZZURRO SCIPIONI
PICCOLO LOUVRE DEL CINEMA
DOVE IL CINEMA E’ ARTE
VIA DEGLI SCIPIONI 82 ROMA 00192 –TEL E FAX 0639737161
Ingresso gratuito ai netturbini
TRE EVENTI SPECIALI PREVISTI NEIL MESE DI MARZO


PRIMO EVENTO
GRAN SERATA IL 20 MARZO 20010
ORE 21.00 ORFEO 9
Renato Zero nel film Orfeo 9
TITO SCHIPA JUNIOR presente in sala

SECONDO EVENTO
IL GIORNO 21 MARZO INIZIO DELLA PRIMAVERA
E FESTA DELLA POESIA OGNI SPETTTATORE
PUO’ RECITARE UNA SUA POESIA
21.00 FESTA DELLA POESIA: Il poeta ELIO PECORA
presenta il nuovo libro di SILVANO AGOSTI
“NEL VENTRE PIGRO DELLA NOTTE”
Il Cinema nella Poesia e la Poesia nel Cinema:
LA PRIMAVERA eseguita da UTO UGHI
“LE QUATTRO STAGIONI”
Un film di Silvano Agosti

TERZO EVENTO
Nasce il “Martedì dell’Azzurro” dedicato ai capolavori del documentario prodotti da Rai cinema. Ogni martedì Sala Chaplin dalle 18.00 alle 22.00

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.

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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”Ecco il primo messaggioHo trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.Silvano AgostiHo ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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