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» DIARIO AZZURRO n.261 del 18.11.2008

di SILVANO AGOSTI


Si avvicina eccitato ma sereno.
“Silvano ti dispiace farmi un piacere?”
“No che non mi dispiace.”
“Vieni con me. E’ una faccenda importante.”
Gino, raccoglitore di cartoni ha passato l’intera esistenza a raccogliere carta e cartoni dai cassonetti del quartiere.
“Mi son fatto un regalo. Me devi dà qualche consiglio.”
Così Gino mi invita sul seggiolino traballante della sua scassatissima Ape, per l’occasione non stracarica di cartoni, ma perfettamente vuota.
Attraversa il quartiere Prati, imbocca via Baldo degli Ubaldi e si dirige verso l’Aurelia.
Ogni palazzo, ogni gruppo di cassonetti, il vecchio lo vive come cosa sua.
“Da quanti anni raccogli i cartoni?”
“Ce stava ancora “quello là”. Ho incominciato a quindici anni.”
“Quello là” sarebbe Mussolini, capo indiscusso del regime fascista.
Nel dire “quello là” Gino si percuote la tempia un paio di volte col dito indice, a segnalarmi che almeno per sua convinzione, “quello là” era matto.
Le persone anziane hanno uno strano modo di usare gli aggettivi. Torna alla mente mia madre che, riferendosi a Hitler, lo definiva “uno screanzato”.
Io regolarmente la informavo che Hitler aveva fatto sterminare senza pietà sette milioni di persone e con la sua macchina da guerra ben settantotto milioni di morti. Lei soggiungeva mormorando “Proprio uno screanzato.”
Arriviamo fin quasi a Prima porta e Gino parcheggia la motoretta proprio all’ingresso del cimitero.
Mi conduce attraverso alcuni corridoi in un grande ufficio di grafica, saluta i vari impiegati e si avvicina a una donna sulla cinquantina.
“Elsa, questo è un vero amico, puoi mostrargli il disegno?”
Elsa sorride e clicca abilmente sulla tastiera finchè appare una casetta in marmo, un misto tra un piccola cappella e una villetta rustica.
“Ti piace? Dimmi subito se ti piace. Ci ho messo i risparmi di tutta la vita.”
“Cos’è?”
“Ma come cos’è. E la mia tomba Silva’. Da vivo sono stato un poveraccio, ma da morto voglio fa il signore. Voglio una tomba di prima classe. Che ne dici se intorno alla fotografia ci metto una vite con le foglie dorate?
A Silvà. La fotografia me la devi fare tu che sei un artista.”
Mi commuove l’entusiasmo di quest’uomo, che ha messo da parte i soldi tutta la vita con l’idea di non sfigurare da morto.
“E lo sai cosa voglio scrivere sulla lapide?”
“No che non lo so.”
“Ci voglio scrivere “Torno subito”.
Un sorriso gli sfiora le labbra ma subito svanisce.

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RIFLESSIONI

E’ particolare lo stupore che leggo sul volto delle persone quando, in occasione di un incontro
comunico loro la mia precisa certezza che ognuno di loro sia, perlomeno all’origine un assoluto, inimitabile capolavoro.
Infatti, all’età di 3 o 4 anni ogni essere umano è perfettamente collegato con i propri desideri e si occupa soltanto di dare loro una risposta, non reprimendoli mai, non negandoli mai.
Propongo loro una tregua emotiva spiegando loro che la distanza tra ciò che pensano di se stessi e l’evidenza di essere una capolavoro è stata creata in modo sistematico e preciso per poterli sottomettere. Infatti, a una indagine precisa nessuno di loro afferma di aver vissuto o di vivere il proprio destino, quello da sempre desiderato, ma di perseguire e subire appunto una serie di eventi e di scelte in perenne attesa che qualcosa di speciale accada. E questa è precisamente la sensazione che invade chi si limita ad esistere e non riesce a entrare nel territorio solenne e speciale della vita.
Di che territorio si tratta?
Dello stesso vissuto nella prima infanzia, quando a dirigere gli atti e le scelte erano i desideri.
Si tratta quindi non tanto di spendere inutili energie per “cambiare il mondo”, ma semplicemente di tornare al rispetto dei desideri. A fare dunque solo ciò che si desidera?
Esattamente. O, tutt’al più, a imparare a desiderare ciò che si fa.

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L’eterno autoritratto

Ti ho vista dipingere.
Sei di spalle.
Ti veste solo
La luce del mattino.
La tua mano
Danza tra i colori
Di un volto simile al tuo.
Gli occhi già finiti
Ti fissano
Imploranti.
Chiedono
Di vedere
Il piccolo infinito
Delle tue labbra
Sorridere,
almeno una volta.

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Una breve mail della settimana

Caro Silvano

ok
oggi 17 novembre è il mio compleanno
e provo una sensazione di pienezza sbilanciata nel senso che questa pienezza
appartiene soprattutto a questi ultimi 15 anni; mi sembra di vivere giornate
lunghe, come se il tempo si fosse dilatato.
Quando si compiono gli anni di solito ci si chiede: cosa desideri?
Io vorrei che scomparisse quel senso di fastidio allo stomaco quando mi
affaccio alla parola totale libertà.
Si perchè è come se io stessi bene però con un - seppure intermittente - mal
di stomaco.
Sarà la convivenza?
O la percezione del mio limite?
un bacio

Elisa

Cara Elisa

Auguri o, come mi piace dire, ora cerca di compiere il mese, poi le settimane e infine i giorni, le ore e i minuti, entrando nella massima intimità con ogni istante.
Ma perché ti chiedi se "sarà la convivenza", dato che sai benissimo che "è la convivenza"a procurarti il mal di stomaco? E inoltre la libertà non è né parziale né totale, è semplicemente libertà.
Infine il senso del limite è espressione di salute mentale e non di malattia.

Silvano


-----Messaggio originale-----
Da: elisabetta.luzzardi@libero.it [mailto:elisabetta.luzzardi@libero.it]

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SILVANO AGOSTI a LECCO - 20,21,22 NOVEMBRE 2008

Giovedi 20 – venerdì 21 – sabato 22 sarò a Lecco

Domenica 23 Lunedì 24 Martedì 25 sarò al festival Giovani di Torino
Mercoledì 26 SARO' AL CINEMA Lumiere di Bologna
E infine il 27 . 28 . 29 sarò a Brescia in ognuno di questi eventi sarò reperibile al mumero 3287621633.


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Sono riuscito ad entrare in contatto con le Nazioni Unite e ho inviato questo messaggio.

L’ESSERE UMANO “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”


Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata e più sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che
sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura.
Chiediamo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.

Silvano Agosti

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Rimango a Roma fino al 19 Novembre e domenica presenterò i miei libri presso la libreria Griot
Domenica 16 Novembre alle ore 18.30, la Libreria GRIOT in via di Santa Cecilia vicino a viale Trastevere Libreria GRIOT - Emporio culturale
via di S. Cecilia 1/A
00153 Roma - Trastevere -
Tel./Fax + 39 06 58 33 41 16

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MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.

Sembra impossibile!!!



Il Generale Dwight D. Eisenhower aveva ragione nell’ordinare che fossero fatti molti filmati e molte foto.


OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)


Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”,
è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

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