|
|
»
DIARIO AZZURRO n.249 del 19.08.2008
di
SILVANO AGOSTI
IL
RITORNO DEL NONNO
La porta di casa ormai da oltre vent’anni rimane aperta tutta
la giornata, ma c’è sempre qualcuno che suona il campanello.
Questa mattina è toccato a Nicolino, il figlio del vicino.
“Papà dice se lo puoi aiutare a capire cosa c’è
scritto nel telegramma, è in russo e lui il russo non lo
sa, ma tu sì.”
“Che bel vestito hai! Devi andare a una festa?”
“No, arriva il nonno.”
“E da dove arriva?”
“Dalla Russia, dove è morto nel 1943. Io non lo sapevo
che nonno era morto.”
“Ah. In quella guerra sono morte 74 milioni di persone e oltre
dieci milioni di bambini come te.”
Nicolino si morde un po’ le labbra e china il capo.
Così conosco d’improvviso la strana storia del vicino
di casa e di suo padre.
Aveva 23 anni, nonno Nicolino quando era morto assiderato nel terribile
inverno russo del 1943.
Anche il nipote si chiama Nicolino, in sua memoria.
La sorte del giovane soldato era avvolta nel mistero di una scomparsa
che si sarebbe risolta solo dopo mezzo secolo.
Alcuni contadini ben dieci anni fa, arando i campi, avevano trovato
dei resti umani insieme e una piastrina militare, nonché,
in una minuscola busta di cuoio, un quadernetto consunto.
I contadini avevano messo il tutto in una piccola scatola di rame
e si erano recati a Mosca all’Ambasciata Italiana.
Il funzionario aveva promesso di inviare la piastrina al comando
militare di Roma.
Dall’Italia nel giro di tre anni era giunta notizia dell’identificazione
del giovane Nicolino ma nel frattempo il funzionario era andato
in pensione,
ma anche il successore, aveva preso a cuore la faccenda ed era finalmente
riuscito a entrare in contatto con la famiglia del mio vicino di
casa.
Ma una serie di ferree regole burocratiche impedivano la consegna
della scatoletta di rame contenente i pochi resti del soldato.
In via eccezionale il funzionario aveva accettato di inviare la
busta di cuoio col quadernetto. I miseri resti della salma sarebbero
stati spediti ben presto, dopo il benestare della dogana Russa che
doveva autorizzare
l’ “esportazione di cadavere”, pratica complessa
dato che, in realtà, non esisteva alcun cadavere cui riferirsi.
Dopo circa quattro anni, d’improvviso era arrivato un telegramma
in russo.
“Il signor Nicolino Guardacci arriverà a Roma venerdì
15 agosto alle ore 16.00. Vogliate accoglierlo all’aeroporto
di Ciampino.”
Così tutta la famiglia si è recata all’aeroporto
per ricevere il nonno, ovvero la minuscola scatoletta di rame, sigillata
col piombo timbrato in rilievo “Federazione Russa”.
Sulla tomba di nonno Nicolino rimarrà scolpita per sempre
l’ultima frase del suo diario.
“Sii, maledetto, Benito Mussolini, che, invece di aiutarmi
a vivere, mi hai mandato a morire”
************************************************************
Ho
osservato con attenzione le immagini dei carri armati russi in Georgia.
Sono gli stessi che ho visto sfilare cinquant’anni fa durante
le feste del primo maggio a Mosca. Gli stessi, si direbbe, dell’invasione
in Cecoslovacchia.
Mi ha sinceramente fatto pena questo apparato militare piuttosto
sgangherato che avrebbe dovuto rappresentare la grande potenza di
una superpotenza.
Ma al tempo stesso mi ha dato una sensazione di sollievo constatare
la decadenza di questi mezzi corazzati, che frequentemente rivelano
allo schermo televisivo notevoli ammaccature, forse risalenti all’invasione
dell’Afganistan.
Stranamente questi camion dalle gomme consunte e le divise non proprio
impeccabili dei militari mi fanno tornare alla memoria una mia visita
al Convento di Novodevichy (Nuovo Convento delle Vergini), con le
sue 16 cupole cinte da mura e torri, che contiene il cimitero più
prestigioso di Mosca (se non del mondo intero): qui riposano le
salme di Chekhov, Eisenstein, Gogol, Mayakovsky, Prokofiev, Stanislavsky
e Shostakovich.
E su una tomba non illustre una mano ignota aveva scritto “finalmente
ha trovato casa”.
************************************************************
Arrivando
in Russia ho scoperto un elemento fondamentale che caratterizzava
quell’immenso impero burocratico. I nuovi boiari erano i Burocrati,
ma ben presto sono riuscito a capire che il burocrate dice no a
qualsiasi richiesta, ma poi non si occupa minimamente di esaminare
le conseguenze del suo diniego.
Ad esempio non appena mi è accaduto di chiedere al commissario
politico se potevo andare a visitare Leningrado, lui scuotendo il
capo ha risposto
“assolutamente no.”
Sono andato immediatamente alla stazione, ho acquistato un biglietto
per Leningrado (oggi San Pietroburgo) e vi sono rimasto ben tre
settimane,
senza alcuna conseguenza. Da quell’esperienza in poi sono
riuscito a organizzare la mia vita in Russia esercitando la massima
libertà, una libertà ornata con gli innumerevoli Niet
(No) dei burocrati.
************************************************************
Mi
danno soddisfazione i brevi seminari che organizzo ogni lunedì
al Cinema Azzurro Scipioni. Il concetto che anima l’esperienza
è il seguente. Ogni partecipante descrive un progetto che
da tempo desidera realizzare senza riuscirci e con il contributo
degli altri partecipanti riusciamo quasi sempre a dare un impulso
definitivo alla realizzazione del progetto. Insomma si passa da
una condizione di impotenza al beneficio della creatività,
dando al “fare” il potere di “insegnare”
a fare.
Uno dei partecipanti di ieri ha espresso come suo progetto il desiderio
di viaggiare e allora gli abbiamo proposto di acquistare un sacco
a pelo e incominciare a dormire ovunque, magari all’inizio
in casa di amici, poi di conoscenti, poi di estranei poi nel mondo.
“Sì ha risposto lui, ma ogni volta che esprimo a qualcuno
il mio desiderio di viaggiare dormendo col sacco a pelo qua e là,
tutti dicono
“Ma guarda che è molto pericoloso!”
“E tu cosa rispondi?” Ho chiesto.
“RISPONDO CHE DA BEN 23 ANNI STO DORMENDO NEL LUOGO PIU’
PERICOLOSO DEL MONDO, LA FAMIGLIA.
Pare infatti che il 70 per cento degli omicidi accadano all’interno
delle famiglie.”
***********************************************************
Ieri. Verso la fine della serata sono venuti al cinema due ragazzi,
un italiano, immediatamente simpatico e una ragazza brasiliana,
immediatamente bellissima, tanto perfetta nei lineamenti da respingere
lo sguardo. Si potrebbe risolvere l’enigma dicendo che la
sua bellezza era abbagliante e che era opportuno distogliere lo
sguardo da lei come capita con la luce del sole.
I due ragazzi hanno raccontato che un loro amico ha costruito una
Palafitta e la vuole attrezzare come biblioteca, con l’intenzione
di fondare una casa editrice indipendente.
Hanno chiesto se era possibile tradurre in portoghese LETTERE DALLA
KIRGHISIA e considerarlo il primo libro della biblioteca.
Ho vissuto con loro un altro momento della mia vita fiabesca, mi
pareva sempre più magico e intrigante il comportamento di
questo piccolo libro
che in così poco tempo ha costruito una propria sconcertante
diffusione.
************************************************************
ECCO LA MAIL DELLA SETTIMANA
From:
lele lele1210@gmail.com
Date: Wed, 02 Apr 2008 18:52:41 +0200
To: info@azzurroscipioni.com
Subject: Ciao Silvano
Ciao
Silvano,
sei la prima persona che non conosco con la quale mi viene spontaneo
abbattere le barriere del formalismo dando subito del TU.
Se mi riesce facile, è perchè nelle tue opere traspare
quel desiderio irrefrenabile di IMMEDIATEZZA NON MEDIATA che dovrebbe
essere alla base di quell'autentica libertà intrisa negli
animi delle persone.E quindi, è come se parlassi con un ME
in un altro corpo.Per questo, ti ringrazio.
Ho appena finito di leggere "Lettere dalla Kirghisia",
e per l'emozione di aver letto un mondo che effettivamente ci vive
dentro già da tempo, e che affatto non rispecchia la subdola
realtà nella quale siamo giornalmente immersi, sono diventato
per due volte rosso e palpitante, al limite di un pianto SENTITO.
Ho 23 anni, vivo in provincia di Bari, e ti ho SCOPERTO da troppo
poco tempo.
Ma tutto sommato questo relativo periodo mi basta per comprendere
la GRANDEZZA che puo' venir fuori dall'animo umano.
Giornalmente cerco di combattere i condizionamenti sociali, informandomi/informando
e soprattutto dipingendo a me stesso e agli altri, la speranza e
la prospettiva di una dimensione diversa, nuova, migliore.
Ho sofferto lunghi anni di depressione e (auto) deperimento psico-fisico,
ma da un po' mi sono rialzato, quasi come quando a scuola disegnavo
la mia fantasia sui fogli di studio.
Desidero un mondo migliore, lottero' per contribuire a costruirlo,
aspirando a poter un giorno far riscoprire alla moltitudine della
gente la CONSAPEVOLEZZA, quella vera.
Per far cio' dovro' costruirmi un "ruolo" importante e
visibile in modo da colpire il maggior numero di coscienze con FATTI
e PAROLE ESSENZIALI.
Parlarti di cio' che sono stato, sono e tendo a divenire m'impiegherebbe
una vita, ma il concetto di quel che auspico realizzare l'ho espletato
QUI.
Un nuovo modello di vita è necessario.Battiamoci perchè
non sia troppo tardi.Il collasso, purtoppo, inevitabilmente si avvicina.
Ti
AMO COME e IN QUANTO PERSONA.
Lele
Caro
Lele,
capita
ogni tanto che una mail, anche appassionata e interessante come
la tua si nasconda tra le altre e non ottenga una risposta immediata.
Ma sapendo questo io vado ogni tanto ripercorrendo le mail ricevute
e ci tengo a rispondere, magari in ritardo com in questo caso, ma
tengo a rispondere, soprattutto quando, come nel tuo caso, il messaggio
porta con se il fluire di importanti sentimenti.
La sensazione che qualcosa di catastrofico debba accadere non è
che una necessaria risposta al freddo cinismo dei telegiornali che
altro non fanno se non seminare panico e sfiducia degli uni negli
altri.
In realtà questi lugubri intellettuali che gestiscono i meccanismi
dell’informazione tacciono su tutto. Soprattutto continuano
a tacere sulla faccenda che ogni giorno muoiono 35,000 bambini di
fame e soprattutto non parlano mai dei 4 milioni e mezzo di volontari
che operano sul territorio e sono la vera anima di questo Paese.
Io credo che ognuno di noi possa dare un contributo fondamentale
semplicemente offrendo a se stesso e a chi lo circonda uno stato
permanente di serenità, capace di convivere anche con questo
orribile Stato, fatto di miriadi di norme e in perenne lamentela
per la propria incapacità di procurare anche semplicemente
i mezzi per esistere.
Sono circa cinquant’anni che sento parlare di crisi e mi sono
convinto che la crisi è il modo migliore per tenere sottomessi
tutti.
Chissà cosa si nasconde dietro questa immensa diga di menzogne
presente i tutti i discorsi e i propositi dei politicanti.
Intanto ti abbraccio e ti offro questa breve riflessione, “nulla
è più eversivo che riuscire a vivere.”
Silvano
Agosti.
***********************************************************
Nei
giorni 21-22-23-24 agosto sarò presidente della giuria in
un piccolo festival in un altrettanto piccolo paese della Calabria,
VERBICARO, vicino a Cosenza e lì terrò
anche un breve seminario. Per accedere al seminario basterà
avere tra le mani un fiore.
Il titolo del seminario rimane DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITA’
Il 23 agosto alle ore 21.30 presentazione del libro IL BALLO DEGLI
INVISIBILI seguono alcuni cortometraggi.
Il 24 agosto alle ore 18.30 terrò il seminario e alle 21.30
proiezione dei corti e premiazione dei vincitori. Per
informazioni Manuela 3282210095
|
|