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- Silvano Agosti, Salani Editore

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

» DIARIO AZZURRO n.309 del 21.01.2010

di SILVANO AGOSTI

La vera dimensione del giorno


Tra i molti modi di organizzare la propria serenità permanente c’è quello che mi capita spesso di suggerire.
Si tratta di prendere atto che ogni risveglio somiglia a una nascita e ogni entrata nell’abisso del sonno è a sua volta simile a una morte.
Allora concentrando la propria attenzione sul presente e cioè considerando il giorno come lo spazio reale della vita ci si può adattare a decidere di nascere ogni giorno, ogni sera sparire nell’incoscienza del sonno e il mattino seguente conoscere la gioia di risorgere a nuova vita.
Non si tratta proprio di uno stratagemma, si tratta di adattare la propria psicologia a una possibilità reale di coscienza del tempo che scorre e di quanto importante sia l’occasione della vita.
Altrimenti puo’ capitare che si accetti un destino provvisorio, magari per l’urgenza di sopravvivere e poi questo destino si impossessa di noi e ci si sveglia a sessant’anni senza avere in realtà assaporato la beatitudine del vivere, dando una risposta ai desideri naturali, conoscendo le opere dell’arte, incontrando nuovi amici giorno dopo giorno.
L’amicizia è una ricchezza inestimabile ma misteriosamente i più si fermano a uno o due amici, i cosiddetti “amici o amiche del cuore”.
Ma perché “gli amici del cuore” non possono essere a loro volta numerosi? Mistero.
Soprattutto ai giovani, ma anche e davvero a chiunque mi capita di suggerire un gioco.
Provate a scendere nella via e a suonare uno ad uno a tutti i campanelli e, a chiunque si trovi a rispondere dite semplicemente il vostro nome e date l’informazione che abitate lì accanto e che se hanno bisogno possono suonare al vostro campanello. Vedrete quante curiose avventure vi capiteranno, certamente più numerose quelle gradevoli di quelle non gradite. Oppure chiedere, a chiunque vi passi accanto e attragga la vostra attenzione, il nome di una via o di una piazza e avviare in tal modo un dialogo che spesso finisce per divenire una nuova conoscenza e dalle tante conoscenze nascono appunto le amicizie.
Insomma, la gestione del proprio tempo deve essere concentrata sull’oggi, sulla vita che scorre dalla mattina alla sera. Non a caso le albe finiscono con l’assomigliare ai tramonti e i tramonti ad annunciare nuove albe. In questo modo potremo ogni giorno fare un reale bilancio della nostra vita, senza lasciarci distrarre dal sogno di progetti eternamente rimandati, spesso irrealizzabili o farsi sopraffare da arbitrarie nostalgie per il passato.

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Sto per far stampare un mio nuovo libretto di poesie
dal titolo:

"Nel ventre pigro della notte"

“Canti”


Ecco il primo canto concepito come prefazione
nella versione definitiva

Il canto dei poeti

Ora anche noi impasteremo la creta
come un tempo facevano gli dei.
Non per creare l’uomo, ma la sua gioia,
e nella donna affioreranno sorrisi e sguardi
capaci di offrire fratellanza e intimità.

Con la creta dei nostri versi sconfiggereremo
le paure, il dolore e la mortalità, che turbano
Il sonno e spengono le anime.

L’armonia sarà il canto naturale
delle creature, un silenzio non sarà mai più
assenza di vita, ma solo ascolto del tempo,
lo smisurato Tempo di chi vive.


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Alessandra melinda [melindaale@hotmail.com]

Ciao Silvano.
Ho il tuo libro tra le mani in questo momento: l'ho ordinato dal tuo sito e mi è arrivato oggi.
Lettere dalla Kirghisia, e Il genocidio invisibile.
Sono tutti e due molto belli, e ho letto in un attimo Il genocidio invisibile, lo terrò con me per spunti di riflessione.
Devo dirti che però adoro la copertina di Lettere dalla Kirghisia.
Un cielo così azzurro e limpido, i fiori gialli e puliti: è un vero gioiellino.
Lo regalerò oggi, e sarà un regalo allo stesso tempo inaspettato e desiderato.
Grazie!
Vorrei farti anche un'altra domanda: ho letto sul tuo ultimo diario di una ragazza, che si sentiva un pò sola nella sua voglia di Kirghisia.
Ecco, lei ti ha chiesto: Potremmo riunirci, per fare in modo che Kirghisia abbia inizio?
La tua risposta è stata che Kirghisia è un modo d'essere, non un luogo reale. Mi sono chiesta il perchè. Perchè non voler incontrare queste persone, per creare un gruppo cosciente dello stato in cui la società si trova, e magari allargarsi fino a comprendere l'intero MONDO??
Mi rispondo da sola: E' forse per evitare di diventare un "santone" ? E' perchè questo "gruppo" potrebbe diventare una sorta di Professatori di una nuova religione Kirghisa? Perchè qualcuno potrebbe traviare tutto, pendere dalle tue labbra e non portare realmente Kirghisia dentro di sè in ogni momento, ma soltanto alla riunione della settimana?
Forse mi sono data una risposta da sola, oppure potresti aiutarmi.
Ti saluto e aspetto con ansia di poter riavere un altro piccolo gioiello tra le mani, e regalarlo ancora, e ancora.

Alessandra

Cara Alessandra,
io credo che ogni intuizione sul modo di migliorare il destino degli Esseri Umani su questo pianeta , sia come un seme che va seminato quasi furtivamente e protetto finchè, uscito dalla terra dell’indifferenza e della disperazione sociale diventa una realtà forte e indistruttibile.Tutti coloro che vivono con un sentimento favorevole nei confronti dei propri simili sono già uniti, uniti appunto inscindibilmente dal loro comune sentimento di amore per la vita.Ogni volta che appare di fronte a noi un volto capace di offrirvi un autentico sorriso abbiamo una emozione kirghisa. Infatti si tratta semplicemente di scoprire in sé il capolavoro pulsante dell’essere umano e accogliere chiunque ci sta di fronte come un altrettanto capolavoro.
Non è facile? Apparentemente no, poi col tempo si scopre che l’amore è assai meno faticoso dell’odio.Comunque io sono rintracciabile ogni lunedì presso il cinema Azzurro Scipioni di Roma e sempre presso la mia mail silvanoagosti@tiscali.it

Un abbraccio.
Silvano


Ecco un’altra mail della settimana dalla quale trarre spunto per una gestione libera della propria creatività

Gentile Sig.SilvanoAgosti,

Ho letto parte di quello che Lei ha scritto e visto alcune delle sue interviste.
Devo dire che mi ritrovo in pieno con lo spirito delle sue opere e dei suoi pensieri.

La volevo chiedere se potevo mandarle via e-mail uno scritto da leggere, che ho intitolato „schiavitú o libertá“. Lo scritto é un racconto in stile informativo e verte sulla schiavitú imposta dall’attuale sistema monetario, un argomento che rientra in quelli trattati anche da Lei. L‘intenzione, se ne vale la pena, sarebbe quello di pubblicarlo. Questo é il motivo per cui ho pensato a Lei, come un possibile interessato. Le sono grato per qualsiasi risposta voglia darmi.

Cordiali saluti
Helmuth Weiss

Caro Helmuth,

come te molti mi scrivono pensando che io sia una casa editrice e chiedendoomi di pubblicare il loro scritto. A tutti loro e a te voglio dire che non c’è nulla di più gradevole e semplice che pubblicare da sé il proprio libro.Come ho fatto io? Trent’anni fa sono andato nel mio quartiere in cerca di una tipografia e l’ho trovata. Sono entrato e, dopo aver gentilmente salutato ho chiesto al titolare “Mi scusi, posso sapere qual è il periodo dell’anno in cui voi non avete lavoro?”
“Beh nei mesi di luglio e agosto il lavoro è molto scarso.”
“Allora le faccio questa proposta. In luglio voi stampate un mio libro e io vi pago 10.000 lire al mese (l’equivalente di cinque euro di oggi) e vado avanti tutta la vita a pagarvi finchè non ho estinto il mio debito. Naturalmente se avrò un altro libro da stampare ve lo proporrò solo dopo aver completamente pagato i costi di stampa del primo libro.
“Va bene, accetto.”Mi ha detto il tipografo e così ho iniziato il mio cammino.
Da allora ho stampato 24 libri e solo quattro li ho messi nelle librerie e solo nelle librerie Feltrinelli.
Ringrazio i miei quattro libri che mi danno da vivere consentendomi un’ampia libertà e la gioia di essere autore del mio destino.

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E’ uscito in Francia in tutti i negozi video il mio film
IL GIARDINO DELLE DELIZIE

“LA VIE EST BELLE”
présente
LE JARDIN DES DÉLICES




un film de Silvano Agosti
avec Maurice Ronet (Le Feu Follet) & Lea Massari (L’Avventura)
Lors de sa nuit de noces, Carlo est hanté par ses souvenirs. En l’espace d’une nuit, son mariage se transforme en un tourment sans fond.

« J’ai écrit la musique du Jardin des Délices.
Un film si extraordinaire et si troublant qu’il en fut sous-estimé. »
Ennio Morriconne
Sortie en DVD le 17 novembre 2009
Prix public conseillé : 25 €

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SABATO 23 GENNAIO
ENNIO MORRICONE
Prenotare allo 06 39737161
presentera’personalmente alle ore 18.00 tre suoi film

18.30 UN TRANQUILLO POSTO DI CAMPAGNA di Elio PETRI

20.30 INDAGINE SU UN CITTADINO al di sopra di ogni sospetto Oscar 1971 di Elio PETRI

22.30 UN UOMO A META’ di Vittorio DE SETA



PREMIO “CHAPLIN” AZZURRO SCIPIONI 2010
ENNIO MORRICONE

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AL CINEMA AZZURRO GRANDE “NOVITA”

Ogni martedì del mese inizia nella salaChaplin
una eccezionale rassegna
di FILM VERITA’ ovvero i più Importanti documentari realizzati da RAI CINEMA

Nasce al Cinema Azzurro una giornata
dedicata al cinema verità.
OGNI MARTEDI’ VERRANNO
PROGRAMMATI I PIU’IMPORTANTI

“DOCUMENTARI”
PRODOTTI DA RAI CINEMA
I MARTEDI’ DEL CINEMA

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La mail della settimana

Buon anno 2010


Ciao Silvano,sono Ilaria, ho 21 anni ed ho scoperto il tuo meraviglioso cinema Azzurro Scipioni da qualche mese grazie ad un fortunatissimo, quanto casuale, incontro. Il 27 ottobre ho letto "Lettere dalla Kirghisia" e "Il genocidio invisibile". Ti scrivo per ringraziarti e per proporre un'idea.Ti ringrazio perchè, leggendo le tue Lettere, mi sono convinta ancora di più che la Kirghisia non è un'utopia, ma, al contrario, è qualcosa di antico (direi quasi ancestrale) che, per diversi motivi, seppelliamo. Rispetto alla Vita kirghisa (semplice, profonda, sincera e armoniosa) mi sembra molto più astratto e privo di senso della realtà il modo di vivere (o meglio, di sopravvivere e, se possibile, ancor meno) propinato e scelto da questa società. E' stato molto importante per me, soprattutto in questo momento, sapere che qualcuno ha scritto con parole limpide e fresche quello che pensavo da tanto tempo, ma che non riuscivo a chiarire nè a comunicare come avrei voluto.La proposta riguarda l'inevitabile senso di solitudine che si è sottilmente insinuato dopo la gioia iniziale. Condivido la sensazione di incomunicabilità e isolamento (sebbene cosciente e, in qualche modo, volontario) espressa da Nicola nella mail che hai pubblicato nel Diario Azzurro del 20 dicembre. Mi chiedo se non possa essere un esperimento interessante provare ad organizzare degli eventi che potrebbero avere l'Azzurro Scipioni come punto di riferimento (almeno iniziale) per fare in modo che gli "aspiranti kirghisi" possano conoscersi, rimediare almeno in parte al quotidiano (e, credo, diffuso) senso di solitudine e contribuire a realizzare la Kirghisia, anche se in un piccolo contesto. Quest'anno in modo particolare, semplicemente conoscendo persone nuove, ho avuto la fortuna di scoprire che sono molto meno sola di quanto pensassi.Un forte abbraccio e ancora grazie (per mille motivi)!Ilaria Bracaglia. P.S.: al di là di tutto, mi piacerebbe molto incontrarti di persona!

Buona vita per il prossimo anno!


CARA ILARIA, la Kirghisia non è per ora una realtà geografica, ma un sentimento del vivere. Se tu Riesci a scoprire di essere una capolavoro e ti tratti come tale e in chiunque tu incontriRiconosci un capolavoro e lo tratti come tale, si crea una Kirghisia, cioè un territorioAffettivo popolato solo da esseri umani e non da geometri, impiegati, militari, Papi, direttori, mogli, insegnanti, artisti, preti, studenti etc etcProva , è un’emozione senza precedenti divenire esperti in capolavori umani.

Tuo, Silvano Agosti

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Addio al regista teatrale Giancarlo Nanni Fondatore del Vascello e uno dei padri della avanguardia teatrale



Di Paolo Petroni ROMA - La pittura, l'arte, che era stata la sua prima passione e il suo primo lavoro, erano sempre rimaste nel cuore e nella testa di Giancarlo Nanni, uno dei padri dell'avanguardia teatrale romana anni Settanta, che ha cambiato le scene del nostro paese, nato a Rodi nel 1941 e morto a Roma, dopo un anno di malattia. Se doveva fare dei riferimenti, dare delle spiegazioni, usava sempre il mondo e i movimenti dell'arte, dalla quale gli veniva quella grande libertàdi espressione che portò in palcoscenico.

Caro Giancarlo Nanni, la notizia della tua morte mi è arrivata come una rozza stonatura della vita.Io che ti ho frequentato pochissimo, ho conservato e conservo di te un’immagine fresca di giovinezza vissuta tanti anni fa al tuo meraviglioso piccolo spazio denominato LA FEDE, un’immagine di te corredata da un tuo gesto inimitabile della mano destra che ravvia i capelli che tendono a coprirti la fronte, quasi tu volessi impedire a qualsiasi ostacolo di frapporsi tra te e il mondo.Non piango la tua morte perché preferisco credere che la tua vita, pur tribolata in un mondo ostile a qualsiasi fenomeno culturale, con una classe dirigente ottusa e arrogante, la tua vita, dicevo ti abbia abbastanza amato, come io, pur vivendoti a distanza ti ho amato e continuerò ad amarti.

Silvano Agosti

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

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MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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