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DIARIO AZZURRO n.282 del 21.04.2009
di SILVANO
AGOSTI
Lo
spinoso problema della casa
Amo
narrare storie vere, in particolare quando raccontano fatti assolutamente
incredibili.
Proverò a trascrivere una strana vicenda che un amico di
Milano mi ha raccontato.
Un’avvenente donna delle pulizie, rimasta vedova, con una
bimbetta a carico, mentre è intenta a sciaquare gli strofinacci,
perde di vista la bambina di appena tre anni.
Cerca un po’ dappertutto nel cortile e nei negozi adiacenti
al portone del palazzo. Niente.
“Mamma, mamma.” La voce della bimba la chiama dal cortile.
La donna esce e vede, al balcone, un uomo anziano con la bambina
in braccio. Le fa cenno di salire al terzo piano.
Così la bella vedova, addetta alle pulizie, incontra il commendatore
in persona.
Che sia stata la grazia della bimba a mediare o la bellezza della
donna non si sa. Quello che pochi mesi dopo tutti nel quartiere
hanno visto è stato l’arrivo della donna che scendeva
da una macchina di lusso e entrava nel palazzo dove da quel momento
avrebbe abitato come moglie legittima del Commendatore.
Un ventina d’anni dopo rimane nuovamente vedova ereditando
un’agenzia immmobiliare con la proprieta di quattordicimila
seicento trentadue appartamenti.
A sua volta la vedova muore e la bimba, ormai trentenne,
gestisce l’agenzia e i 14.632 appartamenti.
Un giorno una lontana parente la viene a trovare. Ha l’aria
dimessa e incerta di chi porta il peso di un’eterna indigenza.
Racconta che la madre della signora, quando faceva la donna delle
pulizie le aveva fatto da madrina. Lei crescendo l’aveva cercata
dappertutto e ora aveva sei figli e viveva in uno scantinato dei
navigli e suo marito era paralizzato per un infortunio sul lavoro
e insomma se era possibile aiutarla a trovare una casa meno umida
e scura.
Ecco che qui scatta l’insondabile, il vero tenebroso mistero
della voracità e dell’egoismo umano.
La figlia della vedova, ex donna delle pulizie, proprietaria di
14.632 appartamenti si alza dalla comoda poltrona della sua gigantesca
scrivania e dice che capisce bene, che purtroppo i contratti delle
case sono stati recentemente rinnovati e che le è impossibile
aiutarla.
Apre una cartella, mette un biglietto da 100 euro in una busta e
gliela porge.
Inoltre vedrà di farle avere una lettera di appoggio per
avviare la domanda al Comune, per ottenere un alloggio popolare.
La donna sussurra “No grazie”, lascia la busta sulla
lussuosa scrivania e in silenzio se ne va.
Questi i fatti, questa la storia.
Avvenuta nel mese di febbraio dell’anno 2009.
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Ho avuto il desiderio di trascrivere gli ultimi tre minuti della
mia partecipazione al Volo del Mattino. Vorrei riuscire prima o
poi a dimostrare che tre minuti di verità pesano più
di alcuni anni di menzogne.
Oggi
dedico i tre minuti a una risposta molto importante. Mi ha detto
Fabio (Volo) che ha ricevuto delle mail nella quali si affermava
che io Agosti parlo così e dico cose interessanti perché
mi drogo. Ora io oggi voglio confermare questo straordinario intuito,
è vero, io mi drogo da quando sono andato via di casa a 17
anni, con una droga straordinaria, certo la più potente che
esista ma che costa poco. Questa droga si chiama VITA. La vita procura
a chi riesce a viverla e cioè si dà il tempo per vivere,
la vita procura uno stato di benessere permanente dovuto alle endorfine.
Le endorfine sono una sostanza chimica di natura organica prodotta
dal cervello che ha le stesse proprietà antidolorifiche e
rasserenanti della morfina e dell’oppio. Solo che per riuscire
a vivere bisogna avere l’accortezza di procurarsi cibo e letto
caldo lavorando non più di tre ore al giorno, poi bisogna
imparare a fare amicizia con tutti quelli che si incontrano, scoprendo
che ognuno che si incontra è un universo, un mondo straordinario,
poi bisogna imparare a fare l’amore, cercare di esprimersi
con un linguaggio, con la pittura, la scrittura, la musica...
Imparare ad ascoltare e a osservare tutto, imparare anche a sondare
il mistero del proprio corpo, fatto di 40.000 miliardi di cellule
e cioè venire a conoscenza che ogni grammo del proprio corpo
contiene un miliardo di cellule viventi, ognuna delle quali ospita
la possibilità di ricreare un individuo intero e complesso
come voi. Insomma in sei grammi del vostro corpo ci sono sei miliardi
di cellule, l’intera umanità. Poi affrontare un mistero
ancora più grande che è la struttura dell’universo...per
esempio che la terra, il pianeta terra, è un veicolo che
viaggia permanentemente alla velocità di 104 mila chilomentri
all’ora. Detto e fatto questo voi non dipenderete da nessuno,
avrete una serenità permanente, non vi ammalerete più,
non conoscerete il dolore e il tutto solo drogandovi ogni giorno
con una dose massiccia di vita.
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Nonostante un immediato disaccordo, dopo una lunga riflessione ho
deciso di ospitare questo articolo inviatomi dallo scienziato della
NASA Daniele Mortari
"MA
IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..."
di
Giacomo Di Girolamo
Scusate,
ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi
raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che
la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il
contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io
ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà
due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms
al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti
alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare
a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai
passati di moda.
Ho
resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori,
alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier.
Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no
– stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della
sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande
gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io
possa fare.
Non
do un euro perché è la beneficienza che rovina questo
Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione
che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare
tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono
stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla.
La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto.
Eppure
penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi
coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in
poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse.
E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi
per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che
vengono sempre spesi per fare altro. E nelle mie tasse c’è
previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare
chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima
che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe
politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma
proprio nulla, che non sia passerella.
C’è
andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare
i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli
altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era
proprio bisogno?
Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura
Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice
che “in questo momento serve l’unità di tutta
la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché
io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle
della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità
su quello che è successo, perché governate con diverse
forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano,
io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete
per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia
che non c’è.
Io
non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia
madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un
anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché
io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando
ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero
un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.
Poi
ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo
e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione.
E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu
l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola
caduta sui bambini non puoi restare indifferente.
Ma
ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre
come prima? Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere
bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti)
che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà
era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente
aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero
assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.
Ecco,
nella nostra città, Marsala, c’è una scuola,
la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che
da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato
in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio
di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni
di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove –
per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è
caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco!
C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo
inventare?) il controsoffitto in amianto.
Ecco,
in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri,
anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che
non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare
arricchire per tornaconto. Stavo per digitarlo, l’sms della
coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali
ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome
quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che
già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per
quella bestialità che avevano detto.
Io
non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa
succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino
i furbi. E siccome so già che così non sarà,
penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa
politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro,
ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta,
anche quella che sta all’opposizione) perché c’è
il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo
saranno il paravento per giustificare tutto.
Io
non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia
rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni
difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E
mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire
“in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi
hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol
Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria
fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare
all’atto pratico.
E
io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci,
e nel frastuono della televisione non c’è neanche un
poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere
il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo
paese, o li hanno fatti morire di noia. Ma io, qui, oggi, mi sento
italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello
che penso. Come la natura quando muove la terra, d’altronde.
Giacomo
Di Girolamo
Caro
Di Girolamo,
Penso
che la responsabilità di un Paese in perenne stato di decrepita
decadenza non sia collegabile col sentimento di solidarietà
che la gente, in genere la povera gente, esprime offrendo il suo
euro ai terremotati.
Sarebbe come se i grande artisti del secolo scorso, dopo che le
micidiali bombe della seconda guerra mondiale, che tra l’altro
più che seconda io desidero piuttosto definire ultima guerra
mondiale, avevano raso al suolo musei, palazzi e chiese, avessero
deciso di non dipingere più, di non scolpire più,
di non costruire più case dato che le bombe avevano fatto
scempio anche delle migliori opere dell’arte.
Lo so bene che anche la mia offerta verrà risucchiata dall’insaziabile
buco nero dei loschi abissi governativi o, nel migliore dei casi,
serviranno a reperire i sedici miliardi di euro già stanziati
per aggregare allo smunto esercito italiano i superbombardieri ultimo
modello. ppure mi sento estraneo a questi atti di criminalità
che ascrivo totalmente ai governanti.
Io penso che sia giusto perfino andare a votare, nel rispetto di
tutti quelli che sono morti per conquistare il diritto di voto,
anche se la coscienza di quanto tragico vuoto nasconda ormai, qualsiasi
consultazione elettorale.
Così noi continueremo a dare il nostro contributo e loro
a rubarlo vergognosamente invece che darlo a chi è destinato,
continueremo ad andare a votare e loro a render inutili le nostre
volontà elettorali. Vediamo chi si stanca per primo.
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Nei
giorni 28 29 30 aprile io sarò a Brescia dove mi hanno invitato
per una serie di incontri con tutte le scuole della città.
Il principale incontro avverrà la mattina del 30 presso l’Istituto
Ballini.
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione
che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente…
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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