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» DIARIO AZZURRO n.237 del 20.05.2008

di SILVANO AGOSTI

Il volo

Nel 1975 Franco Basaglia mi chiama da Trieste spiegandomi che è riuscito a prendere in prestito dall’ITAVIA un aereo sul quale vorrebbe che un centinaio di ricoverati del manicomio di Trieste facessero un giretto sulla città e nei dintorni.
Mi chiede se sono interessato a filmare la piccola avventura e naturalmente sono disponibile. E’ uno dei tanti modi escogitati dal caro Franco per tirar fuori la gente dal manicomio, possibilmente fino a riuscire a farli star fuori per sempre.
Credo sia stata quella una delle esperienze più dotate di emozioni, fantasia e festosità.
Prima di tutto filmo la salita degli ospiti sul pullman che li porterà all’aeroporto. Intanto in uno dei cortili dell’Ospedale alcuni volontari hanno costruito la carlinga di un aereo di cartapesta, intorno al quale in serata, di ritorno dal “Volo”, si terrà una festa, una delle tante organizzate per i malati a risarcimento di tanti anni di clausura e di costrizione.
Nella hall dell’aeroporto i malati sfilano fieri per ritirare la carta di imbarco. Non sanno a cosa servirà, ma tutti la stringono con orgoglio, tenendola ben visibile nell’eventualità di un controllo.
In un angoletto, tutta sola e sorridente, una nonnina guarda rapita il decollo di un aereo.
Mi avvicino con la cinepresa e chiedo.
“Signora, è emozionata?”
“No, mi son vedova.” Risponde lei con competenza.
Ecco, ora so che sto per compiere un viaggio al di là del mondo conosciuto.
Una volta saliti sull’aereo lo Stewart, con voce gentile dice al microfono: “I signori passeggeri sono pregati di legarsi con le apposite cinture.”
I “passeggeri” si guardano intorno allarmati, cercando spiegazioni.
“Legarsi”. Alcuni di loro sono stati legati al letto di contenzione per mesi, a volte per anni, e ora si tratta di tornare a legarsi.
Che questo viaggio sia una truffa? Un inganno per tornare ai vecchi sistemi?
Per fortuna Basaglia prende il microfono in mano e informa
“Chi vuole può mettersi la cintura, solo chi vuole.”
“Ah, chi vuole…” Mormora qualcuno sollevato e sorridendo nessuno si lega.
A sera, dopo una cena al fresco del tramonto si balla.
Anche i rami dei pini si muovono alla brezza della notte e tutto appare così semplice e naturale come sempre, quando gli esseri umani vivono senza ostacoli il mistero dell’incontro.
Basaglia ha una gamba ingessata, ma balla anche lui, questo mitico personaggio dal cuore semplice, senza rivelare stanchezza o segni anche remoti di sconfitta.

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Voglio informarmi sui nomi di quei parlamentari che sembra abbiano deciso di modificare la legge Basaglia e consigliare loro di fare in modo che, sia pure a distanza di trent’anni, venga applicata, invece che modificata.
Magari mi piacerebbe tanto che tutti quelli che auspicano un “ritorno al manicomio”, vedessero i nostri film Matti da slegare
o La seconda ombra, documenti precisi di quale aberrazione aveva raggiunto l’istituzione manicomiale.
A suo tempo facemmo vedere in parlamento Matti da slegare e, se ricordo bene, sull’onda di una emozione innegabile la legge fu votata quasi all’unaninimità.
Per realizzare La seconda ombra, ho vissuto accanto e con i degenti residui del manicomio di Gorizia, proprio là dove avevo visto per la prima volta Franco Basaglia attorniato da un migliaio
di “matti”, in un’altra serata non dimenticabile.
Si trattava dei primissimi tempi dell’avventura Basagliana e nel grande parco, c’era che giocava, chi ballava, chi dipingeva e chi se ne stava beatamente seduto al fresco della sera.
Sembrava proprio un gigantesco quadro di un pittore fiammingo, Brueghel, ad esempio. E’ lì, in quella serata di intensa letizia, che ho imparato ad immaginare una società diversa, forse non appagata, ma certo rispettata nella dignità vera dei singoli suoi componenti.
E’ lì che ho incominciato a credere che uno Stato ha il dovere di procurare a ognuno dei suoi cittadini una abitazione, un pranzo caldo garantito e un lavoro, non superiore alle tre ore giornaliere.
Allora quella serata vissuta presso il manicomio di Gorizia si estenderebbe a quotidiano di ognuno e forse si scoprirebbe che non avebbero più ragion d’essere né di voler esistere i ladri, i mariti, i corrotti, i malati e perché no, anche gli assassini.
Sparirebbero per incanto fumatori e drogati prostitute e politicanti e, all’orizzonte apparirebbe finalmente, l’essere umano.

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“Domande”
Mi ha chiesto un bimbo
Prima di dormire
Cosa vuol dire “Matto” ?
Uno che ha perso la testa
Dove l’ha persa?
Se lo sapesse
non sarebbe matto,
come un giocattolo
con la molla rotta,
come una rondine
con l’ala spezzata.
Ah, come una mela
caduta dal ramo?
Sì, come un sorriso
Prigioniero del sonno:
Dorme ora il bimbo
E non chiede più nulla.

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Penso che la mail della settimana sia questa che volentieri condivido con tutti i lettori di Diario

"Cari Amicini,
vi spedisco una riflessione del vecchio Signor Masina, che, ne sa più di ottantanni d'Italia e di Rom, MI PIACEREBBE TANTO SAPERE CHE NE PENSATE!
Vi abbraccico
Lara

Derattizzare!

Oh, non turbate il Santo Padre, che è vecchio e stanco. Ditegli che c'è un guasto nei ripetitori di Ponte Galeria e perciò nei palazzi vaticani per qualche giorno radio e televisori sono in black-out. Ditegli che c'è uno sciopero dei giornalisti di tutto il mondo e quindi non arrivano notizie.
Fate che non sappia, insomma, quel che sta succedendo in Italia ai Rom: e cioè che, come molti non-papi e non-VIP sanno, da mesi gli "zingari", in Italia, vedono (e non soltanto a Ponticelli ma in molte città e paesi) i loro campi assaltati da facinorosi o "rimossi", quasi senza preavviso, dalle "forze dell'ordine". E' una specie di pulizia etnica, senza morti, per fortuna, ma con valanghe di odio, inasprimento di una miseria già di per sé dolorosa e terribili traumi per centinaia di bambini. La comunità europea aveva già sanzionato l'Italia come il paese meno accogliente per i Rom: il nuovo governo ha ora deciso una soluzione radicale. Razzista.

Il Papa, tutto questo, non lo sa. Se lo sapesse, certamente Benedetto XVI, "Vicario di Gesù Cristo, Patriarca dell'Occidente e Primate d'Italia", lascerebbe i suoi preziosi paramenti dorati e le sue scarpette rosse, per affrontare il fango dei "campi" contro cui si accaniscono le bottiglie molotov della gente bene; vi andrebbe a gridare su quelle devastazioni la parola del Cristo: "Ciò che viene fatto ai poveri è a me che viene fatto".
Papa tedesco, sicuramente Joseph Ratzinger non riesce a dimenticare il genocidio degli zingari compiuto dalla Germania nazista ad Auschwitz, con centinaia di bambini orrendamente torturati dal dottor Mengele; e questo ricordo, se lui sapesse ciò che sta accadendo a pochi chilometri dalla sua finestra domenicale, lo spingerebbe a levare alta la voce per difendere i membri di una etnia dalle vere e proprie persecuzioni in atto. Così attento alle leggi italiane che "violano i diritti del feto", egli mostrerebbe di non essere meno sensibile ai provvedimenti governativi che violano i diritti umani di migliaia di persone colpite in base alla loro nazionalità.

Davvero vorreste chiedergli di raggiungere i vescovi entrati nei campi degli zingari bruciati dalla gente pulita, a portare una richiesta di perdono per l'offesa fatta a Dio? Il Signore ha voluto che le genti "da un confine all'altro della Terra" diventassero un solo popolo, radunato dall'amore. Per questo chi odia una stirpe pecca gravemente contro Dio. Questo stanno dicendo i vescovi italiani pellegrini fra le rovine fumanti degli abituri devastati dei Rom... Come dite? Nessun vescovo è là, fra quelle roulottes sfasciate, fra quelle motocarrozzette caricate di poveri suppellettili e avviate verso chissà quale destino, fra quei carabinieri che con i loro pesanti anfibi finiscono di demolire le baracche bruciate dalle molotov?

Ahimè, i vescovi rimangono nei loro palazzi e tacciono o (vedi Bagnasco) condannano con flebili voci e gelide parole quelli che con bell'eufemismo definiscono "estremismi".

Cristo si è fermato in piazza San Pietro?

************

*E noi? Noi cittadini abbiamo niente da dire su questa democrazia che diventa, nei confronti dei più poveri, stato di polizia? Dov'è il popolo che due anni fa accorse a votare un referendum per difendere la nostra Costituzione così fortemente impostata sui diritti umani? Dov'è il presidente della Repubblica, galantuomo come pochi altri? Dov'è l'opposizione? Dov'è il governo-ombra?*

*Non vedo una marea di indignazione levarsi contro la criminalizzazione di un popolo che è marcato dai segni più evidenti di un'estrema povertà ma la cui pericolosità sociale è enormemente minore di quella dipinta dai politici della destra. La Caritas, l'unica vera "esperta di umanità" nel settore, definisce "pesantemente fuorviante" il ritratto dei Rom disegnato dai mass-media. La politica "della paura", che ha avuto un peso tanto grande sui risultati elettorali, sventola statistiche false. L'Italia è in paese più sicuro della Francia, della Gran Bretagna, degli Stati Uniti. Quanto ai Rom, se la ragazzina che ha tentato di rapire una neonata, a Ponticelli, voleva davvero compiere un reato così nefando, si tratta di un caso isolato.
Vi sono stati altri episodi del genere ma si sono sempre rivelati equivoci, dilatati dalla paura della gente e dai pesanti pregiudizi di cui siamo portatori. *

********

Può darsi che la storia abbia decretato la fine dei popoli nomadi. Dai pastori somali a quelli mongoli, dai tuareg agli aborigeni australiani, l'evoluzione culturale e il rimodellamento della Terra (quello fisico e quello politico) sembrano imporre una definitiva stanzialità. Del resto, siamo tutti discendenti da antenati nomadi perché il nomadismo è stato una tappa fondamentale della vicenda umana. Ma se davvero è finito il tempo di genti sospinte a un cammino ininterrotto dalla necessità e da un'inesauribile voglia di libertà, allora, almeno, esse hanno il diritto di attendersi l'aiuto di una società dominante che ha già compiuto da secoli un trapasso di civiltà. E invece è proprio quello che non vogliamo consentire ai Rom: la stanzialità, l'integrazione. Delle immagini (troppo rare e prudenti) che la televisione ci ammannisce, quelle che colpiscono maggiormente, oltre alle facce piangenti dei bambini, sono quelle del lavandino montato nella baracca demolita, del libro o del quaderno rimasto nel fango; e, dei discorsi della gente, accanto alle parole di odio, la tristezza di qualche insegnante che cerca dove sono finiti i "suoi" alunni.

Mi è capitato di entrare qualche volta nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, e di vedere (non dico conoscere!) giovani Rom attentissimi a imparare un mestiere.

Il carcere come unico apprendistato?

*******

Diavolo vuol dire: colui che disunisce. Maledetto il seminatore di odio.
Maledetto il seminatore di falsità.

Falsità è la leggerezza con cui si confondono Rom e Romeni (anche questi ultimi, del resto, oggetti di una pesante disinformazione); falsità è la diversa gravità attribuita a fatti di cronaca. Per esempio: tutti ricordano, giustamente, la povera ragazza romana che, durante un litigio con una prostituta romena, è morta perchè il puntale dell'ombrello della contendente è penetrato in un suo occhio, ma chi ricorda che pochi mesi più tardi una ragazza romena è stata spinta da una squilibrata sotto il convoglio della metropolitana, a Roma, e da otto mesi è in coma profondo?

*******

La storia non sarà più "maestra di vita" come sentenziano in molti, ma certi ricordi sono davvero inquietanti. Leggo che alcuni commercianti del rione Ponte Milvio, a Roma, hanno fondato un'associazione che finanzierà un gruppo di ex poliziotti addetti alla sorveglianza del rione. Lo fecero (e lo fanno) anche molti commercianti di Rio de Janeiro e di Sâo Paulo. Da queste polizie mercenarie, incaricate di "ripulire le strade" e "dare una lezione"
ai piccoli criminali, sono nati un po' alla volta , gli "squadroni della morte". Garantivano rapidità operativa e certezza della pena. Il fatto è che vogliamo vivere tranquillamente, a qualunque costo. La vignetta di Altan, oggi, 16 maggio, su "la Repubblica", mostra un bravo borghese, ben vestito e ben nutrito, che dice: "Basta con le mezze misure. Occorre il boia di quartiere".

Anche i poeti vedono lontano. Scriveva Davide Turoldo quindici anni fa: "Ho paura del nazismo dietro le porte. Ho paura di questi nazionalismi, di questi rigurgiti di politiche negative. Ho sempre combattuto contro tutto questo. L'ho scontato con guerre che sembravano non terminare mai. Ho paura della volgarità di questa classe dirigente".

Il direttore di Radio Padania, uno degli organi del nuovo governo, ha detto che è più facile derattizzare una zona che liberarsi dai Rom.

Ettore Masina

www.ettoremasina.it


--
Lara Perbellini
www.falacosagiusta.org

"Meglio accendere una candela, che maledire l'oscurità"


Michele
www.desiderioumile.it

Giovedì 22 MAGGIO alle ore 17.00 proietterò e presenterò a Foligno il film LA SECONDA OMBRA
PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLA LIBRERIA CARNEVALI

3 libretti sul comò s.a.s.
Via Pignattara, 38
06034 - FOLIGNO (PG)
P. IVA 02569570548
tel 0742 353174 fax 0742 349378 www.libreriacarnevali.it


Sarò venerdì 23 maggio a Fidenza nell'ambito del Fidenza PsicoFestival. Il tema è "NaturalMente - uomo e natura".
Come da programma allegato, il mio incontro col pubblico è previsto per le ore 17.00.
e alle 21 inizia la tua retrospettiva con proiezione di due miei film. La seconda ombra e Matti da slegare La retrospettiva proseguirà nelle serate successive.



VENERDÌ 23 MAGGIO 2008
17.00 - Palazzo OF - Orsoline Fidenza
Silvano Agosti
Regista, produttore, esercente cinematografico di sale d'éssai, scrittore e poeta.
Incontro con il pubblico - Presenta e conduce Angelo Conforti.

21.00 - Centro Giovanile Via Mazzini
Silvano Agosti produttore e regista

Rassegna cinematografica
- Matti da slegare (1975, 100’, B/N)
- La seconda ombra (2000, 85’)
Ingresso gratuito a tutta la rassegna, riservato ai soci della Federazione Italiana Cineforum - La notte americana - Tessera Euro 5,00

SABATO 24 MAGGIO 2008
16.00 - Palazzo OF - Orsoline Fidenza
Silvano Agosti presenta i suoi libri

17.00 - Palazzo OF - Orsoline Fidenza

21.00 - Centro Giovanile Via Mazzini
Silvano Agosti produttore e regista
Rassegna cinematografica
- Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, prodotto da Silvano Agosti (1981, 90’)
- NP - Il segreto (1970, 90’)
Ingresso gratuito a tutta la rassegna, riservato ai soci della Federazione Italiana Cineforum - La notte americana - Tessera Euro 5,00



 

 

 

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