|
|
»
DIARIO AZZURRO n.245 del 22.07.2008
di
SILVANO AGOSTI
Out
Caesar aut Nullus, sarò un Cesare o una nullità
Ho
conosciuto Cesare.
Aspetto quasi aristocratico, capelli bianchissimi, sorriso cordiale,
tanto che, pur incontrandolo per la prima volta, insisto per offrirgli
il caffè.
Avverto in lui la coscienza, anzi il piacere della propria diversità.
Subito mi offre la sensazione di una grande amicizia e intimità.
Sorseggia il cappuccino con eleganza.
“Gli esseri umani sono come il mare, se li trovi tranquilli,
li navighi senza problemi, se sono in burrasca ogni metro è
una conquista.”
Una frase come questa mette subito in guardia e stimola il rispetto
per l’intelligenza che rivela.
Sdrammatizzo.
“Ce ne sono pochi oggi di esseri umani tranquilli, sono quasi
tutti tormentati dalla precarietà e dalle tasse. Lei sembra…”
“Chi è questa Lei?” Chiede Cesare con aria furba.”Diamoci
del tu.”
“Va bene.Tu non solo sei tranquillo ma lo specchio delle tue
acque sembra immobile.”
“Io vivo il privilegio della libertà, attorniato da
persone inquiete cui il tempo non basta mai.
Adesso ti saluto. Vado a lavorare.”
“Che lavoro fai, Cesare?”
“Il barbone.”
Mi sfugge una risata, contenuta, per rispetto all’ipotesi
che la sua sia una battuta di spirito.
“Scusa Cesare, ma io pensavo che eri un direttore di banca
o qualcosa del genere. Non hai certo l’aria del barbone.”
“Vedi, se vestissi abiti stracciati somiglierei a tutti gli
altri che
tendono la mano nelle strade di questa città. La gente si
impietosisce molto di più vedendo una persona ben vestita,
dall’aria perbene, che tende, esitando, la mano.”
“Straordinario.” Mormoro ammirato.
“Invece in questo modo vivo bene, ho una casa, e perfino posso
fare un po’ di beneficenza.
Prima, anni fa, avevo una piccola società ma il meccanismo
delle tasse me l’ha divorata. Ho resistito per alcuni anni
poi ho capito che, in questo Paese, il solo destino per le piccole
società era chiaro.
O scegliere il cammino della disonestà o accumulare sempre
maggiori debiti. Quasiasi modifica cercavo di fare alla mia attività
per migliorarla veniva tassata e, anche se ero in passivo, dovevo
far finta di aver guadagnato, altrimenti arrivavano verifiche e
multe. Mi sono accorto che questo Stato non ama i suoi cittadini,
ma li tratta come dei nemici.
Allora ho chiuso gli uffici e ho teso la mano della mia dignità.
L’ho rivisto nel pomeriggio, seduto all’angolo della
via, di fronte alla banca.
Impeccabile, infilava nella tasca interna della giacca le numerose
e sollecite offerte dei passanti.
*****************************************************
To my fattest love
I
am just a dwarf
Climbing up her body
A Hymalaia of flesh
With rocks of passion
And rivers of grace.
Waiting for her
I caress my wings
Here
she comes
Twittering and pale
Like a silver wale
I know she wants me
To suck at her brest
She heard I am the best.
Al
mio amore più grasso
Sono
solo un nano
Intento a scalare il suo corpo:
Un’Hymalaia di carne viva,
rocce di passione
e fiumi di grazia.
Aspettandola
Mi accarezzo le ali.
Eccola
arrivare
Squittente e pallida
Come una balena d’argento
So bene, lei vuole
Che poppi al suo seno
Ha saputo che sono il migliore.
**************************************************
Oggi
son tornato a giocare a pallone con I miei nuovi amici. Questa volta
la nostra squadra si è regalata di perdere 13 a 12.
Una partita epica. La ragazzetta (Martina) non c’era e quindi
sembrava un vero e proprio confronto.
Il mio collega portiere della squadra rivale, un ex Console americano,
quando gli ho espresso la mia stima per via di alcune parate spettacolari
che aveva fatto, mi ha detto con candore “Veramente avendo
il sole negli occhi io ogni tanto alzavo le mani e capitava sempre
che proprio mentre alzavo le braccia il pallone stava arrivando
e, quindi, io, senza premeditazione, lo fermavo”
Quando mi ha chiesto di fare una dedica sul libro che gli ho portato
in regalo mi sono trovato a scrivere:
“Al caro amico Console, perché scopra che gli Stati
Uniti d’America sono il paese più debole del mondo,
ecco perché hanno bisogno di tanto potere.”
Lui, diplomaticamente, ha sorriso.
*****************************************************
Vorrei, a questo proposito, riproporre questi straordinari pensieri
di Robert Kennedy
Siamo
chiari fin dall'inizio: non troveremo né un fine per la nazione
né la nostra personale soddisfazione nella mera continuazione
del progresso economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice
Dow-Jones, né i successi nazionali sulla base del Prodotto
Interno Lordo. Perché il prodotto nazionale lordo comprende
l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle
sigarette, e le ambulanze per sgomberare le nostre autostrade dalle
carneficine. Mette nel conto le serrature speciali con cui chiudiamo
le nostre porte, e le prigioni per coloro che le scardinano.
Il prodotto nazionale lordo comprende la distruzione delle sequoie
e la morte del lago Superiore. Cresce con la produzione di napalm
e missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare
la disseminazione della peste bubbonica. Il prodotto nazionale lordo
si gonfia con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare
le rivolte nelle nostre città; e benché non diminuisca
a causa dei danni che le rivolte provocano, aumenta però
quando si ricostruiscono i bassifondi sulle loro ceneri. Comprende
il fucile di Whitman e il coltello di Speck e le trasmissione di
programmi televisivi che celebrano la violenza per vendere merci
ai nostri bambini.
E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, molte cose
non sono state calcolate.
Non tiene conto dello stato di salute delle nostre famiglie, della
qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi.
E’ indifferente alla decadenza delle nostre fabbriche e insieme
alla sicurezza delle nostre strade. Non comprende la bellezza della
nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l’intelligenza
delle nostre discussioni o l’onestà dei nostri dipendenti
pubblici. Non tiene conto né della giustizia dei nostri tribunali,
né della giustezza dei rapporti tra noi. Il prodotto nazionale
lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro
coraggio, né la nostra saggezza, né le nostre conoscenze,
né la nostra comprensione, né la devozione al nostro
Paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita meritevole
di essere vissuta; e può dirci tutto sull’America,
eccetto se siamo orgogliosi di essere americani.”
(Robert Kennedy)
Inoltre
vorrei suggerire ai lettori del Diario di godersi, sempre a proposito
della debolezza degli Stati Uniti questo VIDEO
Prendetevi
alcuni minuti del vostro tempo, vi assicuro che li vale tutti. Premere
Ctrl e quando appare la manina cliccare.
Lo trovate qui: http://altrabrescia.ning.com/profiles/blog/show?id=2041463%3ABlogPost%3A1663
Ecco
la mail della settimana
Caro Silvano,
ho passato la notte in treno. Accanto a me una ragazza bellissima.
Essendo partiti tardi, Lei si è subito addormentata e così
ho potuto guardarla per tanto di quel tempo l'alba è arrivata
di sorpresa, indesiderata.
Nelle sue forme si insinuava amorevolmente la liricità di
una ballerina.
Mi ha sconcertato quella bellezza lunare, non già del solo
aspetto esteriore, ma di una fisicità rivelatrice di mondi
inviolati e insondabili.
Ecco, mi sono detto guardandola, vorrei che anche la mia anima divenisse
ricettacolo di simili forze così pienamente compiute nell'espressività
fluttuante di questa ragazza.
L'assenza di logiche nel suo esprimersi attraverso un personalissimo
linguaggio di gesti, mi ha fatto capire ancora più fortemente
l'inconsistenza dei "pensieri" non vivificati da cortocircuiti
artistici e folli.
Ho sentito per la prima volta il pulsare del rapporto fra l'essere
dei bambini e quello del femminile.
Capisco solo adesso la potenza delle rappresentazioni isidee e mariane,
corrotte da impostori senza scrupoli
La verginità, che meraviglia scorgere negli occhi delle persone
le tracce di tale presenza rigeneratrice!
Come sono lontane le mie rappresentazioni dalle idee contenute nella
natura, ma quale piacere scoprire d'incanto nuovi orizzonti.
Non le ho chiesto neppure il nome, tanta era la grazia a lei concessa!
Un abbraccio, Nicola
Da: NICOLA GELO [mailto:nicola.gelo@yahoo.it]
Inviato: sabato 19 luglio 2008 9.11
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto:
-----Messaggio
originale-----
Da: alessio10_10@libero.it [mailto:alessio10_10@libero.it]
Inviato: sabato 19 luglio 2008 18.18
A: silvanoagosti
Oggetto: vita e dolore
caro
silvano,
sono Alessio, ho 23 anni, ho avuto modo di conoscere le tue opere
negli ultimi due anni della mia vita, e tante cose sono cambiate..
non voglio dilungarmi, lo farò magari in un'altra occasione
anche perchè questi giorni sono stati difficili, mio nonno
è appena mancato ed è stata la prima occasione in
cui mi sono confrontato con la scomparsa di una persona cara della
mia famiglia.
Quando è successo ero al mare, e alla notizia del peggiormaneto
delle sue condizioni mi sono trovato mosso dal mio inconscio ad
andare nel posto più isolato della spiaggia, vicino al molo
dei pescatori praticamnete deserto e di fronte alle onde del mare
sono nate dentro di me queste parole che grazie ad un foglio di
carta recuperato da un turista inglese ho annotato e ti spedisco:
Il
dolore come impetuose onde del mare,
sferza l’anima di chi lo prova.
Vento forte, trasporta i pensieri,
le onde incontrano la roccia.
Dietro la collina
il sole è pronto a nascere.
Bisogna solo saperlo scorgere,
bisogna solo riuscire a trovarlo.
Perché il sole nasce dentro di noi.
nella
prefazione di un tuo volume ci sono queste parole
"Immersi nelle nuvole niente è chiaro. Poi ci si accorge
che ciò che nasconde il tutto è fatto di nulla. Piccole
molecole d’acqua che si toccano, in continuo movimento, formano
un velo, come la trama intricata dei pensieri che si intreccia con
i ricordi"
sono convinto che sia proprio stando con la sofferenza e a contatto
con quello che è poco chiaro e che si confonde nel ricordo
che si riesca a superare questi momenti, cosa ne pensi?? spero di
trovare la forza per fare questo percorso e per stare vicino a chi
come me soffre in questi momenti
un abbraccio
Alessio
Caro
Alessio, il più bel regalo che tu possa fare al tuo nonno
è di antrare trionfalmente nella vita, scegliendo il fare,
perché come dice il grande poeta Erza Pound "Nel fare
non c'è vanità, il problema è in ciò
che non si è fatto, nella diffidenza che ci fece esitare."
Un
saluro affettuoso
Silvano
Agosti
|
|