Via degli Scipioni, 82 Roma | tel +39.06.39737161

 


Silvano Agosti
» Biografia
» Interviste
» Analisi dei film


"DiarioAzzurro"
» Leggi il nuovo diario
» I
numeri precedenti
» Come ricevere il "Diario"
gratuitamente





 

 


Cinema Azzurro Scipioni
Orario e Programma

Storia della sala
Galleria fotografica
Noleggio film 35 mm
Info e-mail

» Piccolo Cinema Paradiso Brescia
Orario e programma

» Supporto tecnico
- Problemi acquisti online








» Catalogo internet
LIBRI di Silvano Agosti
DVD di Silvano Agosti

OFFERTE SPECIALI

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

» DIARIO AZZURRO n.245 del 22.07.2008

di SILVANO AGOSTI

Out Caesar aut Nullus, sarò un Cesare o una nullità

Ho conosciuto Cesare.
Aspetto quasi aristocratico, capelli bianchissimi, sorriso cordiale, tanto che, pur incontrandolo per la prima volta, insisto per offrirgli il caffè.
Avverto in lui la coscienza, anzi il piacere della propria diversità.
Subito mi offre la sensazione di una grande amicizia e intimità.
Sorseggia il cappuccino con eleganza.
“Gli esseri umani sono come il mare, se li trovi tranquilli, li navighi senza problemi, se sono in burrasca ogni metro è una conquista.”
Una frase come questa mette subito in guardia e stimola il rispetto per l’intelligenza che rivela.
Sdrammatizzo.
“Ce ne sono pochi oggi di esseri umani tranquilli, sono quasi tutti tormentati dalla precarietà e dalle tasse. Lei sembra…”
“Chi è questa Lei?” Chiede Cesare con aria furba.”Diamoci del tu.”
“Va bene.Tu non solo sei tranquillo ma lo specchio delle tue acque sembra immobile.”
“Io vivo il privilegio della libertà, attorniato da persone inquiete cui il tempo non basta mai.
Adesso ti saluto. Vado a lavorare.”
“Che lavoro fai, Cesare?”
“Il barbone.”
Mi sfugge una risata, contenuta, per rispetto all’ipotesi che la sua sia una battuta di spirito.
“Scusa Cesare, ma io pensavo che eri un direttore di banca o qualcosa del genere. Non hai certo l’aria del barbone.”
“Vedi, se vestissi abiti stracciati somiglierei a tutti gli altri che
tendono la mano nelle strade di questa città. La gente si impietosisce molto di più vedendo una persona ben vestita, dall’aria perbene, che tende, esitando, la mano.”
“Straordinario.” Mormoro ammirato.
“Invece in questo modo vivo bene, ho una casa, e perfino posso fare un po’ di beneficenza.
Prima, anni fa, avevo una piccola società ma il meccanismo delle tasse me l’ha divorata. Ho resistito per alcuni anni poi ho capito che, in questo Paese, il solo destino per le piccole società era chiaro.
O scegliere il cammino della disonestà o accumulare sempre maggiori debiti. Quasiasi modifica cercavo di fare alla mia attività per migliorarla veniva tassata e, anche se ero in passivo, dovevo far finta di aver guadagnato, altrimenti arrivavano verifiche e multe. Mi sono accorto che questo Stato non ama i suoi cittadini, ma li tratta come dei nemici.
Allora ho chiuso gli uffici e ho teso la mano della mia dignità.
L’ho rivisto nel pomeriggio, seduto all’angolo della via, di fronte alla banca.
Impeccabile, infilava nella tasca interna della giacca le numerose e sollecite offerte dei passanti.

*****************************************************

To my fattest love

I am just a dwarf
Climbing up her body
A Hymalaia of flesh
With rocks of passion
And rivers of grace.
Waiting for her
I caress my wings

Here she comes
Twittering and pale
Like a silver wale
I know she wants me
To suck at her brest
She heard I am the best.

Al mio amore più grasso

Sono solo un nano
Intento a scalare il suo corpo:
Un’Hymalaia di carne viva,
rocce di passione
e fiumi di grazia.
Aspettandola
Mi accarezzo le ali.

Eccola arrivare
Squittente e pallida
Come una balena d’argento
So bene, lei vuole
Che poppi al suo seno
Ha saputo che sono il migliore.

**************************************************

Oggi son tornato a giocare a pallone con I miei nuovi amici. Questa volta la nostra squadra si è regalata di perdere 13 a 12.
Una partita epica. La ragazzetta (Martina) non c’era e quindi
sembrava un vero e proprio confronto.
Il mio collega portiere della squadra rivale, un ex Console americano, quando gli ho espresso la mia stima per via di alcune parate spettacolari che aveva fatto, mi ha detto con candore “Veramente avendo il sole negli occhi io ogni tanto alzavo le mani e capitava sempre che proprio mentre alzavo le braccia il pallone stava arrivando e, quindi, io, senza premeditazione, lo fermavo”
Quando mi ha chiesto di fare una dedica sul libro che gli ho portato in regalo mi sono trovato a scrivere:
“Al caro amico Console, perché scopra che gli Stati Uniti d’America sono il paese più debole del mondo, ecco perché hanno bisogno di tanto potere.”
Lui, diplomaticamente, ha sorriso.

*****************************************************


Vorrei, a questo proposito, riproporre questi straordinari pensieri di Robert Kennedy

Siamo chiari fin dall'inizio: non troveremo né un fine per la nazione né la nostra personale soddisfazione nella mera continuazione del progresso economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi nazionali sulla base del Prodotto Interno Lordo. Perché il prodotto nazionale lordo comprende l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgomberare le nostre autostrade dalle carneficine. Mette nel conto le serrature speciali con cui chiudiamo le nostre porte, e le prigioni per coloro che le scardinano.
Il prodotto nazionale lordo comprende la distruzione delle sequoie e la morte del lago Superiore. Cresce con la produzione di napalm e missili e testate nucleari, e comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica. Il prodotto nazionale lordo si gonfia con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città; e benché non diminuisca a causa dei danni che le rivolte provocano, aumenta però quando si ricostruiscono i bassifondi sulle loro ceneri. Comprende il fucile di Whitman e il coltello di Speck e le trasmissione di programmi televisivi che celebrano la violenza per vendere merci ai nostri bambini.
E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, molte cose non sono state calcolate.
Non tiene conto dello stato di salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro giochi. E’ indifferente alla decadenza delle nostre fabbriche e insieme alla sicurezza delle nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei nostri matrimoni, l’intelligenza delle nostre discussioni o l’onestà dei nostri dipendenti pubblici. Non tiene conto né della giustizia dei nostri tribunali, né della giustezza dei rapporti tra noi. Il prodotto nazionale lordo non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza, né le nostre conoscenze, né la nostra comprensione, né la devozione al nostro Paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta; e può dirci tutto sull’America, eccetto se siamo orgogliosi di essere americani.”
(Robert Kennedy)

Inoltre vorrei suggerire ai lettori del Diario di godersi, sempre a proposito della debolezza degli Stati Uniti questo VIDEO

Prendetevi alcuni minuti del vostro tempo, vi assicuro che li vale tutti. Premere Ctrl e quando appare la manina cliccare.
Lo trovate qui: http://altrabrescia.ning.com/profiles/blog/show?id=2041463%3ABlogPost%3A1663

Ecco la mail della settimana
Caro Silvano,
ho passato la notte in treno. Accanto a me una ragazza bellissima.
Essendo partiti tardi, Lei si è subito addormentata e così ho potuto guardarla per tanto di quel tempo l'alba è arrivata di sorpresa, indesiderata.
Nelle sue forme si insinuava amorevolmente la liricità di una ballerina.
Mi ha sconcertato quella bellezza lunare, non già del solo aspetto esteriore, ma di una fisicità rivelatrice di mondi inviolati e insondabili.
Ecco, mi sono detto guardandola, vorrei che anche la mia anima divenisse ricettacolo di simili forze così pienamente compiute nell'espressività fluttuante di questa ragazza.
L'assenza di logiche nel suo esprimersi attraverso un personalissimo linguaggio di gesti, mi ha fatto capire ancora più fortemente l'inconsistenza dei "pensieri" non vivificati da cortocircuiti artistici e folli.
Ho sentito per la prima volta il pulsare del rapporto fra l'essere dei bambini e quello del femminile.
Capisco solo adesso la potenza delle rappresentazioni isidee e mariane, corrotte da impostori senza scrupoli
La verginità, che meraviglia scorgere negli occhi delle persone le tracce di tale presenza rigeneratrice!

Come sono lontane le mie rappresentazioni dalle idee contenute nella natura, ma quale piacere scoprire d'incanto nuovi orizzonti.

Non le ho chiesto neppure il nome, tanta era la grazia a lei concessa!
Un abbraccio, Nicola

Da: NICOLA GELO [mailto:nicola.gelo@yahoo.it]
Inviato: sabato 19 luglio 2008 9.11
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto:

-----Messaggio originale-----
Da: alessio10_10@libero.it [mailto:alessio10_10@libero.it]
Inviato: sabato 19 luglio 2008 18.18
A: silvanoagosti
Oggetto: vita e dolore

caro silvano,
sono Alessio, ho 23 anni, ho avuto modo di conoscere le tue opere negli ultimi due anni della mia vita, e tante cose sono cambiate.. non voglio dilungarmi, lo farò magari in un'altra occasione anche perchè questi giorni sono stati difficili, mio nonno è appena mancato ed è stata la prima occasione in cui mi sono confrontato con la scomparsa di una persona cara della mia famiglia.
Quando è successo ero al mare, e alla notizia del peggiormaneto delle sue condizioni mi sono trovato mosso dal mio inconscio ad andare nel posto più isolato della spiaggia, vicino al molo dei pescatori praticamnete deserto e di fronte alle onde del mare sono nate dentro di me queste parole che grazie ad un foglio di carta recuperato da un turista inglese ho annotato e ti spedisco:

Il dolore come impetuose onde del mare,
sferza l’anima di chi lo prova.
Vento forte, trasporta i pensieri,
le onde incontrano la roccia.
Dietro la collina
il sole è pronto a nascere.
Bisogna solo saperlo scorgere,
bisogna solo riuscire a trovarlo.
Perché il sole nasce dentro di noi.

nella prefazione di un tuo volume ci sono queste parole
"Immersi nelle nuvole niente è chiaro. Poi ci si accorge che ciò che nasconde il tutto è fatto di nulla. Piccole molecole d’acqua che si toccano, in continuo movimento, formano un velo, come la trama intricata dei pensieri che si intreccia con i ricordi"
sono convinto che sia proprio stando con la sofferenza e a contatto con quello che è poco chiaro e che si confonde nel ricordo che si riesca a superare questi momenti, cosa ne pensi?? spero di trovare la forza per fare questo percorso e per stare vicino a chi come me soffre in questi momenti
un abbraccio
Alessio

Caro Alessio, il più bel regalo che tu possa fare al tuo nonno è di antrare trionfalmente nella vita, scegliendo il fare, perché come dice il grande poeta Erza Pound "Nel fare non c'è vanità, il problema è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che ci fece esitare."

Un saluro affettuoso

Silvano Agosti



 

 

©2008 Edizioni l'Immagine s.r.l. | Tutti i diritti riservati