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DIARIO AZZURRO n.300 del 22.10.2009
di SILVANO
AGOSTI
Attualmente provo piacere
nel decidere di scrivere il diario non proprio ogni sette o ogni
quindici giorni, ma semplicemente quando ne ho il desiderio, rispettando
un ritmo meno giornalistico e più naturale.
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In un piccolo appartamento di periferia ho assistito a un rito sacro
eseguito da un Capo Pellerossa della tribù dei Navaho. L’uomo
grande e massiccio vagava per la stanza dopo aver steso sul pavimento
ogni sorta di strane suppellettili, collegate al mondo della sua
tribù. Penne di uccello, strani amuleti in legno, punte di
frecce primitive e moderne, qualche bicchiere, cinque pipe corte
e tozze, pietruzze e alcuni minerali. Il suo volto mi ricorda quello
di Toro seduto, conosciuto nella magia del cinema durante la mia
infanzia. L’indiano continua a vagare mormorando frasi in
una lingua a me incomprensibile, la lingua dei Navaho. Mi piace
pensare che tutto quello che accadrà lo voglio vivere come
un gioco, non cercando di capire ma abbandonandomi al fluire dello
sguardo. “Cosa vuoi da me?” Chiede improvvisamente l’indiano
alla donna che gli ha chiesto aiuto. “Vorrei vivere senza
questa angoscia che mi preme tra la schiena e il petto.” L’indiano
sorride, prende da un minuscolo contenitore qualche pizzico di polvere
grigiastra e la posa sulle piume d’uccello e nell’aria.
“Chiamo gli spiriti.”Inizia a cantare una nenia che
riesce a portare nella stanza smisurate praterie e mandrie selvagge
di bisonti, poi sfiora con la mano la fronte della donna. “Lascia
che il fumo ti avvolga la testa.”L’indiano le porge
una pipa, poi torna sedersi. Finalmente infila tra le labbra della
donna una minuscola radice e le chiede di masticarla, fino a formare
una pallina da tenere sotto la lingua.”E’ terribilmente
amara” esclama torcendo il viso in un’espressione di
rifiuto e lentamente la donna si distende sul tappeto in una sorta
di trance e mormora “Sento il male che mi abbandona.”
Poco dopo torna in sé e il suo viso irradia serenità.
L’indiano le chiede di denudare la schiena, poi appoggia dolcemente
le labbra sulla sua spina dorsale, aspira e soffia verso l’alto.
“Eccolo il tuo male ora se n’è andato.”
Poi canta una nenia di ringraziamento agli spiriti.Il gioco e la
sacralità sono intrisi di mistero. Io fino alla fine del
rito ho dato alla cerimonia solo il sapore del gioco. Alla fine
chiedo al Capo pellerossa “Gli Ebrei con sei milioni di morti,
hanno costruito una cattedrale del dolore, l’Olocausto. Perche
voi indiani che avete avuto 60 milioni di morti avete sempre taciuto?”
Il Navaho si alza in piedi mette lentamente il dito indice sulle
labbra suggerendo anche a me di tacere, poi sorridendo si allontana
in punta di piedi ed esce dalla stanza.
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Un appassionato spettatore mi chiede di dedicare un po’ di
spazio del Diario al Cinema Azzurro Scipioni e citare alcune frasi
tratte da messaggi in internet. Nella mia ingenuità, convinto
che ogni essere umano sia il massimo capolavoro che la natura ha
creato in cinque miliardi di anni, ho pensato di proiettare nella
sala Lumiere, solo i grandi capolavori che il cinema ha prodotto
in tutta la sua storia, “Forse, pensavo, vedendo dei capolavori
gli spettatori ricorderanno l’età dei quattro o cinque
anni, quando ognuno di loro aveva tutte le caratteristiche del capolavoro:
unicità, irrepetibilità, fascino e insondabile mistero.”Così
in questa saletta ogni anno proietto circa 400 capolavori. Scegliendone
uno ogni settimana, per vederli tutti sono necessari circa otto
anni e finalmente forse si può riscoprire in se stessi la
presenza del capolavoro.
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Primo
messaggio
Era una sera buia e tempestosa…(vabbene, l’ho presa
alla lontana, ma lo era davvero), quando mi sono imbattuta in un
posto incantato. Ora immaginate: Roma, sotto un diluvio universale,
le sei di pomeriggio. Nel bel mezzo del caos cittadino, in via degli
Scipioni 82 Roma, lampeggia una piccola insegna: Cinema Azzurro
Scipioni. Entro spinta più dalla pioggia che dalla curiosità
(lo ammetto). Mi avvicino alla biglietteria e chiedo qual’
è il film in programmazione. Incredibile per un cinema capitolino
nel 2009: è un film di Marcel Carnè, “Amanti
perduti” per la precisione. Ed ecco che mi ri-innamoro del
grande schermo. Mi trovo nel bel mezzo del sogno del cinema. Esco
e mi riprometto di non dirlo a nessuno. Poi cambio idea. Penso che
ogni vero appassionato di cinema debba almeno una volta provare
queste emozioni. Penso che ogni appassionato di cinema debba conoscere
l’Azzurro Scipioni e la sua storia. Ho potuto sognare questo
sogno grazie a Silvano Agosti… E’ lui infatti ad aver
creato questa sala. “Ho fatto un sogno in cui il grande Charlie
Chaplin mi rimproverava perché il cinema non lontano da casa
mia era chiuso” …E’ proprio in seguito a quest’avvenimento
che gli è nata l’idea di questa sala. Una delle poche
che continua a seguire la logica dell’arte, più che
della programmazione commerciale. Solo un consiglio….non spargete
troppo la voce! Io? Non preoccupatevi, lo terrò d’occhio
per voi! Annachiara Tortorella
Secondo Messaggio
"Riprendiamoci la vita" all’AZZURRO
SCIPIONI ROMA
- Ogni lunedì Silvano Agosti è al Cinema Azzurro Scipioni
a condividere pensieri ed emozioni con la gente. Silvano Agosti,
una “persona”, come preferisce essere definito, tutt’uno
con il suo cinema. Tutto iniziò nel 1982. Racconta Silvano,
a cui bisogna rivolgersi rigorosamente dandogli del tu. In quell’anno
Agosti produsse il film di Franco Piavoli “Il pianeta azzurro”.
Nonostante il grande apprezzamento ricevuto al festival di Venezia
e sulla stampa, nonostante i molti premi e il giudizio del grande
critico Tullio Kezic: "Il Pianeta azzurro dovrebbero vederlo
per legge tutti gli italiani", il film non riuscì a
farsi largo nelle duemila sale italiane, dove regnavano incontrastati
i film di produzione industriale. Silvano provò a proiettarlo
in un noto cinema porno della Capitale, il Modernetta. Un’idea
nuova, proiettare un film classico sulla Natura in una sala Porno.
Ci fu una buona riposta del pubblico, ma il Pianeta azzurro fu cacciato
anche da lì. Troverà degna ospitalità nelle
due salette di via degli Scipioni che Silvano, memore del sogno,
aprirà di lì a breve.

Silvano
Agosti di fronte all’ingresso dell’Azzurro Scipioni
(foto FF)
Il luogo è carico di simboli. Libri, poster, pacchetti di
sigarette di chi ha smesso di fumare, ma è soprattutto una
porta a richiamare l’attenzione. Su di essa vi sono impresse
le tracce di grandi autori passati di lì: da Fellini a Jodorowski,
da Antonioni a Bellocchio. La lista è lunga, come quella
dei giovani che vogliono proiettare i loro cortometraggi all’Azzurro.
Silvano li passa sullo schermo ogni giovedì, tutti, senza
discriminazione di sorta. L’Azzurro è anche questo,
come è luogo di esibizioni poetiche, o di proiezioni per
non vendenti. L’ingresso costa cinque euro, ma è gratis
per i netturbini, un lavoro duro che il “padrone di casa”
ricorda bene nella sua giovinezza. Fascino, saggezza, semplicità,
Silvano è uno di quegli artisti che vive per l’arte,
che non ha voluto come molti registi far parte di quel sistema che
piega le idee al profitto. Silvano, che cos’ha di speciale
l’Azzurro Scipioni rispetto agli altri cinema? Ho fatto una
scelta di autogestione della creatività. L’Azzurro
Scipioni è come un piccolo Louvre, qui facciamo solo opere
immortali, che riprogrammo perché sono l’eterno presente.
Che tipo di pubblico avete? Gli esseri umani, quei pochi che ci
sono in giro vengono qua. Studenti, anziani, persone che non si
stancano di vedere lo stesso film tante volte, perché i capolavori
sono come un amico, un amore, non è che li incontri una volta
e poi li saluti. Scopri sempre aspetti nuovi che prima non avevi
notato. A me non interessa quanta gente viene, mi importano i sentimenti
delle persone che vengono. Sei soddisfatto di questa scelta? . Sono
contento che questo cinema abbia conquistato una serie di persone
che non sapevano nulla del grande cinema del passato, che poi è
il vero cinema del presente. Come giudichi l’Effimero? Come
si può far apprezzare il cinema d’autore al grande
pubblico?La cultura imperante è quella dei supermercati,
che c’entrano poco con Shakespeare e Dostoevskij. La crisi
del cinema italiano. Quando è iniziata e come se ne esce?
Il cinema italiano è sempre stato in crisi perché
non c’è. In Italia c’è solo il cinema
americano, che ha la possibilità di entrare nell’80%
delle nostre sale. E che futuro vede per il cinema d’autore?
Lo stesso futuro che ha l’essere umano. Può darsi che
vinca l’industria e allora l’essere umano viene cancellato
dal pianeta, può darsi che vinca la vita e allora l’industria
viene messa al suo posto, per produrre, non per massacrare. Ci vorrebbe
un nuovo ’68? No, per carità, ci vorrebbe semplicemente
che le persone che hanno la responsabilità di gestire il
Paese capiscano che impedendo agli altri di vivere, lo impediscono
anche a se stesse e che lasciando vivere gli altri vivrebbero anche
loro.
FABIO FANTOZZI (LUMSA NEWS)
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SEGNATEVI QUESTA DATA
CARI AMICI VI INFORMO CHE IL SABATO 7 DI NOVEMBRE ALLE ORE 21.00
VERRA’ PROIETTATO AL CINEMA AZZURRO SCIPIONI IN VIA DEGLI
SCIPIONI 82 – 06 39737161 (MEGLIO PRENOTARE)IL FILM “L’ORA
DI RELIGIONE” ALLA PRESENZA DELL’AUTORE MARCO BELLOCCHIO
CHE SI INTRATTERRA’ CON GLI SPETTATORI.
IL TEMA DELLA SERATA SARA’
“IPOTESI DI UNA SPIRITUALITA’ LAICA”.
FESTEGGEREMO ANCHE IL COMPLEANNO DI BELLOCCHIO CHE SARA’ LUNEDI
9.
“Tutti dovrebbero vedere questo film, credenti e non. Forse
aiuterebbe a governare meglio questo paese dove è scomparsa
la coerenza, dove sta diventando un crimine il solo pensare, porsi
domande, dove si vorrebbe vedere uno stato libero e non schiavo
della Chiesa. Fa male vedere che il Vangelo, la parola di Dio è
strumento di vile potere, di gioco di denaro: come dice il conte
Burla nel film: “L’Italia è dominata da un monarca
assoluto, il Papa che domina su tutte le coscienze.”
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche
l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
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MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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