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DIARIO AZZURRO n.320 del 23.06.2010
di SILVANO
AGOSTI
Un
impossibile viaggio di nozze.
Non
occorre intraprendere viaggi esotici o progetti di grande portata
per incontrare la genialità del caso che si insinua nel desiderio
umano di giocare, magari di giocare alla vita.
Ieri, tornando in treno da Bologna ho incontrato una donna sulla
cinquantina coi suoi due figli, uno di circa dodici anni, l’altro
di otto.
Ho avviato un rapporto di confidenza raccontando una delle mie fiabe,
quella che rivela il segreto degli alberi che, prima dell’apparizione
dell’uomo sulla terra, camminavano, sì, proprio.
Muovevano le radici e si trascinavano ovunque, a volte in cerca
di acqua, a volte in cerca di sole e talvolta perfino in cerca di
compagnia. In quel tempo lontano la luna era grande comne tutto
il cielo e quando appariva la notte dventava tutta d’oro…
Il piccolino rideva ininterrottamente, a ogni mia parola. La sua
era una risatina fluida e cristallina e si sovrapponeva al rumore
del treno con la delicatezza di un ruscello.
Insomma dopo oltre mezz’ora eravamo tutti e quattro in grande
confidenza.
Alla stazione seguente è salita un’anziana signora
e, dopo aver osservato a lungo i nostri giochi di gesti e di parole,
finalmente si è espressa.
“Non ho mai visto in vita mia una famiglia così serena,
così unita.”
Il ragazzo più piccolo si è abbandonato a una risata
gioiosa e io, per tener vivo il gioco ho sfiorato la fronte della
donna seduta accanto a me, la madre dei due bambini, e ho commentato.
“Mia moglie è tanto gentile.”
Con mio stupore non solo la madre ha accettato il gioco, ma anche
i due ragazzini,
Il più piccolo ha smesso di ridere e si è sporto verso
di me.
“Papà, io sono stufo di stare seduto.”
“Alzati e vai a fare un giro nel treno, anzi andate tutti
e due. Arrivate fino in fondo al treno e contate le facce delle
persone contente, solo quelle contente.”
I ragazzini escono saltellando dallo scompartimento.
“Fantastico, non ho pai visto un padre avere tanta fiducia
nei suoi figli.”
La donna seduta accanto a me, di cui non conosco neppure il nome
mi viene in soccorso.
“Sono due ragazzini svegli.”
“Lo credo con un padre e una madre come voi…”
La donna seduta accanto a me mi posa per un attimo la mano sulla
spalla in un veloce gesto di confidenza.
“Eccoli.”
I ragazzini sono tornati e il più piccolo ha ricominciato
senza sosta a ridere.
“Quanta gente felice avete incontrato?”
“Che sembravano contenti ne ho contati cinque.”
“Tre” dice il piccolino “ Gli altri avevano tutti
una faccia mogia o stanca.”
Il treno si è fermato. L’anziana signora si prepara
frettolosamente a scendere. Saluta e, prima di sparire nel corridoio,
si gira verso di me.
“Complimenti, sono pochi gli uomini che reggono al matrimonio.”
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Sono stato in Sardegna per via del mio seminario “Dall’impotenza
alla creatività.”
Molte son state le emozioni e molti gli incontri. Voglio raccontare
quello che mi ha colpito di più. Quello con un certo Gavino.
Un
furto protetto dai derubati
Siede di fronte a me, e appare come un gigante, nato dalla montagna
che si intravede dietro la finestra. Sono in Sardegna e tutto si
tinge di una particolare magia.
Si chiama Gavino. E’ un capopopolo assai rispettato nella
zona di Sassari.
Racconta un recente fatto accaduto nelle campagne rivelando una
logica e un’etica sociale secolari, inimmaginabili altrove.
E’ accaduto il furto di 400 pecore e i proprietari hanno avviato
le indagini, ovviamente ignorando, non per disprezzo, ma per ragioni
storiche, qualsiasi cosiddetto rappresentante della legge.
Una volta scoperti i responsabili un’ottantina di persone
collegate con i proprietari si sono recate al casolare dove erano
rinchiuse le pecore rubate. Ottanta persone armate di fucile.
Hanno circondato la casa e solo in due sono entrati a parlamentare.
“Avete rubato le nostre 400 pecore. La vostra casa è
circondata da ottanta persone armate. Siamo venuti a riprenderle.
Ma prima diteci, perché le avete rubate?”
“Per indigenza. Non avevamo più nulla.”
“Bene, ora le riporteremo dove le avete prelevate.”
“Ma noi abbiamo fatto un lavoro pieno di fatica e di rischio
per portarle fin qui, abbiamo diritto a qualcosa. Potremmo fare
metà a voi e metà a noi.”
“Non se ne parla, metà no.”
“Allora un trenta per cento.”
“Un trenta per cento no. Portate del vino, poi si decide.”
I pastori ladri e i proprietari brindano in un surreale clima di
complicità, poi si decide come equo compenso per i ladri
il 20 che per cento delle pecore rimarrano e le restanti torneranno
all’ovile di origine.
“Venti per cento di scelta.”Propongono i pastori poveri.
“Non se ne parla. 20 per cento di prima uscita.” Rispondono
solennemente i proprietari.
Significa che viene aperto il recinto e le prime venti pecore che
escono su cento rimangono come compenso per la faticosa epopea del
furto.
“Piccole grandi, grasse o magre.”
Così si conclude la vicenda, senza spargimento di sangue
e con una mirabile forma di solidarieta tra danneggiati e danneggiatori.
Ascolto affascinato la vicenda e noto che Gavino si dimostra fiero
di appartenere a una cultura capace di tanto. Infatti, pur essendo
in Sardegna solo da tre giorni, tutto appare naturale, anche che
la Sardegna aspiri segretamente a diventare una “Nazione indipendente”.
“Dall’Europa?” Chiedo.
“No, dall’Italia.” E Gavino mi riempie il bicchiere
di vino rosso.
Io, che sono astemio, travolto dall’emozione, bevo con lui.
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E’ uscito il
mio nuovo libro di poesie
“NEL
VENTRE PIGRO DELLA NOTTE”
Con immagini pittoriche di Stefania Orrù
Due soli
C’è
un sole dietro il sole
Di poco più piccolo,
che nessuno vede.
E’ il
mio sole,
che non tramonta mai
perchè neppure sorge.
C’è
una luna perfetta
Dietro la luna vera.
Quella luna,
di poco più piccola,
che nessuno vede
sei tu.
PER CONSULTARE IL
CATALOGO E L’ACQUISTO DELLE OPERE

www.stefaniaorru.com
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Mail della settimana
Da: mattman1@virgilio.it [mailto:mattman1@virgilio.it]
Inviato: lunedì 14 giugno 2010 16.23
A: silvanoagosti@tiscalinet.it
Oggetto: Il ritorno di Pinocchio
Ero presente, sabato scorso a Sassari, all'incontro con lei e la
sua umana poesia.
Ho appena letto "il ritorno di Pinocchio", delicato e
profondo.
Se, alla mia età (65), io fossi un poco "credente",
direi che è evangelico; ma anche con la mia poca fede e scarsa
fiducia in questa collettività socialmente organizzata, credo
che che sia potente il messaggio che il suo Pinocchio trasmette.
La ringrazio per le parole dette, le brevi poesie e l'umanità
profusa.
Matteo Manzoni
mattman1@virgilio.it
Caro Matteo,
sono varie e imprevedibili le reazioni al
mio Ritorno di Pinocchio. Quelle
che maggiormante mi compensano per i cinque anni che ho speso per
scrivere questo libro sono le reazioni fortemente emotive, come
la tua.
Sono un privilegiato visto che hai avuto il desiderio di rendermi
partecipe dei tuoi sentimenti.
Un abbraccio,
Silvano Agosti
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FESTIVAL DEL CINEMA D’ARTE DI BERGAMO
Gentile Agosti.
Sabato
17 luglio “Visioni di Lombardia”, che in ogni edizione
celebra una diversa città d’arte della Regione, valorizzerà
il cinema italiano ambientato a Bre s c i a : importanti ospiti
originari di questa città introdurranno la serata con un
confronto di opinioni, a cui seguirà la proiezione del film
“Uova di garofano” di Silvano Agosti, opera che rievoca
la Leonessa d’Italia nel periodo della seconda guerra mondiale.
La
sua partecipazione è prevista per il giorno 17 luglio. Alle
ore 21 si terrà un breve dibattito con altri ospiti legati
per nascita o professione alla città di Brescia, a cui seguirà
la proiezione del suo film “Uova di garofano”. A tal
proposito, le ricordo che tutte le proiezioni dei film in concorso
e fuori concorso sono a titolo gratuito, anche per poter rendere
sostenibile la formula della “cultura accessibile” per
il pubblico: dalla prima edizione dell’evento, tutte le serate
sono infatti ad accesso libero.
La
informo inoltre che, per dare ancora maggior risalto alla sua presenza,
come da lei richiesto la presentazione del suo ultimo libro “Il
ritorno di Pinocchio” avverrà il giorno 17 luglio alle
ore 18.30 presso lo Spazio Incontri UBIK, in un appuntamento gentilmente
organizzato nel centro di Bergamo grazie alla collaborazione della
libreria UBIK.
A disposizione per qualsiasi esigenza, la
ringrazio nuovamente per la collaborazione.
Buona giornata,
Maria Elena Baroni
Ufficio Relazioni
teamitalia s.r.l.
24122 Bergamo - Via Zelasco, 1
Tel. 035.237323 - Fax 035.224686
www.teamitalia.com
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A tutti gli amici che minacciano di farmi regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”Ecco
il primo messaggioHo trascorso la mia vita attratto e affascinato
dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla
conclusioneche l’essere umano è la realtà più
sottovalutata, più negata, più sfruttata e più
sciaguratamente sottomessa del pianeta.Con l’adesione di molti
iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione
che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare
ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità”
da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per
i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente
che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti
di questa organizzazione.Silvano AgostiHo ricevuto una gentile risposta
da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato
un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà
per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità”
ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.Quindi
ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla
commissione preposta che l’essere umano effettivamente è,
anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la
natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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