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» DIARIO AZZURRO n.274del 24.02.2009

di SILVANO AGOSTI

Prima lettera agli abitanti del pianeta

Un amico ha chiesto come regalo di compleanno una lettera da mandare all’umanità, se si potessero raggiungere direttamente i sei miliardi di esseri umani che popolano questo pianeta.
Siccome io amo gli amici ho scritto;
Cari abitanti della terra,
non fatevi incantare dalla magia truffaldina di PASSATO PRESENTE E FUTURO, altrimenti vi potrà capitare di trascorrere tutta la prima parte della vita mitizzando la seconda parte, quella che verrà, e trascorrerete la seconda parte fella vostra vita a mitizzare la prima parte, la giovinezza. l’energia etc etc.
In realtà ciò che esiste veramente e che dovete tenere sotto controllo è solo il presente, il giorno dell’oggi.
Con una magnifica allusione, la vita offre di nascere ogni mattina col risveglio e di andarcene ogni sera quando ci addormentiamo, l’arco intero della vita, con le sue qualità e i suoi drammi è presente realmente solo e unicamente nell’oggi.
Quindi sul far della sera, nella beatitudine dell’ora in cui alla luce subentra l’oscurità, il crepuscolo, è bello pensare alle azioni compiute nella giornata e se le azioni obbligatorie superano quelle desiderate, è urgente provvedere, perché significa che state solo esistendo e non vivendo.
Così vi accorgerete quanto assurdo sia dedicare al lavoro obbligatorio circa 10 ore al giorno, negando alla vita un qualsiasi spazio.
Vi accorgerete quanto malvagi siano coloro che gestiscono la società, in modo tale che voi vi spremiate per anni a lavorare, spesso oltre ogni limite, per mantenere i figli totalmente a spese vostre e non appena i figli lavorano lo Stato preleva oltre il 50 per cento dei vostri guadagni.
Ma la truffa maggiore che si nasconde dietro il concetto di futuro è rappresentata dall’idea spesso creduta come reale, che esista una vita dopo la morte e che quindi, finalmente, dopo che sarete morti potrete finalmente avere il tempo e la possibilità di vivere. Incredibile no?
Infine, cari abitanti del pianeta vi invito a diffidare di uno Stato che vi vende un prodotto con sopra scritto “Questo prodotto ti uccide”, concedendovi ipocritamente la libertà di non utilizzarlo, come se una madre passasse il tempo a mettere del veleno nella marmellata per i figli scrivendo sul vasetto “questa marmellata contiene vi uccide”.
Infine non rinunciate ad amare anche altre persone oltre a quella prescelta per amore di una sola, è il grande trucco per non farvi mai conoscere l’amore, ma piuttosto abbiate il coraggio di “amarvi gli uni con gli altri.”
Scoprendo che la varietà degli amori rinnova i sentimenti e non li soffoca. Inoltre l’esercizio di una delicata libertà nell’amore vi eviterà di fumare, mentire, frequentare le prostitute e sognare che il denaro vi può rendere felici.

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Da un po’ di tempo desideravo capire meglio il mistero di una fragrante affettività che d’improvviso aveva conquistato il piastrellaro del quarto piano e la moglie.
Da quando ero venuto ad abitare in questo caseggiato li avevo osservati vivere ogni giorno nei comportamenti tipici della “coppia sposata da almeno quindici anni”. Ovvero una imbarazzata cortesia dell’uomo nei confronti della moglie, un semi perenne malunore della donna, il frastuono di qualche improvviso litigio con conseguente finestra chiusa di scatto, per non rendere partecipi i vicini di qualche piccola guerra matrimoniale.
Poi d’improvviso e senza interruzione, i due si sono riavvicinati con evidente intensità e in seguito all’apparizione di una bella figliola, extracomunitaria marocchina che ha preso servizio presso di loro.
Poi non ho resistito e ho chiesto informazioni dirette al fioraio, che, oltre a conoscee in profondità il destino di tutti gli abitanti del caseggiato, per non dire del quartiere, è anche cugino della bella extracomunitaria marocchina.
Così a grandi linee ho conosciuto la bella e stranissima storia.
Un giorno, rincasando dal lavoro per via di uno sciopero non annunciato, la moglie del piastrellaro lo trova beatamente addormentato nel letto, tra le braccia della bella marocchina.
Senza farsi accorgere la moglie esce di casa e torna, come sempre,
verso sera.
Trascorsi alcuni giorni la donna propone al piastrellaro di divorziare nella massima serenità, a patto che, ottenuto il divorzio,
il piastrellaro sposi la marocchina. Così avviene e poco a poco la moglie si offre per assumere il ruolo dell’amante con l’ex marito.
“Ha ceduto a mia cugina il ruolo della moglie e lei è felice di essere l’amante del marito, così i loro sentimenti si sono rinnovati nella massima consuetudine e legalità.”
Questa è senza dubbio la vicenda più assurda che ho conosciuto nel mio quartiere, ma, per certi versi, è il segno dei tempi e uno dei mille modi per esprimere il bisogno profondo di estendere l’affettività e non rinchiuderla nel sotterfugio e nell’angoscia.
Ho pensato di utilizzare le rivelazioni del fioraio per un racconto e forse lo intitolerò LA MOGLIE AMANTE.

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PER NON SCORDARE

Non affiderò la tua immagine
Solo alla fedeltà della memoria.
Lascerò scorrere il tuo bel viso
Nel fluire del sangue
E raggiungere il cuore
Mille e mille volte
Ogni giorno, ogni sera, ogni istante,
Con l’irruenza stessa della vita.

Tinto di sogni il tuo sguardo
Vagherà nei meandri infiniti
Del mio corpo, spogliandomi
Da qualsiasi rigore
porando il silenzio,
oltre il mistero dei desideri.

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Da: Armando Tacconelli [mailto:startakko@gmail.com]
Inviato: domenica 22 febbraio 2009 18.23
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto: l'essere umano "Patrimonio dell'Umanità"

Caro Silvano,

il mio nome è Armando, ho 31 anni, sono di Chieti (Abruzzo) e sono un essere umano, almeno credo.
Lavoro per una multinazionale americana. Lavoro assai. Troppo. Occupo una di quelle posizioni che la società borghese ha tristemente eletto come invidiabile.
La sera a letto, prima di spegnere la luce, avverto una pesante angoscia. L’angoscia di chi sa che non può finire così. La mia giornata non può finire così. Mi sono svegliato, dolorante e disilluso, ho lavato distrattamente i miei denti e il mio corpo, non ho avuto il tempo di fare colazione, oramai un lusso, una chimera che mi pare possibile solo nelle fiabe o nelle fiction televisive. Una corsa di quaranta minuti in auto per arrivare nella valle delle fabbriche, una specie di deserto intellettivo, una distesa di tombe tecnologiche, moderne piramidi al cui interno moduli produttivi, operai, impiegati, dirigenti e forse qualche essere umano. Schemi, definizioni, acronimi incomprensibili, litigi insensati, paludose politiche aziendali, ipocrisia e meritocrazia, regole di regole di regole, sotterfugi e automatismi, tutti elementi orribili, figli di un’anti-fantasia grigia e opprimente come il cemento, camere d’aria morta tra la dimensione dell’esistente e la dimensione dell’umano.
Simbolicamente, la luce della lampada la sera non è che l’ultimo brandello di speranza, non è che il rifiuto disperato dello schiavo che vede un’altra giornata spegnersi, senza senso, senza gioia, senza amore.
A volte resto immobile nel letto e, come un indiano con la danza della pioggia evoca acqua, io cerco di raccogliere coraggio per cambiare le cose, qualcosa, una cosa almeno.
Eppure l’indomani l’unica cosa che cresce è la rabbia.
Fa rabbia vedere come alcune persone all’interno di questi meccanismi, pur di mantenere il proprio stipendio e il proprio LIVELLO siano disposte a vivere dieci ore al giorno nell’ipocrisia, a cimentarsi in una lotta per imporre le proprie ragioni senza alcun interesse per la verità. Questo aspetto si perpetua tra i meccanismi della dimensione economico-politica ogni giorno. Come-sia-possibile resta un mistero in parte svelato dalla prepotenza e dalla mancanza di sensibilità.

Non dico con questo di condurre una vita disastrosa, ma mi sento esattamente uno con la palla al piede che rinchiude speranze e aspettative in una sfera che poco attiene con l’esistente. Il cinema, questo rigonfiamento della realtà, questa parentesi nel reale, è per me l’ora d’aria. Scrivo e produco cortometraggi. Il poco tempo che rimane oltre al lavoro non mi ha permesso di avere all’attivo una considerevole produzione cinematografica ma spero di portare avanti questa passione ed essere in grado prima o poi di offrire la mia ora d’aria a qualcuno.

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CARO ARMANDO,

sono sicuro di poterti affettuosamente stupire proponendoti questa riflessione dicendoti che il tuo lavoro sarebbe comunque magnifico e invidiabile se ti venisse proposto nella giusta dose, ovvero se ti fosse chiesto di lavorare dalle 9 a mezzogiorno, come accade ai miei collaboratori e ovviamente a pieno stipendio.
Quindi il disastro è nelle dosi e non nelle strutture. Proprio come se un cuoco ogni volta per cucinare del cibo seguisse una feroce consuetudine quella di condirlo con 300 grammi di sale.
Il cibo sarebbe immangiabile, proprio come invivibile risulta la tua vita.
Eppure, pur di non morire di fame magari l’umanità si uniformerebbe a nutrirsi con un cibo immangiabile, proprio come si è uniformata ad acquistare serenamente e ogni giorno un prodotto dello Stato sul quale è scritto “questo prodotto ti uccide”, come ho scritto nel diario di oggi, nel quale ho incluso la tua lettera perché la ritengo emblematica della condizione disumana in cui l’attuale organizzazione della società tiene prigionieri milioni di esseri.
Se tu lavorassi tre ore al giorno nelle altre 21 potresti lasciar crescere in te la creatività che la scuola ti ha spazzato via.Potresti incontrare nuovi amici, nuovi amori, leggerti un buon romanzo d’Autore, conoscere il miracolo del tuo corpo, imparare le dinamiche che strutturano l’universo che ti circonda.
Che ne dici?

Intanto ti abbraccio,
Silvano Agosti

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Silvano Agosti nei prossimi giorni MERCOLEDI 25 E GIOVEDI 26 FEBBRAIO alla Casa del Cinema con un seminario sull’autogestione della creatività: ALLE ORE 18.00 AL SEMINARIO si accede gratuitamente, portando un fiore…

Al centro, con i suoi film, di una nutrita personale programmata nel mese di febbraio dal Circuito Cinema Comunale, il regista e scrittore indipendente Silvano Agosti sarà mercoledì 25 febbraio alle ore 18 alla Casa del Cinema di Venezia con un seminario che avrà per tema l’autogestione della creatività OVVERO “dall’impotenza alla creativita’” in ambito cinematografico e letterario. Aperta gratuitamente al pubblico sino ad esaurimento dei posti disponibili (vivamente consigliata, in tal senso, la prenotazione chiamando lo 041-5241320), la partecipazione al seminario prevede, per espressa volontà del regista, soltanto un obbligo: portare un fiore, possibilmente colto e non comprato. Agosti si fermerà a Venezia anche giovedì, presenziando alle proiezioni in programma alle 18 e alle 21, che prevedono la proiezione supplementare del documentario Bruno Trentin, il senso della lotta, presente in sala la sorella Franca Trentin, a disposizione del pubblico per dialogare sul proprio lavoro.

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.


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Il cinema di Silvano Agosti in febbraio alla Casa del Cinema di Venezia
VIDEOTECA PASINETTI DA 3 AL 26 DI FEBBRAIO
PALAZZO MOCENIGO Venezia S.STAE 1991 – 041 5241320

www.comune.venezia.it/cinema/

Il cinema di Silvano Agosti in febbraio alla Casa del Cinema di Venezia

Indipendente per eccellenza del cinema italiano, regista e scrittore di vaglia internazionale, Silvano Agosti sarà ospite della Casa del Cinema di Venezia dal 3 al 26 febbraio con una ricca personale di opere cinematografiche, incontri con il pubblico e una mostra documentaria allestita nel foyer del nuovo spazio d’essai comunale.Curata da Luigia da Re, diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia e collaboratrice del regista, la rassegna prenderà il via martedì 3 febbraio con la proiezione, alle 18, del documentario Bruno Trentin, il senso della lotta, appassionante ritratto del grande sindacalista, e del filmato Massimo Cacciari e il ’68, dove, intervistato da Agosti, il sindaco e filosofo veneziano interviene a distanza di tempo sui temi della contestazione, presenti in sala il regista Silvano Agosti, il critico Carlo Montanaro, lo stesso Massimo Cacciari e Franca Trentin, sorella del sindacalista ritratto nel film e protagonista della vita culturale veneziana. In serata, e nelle giornate successive, il lungo percorso filmico del regista, che annovera in rassegna a Venezia i lungometraggi D’amore si vive (martedì 3 febbraio ore 21), N.P. il segreto (giovedì 5 febbraio ore 18/21), Il giardino delle delizie (martedì 10 febbraio ore 18/21), La ragion pura (giovedì 12 febbraio ore 18/21), L’uomo proiettile (martedì 17 febbraio, ore 18/21), Quartiere (giovedì 19 febbraio ore 18/21), La seconda ombra (martedì 24 febbraio ore 21), Nel più alto dei cieli (mercoledì 25 febbraio ore 21) e Uova di garofano (giovedì 26 febbraio ore 21), ed inoltre il corto d’esordio Violino (martedì 24 febbraio ore 18) e i documentari Le quattro stagioni (martedì 24 febbraio ore 18), La conquista della vita, “sintesi spasmodica” delle lotte studentesche, operaie e non solo negli anni sessanta e settanta (giovedì 26 febbraio ore 18) e Caro sociologo (martedì 24 febbraio ore 18). In mostra, nello stesso periodo, manifesti, fotografie, riconoscimenti, cimeli e curiosità dell’artista in oltre quarant’anni di carriera, con la proiezione in loop di altri quattro lavori: Prendiamoci la vita dello stesso Agosti, L’homme cinéma di Renato Carpentieri, Il senso del mistero di Paolo Brunatto e Il cinema clandestino di Silvano Agosti per la regia di Max Amato e Roberto Mariottti. Presente alla giornata inaugurale del 3 febbraio, Silvano Agosti sarà poi alla Casa del Cinema mercoledì 25 febbraio, alle 18, per un seminario aperto al pubblico (sino ad esaurimento posti, prenotazione consigliata) al quale si accederà, obbligatoriamente, per volontà del regista, portando un fiore, possibilmente colto e non comprato. Libri e film in formato dvd del regista saranno in vendita per tutto il periodo della rassegna alla Casa del Cinema. Ingresso gratuito alla mostra, con la carta servizi CinemaPiù alle proiezioni.Un profilo di Silvano Agosti, a firma della curatrice Luigia Da Re, e schede dei film sul numero di febbraio del mensile Circuito Cinema, in distribuzione da qualche giorno nelle sale e on line sul sito

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NEL MESE DI FEBBRAIO PRESSO LA CASA DEL CINEMA DI VENEZIA

MARTEDÌ 3 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Inaugurazione della rassegna e della mostra, con
proiezione del filmato BRUNO TRENTIN IL SENSO DELLA LOTTA E alla presenza del sindaco di Venezia CACCIARI E IL 68),
ore 21.00
Trailer del film N.P. IL SEGRETO, a seguire
D’AMORE SI VIVE (1983)

MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO
_LA FAbbRICA deI FAnTASMI

GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film IL GIARDINO DELLE DELIZIE, a seguire
N.P. IL SEGRETO (1970)

VENERDÌ 6 FEBBRAIO
LUNEDÌ 9 FEBBRAIO
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film LA RAGION PURA, a seguire
IL GIARDINO DELLE DELIZIE (1967)

MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film L’UOMO PROIETTILE, a seguire
LA RAGION PURA (2001)

VENERDÌ 13 FEBBRAIO
LUNEDÌ 16 FEBBRAIO
MARTEDÌ 17 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film QUARTIERE, a seguire
L’UOMO PROIETTILE (1995)

MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film LA SECONDA OMBRA, a seguire
QUARTIERE (1987)

VENERDÌ 20 FEBBRAIO
LUNEDÌ 23 FEBBRAIO
MARTEDÌ 24 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Trailer del film NEL PIÙ ALTO DEI CIELI (1976), a seguire
VIOLINO (1965), LE QUATTRO STAGIONI (2007), CARO
SOCIOLOGO (2008) di Lorenzo negri e Carmelo Albanese
ore 21.00
Trailer dei film NEL PIÙ ALTO DEI CIELI, a seguire
LA SECONDA OMBRA (2000)

MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO

_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Trailer del film UOVA DI GAROFANO, a seguire Seminario
dell’autore aperto al pubblico (sino ad esaurimento posti,
prenotazione consigliata, si accede portando un fiore,
possibilmente colto e non comprato)
ore 21.00
Trailer del film UOVA DI GAROFANO, a seguire
NEL PIÙ ALTO DEI CIELI (1976)

GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
BRUNO TRENTIN, IL SENSO DELLA LOTTA (2007),
LA CONQUISTA DELLA VITA (2008) parte quarta,
CACCIARI E IL ’68 (1998)
ore 21.00
CACCIARI E IL ’68 (1998), a seguire
UOVA DI GAROFANO (1991)

VENERDÌ 27 FEBBRAIO

MOSTRE
dal 3 al 26 febbraio, nei locali della Casa del Cinema è allestita
una mostra sull’attività di Silvano Agosti. Proiezioni in loop dei
film e documentari PRENDIAMOCI LA VITA (2008),
L’HOMME CINÉMA (1997) di Alessandro Carpentieri, IL
SENSO DEL MISTERO (2003) di Paolo brunatto, IL CINEMA
CLANDESTINO DI SILVANO AGOSTI (2008) di Max Amato e
Roberto Mariotti, e dei trailers di tutti i film del regista.
Ingresso libero negli orari di funzionamento della
Casa del Cinema


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto.
Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)


Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”,
è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

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