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DIARIO AZZURRO n.274del 24.02.2009
di SILVANO
AGOSTI
Prima
lettera agli abitanti del pianeta
Un
amico ha chiesto come regalo di compleanno una lettera da mandare
all’umanità, se si potessero raggiungere direttamente
i sei miliardi di esseri umani che popolano questo pianeta.
Siccome io amo gli amici ho scritto;
Cari abitanti della terra,
non fatevi incantare dalla magia truffaldina di PASSATO PRESENTE
E FUTURO, altrimenti vi potrà capitare di trascorrere tutta
la prima parte della vita mitizzando la seconda parte, quella che
verrà, e trascorrerete la seconda parte fella vostra vita
a mitizzare la prima parte, la giovinezza. l’energia etc etc.
In realtà ciò che esiste veramente e che dovete tenere
sotto controllo è solo il presente, il giorno dell’oggi.
Con una magnifica allusione, la vita offre di nascere ogni mattina
col risveglio e di andarcene ogni sera quando ci addormentiamo,
l’arco intero della vita, con le sue qualità e i suoi
drammi è presente realmente solo e unicamente nell’oggi.
Quindi sul far della sera, nella beatitudine dell’ora in cui
alla luce subentra l’oscurità, il crepuscolo, è
bello pensare alle azioni compiute nella giornata e se le azioni
obbligatorie superano quelle desiderate, è urgente provvedere,
perché significa che state solo esistendo e non vivendo.
Così vi accorgerete quanto assurdo sia dedicare al lavoro
obbligatorio circa 10 ore al giorno, negando alla vita un qualsiasi
spazio.
Vi accorgerete quanto malvagi siano coloro che gestiscono la società,
in modo tale che voi vi spremiate per anni a lavorare, spesso oltre
ogni limite, per mantenere i figli totalmente a spese vostre e non
appena i figli lavorano lo Stato preleva oltre il 50 per cento dei
vostri guadagni.
Ma la truffa maggiore che si nasconde dietro il concetto di futuro
è rappresentata dall’idea spesso creduta come reale,
che esista una vita dopo la morte e che quindi, finalmente, dopo
che sarete morti potrete finalmente avere il tempo e la possibilità
di vivere. Incredibile no?
Infine, cari abitanti del pianeta vi invito a diffidare di uno Stato
che vi vende un prodotto con sopra scritto “Questo prodotto
ti uccide”, concedendovi ipocritamente la libertà di
non utilizzarlo, come se una madre passasse il tempo a mettere del
veleno nella marmellata per i figli scrivendo sul vasetto “questa
marmellata contiene vi uccide”.
Infine non rinunciate ad amare anche altre persone oltre a quella
prescelta per amore di una sola, è il grande trucco per non
farvi mai conoscere l’amore, ma piuttosto abbiate il coraggio
di “amarvi gli uni con gli altri.”
Scoprendo che la varietà degli amori rinnova i sentimenti
e non li soffoca. Inoltre l’esercizio di una delicata libertà
nell’amore vi eviterà di fumare, mentire, frequentare
le prostitute e sognare che il denaro vi può rendere felici.
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Da un po’ di tempo desideravo capire meglio il mistero di
una fragrante affettività che d’improvviso aveva conquistato
il piastrellaro del quarto piano e la moglie.
Da quando ero venuto ad abitare in questo caseggiato li avevo osservati
vivere ogni giorno nei comportamenti tipici della “coppia
sposata da almeno quindici anni”. Ovvero una imbarazzata cortesia
dell’uomo nei confronti della moglie, un semi perenne malunore
della donna, il frastuono di qualche improvviso litigio con conseguente
finestra chiusa di scatto, per non rendere partecipi i vicini di
qualche piccola guerra matrimoniale.
Poi d’improvviso e senza interruzione, i due si sono riavvicinati
con evidente intensità e in seguito all’apparizione
di una bella figliola, extracomunitaria marocchina che ha preso
servizio presso di loro.
Poi non ho resistito e ho chiesto informazioni dirette al fioraio,
che, oltre a conoscee in profondità il destino di tutti gli
abitanti del caseggiato, per non dire del quartiere, è anche
cugino della bella extracomunitaria marocchina.
Così a grandi linee ho conosciuto la bella e stranissima
storia.
Un giorno, rincasando dal lavoro per via di uno sciopero non annunciato,
la moglie del piastrellaro lo trova beatamente addormentato nel
letto, tra le braccia della bella marocchina.
Senza farsi accorgere la moglie esce di casa e torna, come sempre,
verso sera.
Trascorsi alcuni giorni la donna propone al piastrellaro di divorziare
nella massima serenità, a patto che, ottenuto il divorzio,
il piastrellaro sposi la marocchina. Così avviene e poco
a poco la moglie si offre per assumere il ruolo dell’amante
con l’ex marito.
“Ha ceduto a mia cugina il ruolo della moglie e lei è
felice di essere l’amante del marito, così i loro sentimenti
si sono rinnovati nella massima consuetudine e legalità.”
Questa è senza dubbio la vicenda più assurda che ho
conosciuto nel mio quartiere, ma, per certi versi, è il segno
dei tempi e uno dei mille modi per esprimere il bisogno profondo
di estendere l’affettività e non rinchiuderla nel sotterfugio
e nell’angoscia.
Ho pensato di utilizzare le rivelazioni del fioraio per un racconto
e forse lo intitolerò LA MOGLIE AMANTE.
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PER NON SCORDARE
Non
affiderò la tua immagine
Solo alla fedeltà della memoria.
Lascerò scorrere il tuo bel viso
Nel fluire del sangue
E raggiungere il cuore
Mille e mille volte
Ogni giorno, ogni sera, ogni istante,
Con l’irruenza stessa della vita.
Tinto
di sogni il tuo sguardo
Vagherà nei meandri infiniti
Del mio corpo, spogliandomi
Da qualsiasi rigore
porando il silenzio,
oltre il mistero dei desideri.
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Da: Armando Tacconelli [mailto:startakko@gmail.com]
Inviato: domenica 22 febbraio 2009 18.23
A: silvanoagosti@tiscali.it
Oggetto: l'essere umano "Patrimonio dell'Umanità"
Caro
Silvano,
il
mio nome è Armando, ho 31 anni, sono di Chieti (Abruzzo)
e sono un essere umano, almeno credo.
Lavoro per una multinazionale americana. Lavoro assai. Troppo. Occupo
una di quelle posizioni che la società borghese ha tristemente
eletto come invidiabile.
La sera a letto, prima di spegnere la luce, avverto una pesante
angoscia. L’angoscia di chi sa che non può finire così.
La mia giornata non può finire così. Mi sono svegliato,
dolorante e disilluso, ho lavato distrattamente i miei denti e il
mio corpo, non ho avuto il tempo di fare colazione, oramai un lusso,
una chimera che mi pare possibile solo nelle fiabe o nelle fiction
televisive. Una corsa di quaranta minuti in auto per arrivare nella
valle delle fabbriche, una specie di deserto intellettivo, una distesa
di tombe tecnologiche, moderne piramidi al cui interno moduli produttivi,
operai, impiegati, dirigenti e forse qualche essere umano. Schemi,
definizioni, acronimi incomprensibili, litigi insensati, paludose
politiche aziendali, ipocrisia e meritocrazia, regole di regole
di regole, sotterfugi e automatismi, tutti elementi orribili, figli
di un’anti-fantasia grigia e opprimente come il cemento, camere
d’aria morta tra la dimensione dell’esistente e la dimensione
dell’umano.
Simbolicamente, la luce della lampada la sera non è che l’ultimo
brandello di speranza, non è che il rifiuto disperato dello
schiavo che vede un’altra giornata spegnersi, senza senso,
senza gioia, senza amore.
A volte resto immobile nel letto e, come un indiano con la danza
della pioggia evoca acqua, io cerco di raccogliere coraggio per
cambiare le cose, qualcosa, una cosa almeno.
Eppure l’indomani l’unica cosa che cresce è la
rabbia.
Fa rabbia vedere come alcune persone all’interno di questi
meccanismi, pur di mantenere il proprio stipendio e il proprio LIVELLO
siano disposte a vivere dieci ore al giorno nell’ipocrisia,
a cimentarsi in una lotta per imporre le proprie ragioni senza alcun
interesse per la verità. Questo aspetto si perpetua tra i
meccanismi della dimensione economico-politica ogni giorno. Come-sia-possibile
resta un mistero in parte svelato dalla prepotenza e dalla mancanza
di sensibilità.
Non
dico con questo di condurre una vita disastrosa, ma mi sento esattamente
uno con la palla al piede che rinchiude speranze e aspettative in
una sfera che poco attiene con l’esistente. Il cinema, questo
rigonfiamento della realtà, questa parentesi nel reale, è
per me l’ora d’aria. Scrivo e produco cortometraggi.
Il poco tempo che rimane oltre al lavoro non mi ha permesso di avere
all’attivo una considerevole produzione cinematografica ma
spero di portare avanti questa passione ed essere in grado prima
o poi di offrire la mia ora d’aria a qualcuno.
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CARO ARMANDO,
sono
sicuro di poterti affettuosamente stupire proponendoti questa riflessione
dicendoti che il tuo lavoro sarebbe comunque magnifico e invidiabile
se ti venisse proposto nella giusta dose, ovvero se ti fosse chiesto
di lavorare dalle 9 a mezzogiorno, come accade ai miei collaboratori
e ovviamente a pieno stipendio.
Quindi il disastro è nelle dosi e non nelle strutture. Proprio
come se un cuoco ogni volta per cucinare del cibo seguisse una feroce
consuetudine quella di condirlo con 300 grammi di sale.
Il cibo sarebbe immangiabile, proprio come invivibile risulta la
tua vita.
Eppure, pur di non morire di fame magari l’umanità
si uniformerebbe a nutrirsi con un cibo immangiabile, proprio come
si è uniformata ad acquistare serenamente e ogni giorno un
prodotto dello Stato sul quale è scritto “questo prodotto
ti uccide”, come ho scritto nel diario di oggi, nel quale
ho incluso la tua lettera perché la ritengo emblematica della
condizione disumana in cui l’attuale organizzazione della
società tiene prigionieri milioni di esseri.
Se tu lavorassi tre ore al giorno nelle altre 21 potresti lasciar
crescere in te la creatività che la scuola ti ha spazzato
via.Potresti incontrare nuovi amici, nuovi amori, leggerti un buon
romanzo d’Autore, conoscere il miracolo del tuo corpo, imparare
le dinamiche che strutturano l’universo che ti circonda.
Che ne dici?
Intanto
ti abbraccio,
Silvano Agosti
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Silvano
Agosti nei prossimi giorni MERCOLEDI 25 E GIOVEDI 26 FEBBRAIO alla
Casa del Cinema con un seminario sull’autogestione della creatività:
ALLE ORE 18.00 AL SEMINARIO si accede gratuitamente, portando un
fiore…
Al
centro, con i suoi film, di una nutrita personale programmata nel
mese di febbraio dal Circuito Cinema Comunale, il regista e scrittore
indipendente Silvano Agosti sarà mercoledì 25 febbraio
alle ore 18 alla Casa del Cinema di Venezia con un seminario che
avrà per tema l’autogestione della creatività
OVVERO “dall’impotenza alla creativita’”
in ambito cinematografico e letterario. Aperta gratuitamente al
pubblico sino ad esaurimento dei posti disponibili (vivamente consigliata,
in tal senso, la prenotazione chiamando lo 041-5241320), la partecipazione
al seminario prevede, per espressa volontà del regista, soltanto
un obbligo: portare un fiore, possibilmente colto e non comprato.
Agosti si fermerà a Venezia anche giovedì, presenziando
alle proiezioni in programma alle 18 e alle 21, che prevedono la
proiezione supplementare del documentario Bruno Trentin, il senso
della lotta, presente in sala la sorella Franca Trentin, a disposizione
del pubblico per dialogare sul proprio lavoro.
***********************************************
Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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Il cinema di Silvano Agosti
in febbraio alla Casa del Cinema di Venezia
VIDEOTECA
PASINETTI DA 3 AL 26 DI FEBBRAIO
PALAZZO MOCENIGO Venezia S.STAE 1991 – 041 5241320
www.comune.venezia.it/cinema/
Il
cinema di Silvano Agosti
in febbraio alla Casa del Cinema di Venezia
Indipendente per eccellenza del cinema italiano, regista e scrittore
di vaglia internazionale, Silvano Agosti sarà ospite della
Casa del Cinema di Venezia dal 3 al 26 febbraio con una ricca personale
di opere cinematografiche, incontri con il pubblico e una mostra
documentaria allestita nel foyer del nuovo spazio d’essai
comunale.Curata da Luigia da Re, diplomata all’Accademia di
Belle Arti di Venezia e collaboratrice del regista, la rassegna
prenderà il via martedì
3 febbraio con la proiezione, alle 18, del documentario Bruno Trentin,
il senso della lotta, appassionante ritratto del
grande sindacalista, e del filmato Massimo
Cacciari e il ’68, dove, intervistato da Agosti,
il sindaco e filosofo veneziano interviene a distanza di tempo sui
temi della contestazione, presenti in sala il regista Silvano Agosti,
il critico Carlo Montanaro, lo stesso Massimo Cacciari e Franca
Trentin, sorella del sindacalista ritratto nel film e protagonista
della vita culturale veneziana. In serata, e nelle giornate successive,
il lungo percorso filmico del regista, che annovera in rassegna
a Venezia i lungometraggi D’amore
si vive (martedì 3 febbraio ore 21), N.P.
il segreto (giovedì 5 febbraio ore 18/21),
Il giardino delle delizie
(martedì 10 febbraio ore 18/21), La
ragion pura (giovedì 12 febbraio ore 18/21),
L’uomo proiettile
(martedì 17 febbraio, ore 18/21), Quartiere
(giovedì 19 febbraio ore 18/21), La
seconda ombra (martedì 24 febbraio ore 21),
Nel più alto dei cieli (mercoledì
25 febbraio ore 21) e Uova di garofano
(giovedì 26 febbraio ore 21), ed inoltre il corto d’esordio
Violino (martedì
24 febbraio ore 18) e i documentari Le quattro stagioni (martedì
24 febbraio ore 18), La conquista
della vita, “sintesi spasmodica” delle
lotte studentesche, operaie e non solo negli anni sessanta e settanta
(giovedì 26 febbraio ore 18) e Caro
sociologo (martedì 24 febbraio ore 18). In
mostra, nello stesso periodo, manifesti, fotografie, riconoscimenti,
cimeli e curiosità dell’artista in oltre quarant’anni
di carriera, con la proiezione in loop di altri quattro lavori:
Prendiamoci la vita
dello stesso Agosti, L’homme
cinéma di Renato Carpentieri, Il
senso del mistero di Paolo Brunatto e Il
cinema clandestino di Silvano Agosti per la regia
di Max Amato e Roberto Mariottti. Presente alla giornata inaugurale
del 3 febbraio, Silvano Agosti sarà poi alla Casa del Cinema
mercoledì 25 febbraio, alle 18, per un seminario aperto al
pubblico (sino ad esaurimento posti, prenotazione consigliata) al
quale si accederà, obbligatoriamente, per volontà
del regista, portando un fiore, possibilmente colto e non comprato.
Libri e film in formato dvd del regista saranno in vendita per tutto
il periodo della rassegna alla Casa del Cinema. Ingresso gratuito
alla mostra, con la carta servizi CinemaPiù alle proiezioni.Un
profilo di Silvano Agosti, a firma della curatrice Luigia Da Re,
e schede dei film sul numero di febbraio del mensile Circuito Cinema,
in distribuzione da qualche giorno nelle sale e on line sul sito
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NEL MESE DI FEBBRAIO PRESSO
LA CASA DEL CINEMA DI VENEZIA
MARTEDÌ 3 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Inaugurazione della rassegna e della mostra, con
proiezione del filmato BRUNO TRENTIN IL SENSO DELLA LOTTA E alla
presenza del sindaco di Venezia CACCIARI E IL 68),
ore 21.00
Trailer del film N.P. IL SEGRETO, a seguire
D’AMORE SI VIVE (1983)
MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO
_LA FAbbRICA deI FAnTASMI
GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film IL GIARDINO DELLE DELIZIE, a seguire
N.P. IL SEGRETO (1970)
VENERDÌ 6 FEBBRAIO
LUNEDÌ 9 FEBBRAIO
MARTEDÌ 10 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film LA RAGION PURA, a seguire
IL GIARDINO DELLE DELIZIE (1967)
MERCOLEDÌ 11 FEBBRAIO
GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film L’UOMO PROIETTILE, a seguire
LA RAGION PURA (2001)
VENERDÌ 13 FEBBRAIO
LUNEDÌ 16 FEBBRAIO
MARTEDÌ 17 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film QUARTIERE, a seguire
L’UOMO PROIETTILE (1995)
MERCOLEDÌ 18 FEBBRAIO
GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00/21.00
Trailer del film LA SECONDA OMBRA, a seguire
QUARTIERE (1987)
VENERDÌ 20 FEBBRAIO
LUNEDÌ 23 FEBBRAIO
MARTEDÌ 24 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Trailer del film NEL PIÙ ALTO DEI CIELI (1976), a seguire
VIOLINO (1965), LE QUATTRO STAGIONI (2007), CARO
SOCIOLOGO (2008) di Lorenzo negri e Carmelo Albanese
ore 21.00
Trailer dei film NEL PIÙ ALTO DEI CIELI, a seguire
LA SECONDA OMBRA (2000)
MERCOLEDÌ 25 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
Trailer del film UOVA DI GAROFANO, a seguire Seminario
dell’autore aperto al pubblico (sino ad esaurimento posti,
prenotazione consigliata, si accede portando un fiore,
possibilmente colto e non comprato)
ore 21.00
Trailer del film UOVA DI GAROFANO, a seguire
NEL PIÙ ALTO DEI CIELI (1976)
GIOVEDÌ 26 FEBBRAIO
_SILVAno AGoSTI, L’AuToGeSTIone deLLA CReATIVITà
ore 18.00
BRUNO TRENTIN, IL SENSO DELLA LOTTA (2007),
LA CONQUISTA DELLA VITA (2008) parte quarta,
CACCIARI E IL ’68 (1998)
ore 21.00
CACCIARI E IL ’68 (1998), a seguire
UOVA DI GAROFANO (1991)
VENERDÌ 27 FEBBRAIO
MOSTRE
dal 3 al 26 febbraio, nei locali della Casa del Cinema è
allestita
una mostra sull’attività di Silvano Agosti. Proiezioni
in loop dei
film e documentari PRENDIAMOCI LA VITA (2008),
L’HOMME CINÉMA (1997) di Alessandro Carpentieri, IL
SENSO DEL MISTERO (2003) di Paolo brunatto, IL CINEMA
CLANDESTINO DI SILVANO AGOSTI (2008) di Max Amato e
Roberto Mariotti, e dei trailers di tutti i film del regista.
Ingresso libero negli orari di funzionamento
della
Casa del Cinema
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione
che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente…
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto.
Cari amici Vi terrò informati
MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
**************************************************************
UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è
un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo,
e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”,
è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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