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DIARIO AZZURRO n.229 del 25.03.2008
di
SILVANO AGOSTI
Vivere
o esistere?
Sarei
grato a me stesso se riuscissi a comunicare i dati elementari di
una vita serena. Molti mi chiedono un pensiero sul fatto che per
la prima volta il giorno del mio compleanno coincide con la Pasqua.
Effettivamente a Pasqua, il 23 Marzo 2008, ho compiuto 70 anni.
E’ un “evento meraviglioso” in quanto sono riuscito
a viverli tutti, questi anni, mettendo al primo posto il bisogno
di libertà e di vita per avvertire la creatività pulsare
insieme al mio cuore.
Così il 23 marzo di ogni anno compio non soltanto l’età
raggiunta, ma simultaneamente tutte le età che ho attraversato
nella vita.
Così ogni giornata è un intero percorso di vita, dal
risveglio del mattino al sonno benefico della sera.
Ogni giorno, di ora in ora, affiorano tutte le età trascorse
e “miracolo” perfino le età che verranno e che
mi restano da vivere.
Ci sono momenti in cui emerge l’età dell’infanzia
o dell’ado-lescenza e della maturità e infine dell’età
estrema, quella in cui, assopirsi nell’eternità, diviene
non solo un desiderio benefico ma addirittura un diritto.
Come è possibile tutto ciò in una realtà apparentemente
così oppressiva e feroce come quella descritta dai telegiornali
di tutto il mondo?
Semplicemente coltivando il senso della preziosità estrema
di ogni essere umano e quindi di ognuno e conseguentemente estendendo
sempre più la coscienza della propria preziosità.
Se qualcuno mi chiedesse di raccontare la fiaba meravigliosa della
mia vita forse, in poche parole, direi così.
C’era una volta (e per fortuna c’è ancora) un
bimbo che, come tutti i bimbi della terra, giocava dalla mattina
alla sera. Gli adulti erano distratti dalla follia della guerra
e non potevano occuparsi di lui. Poiché le scuole per via
della guerra non c’erano, il bimbo ha potuto continuare a
giocare indisturbato e nessuno più è riuscito a convincerlo
che possa esistere gioco più straordinario del semplice vivere.
Crescendo quel bimbo ha esplorato il mondo, senza denaro ma sempre
con la voglia di giocare alla vita. Da allora non ha mai smesso
di giocare dedicando al lavoro, qualsiasi attività facesse,
non più di tre ore al giorno.
Il gioco della vita comprende il gioco della creatività,
il gioco dell’amore, il gioco dell’amicizia, il gioco
della coscienza sociale,
il gioco del pensiero. Ecco perché il gioco permanente è
il segreto della mia vita e la vita è il semplice segreto
dei miei giochi.
Tutto il resto è solo “esistenza”.
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Quando
me ne sono andato di casa a 17 anni il primo pensiero che mi ha
offerto la libertà è stato questo:
Voglio imparare a vivere in modo tale che se tutti vivessero come
me la terra sarebbe finalmente un paradiso.
Domenica ho compiuto gli anni e, in sede inesorabile di bilanci,
ho scoperto che affettivamente da molti anni la vita mi offre una
calda serenità permanente, proprio quella che sembra mancare
ai miei simili.
Allora forse ho imparato a vivere. Ma come fare per comunicarlo
a tutti quelli che incontro?
Poi ho pensato che se così facessi sarebbe un vero e proprio
disastro in quanto solo tacendo ed essendo si può comunicare
veramente.
Allora mi ha invaso una grande gioia e ho pensato
Quanto era straordinaria la certezza che porto in me sulla possibilità
di “vivere”, anche e perfino in una società di
morte come l’attuale.
Ho scoperto che gli esseri umani hanno bisogno di poche cose per
essere felici. Una casa da abitare, un buon cibo da mangiare, un
lavoro contratto nel tempo
(non più di tre ore al giorno) tanti amici, buoni libri da
leggere, amichevoli praterie da attraversare.
Per ottenere tutto ciò basterebbe metà del denaro
che viene speso per le medicine usate per curare le malattie prodotte
dallo sconforto di non avere né casa, né amici, né
cibo gradevole e gratuito.
Nella mia scelta di libertà mi sono subito regalato una casa,
ovvero , dopo essermi procurato un sacco a pelo, ho scelto il mondo
come abitazione e me la dormivo beatamente, ovunque arrivassi facendo
l’autostop.
Poco a poco mi sono abituato talmente bene, considerando il mondo
come la sola legittima abitazione che, dopo molti anni, quando ho
potuto trovare una casa fatta di muri, finestre e porte, mi è
capitato di non riuscire a vivere se non lasciando la porta di ingresso
permanentemente aperta. La chiudo solo quando a tarda sera chiudo
gli occhi e appena mi alzo, al mattino, la schiudo.
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Ho ricevuto molte testimonianze di affetto il giorno di Pasqua,
ovvero il giorno del mio compleanno.
Una delle mail che mi hanno fatto più piacere è questa:
“hoilà Silvano qui Giampaolo...
“oggi è il tuo compleanno, mi si dice che per la 14esima
volta in vita tua compi 5 anni: mica male... e allora cari auguri
e un abbraccio e presto.”
O anche questa
Buongiorno Silvano.
Sei mesi per pensare cosa scrivere, e alla fine non ci sono riuscito.
All'inizio avevo voglia di scriverti una lettera vera e propria.
A me piace scrivere lettere, anche se è da qualche tempo
che non ne imbuco più una. Un po’ perchè non
riesco a mettere in fila i miei pensieri, e poi perchè quasi
sempre non ricevo risposta. Che non è la cosa che più
mi dà fastidio, anzi...non scrivo solo per ricevere lettere,
ma forse posso aiutare i miei pensieri se qualcuno mi risponde Parole.
Volevo che ti arrivasse la lettera in tempo per il 23 marzo. Non
soltanto per farti gli Auguri di buon compleanno e buona Pasqua.
Ma anche perchè è una data che dà significato
a quella lettera non scritta. Una lettera che mi aiutasse a parlare
di mio padre.
Il 23 marzo 1949 naque mio padre. E il 23 gennaio 2003 morì
per essere stato a contatto con l'amianto. Non sò perchè,
ma tutti questi numeri, girali come vuoi, salta sempre fuori 23.
quasi una magia, come quella che pensandoci un pò, in passato
ho attribuito a certi movimenti, immagini che mio padre ha sempre
avuto...
Leggo sempre il tuo diario e quando posso mi stampo tutte le puntate
vecchie che non ho mai letto. Poi in autobus mentre vado al lavoro
le leggo, cosi che tutte quelle ore sprecate mi siano più
leggere. ..................
Quei puntiti qui sopra sono tante parole che ho scritto e che poi
ho tolto perchè non sò esprimermi bene come vorrei.
Per questo ho detto che avrei dovuto iniziare a scriverti mesi fà.
magari con più tempo sarei riuscito a dirti quello che pensavo.
... Come ho fatto quando ho scritto le parole per la poesia che
ho scritto pensando a me stesso. E che ti lascio qui sotto... anche
se mi sento in imbarazzo.
Ti ho ascoltato con piacere anche nelle 5 puntate radiofoniche su
damasco.
Quindi ti ringrazio molto per tutte le tue parole che ogni martedi
leggo con piacere. Per i tuoi libri e film. e Sopratutto per il
tuo perpetuo interesse verso gli esseri umani.
Tanti Auguri Silvano.
Luca.
E infine una poesia di MASSIMILIANO l’amico ex magazziniere
di Verona che, espulso da un destino non suo in seguito alla lettura
di LETTERE DALLA KIRGHISIA, ora continua a esplorare il mondo ed
è ormai approdato per sempre sul continente della creatività.
La
delicata carezza del vento
Il calore del sole sul viso
Risate di bambini frutto di giochi spensierati
Inspiro lentamente l'aria
Godo di tutte le sensazioni
che il corpo mi dona
Quanto tempo sono stato lontano da me
In luoghi inesistenti
Perso in labirinti di inutili pensieri
In balia di ansie costruite
Quanto tempo sono stato immerso in freddi inverni
vivendo fuggenti brividi di vita
Quando invece la primavera era li
a tendermi la mano
Massimiliano
GIOVEDì
3 APRILE SARO AD ANZOLA NEI PRESSI DI BOLOGNA PER PROIETTARE UN
MIO FILM E PARLARE DI SOGNI E CERTEZZE.
PER INFORMAZIONI 3470837186
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