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» DIARIO AZZURRO n.296 del 25.08.2009

di SILVANO AGOSTI

Non so.

Ormai tutti nel quartiere lo chiamavano “Non so.”
“Che per caso hai visto passare “Non so?”
“Certo che è vero, me l’ha detto “Non so”. Ma sì, l’uomo dei cani…” Frasi di questo tipo le avevo sentite un po’ qua e là, al bar, tra la gente intorno a una bancarella.
Mi pareva strano e per certi versi un po’ irritante un nomignolo composto da due parole e non era nata in me la solita curiosità di scoprire il personaggio.
Il fatto è che non avrei mai incontrato questo “Non so”, se il giorno di ferragosto, sotto la pensilina del Cinema non avessi trovato un uomo attorniato da una decina di cani. Se ne stavano tutti buoni buoni intorno a lui, accucciati a sgranocchiare gli ossi che l’uomo porgeva loro con particolare tenerezza.
“Da dove vengono tutte queste bestie?”
“Non so. Non sono bestie, sono cani.”
“Da dove vengono questi cani?”
“Non so.”
“Tu sei quello che chiamano “Non so?”
L’uomo rispode annuendo e fa un gesto con la mano quasi volesse farmi capire che quel nomignolo irrita anche lui.
“Quando viene l’estate la gente diventa malvagia, se ne vuole andare in vacanza e abbandona i cani per strada. Io li raccolgo e li do in adozione.”
Così dicendo mi mostra un cartello con scritto in rosso, “Adottate un cane, è meglio di un cristiano.”
“Ora quando hanno mangiato li porto al mercato e verso sera me ne rimangono uno, forse due.”
“Come fai a prenderli, ho visto che neppure li leghi, ti stanno intorno come una cucciolata.”
“Non so.Vado in giro per il quartiere e quando ne vedo uno randagio gli do da mangiare e lui poi mi segue ovunque. Se lo becca l’accalappiacani invece lo cattura col laccio (sarebbe anche proibito dalla legge) e mezzo strozzato lo porta al canile e lo ingabbia. Ho cercato di impedirglielo ma lui ha chiamato i vigili.”
“Quanti ne hai fatto adottare fin’ora?”
“Non so. In tutta l’estate una ventina.”
E’ un’emozione particolare l’immagine di quest’uomo dall’aria bonaria, affettuosamente assediato da tutti questi cani coi quali lui, conosciuto come “Non so”, riesce ad avere un rapporto di grande confidenza.
Alcuni giocano, altri si mettono sul dorso e muovono le zampe nell’aria.
“Beh, ora dobbiamo andare.”
L’uomo si alza e tutti i cani ordinatamente lo seguono. Tra lo stupore dei rari automobilisti, l’uomo e la nube di cani attraversano la strada camminando sulle striscie pedonali.
Lo seguo per un tratto della via. Un cucciolo tutto bianco mi dà una leccatina affettuosa alla mano avvertendo la mia solidarietà.
Mi avvicino a “Non so”.
“Dimmi una cosa, dove vai tu lo so, ma l’umanità dove sta andando?”
“Non so.”

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CARI AMICI VENERDI' 28 AGOSTO ALLE 21.00, ALLA "CASA DEL CINEMA" DI ROMA, PRESENTERO' IL MIO FILM "IL GIARDINO DELLE DELIZIE". VI ASPETTO!

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Verrebbe subito di dire “strano” “molto strano” “quasi inimmaginabile”, riferendosi al piccolo Festiva di Rebeccu, un Paesetto semideserto, sulla cima di un piccolo promontorio nei pressi di Sassari, numero di abitanti 1 (uno).
Tuttavia una splendida famiglia padre madre e due figli, ha avuto la coraggiosa idea di organizzare un piccolo ristorante e così, poco a poco, di lontano la gente risale la strada che conduce alla cima a onorare la rarità del luogo.
Il mio invito prevedeva una specie di seminario e la proiezione del film D’amore si vive.
“Ma allora se c’è un solo abitante…”
Alla serata hanno partecipato circa trecento persone, venute da ogni angolo della zona.
Premio al coraggio di Sergio, Franca, Omar e dei loro amici e sostenitori dell’idea di organizzare un festival in un luogo spopolato e semideserto.
Al culmine del paesello, mi hanno portato a visitare una fonte miracolosa. Una minuscola fonte con un piccolissimo rigagnolo di acqua fresca, purissima. Il luogo esprimeva una forte densità magnetica e, dopo poco, si avvertiva un generale benessere, una sorta di ebbrezza.
Nella piazzetta di Rebeccu ho visto anche il bel film di Paolo Benvenuti PUCCINI E LA FANCIULLA, una rara scommessa cinematografica, tutta musica e niente parola. Una scommessa vinta.

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Ecco la mail della settimana si potrebbe intitolare PENE D’AMOR PERDUTO.


ciao silvano, mi chiamo valentina, ti scrivo perchè ci sono dei pensieri che da qualche giorno mi tormentano! tu mi dirai, "e perchè scrivi proprio a me?"..beh perchè mi piace il tuo modo di vivere la vita, condivido e mi ritrovo in molti dei tuoi pensieri e poi perchè tempo fà ho anche avuto il piacere di incontrarti, di scrutare nell'immensità dei tuoi occhi, così vivi!..ti spiego...
io ho anagraficamente 20 anni, all'età di 18 anni ho conosciuto un ragazzo con il quale, fino ad oggi, ho condiviso molte esperienze di vita e praticamente non è mai passato un giorno senza che non ci telefonassimo o vedessimo..il nostro incontro è stato come un'esplosione...e sono stata veramente felice di condividere fino ad oggi il mio tempo, la mia vita con lui...però qualcosa in me sta cambiando..ultimamente rifletto e penso molto alla mia situazione con lui,..mi faccio dell domande, cerco di capirmi...e per questo ho bisogno del mio tempo e della mia solitudine...io non mi sento più libera insieme a lui, mi sento quasi soffocare dall'abitudine nella quale è caduta la nostra relazione, c'è tanta monotonia nei nostri gesti quotidiani, sembra quasi che alcune cose si debbano fare perchè le abbiamo fatte da sempre!io voglio tornare LIBERA!un esempio, io quest'estate sarei voluta partire per l'ighilterra perchè volevo imparare un pò l'inglese, quando gliene ho parlato a lui l'unica cosa che ha detto è stata:"se tu parti sai che con me finisce qui!".e io da cretina non sono partita..credo che sia dà quel giorno che non sto piu ben con lui.. io non so come parlarne a lui di questi miei disagi, perchè forse ho un pò paura..
però non posso nemmeno andare avanti così cercando di far finta di niente,...
come si potrebbe affrontare questa situazione? ti ringrazio anche solo per
avermi "ascoltata" e mi scuso perchè non volevo opprimerti con i miei disagi, infatti ci ho pensato sù prima di scriverti, ma non sapevo proprio con chi altro parlarne.. grazie. valentina.

Cara Valentina,

mi dai una responsabilità troppo grande chiedendomi un parere su una storia d’amore in fondo così tipica, visto che la tua lettera contiene già la soluzione del piccolo enigma. Quando tu volevi fare un viaggio in Inghilterra se non altro per rinnovare i tuoi sentimenti nei confronti del mondo e probabilmente anche del ragazzo stesso, lui ti ha detto la classica frase
"se tu parti sai che con me finisce qui!".
In realtà è accaduto il contrario ovvero che quando tu ti sei sentita negare al massimo la tua libertà hai visto svanire quei residui sentimenti che ti abitavano.
La prossima volta parti e scrivigli qualche lettera d’amore.
Ora ti citerò una frase del grande Shakespeare :”le cose giunte al peggio o cessano di esistere o tornano ad essere ciò che erano prima.”

Con affetto,

Silvano Agosti

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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