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DIARIO AZZURRO n.225 del 26.02.2008
di
SILVANO AGOSTI
Si
chiama Ernesto e non posso dire di più.
Ha raccontato la sua storia, a patto che mantenessi la massima discrezione.
Non si tratta né di illeciti, né di delitti, né
di movimenti clandestini.
Si tratta invece di un’invenzione che potrebbe procurare un
immenso sollievo a milioni e milioni di persone.
Ho insistito per avere il consenso di Ernesto a narrare questa strana
avventura, che ha tutte le caratteristiche per rappresentare l’attuale
condizione umana.
Oggi come oggi, infatti, l’illecito è affiorato all’estensione
della norma, anzi perfino della stima, mentre, operare per il bene
comune sembra essere quasi pratica eversiva, fino a sfiorare la
vergogna e perfino il pericolo per la propria incolumità.
Insomma, Ernesto ha perfezionato una macchina che, attraverso frequenze
sonore particolarissime, “insegna” al cervello a correggere
i meccanismi che determinano la miopia o la presbiopia. Insomma
corregge qualsiasi difetto della vista.
“Io pensavo di dare una buona notizia ai miei simili, ma non
appena ho annunciato ufficìalmente la mia scoperta ho ricevuto
lettere misteriose e minacce di venire severamente punito se continuavo
a diffondere l’invenzione.
Avrei continuato ugualmente ma un giorno, sotto la porta di casa,
ho trovato questo.”
Toglie di tasca un portafogli di stoffa e religiosamente ne trae
un foglietto sdrucito, tanto consunto da apparire simile a un velo.
Deve averlo mostrato infinite volte per ridurlo così.
Poche parole, scritte a mano in stampatello. “La tua invenzione
metterebbe alla fame centinaia di migliaia di famiglie che vivono
sul commercio degli occhiali da vista e diecine migliaia di operai
che fabbricano occhiali e infine migliaia di medici oculisti. Bada
a te, nascondi tutto o noi nasconderemo te, ma per sempre.”
Lo legge quasi senza guardare le parole, con voce tremante e partecipe.
“Cosa devo fare?”
“E’ così per tutto. Quante cose belle non si
possono fare oggi, per non intralciare loschi interessi e basse
speculazioni. Senti, incomincia a guarire parenti e amici, se rimani
nella clandestinità puoi abbondantemente guadagnare da vivere,
per ora, senza che nessuno ti uccida. Poi, magari fra non molto,
arriveranno tempi un po’ meno oscuri e potrai uscire allo
scoperto.”
“Cosa posso fare per ringraziarti?”
“Intanto comincia col guarire me. Voglio essere il tuo primo
paziente.”
Sorride contento Ernesto e mi dà appuntamento per la settimana
prossima.
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Mi
sono chiesto in questi ultimi tempi se si possono determinare delle
caratteristiche specifiche che rivelino l’autenticità
di un sentimento di amore. Sono arrivato alla conclusione che le
seguenti tre formulazioni bene esprimono l’ipotesi di rivelare,
come l’esperto rivela l’oro, che si tratta di un sentimento
autentico di amore.
a)
Non aspettarsi nulla dalla persona amata
b) Scoprire in sé l’assenza di qualsiasi desiderio
di giudicare
c) Constatare la permanenza nel tempo del sentimento a prescindere
dal comportamento della persona amata.
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Il
principe Mishkin, ne L’Idiota di Dostojewski sostiene che
il mondo sarà salvato dalla bellezza. Io credo invece che
sarà redento dalla bontà. Non esiste emozione più
raffinata e saziante del vivere la bontà all’interno
di qualsiasi comportamento e con qualsiasi persona.
Naturalmente per bontà intendo il desiderio di offrire a
chiunque ci stia di fronte solo ed esclusivamente ciò che
può procurare nell’altro una sensazione di naturale
e indelebile benessere.
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Come
un gregge mite
i miei pensieri,
Si aggirano nello spazio
dei sogni, ebbri di luce
li
conto, quasi cantando,
e li conosco uno per uno.
Senza pudore si accasciano
l’uno contro l’altro
offrendosi tepore e gioia.
Ora
sei tu a guidarli
Verso l’oblio
E prometti di salvarne
Almeno uno
Quello che serve al tempo
Per scavare nell’oggi il domani.
Così,
senza rimpianti
in accordo perfetto
col senso della vita
infine ti offrirò
la mia assenza,
eterna come
il desiderio che ci unisce.
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-----Messaggio originale-----
Da: Sale Giandomenico [mailto:g.sale@inwind.it]
Inviato: venerdì 22 febbraio 2008 19.12
A: silvanoagosti
Oggetto: Sono anch'io un invisibile
Gentilissimo
Silvano Agosti,
ho avuto modo di mettermi in contatto con lei, per puro caso, quando,
non so se ricorda, le inviai una proposta per la produzione di un
film tratto dal romanzo di Jovine "Signora Ava". In quell'occasione
sono entrato nel suo sito e mi sono lasciato piacevolmente catapultare
nel mondo racchiuso al suo interno. I miei occhi sono caduti per
caso sul "Diario Azzurro" senza sapere che sarebbe diventato
un mio appuntamento fisso!
"Il ballo degli invisibili" l'ho iniziato a leggere mentre
proiettavo Cous Cous al Cinema Sant'Antonio di Termoli, dove torno
nei fine settimana. Il lavoro dell'attore non ancora mi permette
di vivere dei suoi guadagni e mi devo ingegnare per continuare a
coltivare la mia passione.
Finita una tourneè teatrale a settembre sono andato a Termoli
per un po' di mare e parlando con mio zio vengo a sapere che il
cinema Sant'Antonio non apriva perchè mancava il proiezionista.
Mi sono chiesto "torno subito a Roma o mi faccio avanti?"
ha vinto la seconda... Ho deciso di ridare alla mia città
l'unico cinema che più che agli incassi guarda alla qualità
dei film. Non ho fatto scuole o corsi per imparare montaggio e proiezione,
il mio maestro è stato Peppinuccio, un omone dall'aspetto
burbero che ha passato 64 dei suoi 84 anni a proiettare film. Attraverso
i suoi racconti rivivi la storia del cinema e i suoi progressi tecnologici!
Ma questa è un'altra storia.
Come le dicevo ho letto il suo libro durante le proiezioni dei film
e inevitabilmente mi perdevo nei suoi racconti e ogni storia, ogni
personaggio sono diventati parte della mia esperienza di vita.
Li considero un ricordo.
C'ero anch'io al funerale della Sora Rosa è inutile insinuare
il contrario! E mi sa tanto che era il mio turno di proiezione quando
è venuto Orazio.
La ringrazio perchè le sue parole sono diventate compagne
del mio cammino, dandomi quella spinta necessaria nei momenti di
sconforto.
Ora mi perdoni, ma non ho saputo resistere alla tentazione di mandarle
una mia foto e un mio curriculum, sperando e sognando di poter,
un giorno, dar vita ad uno dei suoi personaggi ed entrare a far
parte di quel mondo che è suo, ma che da un po' di tempo,
non me ne voglia, considero anche mio.
Con Stima
Giandomenico Sale
Caro
Giandomenico,
mi
fa molto piacere che tu abbia letto con passione i miei racconti
e di ciò ti ringrazio.
Ricevo quotidianamente curriculum di attori, scenografi, montatori
e la cosa mi stupisce e mi lascia a volte dolorosamente perplesso.
Io sono davvero un essere umano qualsiasi, che ha deciso di autogestire
la propria creatività e che non ha mai inviato richieste
o curriculum, data la fiducia profonda che nutro verso me stesse,
ma, ripeto, come essere umano qualsiasi.
Il costume di inviare curriculum fa parte di un gioco di potere
che vuole gli esseri umani sottomessi gli uni agli altri. In pratica
ogni persona a mio parere deve inventare la propria vita partendo
dal minimo indispensabile e cioè la difesa della propria
libertà, a qualsiasi costo.
Il curriculum è già una forma molto profonda di sottomissione.
Ma perché?
Cos'ha di diverso da te la persona alla quale tu vai chiedendo di
farti il piacere di sottometterti?
In ogni luogo del mondo, anche il più desolato e remoto,
si può offrire un omaggio vivente alla libertà.
Incomincia dal poco, anzi dal nulla. Così è nato l'universo.
Un
affettuoso saluto,
SILVANO
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La settimana dal lunedi 25 al venerdi 29di fine febbraio sarò
ospite di Radio Damasco, una trasmissione su Radio Rai Tre tutti
i giorni alle ore 18.00.
E’ una gradevole esperienza durante la quale parlerò
degli scrittori che hanno influenzato maggiormente la mia vita.
Oltre a parlare di questi straordinari romanzi è l’occasione
per ribadire alcune idee sulla vita e
sulla letteratura.
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Giovedì 28 sarò
presso la libreria Carnevali di Foligno alle ore 17.30 per presentare
il mio libro “LETTERE DALLA KIRGHISIA”. Seguono alcune
brevi proiezioni di miei corti inediti sul ’68.
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Tutta
la settimana prossima a partire a questo venerdì ospiterò
presso
Il cinema Azzurro Scipioni l’ultimo film di Francesco Maselli
“Civico Zero”. Maselli, formatosi con Visconti ha fatto
film memorabili come “Gli sbandati” con una Lucia Bosè
diciassettenne.
L'AZZURRO
SCIPIONI
OSPITA IL NUOVO FILM DI
CITTO
MASELLI
“CIVICO ZERO”
con
Ornella Muti
Massimo Ranieri
Letizia Sedrick
Candidato
al David di Donatello
2008
DA VENERDI' 22 FEBBRAIO
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