Via degli Scipioni, 82 Roma | tel +39.06.39737161

 


Silvano Agosti
» Biografia
» Interviste
» Analisi dei film


"DiarioAzzurro"
» LEGGI IL NUOVO DIARIO
» I numeri precedenti
» Come ricevere il "Diario"
gratuitamente


Cinema Azzurro Scipioni
Orario e Programma

Storia della sala
Galleria fotografica
Noleggio film 35 mm
Info e-mail

» Piccolo Cinema Paradiso Brescia
Orario e programma

» Supporto tecnico
- Problemi acquisti online

ATTENZIONE!
LE SPEDIZIONI DEGLI ORDINI VENGONO SOSPESE DAL 03.08.2010 AL 05.09.2010.








» Catalogo internet
LIBRI di Silvano Agosti
DVD di Silvano Agosti
Promozioni editoriali 2010



LE SPEDIZIONI RIPRENDERANNO
IL 06.09.2010

 
 
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

» DIARIO AZZURRO n.287 del 27.05.2009

di SILVANO AGOSTI

L’ORMONE DELLA SERENITA’.

La più sconcertante caratteristica del percorso scolastico è che, a volte, dopo una ventina d’anni di studi, esami e faticose esplorazioni culturali, un diploma o una laurea si rivelano insignificanti pezzi di carta. Così alla fine la necessità di sopravvivere si sostituisce per sempre al diritto di vivere.
Tornando a Torino dopo molti anni ho rivisto Isabella, laureata in Scienze Biologiche. I genitori avevano letteralmente prosciugato le loro poche energie per pagare l’Università.
(Tutto, in un territorio privo di amore, ha un costo e si paga).
Ricordo che vent’anni fa mi parlava, con sguardo scintillante, dei suoi progetti, tutti orientati verso la ricerca dell’ormone della “serenità”.
“Voglio riuscire a scoprire, anzi a stanare dagli abissi del corpo umano, l’ormone della serenità, in modo che tutti possano affrontare “serenamente” qualsiasi evento, anche il più drammatico.”Ricordo di averle detto che facevo fatica a immaginare “serena” l’attuale umanità. L’umanità di oggi, costretta a vivere fuori da se stessa, prigioniera di destini non suoi, quasi sempre deviata dai propri progetti e posta al servizio di un potere invisibile che sembra voler dominare su ogni cosa. “L’ormone della felicità”, anche se lo avesse finalmente trovato, mi pareva una soluzione artificiale e quindi incapace di sconfiggere i molti disagi cui l’umanità è ancora sottoposta.
Adesso Isabella era qui di fronte a me, col volto spento di chi ha attraversato solo le paludi dell’obbligo e raramente ha potuto coltivare i propri desideri e dare loro risposta.
“Allora?” Le chiedo all’improvviso “ L’ormone della serenità? Se devo riferirmi al tuo volto di adesso, penso che non l’hai ancora trovato.” “Quando ho esposto il mio progetto al Consiglio Superiore delle Ricerche mi hanno invitata a soprassedere, prima gentilmente, poi con un certo vigore e infine, poiché continuavo la mia ricerca di nascosto, mi hanno licenziata.
Evidentemente un’umanità serena non interessa a chi gestisce una qualsiasi forma di potere. Dopo due anni, non riuscendo neppure a pagare l’affitto di casa, ho accettato un impiego di seconda assistente in una multinazionale farmaceutica.
Non è un gran lavoro ma è meglio di niente.”
“Cosa fai?”
“Devo infilare in altrettanti spilli di rame un migliaio di mosche al giorno. Le preparo per gli esperimenti. Come vedi sono sempre nel campo della ricerca.” Per un attimo il suo volto si è illuminato di un pallido sorriso.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


Sono stato ospite del festival di letteratura nella città di Torino. Quattro giorni fianco a fianco con alcune centinaia di case editrici, una distesa di libri senza precedenti.
La sensazione pilota che mi ha invaso sin dal primo momento era che tutti quei libri non erano stati ideati, scritti e stampati per essere letti, ma per essere venduti.
E anche coloro che li vendevano apparivano in vendita, perché a troneggiare su ogni evento era ancora una volta “l’evento economico”.
Mi raggiungeva attraverso gli altoparlanti la voce microfonata degli scrittori e tutti sembravano celebrare un rito e i loro concetti erano intrisi di riprtitività e sembrava recitassero.
L’insieme fruiva tuttavia di numerose presenze umane che rendevano interessante l’immenso capannone ex FIAT del Lingotto, dove immaginavo gli operai che per decenni vi avevano lavorato, sottoposti e sottomessi al rito per me inspiegabile dello sfruttamento.


°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


Due giorni dopo la fine del Festival sono stato invitato, sempre a Torino, all’Ottavo Festival Internazionale del TEATRO DI STRADA a raccontare i segreti della Kirghisia, il Paese, dove nessuno lavora più di tre ore al giorno e una dozzina di clowns, tutti momto bravi, mimavano e improvvisavano spettacoli brevi relativi a quello che io andavo raccontando della Kirgisia. Nella strada, seduti al fresco della sera, gli abitanti del quartiere, godevano le brevi performance di alcuni malati mentali che avevano a loro volta improvvisato una serie di Interventi, del tutto infantili, del tutto aggraziati e giocosi.
Sembrava davvero di essere in Kirghisia, dove i bambini giocano fino a diciotto anni e i Politici fanno del volontariato.


*********************************************************


Voglio raccontare questa simpatica storiella per dimostrare l’incredibile diversità del mondo scolastico e universitario negli Stati Uniti.
Il mio caro amico Daniele Mortari, professore di navigazione stellare presso l’Università Texas A&M in Texas appunto, ha proposto al capo dipartimento di introdurre nel programma una lezione tendente a insegnare agli allievi come si cucinano gli spaghetti alla Amatriciana. Il Capo Dipartimento ha detto “ Dimmi quando fai la lezione che vengo anch’io.”
Così, forse, in un vicino futuro su qualche navicella spaziale diretta nell’Universo i cosmonauti potranno cucinarsi una piatto fragrante di spaghetti alla Amatriciana.


***********************************************************


VOGLIO CONSIGLIARE A TUTTI I LETTORI DEL MIO DIARIO RESIDENTI A ROMA DI VISITARE LA MOSTRA DI PITTURA DI STEFANIA ORRU, UNA PITTRICE DI RARO TALENTO, ALLA RICERCA DI UNO STILE CAPACE DI SUSCITARE EMOZIONI ALTRETTANTO RARE. LA MOSTRA SI SVOLGE IN VIA DELLE COLONNETTE AL NUMERO VENTI, UNA PICCOLA TRAVERSA DI VIA DEL CORSO LATO PIAZZA DEL POPOLO, PROPRIO DI FRONTE ALL’INGRESSO DELL’EX OSPEDATE SAN GIACOMO. DALLE 10.30 ALLE 13.00 E DALLE 16.00 ALLE 20.00.


********************************************************


Ecco la mail della settimana, è un po’ lunga ma sembra rispecchiare in modo esemplare il disagio della sfera giovanile.
-----Original message-----

From: Ivan Peroni ivanperoni@gmail.com
Date: Wed, 13 May 2009 13:03:19 +0200
To: info@azzurroscipioni.com
Subject: Lettera a Silvano

Caro Silvano,

mi chiamo Ivan e sono un ragazzo di 23 anni. Ieri, per caso, mi sono
imbattuto nella puntata di Monitor in cui sei stato ospite su Super3 nel
2008.

Non so neanche bene da che parte iniziare e il motivo per cui ti sto
scrivendo.
Io abito a Siziano, un piccolo paese tra Pavia e Milano. Un paese che si sta
sempre più “milanesizzando” o comunque incastrando. Ho finito da poco
l’università, mi sono specializzato in arti visive perché ho sempre creduto
si potesse comunicare molto attraverso le immagini. Poi, un giorno, mi sono trovato in un bel posto di lavoro. Stavo addirittura lavorando ad un film di Giuseppe Tornatore, seduto ad una scrivania..mi preoccupavo di integrare gli effetti digitali con il girato.

I giorni passavano.
Volevo prendermi un computer nuovo, una macchina; volevo mettere via i soldi per fare la patente della moto, comprarmi una moto, farmi una vacanza in California, regalare la lavatrice ai miei genitori, aiutarli a pagare il mutuo della casa per riuscire in futuro ad averne un altro! Una casa più grande e un grosso giardino.. e un altro debito.
Parlavo entusiasta ai miei amici e ai miei genitori di quello che stavo
facendo. Lavoravo a grosse pubblicità ed a un film.Era solamente il mio
primo lavoro!! Ne imparavo di cose! I pranzi erano importantissimi!
Raccoglievo informazioni e ascoltavo attentamente tutto ciò che dicevano
quei professionisti con molti anni di esperienza alle spalle. Molti avevano
anche una bella moto, avevano visitato la California, avevano un mutuo!
I giorni passavano.
Mi accorgevo che c’era qualcosa di strano. Vedevo metropolitane colme di gente prive di vita. Zombie. Vedevo le giornate scorrere davanti ai miei
occhi senza che io potessi realmente viverle. Fuori il mondo, a suo modo,
andava avanti. E io ero lì, seduto di fronte ad un monitor. Avevo la
sensazione che molte delle persone che avevo attorno, anche i miei genitori, si fossero incastrate in un meccanismo insensato che stava rubando loro la vita.
Iniziavo a chiedermi a cosa mi servissero i soldi se poi non godessi
più di certe libertà. Sul lavoro mi sentivo molto responsabile e come ho
sempre cercato di fare, stavo dando il meglio di me stesso. Avevo però la
sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato in tutto ciò. O per lo meno di
insensato. Era la mia vita, il mio tempo.
La mia vita è unica.
Era come se mi stessi sciupando. Mi guardavo allo specchio e avevo
paura. Paura di farmi fregare, di incastrarmi.
Decisi di portare a termine il mio contratto di lavoro consapevole e con gli
occhi aperti. Avevo l’atteggiamento di un bimbo spaventato da un enorme gabbia, costretto ad entrarvi per prendere ciò che gli serve per …
vivere. (INCREDIBILE!)
Decisi di seguire le mie sensazioni e badai bene a non far chiudere in
quella gabbia. Stetti con un piede fuori da questa. E spesso mi voltavo ad
annusare l’aria che veniva dall’esterno.

Un giorno parlai al mio capo, esponendogli le mie idee e lo informai di non voler rinnovare il contratto.
Poco dopo partii per Barcellona con due mie amiche. Il partire e il contatto con una città come Barcellona mi fece tornare alla mente molti profumi dell’infanzia.
Rientrai in Italia.
Ero più sano ma più confuso di prima. Non riuscivo a spiegarmi troppe cose, ero allibito da tutti quei meccanismi che erano ormai diventati un’abitudine per l’uomo e sentivo che c’era qualcosa di *assurdo*. Volevo subito ripartire per un’altra città ma mi mancavano i soldi (e forse un appoggio) e così stetti a casa a pensare. Ed è qui che sono ora: a casa a pensare e a scrivere.
Quando ho sentito le tue parole quello che credevo fosse un mio problema, una cosa che in qualche modo avrei dovuto superare magari ADATTANDOMI o trovando una scappatoia, iniziò a prendere un aspetto diverso.
Beh sono arrivato al punto in cui non so più cosa scrivere ma mi piacerebbe ricevere una tua risposta. Avere un contatto con un essere umano.
Un abbraccio vero,

Ivan

CARO Ivan,

questa situazione emotiva che ti invade per certi versi tornerà spesso a invaderti nel corso della vita perché esprime la giusta diversità tra il tuo vero valore umano e quello che tu pensi sia il tuo valore umano.
Tu vali immensamente di più di quanto ti sia consentito percepire, per questo, essendo un capolavoro cerchi una collocazione che ti rispetti.
Lavorare poco e vivere molto. Ecco una soluzione amica.

Silvano Agosti

***********************************************************

Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

***********************************************************

A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


***********************************************************

Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

**************************************************************

UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

**************************************************

Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

********************************************************

 

 

©2010 Edizioni l'Immagine s.r.l. | Tutti i diritti riservati