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» DIARIO AZZURRO n.283 del 28.04.2009

di SILVANO AGOSTI

Due delicate colombe senz’ali

Sono diventato suo amico per sempre, dopo che Liev Kuleshov, il grande sperimentatore del cinema sovietico, mi ha mostrato il suo film Dura Lex.
Tra l’altro è suo il famoso esperimento di filmare il volto dell’attore Mugiukin e metterlo alternativamente di fronte a un piatto di cibo, a una bara e a un bambino.
Lo stesso primo piano, per una magica proprietà del cinema, esprimeva fame se messo dopo il piatto di cibo, dolore e sconforto se posto dopo la bara e serenità se a seguito del bambino sorridente.
Tutti approvano “l’arte squisita dell’attore”, ma in realtà si tratta di una pura illusione dato che il volto è sempre lo stesso e l’immagine che lo rappresentava unica e ripetuta tre volte.
Ha riso a lungo Liev Khuleshov, finchè la risata è naufragata in una smorfia di amarezza, quando ho detto che la stessa cosa era accaduta all’Unione Sovietica col volto di Stalin, sempre lo stesso
per oltre trent’anni, avvolto in una espressione di impenetrabile fissità, il volto del dittatore appariva tenero quando osservava i bambini che sfilavano sulla piazza rossa, minaccioso di fronte alla parata di armi micidiali e bonario nell’accogliere l’ovazione del popolo. Eppure era sempre la stessa maschera di un essere enigmatico e spietato.
Ma quello che di Liev Khuleshov non dimenticherò è la scena cui involontariamente ho assistito il giorno in cui mi ha invitato a casa sua.
Giunto sul pianerottolo la porta era socchiusa e, poiché bussando nessuno veniva ad aprirla, l’ho aperta io e sono entrato nell’anticamera. Ho chiesto alcune volte “permesso, permesso”, ma la mia voce era sommersa da risate squillanti che provenivano da una camera, la cui porta era anche socchiusa. Mi sono avvicinato e ho visto Liev Khuleshov che giocava sul grande letto con la sua compagna, la protagonista di Dura Lex. Erano ambedue nudi, di quella nudità inerme che sanno avere solo i bambini e ridevano, ridevano e si rotolavano beatamente su quel grande letto scarlatto.
Ho provato un senso di beatitudine, quasi di estasi, di fronte a quelle due creature che apparivano come tenere colombe, capaci di sembrare sospinte in un volo vorticoso e armonico anche se prive di ali. Ma la mia emozione ha raggiunto il culmine quando, più tardi, tornando alla casa ho saputo la loro età.
Novantadue anni lui, soltanto novant’anni lei.


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Ho la convinzione ormai definitiva che la natura provveda a far sì che le funzioni fondamentali dell’organismo umano rimangano intatte ed efficienti fino all’ultimo istante di vita.
Ovviamente diradano sia la frequenza dei desideri, sia i tempi della loro attuazione.
Così come il nutrimento declina con l’avvento della terza età in quantità sempre più discrete, anche l’appetito sensuale (ovvero dei cinque sensi) pur rimanendo intenso tende ad ampliare gli intervalli tra un evento e l’altro.
In sintesi penso che una società si può giudicare anche dal modo in cui i suoi cittadini invecchiano.
Curioso è notare che il fenomeno oggi in auge più che mai delle “badanti” riguarda soprattutto la piccola, media e alta borghesia, ma non solo perché costoro possono permettersi di pagare una badante, ma perché le modalità di vita, in genere si tratta di esistenze duramente provate dalla frustrazione e la solitudine.
Insomma chi vive male invecchia male.
L’amico e regista Monicelli che ha raggiunto la naturale età di 95 anni mi ha confidato che la sua eccezionale integrità fisica e mentale è dovuta al fatto che lui non ha né mogli né badanti e quindi deve provvedere a organizzare tutto ciò che riguarda la sua esistenza. Ma io credo anche che la sua naturale longevità dipenda dal fatto che Mario Monicelli ha giocato per tutta la vita, ha giocato a fare il cinema e “giocare” è la vocazione naturale di ogni essere umano, a qualsiasi età, in qualsiasi condizione.
Sono anche convinto che un essere vivente debba prima o poi rendersi disponibile per l’abbandono di questo stupendo pianeta,
per congedarsi da questa meravigliosa umanità, purtroppo deformata e oppressa da poche migliaia di mostri che le impediscono di essere veramente se stessa.
Ebbene, i miei amici sanno che io mi sono reso disponibile per andarmene dal misterioso e smisurato continente della vita all’ età di 99 anni ovvero nel 2037. Sanno anche che come regalo per il mio novantanovesimo compleanno ho chiesto alla Natura di poter fare l’amore.
Rendersi disponibili significa decidere che l’arrivo della signora in nero, che peraltro io, d’accordo con gli orientali, preferisco immaginare in bianco, insomma che la famigerata morte, se arriverà dopo il compimento del mio novantanovesimo anno, non mi procurerà alcun danno o sconforto, come in questa mia breve lirica dedicata alla vita ho espresso.

Alla vita

E se tu, vita, mi sarai vicina
Accoglierò con gentilezza
anche la morte, se mai verrà,
come un amico che torna,
offrendole uno sguardo
di stupore che a lei tanto piace

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Ecco due mail che desidero condividere con i lettori di Diario

Caro Silvano,

a proposito di verità, leggo questa frase di Werner Heisenberg da Il principio di indeterminazione:
“Nella misurazione delle particelle elementari l’intervento dell’osser-vatore modifica il quadro, rendendo impossibile ogni esatto accertamento”.
Penso a quanto sarebbe fantastico il mondo se ognuno conservasse il suo personale punto di vista sulla realtà. Allora tornerebbe ad avere senso il dialogo come incontro di pianeti, che generano ad ogni contatto nuove galassie. E sarebbe anche possibile quell’espansione esponenziale della creatività di ogni essere umano, di cui tu scrivi spesso. Invece sembra che la società sia organizzata nella dotazione di un paio d’occhiali omologati (tipo quelli con cui guardare i film in 3D) da indossare poco più che bambini, in modo che tutti possano guardare lo stesso triste spettacolo! …. Allora a chi ancora usa i propri occhi capita, spesso, di ferirsi con la luce artificiale in cui siamo immersi, o di percepire come una “diversità” faticosa la ricerca di quella luce naturale che scalda la pelle e l’anima.
Vivendo queste sensazioni penso a te, caro Silvano… all’amore verso gli esseri umani disteso in ogni tua fibra, come un arco teso sempre a ricordare a chi non si è accorto di averli sul naso, che quegli occhiali non gli appartengono e di incoraggiare tutti a riscoprire i colori della libertà. C’è in te un desiderio gioioso di chiamare tutti a partecipare alla festa della vita, che accende il tuo viso d’una luce rara: quella della purezza. Che è eterna infanzia, come ritorno consapevole e quotidiano, dopo il cammino del giorno nella penombra, al candore di una luna distesa tra le pieghe della notte. Mi piace abbandonarmi alla delicatezza di questa luce, come ad un sonno che accende sogni infiniti, perchè sospesi da sempre nel cielo.

Arianna.

Cara Arianna,

è vero, come tu scrivi nella tua bella lettera, io sogno e desidero un mondo in cui ogni parere ogni visione della realtà si riveli unica e irrepetibile, fino a formare una distesa infinite di varietà e di freschezza di pensiero simile ad una estesa, variopinta prateria.
Ma come i lillà non si oppongono all’erba menta e le margherite non contrastano con il trifoglio e neppure i glicini pensano di essere più vicini alla verità di quanto lo siano i papaveri, anche le visioni del mondo, quelle vere, non sono mai oppositorie o sostitutive delle altre, ma, come ogni erba o fiore, sono complementari all’immagine misteriosa e vasta della prateria del pensiero umano.
Io credo che per una mente assetata di verifiche e rivelazioni come la tua sia facile sfilare gli occhiali della mediocrità a chi ti sta di fronte e riuscire a estrarlo tu il parere genuino e la sepolta preziosità del tuo interlocutore.In questo senso ho scritto IL BALLO DEGLI INVISIBILI che somiglia già alla succitata prateria.

Un bacio,

Silvano

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Caro Silvano

volevo condividere anch'io la tua richiesta nel dichiarare ufficialmente "l'Essere Umano Patrimonio dell'Umanità. Sarebbe una presa di coscienza fondamentale da parte nostra incominciare a guardarci per ciò che effettivamente siamo. La risposta del funzionario dell'Unesco mi ha lasciato perplesso,anche perché non mi aspettavo nemmeno che prendessero in considerazione la richiesta. Ma addirittura un modulo per dimostrare la realtà di cui siamo,mi sembra davvero tragico. Un modulo da compilare.....! Chissà se quei signori si rendono conto che la loro ignoranza è più forte dell'inganno con cui hanno cercato di evitare la tua richiesta. In ogni caso rimarrò sempre affascinato dagli "uomini"...! Sono veramente il gioiello più raro che si trova nelle grotte della falsa istruzione e nei dogmi che ci hanno appiccicato fin da piccoli...! L'unica verità che è assoluta è la vita. E di vita noi esseri umani ne siamo i capolavori.

Perdisa Daniele

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Nei giorni 28 29 30 aprile io sarò a Brescia dove mi hanno invitato per una serie di incontri con tutte le scuole della città. Il principale incontro avverrà la mattina del 30 presso l’Istituto Ballini via Tirandi 3 Brescia dalle 9 alle 11 del mattino presso l’aula magna ITC Ballini.Sul tema STILI DI VITA A CONFRONTOPRESENTERò AI GIOVANI UNO STILE FI VITA DEDICATO AL SONNO, AL BUON CIBO, ALLA CREATIVITà, ALL’AMORE, ALLA VITA, A SE STESSI, AI PROPRI FIGLI E AI PROPRI SIMILI.INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI 030 3690338 O VIA MAIL eduambientale@cauto.ti

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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