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DIARIO AZZURRO n.301 del 27.10.2009
di SILVANO
AGOSTI
Silvano,
siamo Karen, Sara e Mariella e ti invitiamo a scrivere un racconto
in occasione della marcia della pace per la quale verrà costruita
a Lecce la bandiera più grande del mondo.
Il
2 ottobre 2009 è partita la marcia della pace che simbolicamente
percorrerà un centinaio di paesi in tutto il mondo. Con essa
si cerca, attraverso manifestazioni ed iniziative, di sensibilizzare
l'umanità e, soprattutto le istituzioni, a rivolgere lo sguardo
verso un mondo non violento. Tutto questo è ovviamente in
netta contrapposizione con l'attuale situazione del pianeta, dove,
sembra indispensabile arrivare alla pace attraverso innumerevoli
guerre.
La
marcia della pace.
Quando
mi hanno chiesto di scrivere un racconto come contributo alla marcia
della pace, è tornato alla memoria un fatto accaduto verso
i 17 anni.
Mi trovavo a Monaco di Baviera, da poco andato via di casa, spinto
da un irresistibile desiderio di conoscere il mondo.
Passeggiavo felice perche immerso in una profonda sensazione di
libertà.
D’improvviso, osservando la mia ombra, vedo che qualcuno si
sta avvicinando alle mie spalle con in mano un oggetto luccicante,
forse una bottiglia.
Mi sottraggo di scatto e lo sconosciuto, invece che sul capo, mi
rompe la bottiglia sulla spalla.
Con stupore, mi giro verso di lui che ha ancora in mano il vetro
frantumato. Un dolore acuto mi penetra nella spalla.
Chiedo stupito, ma con tono affettuoso “Hai bisogno di qualcosa?”
(Non riuscirò mai a spiegarmi questa mia reazione)
Lo sconosciuto rimane qualche istante interdetto, e, dopo aver buttato
il pezzo di vetro, si abbandona in un pianto dirotto.
Tra i singhiozzi balbetta “Sì, sì. Forse un
cappuccino.”
Diventiamo conoscenti, poi amici e finalmente posso scoprire la
ragione del suo gesto.
L’uomo si sentiva così confuso, così isolato
dal mondo che il solo modo rimasto per entrare in contatto coi propri
simili era di aggredirli, magari lottare, avviare una piccola guerra,
forse soccombere o finire in prigione pur di far accadere qualcosa,
pur di interrompere un sentimento divenuto intollerabile di disperazione.
Da allora sono rimasto convinto che qualsiasi aggressione violenta,
anzi, qualsiasi forma di violenza nasca da uno stato di disperazione,
di abbandono, di solitudine estrema. Mentre la pace
nasce dal rispetto per gli esseri umani, procurando loro una risposta
ai bisogni essenziali, una casa, del cibo, un lavoro.
Non è un caso che, dopo l’insensata aggressione degli
Stati Uniti all’Iraq, si scopre che gli Stati Uniti si trovano
ad attraversare una crisi potente e apparentemente irresolvibile.
Del resto la mia sorellina all’età di sei anni, in
una notte in cui gli aerei bombardavano selvaggiamente la nostra
città mi aveva spiegato con chiarezza cos’è
la guerra.
Io, che di anni ne avevo quattro e mezzo, impaurito dai bagliori
e dal fragore delle bombe le avevo appunto chiesto cosa succedeva.
“E’ la guerra.” Aveva risposto lei con una carezza
chinandosi su di me.
“Cos’è la guerra?”
“Fanno come loro quando litigano…”
“Loro” erano i genitori e litigavano perché non
c’era cibo per i sei figli, perché intorno c’erano
solo morti e case distrutte.
Per disperazione, appunto.
Caro
Silvano,
ti
ringraziamo per il racconto che così tempestivamente ci hai
allegato. E' bello perché lascia un messaggio positivo e
fa riflettere sulle azioni quotidiane. Il mondo risponde al nostro
modo di porci, tu alla persona che ti ha aggredito non hai risposto
alla violenza con la violenza. Questo ha spiazzato l'aggressore,
che è crollato sotto il peso che lo faceva soffrire. Noi
siamo coloro che possono cambiare il mondo, partendo dalle nostre
azioni, dalla consapevolezza.
Abbiamo
letto il tuo libro "Lettere dalla Kirghisia", l'abbiamo
acquistato a maggio durante una tua presentazione. Ed è stato
proprio il fatto di leggerlo che ci ha spinte ad invitarti a partecipare
al progetto, proprio perchè in sintonia con il modo in cui
descrivi un altro mondo possibile. Far conoscere pensieri e possibilità
positive, porta le persone a pensarci, immaginando qualcosa di nuovo.
A
presto,
Mariella,
Sara e Karen e mail bi_bane@libero.it
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Sempre
più numerosi sono i giovani che mi avvicinano e pongono la
stessa domanda “Ho finito l’università. Ora cosa
devo fare secondo te?”
La responsabilità della risposta mi pesa sul cuore e cerco
di proporre un periodo di “riflessione attiva” magari
di un anno durante il quale suggerisco di procurarsi con qualche
lavoro saltuario da mangiare, magari un posto dove dormire e il
resto del tempo “vivere”, cioè o conoscere la
città incontrando più gente possibile o viaggiando
anche attraverso quel fantastico mezzo che si trova in internet
a questo indirizzo: http://www.couchsurfing.com
Che consente di trovare ospitalità gratuita ovunque in Italia,
in Europa e nel mondo intero. In questo periodo di riflessione possono
accadere molte cose, tra cui il sorgere di un’idea precisa
su cosa fare della propria vita.
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Per
la serata con Marco Bellocchio, dopo la proiezione de L’Ora
di Religione, ho scelto il tema “ipotesi di una spiritualità
laica”,
perché da anni avverto il pulsare di una diffusa spiritualità
che sono andato scoprendo in pratica dappertutto e che si differenzia,
per nitore e qualità, dalla spiritualità confessionale
per tradizione gestita dalle chiese.
Ma non mi riferisco tanto alla spiritualità che scaturisce
da una sinfonia di Mozart o da un romanzo di Dostoiewskj o da un
quadro di Chagal, ma a quell’alone di mistero che ricopre
ogni cosa, ogni oggetto, ogni ombra, ogni cellula, ogni sentimento
autentico di amore. Vedremo.
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Notti trasparenti
come sete d’oriente
e sempre intravedo
il tuo volto,
mille volte dipinto,
prezioso di penombre.
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CINEMA AZZURRO SCIPIONI VIA DEGLI
SCIPIONI 82 ROMA
TEL 06 39737161
CARI AMICI VI INFORMO CHE IL SABATO 7 DI NOVEMBRE ALLE ORE 21.00
VERRA’ PROIETTATO AL CINEMA AZZURRO SCIPIONI IN VIA DEGLI
SCIPIONI 82 – 06 39737161 (MEGLIO PRENOTARE)IL FILM “L’ORA
DI RELIGIONE” ALLA PRESENZA DELL’AUTORE MARCO BELLOCCHIO
CHE SI INTRATTERRA’ CON GLI SPETTATORI.
IL TEMA DELLA SERATA SARA’
“IPOTESI DI UNA SPIRITUALITA’ LAICA”.
FESTEGGEREMO ANCHE IL COMPLEANNO DI BELLOCCHIO CHE SARA’ LUNEDI
9.
“Tutti dovrebbero vedere questo film, credenti e non. Forse
aiuterebbe a governare meglio questo paese dove è scomparsa
la coerenza, dove sta diventando un crimine il solo pensare, porsi
domande, dove si vorrebbe vedere uno stato libero e non schiavo
della Chiesa. Fa male vedere che il Vangelo, la parola di Dio è
strumento di vile potere, di gioco di denaro: come dice il conte
Burla nel film: “L’Italia è dominata da un monarca
assoluto, il Papa che domina su tutte le coscienze.”
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche
l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
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MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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