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» DIARIO AZZURRO n.304 del 28.11.2009

di SILVANO AGOSTI

Il re del fischietto

C’è un vigile che ogni tanto appare al centro del quartiere, preceduto da una rumorosa e sguaiata quantità di fischi. Gesticola come un forsennato indicando a questa o quella vettura di accelerare o rallentare, di fermarsi o partire. Cammina a fatica tra le auto parcheggiate sul marciapiede e anche quando deve chinarsi per superare un ostacolo improvviso e sparisce dietro le automobili o al di lè di un autobus, il suo fischietto continua a imperversare tanto che, a un orecchio fine, potrebbe indicare in modo preciso il tracciato dei suoi percorsi.
Ha sempre in mano il blocco delle multe e le scrive nervosamente annuendo e di lontano so dorebbe stia mormorando “ti aggiusto io, maledetto automobilista”.
Insomma un giorno dalla finestra ho notato che si stava dirigendo verso un gruppo di macchine sul marciapiede, tra le quali il mio vicino di casa aveva parcheggiato dopo circa quaranta minuti di attesa per riuscire a trovare un parcheggio anche abusivo.
Son corso giù dalle scale e ansimando ho raggiunto il vigile.
“Non fare le multe, dai. Non vedi che confusione?”
“Documenti.” Mi ha detto lui fissandomi impassibile.
“La mia faccia.” Ho detto sorridendo.
“Mi segua al commissariato.” Ormai ero certo che faceva sul serio.
“Da uomo a uomo” gli sussurro vicino all’orecchio, “mi fai veramente pena.”
Poi me ne vado attraversando la strada.
Senza voltarmi mi sento avvinghiato da una selva di fischietti aspri e furiosi.
Per fortuna sul marciapiede opposto c’è molta gente e, affrettando il passo mi perdo tra i passanti.
Ma dopo qualche istante mi giro e ho di fronte a me il vigile urbano e i suoi occhi sono iniettati di professionalità e di acciaiosa determinazione. Ha in mano una pistola e me la punta addosso
A pochi centimetri dal petto.
“Fai una cosa, io adesso me ne vado, tu sparami nella schiena.” Devo dire che per un istante, mentre mi giravo per andarmene ho tenuto in conto che quell’uomo poteva anche trovare in sé
l’assurda legittimità di uccidermi nell’esercizio della sua professione solo perché mi ero rifiutato di seguirlo. Un brivido contratto mi ha attraversato la schiena. Invece di inforcare il fischietto, il vigile ha incominciato a gridare che tanto sapeva bene qual’era la macchina mia. La qualcosa era piuttosto impossibile dato che io non ho la macchina e mi muovo in motorino.
Sono tornato a casa salendo lentamente le scale e pensando che potevo essere morto per fare un favore al mio simpatico vicino di casa.

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Sono stato qualche giorno a Parigi e ho fatto l’esperienza di notare una diversa condizione umana. Ho detto al mio amico francese “Ma qui la gente sembra orgogliosa di esserci, non ha quell’aspetto lacerato e deluso che hanno in questo periodo i passanti in Italia, almeno a Roma.”
“Sai, mi ha detto sorridendo, si dà il caso che hanno fatto la rivoluzione. E dopo più di duecento anni sentono ancora le grida di giubilo ogni volta che cadeva dalla ghigliottina una testa coronata. Vedi, proprio lì in quell’angolo pare sia stata giustiziata la regina Maria Antonietta.”
Ho assistito alla proiezione di ben cinque dei miei film che in Italia non sono mai usciti neppure nelle sale. Mi sembrava di sognare quando il pubblico dopo la proiezione mi poneva domande piene di dignità e di interesse. Quei pochi giorni mi hanno restaurato l’animo dall’oceano di indifferenza che in Italia ha sommerso ogni mio lavoro, come se affrontare l’immenso valore della vita fosse da parte mia una scelta indegna di qualsiasi attenzione.

 

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Breve canto d’amore
Tu mi hai insegnato
Che i baci e le stelle
Non si contano
Poi, come ogni notte,
Sei svanita nella luce
E io, cieco di te,
conto gli attimi del tempo
finchè l’oscurità
ti fa risorgere.

 

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LUNEDI 21 dicembre

ORE 21.00 APRE LA RASSEGNA LA FESTA DELLA POESIA DEDICATA AD ALDA MERINI POETESSA CANDIDATA AL
PREMIO NOBEL, RECENTEMENTE SCOMPARSA.

OSPITI D’ONORE
I POETI VALENTINO ZEICHEN E ORAZIO POLI

FESTA DELLA POESIA

SALA CHAPLIN

21.00 FESTA DELLA POESIA: dedicata alla poetessa ALDA MERINI
FILM “ALDA MERINI ELOGIO DELLA FOLLIA”
di PAOLO BRUNATTO
Intervento di SILVANO AGOSTI e PAOLO BRUNATTO
Breve intervento poetico degli spettatori
FILM “ALDA MERINI IN CERCA DI UNA PERDUTA RAGIONE DI VITA”
di PAOLO BRUNATTO e CARLOTTA ERCOLINO

ecco due versi di ALDA MERINI

“IO SONO L’ACQUA CHE SI GENUFLETTE
DI FRONTE ALLA MONTAGNA DEL TUO AMORE”

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Ecco una mail della settimana

Ciao Silvano!
Sono Carola, non so se ti ricordi di me. Immagino di no, visto che conosci tante persone e che è passato più di un anno dall'ultima volta che sono venuta all'Azzurro Scipioni. Comunque sia, non è importante questo.
Ti scrivo per ringraziarti. Ieri mi sono riletta il tuo "Lettere dalla Kirghisia", e mi ha reso felice. Non mi sono più sentita sola e stupida, perchè mi sono resa conto che non sono l'unica persona a sognare un cambiamento.
Sono circa due anni che provo un senso di ripudio nei confronti di questa società, di questa città, di questa vita che ti viene imposta da una realtà che appare a tutti immutabile. Credo di essere arrivata ormai al massimo di sopportazione. Vivo male, nonostante io sia una persona che ama la vita, che sa apprezzare la bellezza della semplicità che ci circonda, che si sofferma ad ammirare la magia delle novità. Eppure persiste in me un orribile sensazione di vuoto, di insoddisfazione, di rabbia, di delusione. Ammetto di essere una ragazza che forse si aspetta troppo da se stessa, dagli altri, dalla vita, ma al contrario di come dovrebbe essere, io ne vado fiera. Non voglio accontentarmi della superficialità e della mediocrità che tutto, dall'amico al governo, mi offrono. Come dici giustamente tu, ognuno di noi è un capolavoro e come tale deve essere trattato. Al contrario, io, mi sento sempre considerata un "oggetto". Ma sono stanca.
Invio a te queste parole perchè forse sei una delle poche persone capaci di comprenderle. Dopo aver finito la lettura delle tue lettere, mi ha invaso una grande forza, un'energia grazie alla quale, forse, riuscirò ad abbandonare l'accidia. Forse riuscirò a vivere come voglio. Forse riuscirò ad andare via. Forse riuscirò ad essere realmente felice.
Grazie,
a presto!
Carola

Cara Carola,

Quando avrai raggiunto la felicità ti mancherà la felicità degli altri. In realtà non esistono persone mediocri, ma solo uno sguardo mediocre sulle persone.
Cerca in chi ti sta di fronte, anche se si tratta di una persona danneggiata da un’esistenza ostile e insignificante, cerca le tracce di quando era un capolavoro, ovvero immaginalo all’età di quattro anni, quando viveva solo dando risposta ai propri desideri e ora magari è sommerso da una montagna di obblighi. Oppure immaginalo in Kirghisia, dove gli viene offerto un lavoro di tre ore al giorno a salario pieno e a diciotto anni, come a tutti, gli è stata regalata una casa…
Credi che in un paese deve la gente si sente amata possa esistere la mediocrità? Ecco, prova ad offrere amore a tutti e vedrai che sentendosi amati ritroveranno una loro fragranza.

Un caro saluto,

Silvano Agosti

 

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusioneche l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

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MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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