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DIARIO AZZURRO n.246 del 29.07.2008
di
SILVANO AGOSTI
LA
PULITRICE DI VETRI
Ieri
per la prima volta ho trovato un inspiegabile traffico al crocicchio
di via Baldo degli Ubaldi e via Candia.
Innazitutto va detto che nei mesi di luglio e agosto Roma diviene
per incanto una città non solo vivibile ma graziosa e i suoi
millenari misteri sgorgano innumerevoli tra le vecchie mura e i
monumenti, come fiori notturni, invisibili, dei quali si avverte
solo il colore antico e la magìa.
Durante l’estate il viavai delle automobili diviene civile
e proporzionato.
Ma ieri, d’improvviso un ingorgo inspiegabile, tanto più
che nessuno protestava, i clacson tacevano e la fila si muoveva
lenta ma in dolce armonia.
Quando è stato il mio turno ho capito. Una ragazza la cui
bellezza rimane indescrivibile, con gesti di rara eleganza, offriva
agli automobilisti di pulire il vetro anteriore delle macchine.
Un camicetta di seta azzurra, svolazzante al soffio del ponentino
Lasciava ogni tanto intravedere il bellissimo seno e gli sguardi
Di tutti, compreso il mio, si posavano con delicatezza sul suo straordinario
corpo.
D’improvviso, mentre con grande abilità la ragazza
si occupava del mio vetro, mi è venuto spontaneo parlarle
in russo. Infatti si trattava di un’ucraina e il nostro dialogo,
durato pochi minuti, è stato come una fresca ondata di sollievo.
“Come mai pulisci i vetri?”
“Sono la cosa più facile da pulire. Io sono laureata
in biologia ma qui da voi la mia laurea non conta nulla.”
“Perché sei partita dal tuo Paese?”
“Il mio uomo è stato ucciso dalla mafia russa il giorno
del matrimonio e io non sopportavo più di vivere nella stessa
città.”
Noto che rallenta i gesti e che sta cospargendo di acqua per la
terza volta il mio vetro.
Vorrei proporle di lavorare al mio cinema Azzurro Scipioni ma qualsiasi
tentativo di prolungare la conversazione mi risulta blasfemo.
Così, da vicino la sua bellezza è incomparabile, credo
di non aver mai visto un volto tanto soave e perfetto.
Gli altri automobilisti, pazienti, guardano e aspettano il loro
turno.
I sorrisi della ragazza sono ormai patrimonio comune.
Tolgo di tasca un biglietto da cinque euro e glielo porgo.
La ragazza fruga in una sorta di piccola borsa ed estrae quattro
monete da 1 euro e me le mette in mano.
Mi ha dato il resto mormorando un antico proverbio russo “La
bellezza non si paga.”
Questo senso delle proporzioni e l’infinita dignità
mi ricordano i due anni vissuti a Mosca, dove ho conosciuto un popolo
oppresso dalla dittatura, che conservava in ogni suo comportamento
il senso della misura e di una inesauribile onestà.
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Sto conducendo ogni lunedì al cinema Azzurro scipioni un
breve seminario di appena un’ora dal titolo DALL’IMPOTENZA
ALLA CREATIVITA’. I partecipanti propongono un progetto che
da tempo vorrebbero relizzare senza riuscirci e i presenti, coordinati
da me, cercano e quasi sempre suggeriscono una soluzione. L’intervento
più soprendente è stato quello di un ragazzo poco
più che ventenne che, quando è stato il suo turno,
con un filo di voce ha espresso il suo progetto mormorando “Io
vorrei riuscire a volare.” Lo ha detto con tale spontaneità
e convinzione che a tutti noi il progetto è parso assolutamente
plausibile e a me ha ricordato un gioco che faccio sin dall’infanzia
e che ho descritto nel finale del mio romanzo LA RAGION PURA.
“Nessuno
sa che ogni giorno vado a visitare le piu lontane provincie dell’universo.
Chiudo gli occhi. La mente si vuota.
Vedo me stesso da fuori. Poi mi allontano. Mi sento leggero, esco
dalla finestra e salgo verso l’alto. Ecco i tetti delle case.
Il quartiere, le vie che percorro ogni giorno, la città.
Un tepore umido mi avvolge. Sfioro le prime nubi. La campagna e
la periferia. Case e case. Automobili ormai piccole come insetti.
Avverto la sfericità del pianeta e l’azzurro tenue
che lo avvolge. Azzurro, la tonalità della vita. Il pianetà
azzurro. Salgo ancora. Oltre le periferie dei mondi abitati, dove
giacciono i detriti di civiltà gia morte. Cataste di divinità
pagane, tavole di leggi sociali disumane e corrotte.
Genocidi.
Monoteismi infiacchiti dall’ipocrisia. Simulacri di imperi
trascorsi.
Volo.
Mi inoltro con l’immaginazione in praterie vorticose di luce.
I colori sono densi al di là del sole, le oscurità
inaccessibili. Blocchi di meteoriti mi attraversano il corpo senza
ferirlo.
Le immagini sono definitive, i silenzi abissali.
Mi abbandono al gorgo del tempo e lascio che il mio corpo si estenda
agli spazi del cosmo.
Come se sapessi che oltre l’infinito raggiungerò finalmente
l’oceano del pensiero, nel quale la materia va da sempre alla
deriva. Se ciò accadra la mia vita diventerà ogni
cosa, sarò al tempo stesso lo spazio che attraverso e l’energia
che lacera l’infinito, sarò sia l’atto che il
ricordo. Percorro zone vastissime, ognuna di colore diverso. Vedo
me stesso irradiare i colori che attraverso. In questa immensità
provo a pensare di non essere mai nato e di abitare nel nulla.
Sempre avverto a questo punto il richiamo della terra, al mio essere
qui e umano.
Vagabondare negli spazi infiniti, il gioco iniziato nell’adolescenza
è divenuto la dimensione stessa della fantasia.
Ora mi sento equidistante da ogni momento della vita.
Vagare nell’infinito senza il peso del corpo e del tempo,
libera le emozioni dalla gabbia del presente e le placa.
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A una pittrice in via di guarigione
Rimarrò
fedele
Al profumo dei boschi,
al battito pudico
delle tue ciglia.
.
Vorrei tu riuscissi
A dipingere il tempo
E le ombre dei desideri
Vaganti sul tuo volto
in cerca di pace.
Quando
penso di baciarti
tu predisponi
le labbra e il respiro
a un delicato abbandono.
Rimarrò
fedele
Al rimpianto
delle tue assenze.
E tu finalmente,
ignorando la notte,
Darai eternità
Al mio giorno
E mi raggiungerai,
Come l’airone,
Planando sulle cime
Dell’attesa.
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Ecco la mail della settimana è di Irene Chiaramida irozza@hotmail.com
Caro Silvano,
questa volta sono qui a scriverti perchè vorrei condividere
con te queste domande che mi sto facendo in questo periodo.
Un mese fa a mio papà è stato diagnosticato un ipertiroidismo.
Certo, non è una patologia grave, e infatti i medici ci hanno
subito tranquillizzato dicendo che bastava seguire la terapia, assumere
dei farmaci che controllassero l' attività della tiroide,
fare le analisi ed tenere la situazione sotto controllo.
Ora, le analisi dicono che adesso, grazie alla terapia, i valori
sono tornati quasi nella norma.
Allora io mi sono domandata ed ho subito chiesto anche al nostro
medico: "Ma c'è un motivo per il quale la tiroide smette
di funzionare come dovrebbe?"
Ho notato che a questa domanda i medici, pur rispondendo: "No,
non è possibile individuarlo" (un po' come a dire: sono
cose che capitano!), in realtà non sono capaci di rispondere.
Allora sono andata a documentarmi. Devo dire che in pochissimo tempo
ho scoperto che la tiroide regola praticamente tutte le funzioni
del corpo (e forse si può togliere il praticamente).
E' una ghiandola importantissima che controlla il metabolismo del
corpo:
"Sono gli ormoni tiroidei a dire all'organismo quanto veloce
deve lavorare e come usare l'energia; essi inoltre hanno un ruolo
fondamentale nella crescita e nello sviluppo degli organi: regolano
la velocità dei battiti del cuore, il livello di colesterolo,
il peso corporeo, la forza muscolare, le condizioni della pelle,
la vista, il ritmo delle mestruazioni, lo stato mentale e tante
altre funzioni
La tiroide lavora come un impianto di termosifone: se c'è
sufficiente quantità di ormoni tiroidei in circolo, la ghiandola
smette di produrli (proprio come un termosifone che si ferma quando
c'è sufficiente calore nella casa). Quando il corpo ha bisogno
di più ormoni tiroidei, la ghiandola ricomincia a produrli.
L'ipofisi, una ghiandola situata alla base del cervello, lavora
come il termostato, dicendo alla tiroide quando aumentare o ridurre
la produzione ormonale. L'ipofisi invia l'ormone TSH alla tiroide
per dire che cosa deve fare.".
La velocità dei battiti del cuore.....
La vista.....
Lo stato mentale.....
Ahpperò!!!
E già da qui ho pensato: ma se solo i medici invece di prescrivere
soltanto la terapia riuscissero a raccontare ai pazienti quant'è
meraviglioso il funzionamento del loro corpo!!! Nessuno ha "raccontato"
amorevolmente a mio papà che cos'è la sua tiroide
e quante funzioni svolge!
Poi, ho cercato altri canali di informazione, ed ho scoperto che,
secondo molte tradizioni spirituali, le aeree in cui sono situate
le ghiandole endocrine sono punti molto particolari che sono in
relazione con il movimento e l'evoluzione della coscienza. Ad ogni
ghiandola endocrina corrisponde un Chakra. Le ghiandole sono sette,
anche i Chakra sono sette. Alla tiroide corrisponde il Quinto Chakra.
In ogni caso, mi piace molto come la fonte da cui ho preso queste
informazioni definisce il sistema endocrino:
"Tutti gli altri sistemi sono importanti, ma questo è
fondamentale. E' un sistema che sviluppa sostanze minutissime come
gli ormoni che sono paragonati all' energia nucleare (!).
E' sufficiente che una di queste ghiandole si ammali per sconvolgere
gli altri sistemi e funzionamenti."
Ora, sono solo all' inizio di questa ricerca che già mi affascina
molto, ma mi sembra che sia molto in linea con ciò che tu
ripeti spesso, e cioè che una persona felice porta con sé
un corpo felice.
E per essere felici, tu sostieni, basta poco: avere molti amici,
molti amori, non lavorare più di tre ore al giorno, avere
la possibilità di esplorare le opere paesaggistiche e pittoriche,
avere una casa, del buon cibo...
Mio papà lavora otto ore al giorno per tutti i giorni dell'
anno tranne sabato domenica e 4 settimane di agosto. Fumava 30 sigarette
al giorno, dopo il ricovero in ospedale avvenuto solo da un mese
sta tentando di smettere con scarsi risultati, quindi se prima erano
trenta adesso saranno nel migliore dei casi 15...
E' amareggiato dalla vita perchè il suo matrimonio non è
andato secondo i suoi (supposti) desideri, non si concede mai un
minimo di svago perchè secondo lui il divertimento costa....
Eppure, ahimé, non è un uomo antipatico, ha anche
molto senso dell' umorismo, e questa morale dell' obbligo e del
dovere gli si sta smorzando da quando io ho incotrato i tuoi scritti,
caro Silvano, e mi sono avvicinata di più a me stessa, impedendo
a chiunque (anche a mio padre) di sottopormi a questa morale del
dovere come unico vettore di vita, e riuscendo finalmente ad avvicinarmi
all' essere umano che c'è in mio padre... Da allora io e
lui ci facciamo spesso molte risate assieme, e parliamo.....
Solo alcuni anni fa in casa mia si comunicava esclusivamente attraverso
liti e urla e minacce e violenza.... un incubo vero e proprio...
Un inferno. Ed è in questo senso (e non solo, ma è
uno dei tanti...) che nella mia lettera di un po' di tempo fa parlavo
del fatto che intraprendere questo viaggio è un miracolo.
Non solo io sono una persona irriconoscibile da allora, ma persino
la mia famiglia è cambiata in modo sconvolgente....
Per tornare alla questione, di buono c'è che gli hanno concesso
un mese di mutua, che, legato alle ferie di agosto, significa 2
mesi di non-lavoro....
Sta riscoprendo il piacere di fare grigliate per i suoi fratelli
che lo vengono a trovare, si occupa del giardino, l'altro giorno
sono riuscita a portare, lui e mia mamma, ad uno spettaolo di teatro
di strada gratuito in cui gli artisti erano simpatici affabulatori
muniti di trombe, tromboni, sax e allegria, davvero bravissimi attori
e musicisti...
Sono riuscita a portarci lui, che pensa che il divertimento costi....
Insomma, sta riscoprendo la vita. Anche se forse solo per questi
due mesi.
Volevo chiederti se tu hai qualcosa da aggiungere come informazioni
per le mie ricerche. O se hai qualcosa da aggiungere, in generale.
Ti abbraccio sempre molto affettuosamente e già che ci sono
ti dico che mi piace moltissimo la poesia "To my fattest love",
grazie Silvano, davvero ricca di sensualità e di grazia,
solo tu sai esplorare tutte le espressoni dell' amore con così
meravigliose leggiadra e fantasia.
Grazie.
Irene
Cara Irene,
posso
solo aggiungere che quando scoprirai che in ognuno dei 4 milioni
e mezzo di globuli rossi che popolano un millilitro del nostro sangue
ci sono 300 milioni di molecole di emoglobina e ben 1 milione e
messo di atomi di ossigeno…
Il tuo stupore diventerà commozione e la tua commozione sarà
la rugiada del tuo sentimento per la vita.
Ti
abbraccio insieme ai non pochi miliardi di popoli che abitano nel
mio come nel tuo come in ogni organismo.
Silvano
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