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DIARIO AZZURRO n.295 del 12.08.2009
di SILVANO
AGOSTI
Memorie
Se qualcuno non ha
mai dialogato con un bambino di circa otto anni, intriso di energia
vitale e incapace a ogni livello di farsi domare, forse si stupirà
leggendo questa breve cronaca.
E’ un resoconto colmo di stupore che riguarda
il mio incontro con Olmo, figlio del fruttivendolo.
Sono seduto al tavolo del piccolo chiosco delle bibite quando un
bambino mi copre il volto con la sua ombra. Alzo il capo e vedo
di fronte a me un volto perfetto e sorridente.
“E’ vero che sei scrittore?”
“E’ vero che quando ne sento il bisogno, mi piace scrivere.”
“Anch’io voglio fare lo scrittore. Ho deciso di scrivere
le mie memorie.”
Un sorriso incontenibile mi appare sulle labbra.
“Sul serio, perché ridi?”
“Intanto non sto ridendo, si tratta di un sorriso e poi trovo
interessante che un bambino scriva le proprie memorie.”
“Ho già cominciato.”
D’improvviso Olmo diventa serio ed estrae dalla piccola tasca
dei pantaloni un foglietto stropicciato e me lo porge.
“Leggi e dimmi se va bene.” Mormora con severità.
Quando la vibrazione della sua voce si spegne nel rumore del traffico,
incomincio a leggere.
“Libro di Olmo. Capitolo uno : La prima pappa e Sarina.
E’ passato del tempo da quando non ero in grado di mettere
il cucchiaio in bocca e mangiare da solo. Ricordo che ogni volta,
quando la mamma mi imboccava alzavo la mano tentando di afferrare
il cucchiaio,
Ma lei scostava la mia mano e mi infilava il cucchiaio in bocca.
Ero felice quando un giorno ha suonato il telefono e per poter rispondere
la mamma mi ha messo in mano il cucchiaio. Doveva essere una telefonata
importante perché io, mentre lei parlava, mi sono ricoperto
la faccia, il collo di minestrina. Ricordo bene il calore del cibo
e la risata di mia mamma quando mi ha visto ricoperto di minestra.
Da quella volta però la mamma mi ha aiutato a mangiare da
solo.
Ma l’altra felicità l’ho provata dopo, insomma
l’altro giorno quando ho incontrato Sarina.
Uscendo da scuola ho inciampato nel gradino e sono caduto addosso
a una bambina. Si chiama Sarina e mi ha chiesto subito se mi ero
fatto male.
Ci siamo strizzati l’occhio insieme e adesso ci amiamo. Fine.”
“Complimenti, è il tuo primo racconto. Un po’
breve ma interessante.”
“Mi prendi in giro.”
“No, Olmo. Davvero hai scritto bene.”
“Come le intitolo le mie memorie?”
“Ti conviene intitolarle “Memorie del mio futuro”.
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La settimana scorsa ho trascorso qualche giorno a Corciano un piccolo
paese umbro, nei pressi di Perugia. Un gruppo di ragazzi. volonterosi
e appassionati ha organizzato la proiezione di due brevi film Caro
Sociologo e Il senso della lotta, un ritratto di Bruno Trentin.
Ho avuto modo di “toccare con mano” una sorta di delicata
commozione da parte dei presenti, di fronte a immagini e pensieri
relativi a quei dieci gloriosi anni che vanno dal 68 al 78. Eppure
si trattava di giovani, ragazzi che non potevano certo avere memoria
di quegli avvenimenti.
Il giorno dopo ho tenuto un seminario nell’aula grande del
consiglio comunale. Con mia grande sopresa essendo un lunedì
pomeriggio c’era molta gente e di ogni età. Abbiamo
sfiorato i temi classici che riguardano l’attuale organizzazione
dell’esistenza. Il lavoro, o eccessivo o assente, la convivenza
spesso problematica, il bisogno quasi sempre negato di libertà
e mi impressionava vedere a poca distanza da me, delle donne non
più giovani che annuivano con rasserenata partecipazione.
Daniele e Gabriele, i due organizzatori principali mi hanno testimoniato
tutto il loro affetto e così me ne sono tornato a Roma col
cuore rinnovato e leggero.
Mentre partivo Daniele mi ha regalato un bel libretto di Erri De
Luca ORA PRIMA, con questa dedica
“Hai stupito denunciando la disperazione e sconvolto lasciando
intravedere un po’ di felicità. Grazie.”
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Ieri sono ritornato
da Nova Siri, un minuscolo villaggio sulla costa Jonica dove approdava
uno stranissimo festival CINEMADAMARE.
Questo festival dura ben 45 giorni e parte dalla Sicilia, poi risale
tutto il sud fino a Nova Siri facendo tappa in vari centri, grandi
e piccoli del meridione. Ma la sua caratteristica principale, ed
è anche quella che lo rende veramente unico, consiste nel
fatto che un centinaio di giovani, provenienti da tutto il mondo,
seguono il percorso realizzando film che vengono poi man mano immessi
nella programmazione del festival.
E’ un vero e proprio workshop in continuo divenire. Ho tenuto
con loro tre incontri e ho scoperto una forte maturità critica
e creativa. Non mancavano neppure quelli che il cinema lo fanno
perché e solo perché è un gioco meraviglioso.
Giusto, perché no?
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La mail della settimana
Carissimo Silvano
anche se, come mi ripeti ogni volta, tu stai bene da quando hai
lasciato la tua casa a 17 anni, io te lo chiedo ugualmente, come
stai?
Sono Massimiliano, ormai il nome dovrebbe quantomeno esserti un
po' familiare, il ragazzo che lunedì scorso ha comprato "L'uomo
proiettile" per Antonietta, la ragazza che era con me, probabilmente
il piu grande dei miei amori, o se preferisci sono quello che ogni
tanto il lunedi ha piacere ad aiutarti con la lavagnetta del tuo
cinema.
Stavo in questi giorni ponderando molto sul mio futuro, ormai sono
arrivato ad un livello di saturazione a causa del lavoro che mi
ha fatto capire che tutta una vita così e' disumana e io,
capolavoro inenarrabile, non posso sprecare la mia sola esistenza
dietro ad un lavoro che mi occupa troppe ore.
Cosi, mi sono messo a ragionare sulle mie potenzialita', sulle mie
passioni e i miei piaceri.
Alcune idee sono venute fuori e devo dire che mi hanno piacevolmente
dato speranza di rinascita.
Filo comune di tutte le scelte e' il tornare a studiare e a questo
proposito vengo immediatamente al dunque:
Tra le varie possibilita' ho pensato anche di potermi esprimere
attraverso il cinema, proprio come fai tu con ogni tuo film.
Avresti una scuola di cinema, che pensi sia valida, da consigliarmi?
So come la pensi riguardo le scuole, ho letto "Il genocidio
invisibile" e proprio per questo lo sto chiedendo a te, che
per me sei diventato un ottimo amico.
Ti ringrazio di tutte le volte che mi hai aiutato a guardarmi dentro.
Spero che il tuo Agosto in giro per l'Italia ti dia tante soddisfazioni.
Ti auguro ogni bene e ci rivediamo a settembre.
Un saluto sincero
Max
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Caro Max,
Spesso la mia risposta
alla domanda “come stai ?” si rifugia nella battuta
che hai citato “sto bene da quando ho lasciato casa a 17 anni.”
Perché è un modo per non opprimere l’ascoltatore
con disagi e depressioni che non mancano certo in noi e intorno
a noi.
Ora rispondo solo in parte alla tua bella lettera per essere certo
di mettere a fuoco la tua richiesta principale “Avresti una
scuola di cinema, che pensi sia valida, da consigliarmi?
Penso che, come ci ha mostrato il neorealismo italiano e come spesso
ogni capolavoro suggerisce, la migliore scuola di cinema sia l’attenta,
quasi ossessiva osservazione della vita.
Poi devi chiederti come tradurresti in immagine tutto ciò
che di rilevante la tua memoria registra, cercando di renderla il
più possibile essenziale, proprio come fa la nostra memoria.
Se tu chiedi al ricordo di riportarti tua madre o un tuo fratello
o un amico, di certo vedrai emergere i volti o da una penombra delicata
o comunque senza che l’immagine contenga altro, a parte il
viso che hai richiesto di rivedere.
Spesso si compie l’errore di filmare una persona, magari in
un momento emotivamente importante e includere nell’immagine
ogni sorta di elementi estranei: un autobus che passa, magari una
porta schiusa, un quadro etc. il chè diminuisce la tensione
espressiva del volto che hai rappresentato. Si tratta quindi di
essenzializzare ogni immagine riferendola il più possibile
alla
propria esclusiva espressività.
Prima di congedare una immagine sarebbe bello chiedersi “Ma
è proprio quello che volevo rappresentare?”
Comunque, oltre alla osservazione della vita è importante
vedere i bei, grandi film della storia del cinema e magari, se potrai,
seguire il lavoro di qualche bravo autore, magari all’estero
e osservare le sue tecniche mentre tu stai elaborando le tue. Andare
a bottega, come si faceva nel rinascimento…
Un abbraccio,
Silvano
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Nei giorni 20 21 22 23 24
Saro a Sassari Presso
il Rebeccu film festival
per qualsiasi informazione chiamare Paolo Madeddu al numero 34949107553494910755
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Nei
giorni 20 21 22 23 24 AGOSTO Rebeccu Film Festival
in provincia di Sassari. Per informazioni Paolo Madeddu 3494910755
Il
giorno 28 agosto alla Casa del Cinema
di Roma, all'interno della rassegna
dei film musicati Ennio Morricone, presenterò il mio film
"Il giardino delle delizie", la cui colonna
sonora, come del resto di molti altri miei film, è dell'amico
Ennio Morricone.
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Credo
che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre
al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua
saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare
i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore
avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri
romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova
cultura, vasta e inarrestabile”.
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A
tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare
presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia
di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata
nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda
di un essere umano.
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Come
è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta
ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea
di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione
che l’essere umano è la realtà più sottovalutata,
più negata, più sfruttata e più sciaguratamente
sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com
ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario
“proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio
dell’Umanità” da parte di un Ente planetario,
come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte
e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa
in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco
che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che
la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio
dell’Umanità” ha effettivamente un valore che
giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare
alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente…
è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro
che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò
informati
MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di
aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino
ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio
dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia
associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo
si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre
di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”,
l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento
su di lui dovrà tener conto che quando una realtà
viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità”
diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà
e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati,
i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti
a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa,
il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello
mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati.
L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”,
troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale
è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino
a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente
dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la
possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre
forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere
umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità”
e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare
la dignità di questo capolavoro della natura che è
appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio
e di potere.
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UN’ALTRA NOTIZIA. LA
SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO
DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET
ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME
35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG
RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.
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Desidero
offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.
OLOCAUSTO
Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo
Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia,
etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime
dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior
numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città
vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero
i morti.

E
il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il
massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni –
perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è
mai successo'.
'Tutto
ciò che è necessario per il trionfo del male, è
che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo
è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo
nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo
di far emergere.
Sono
trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra
Mondiale.
Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni
di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti
cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati,
morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano
lo sguardo in altre direzioni.

Ora, più
che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto
è un mito”, è fondamentale fare in modo che
il mondo non dimentichi mai.
L’obiettivo
che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga
letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.
Sii
un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in
tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!
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