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» DIARIO AZZURRO n.292del 30.06.2009

di SILVANO AGOSTI

Il profumo della libertà

Ho sempre apprezzato che Remigio si chiamasse Remigio. Il suo procedere trascinando i piedi, i suoi abiti da sempre grigi, le labbra tremanti di timidezza, davano al nome Remigio una precisa legittimità.
Ogni giorno, puntuale come il filosofo Emanuele Kant che quando ogni giorno usciva alle tre in punto tutti gli abitanti di Koningsberg regolavano gli orologi, anche Remigio alle 10 in punto del mattino appariva sull’ampio marciapiede, trascinando i piedi e anche un cane, remissivo e stanco.
Oggi era solo.
“Com’è che oggi hai un aria triste?”
“Non lo vedi? M’è morto il cane.”
“Quanti anni aveva?”
“Diciannove.”
“Accidenti, l’età dei cani va moltiplicata per 7. E’ come se avesse avuto 133 anni.”
“Che c’entra io gli volevo bene. L’ho trovato quando mia moglie mi ha lasciato.”
“Non sapevo che eri sposato.”
“E come no, sposato in piena regola. Ma quando una donna sente il profumo della libertà, chi la tiene.”
Poi mi racconta del loro incontro.
Lui l’aveva avvicinata alla festa de Noantri e le aveva offerto una bibita. Poi si erano incamminati verso l’Isola Tiberina e al fresco della notte la ragazza lo aveva baciato.
Si erano dati appuntamento il giorno dopo a piazza Venezia, davanti al monumento al milite ignoto.
Dovevano vedersi alla 10 del mattino ma lei era arrivata alle cinque di sera e Remigio l’aveva aspettata per sette ore, sicuro che sarebbe venuta. Infatti lei era arrivata fresca e scintillante mormorando “Scusa ho avuto qualche problemino.”
Magicamente lui era certo che lei sarebbe prima o poi arrivata, magicamente lei era certa, dopo quel bacio nella notte, che lui l’avrebbe attesa.
“Perché poi ti ha lasciato?”
“Se l’è portata via un tizio che organizzava le corse dei cani. Viveva di scommesse e le ha comprato la pelliccia. Quando mai io avrei potuto comprarle la pelliccia. E’ andata così. Una mattina mi sono svegliato e il letto era vuoto. Vicino al cuscino c’era un cucciolo. Il cane.
Mi ha tenuto compagnia per diciannove anni.”
“Adesso cosa fai, ne prendi un altro?”
Remigio cammina a capo chino in silenzio e mi fa cenno di seguirlo a casa sua.
Un intenso profumo di fiori recisi ci avvolge mentre entriamo nel bicamere a pianterreno. Attorniata da 19 candele una piccola bara bianca è al centro del corridoio.
Cerco di assumere un atteggiamento di spontaneità e lo seguo senza chiedere spiegazioni sulla piccola bara bianca.
Mi fa strada fin nella camera da letto e da una campana di vetro toglie una foto consunta di una donna sorridente. Dietro la scritta. “Tornerò, aspettami.”

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Il nostro sito ha raggiunto gli 11.000 iscritti. Per festeggiare questo evento ho deciso di sottoporre ai lettori del mio Diario una domanda molto semplice, dato che uno di loro mi ha posto questo quesito “Caro Silvano che ne pensi dello Stato Italiano?
Domanda complessa e imbarazzante che esige quindi una risposta semplice e chiara. Eccola.
“Desidero stabilire un solo punto di analisi di questo Stato, un punto preciso e certo. Trascurando volontariamente le altre mille oscurità.
Lo Stato italiano diffonde sul proprio territorio un prodotto sul quale spicca un avvertimento per i suoi cittadini “attenzione questo prodotto ti uccide”. Non c’è scritto “potrebbe ucciderti” o “potrebbe farti male”, no direttamente e senza dubbi “questo prodotto ti uccide” e lo Stato, con tanto di sigillo, lo vende al povero cittadino per una somma che si aggira sui 4 euro.
Insomma, se ben si ragiona il cittadino compra dallo stato una propria morte prematura.
Ma per capire questo incomprensibile evento basta immaginare una madre che prepara ai suoi figli dei vasetti di marmellata sui quali si preoccupa di scrivere “attenti figli miei, questa marmellata vi uccide”. E se magari il più piccino riesce a chiedere “Mamma, perché fai le marmellate che ci uccidono?” Lei, la madre, magari ipocritamente potrebbe dire
quello che ha detto a me un direttore generale dei Monopoli di Stato “Ma mio caro, chiunque puo’ sempre decidere di non FUMARLE LE SIGARETTE CHE TI UCCIDONO.”
Vorrei che anche uno solo dei miei lettori potesse spiegarmi
che Stato è quello che appiccica il proprio francobollo con la propria effige su un prodotto che viene diffuso con la scritta IL FUMO UCCIDE.
Vorrei che qualcuno mi spiegasse che credito affettivo può avere una madre che offre ai suoi piccoli marmellate che li uccidono. Rimango in attesa.

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Vorrei che ognuno
Fosse più attento
Al pulsare del tempo
Vorrei che l’uomo
Sapesse di essere
Un’opera d’arte
Ineguagliata e, forse,
Ineguagliabile.

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La mail della settimana

Caro Silvano,
abbiamo letto della scomparsa di tua sorella Adriana e ci tenevamo a dirti che siamo molto dispiaciute per l'accaduto. Gli addii sono sempre brutti e tremendamente dolorosi. Ti siamo vicine di vero cuore così come tutti i giorni tu ci sei vicino attraverso i tuoi racconti, le tue idee, i tuoi sogni, la tua energia.
Noi ti dobbiamo tanto, grazie a te ha preso vita il nostro sogno condiviso di un mondo possibile.
Ti spieghiamo... siamo un gruppo di quattro ragazze del Sud (della provincia di Napoli per precisione), incastrate in quel genocidio invisibile che tu ben sai descrivere nei tuoi libri.
Lavoriamo nel sociale da tempo, per un numero di ore infinite che nemmeno contiamo più, per un misero stipendio che arriva se tutto va bene ogni sei mesi, ma con grande passione e soprattutto professionalità.
Toccando la sofferenza e il disagio ogni giorno con mano, ma soprattutto vivendo spesso la frustrazione di non poter fare altro che il possibile, abbiamo cominciato a sognare un mondo diverso, un mondo a misura di persona, attento ai bisogni di ogni singolo individuo, capace di riconoscere l’immenso valore dell’essere umano. Questo nostro sogno ha incontrato un giorno il tuo libro “Lettere dalla Kirghisia”, leggerlo per noi è stato come prendere aria e constatare di non essere sole perché qualcuno, tu, aveva immaginato e raccontato quello che noi ogni giorno sognavamo, in silenzio nel nostro cuore, di poter realizzare.
“Basta saper immaginare un’isola perché quest’isola incominci realmente ad esistere” - ce l’hai insegnato tu!
Ed immaginando quest’isola, il nostro sogno ha preso forma. Nel gennaio
2009 abbiamo costituito una Associazione di Promozione Sociale e l’abbiamo chiamata “Kirghisia”.
Kirghisia nasce con la volontà di perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini, promuovendo i principi della solidarietà sociale, della cittadinanza attiva e della sussidiarietà all’interno del tessuto sociale attraverso la realizzazione di attività che pongono al centro di ogni iniziativa innanzitutto il benessere reale degli esseri umani.
Tutte le attività della nostra Associazione si muovono sulla filosofia del tuo libro: il DonoAbbracci, il Dona libri, il Bookcrossing e la clown terapia sono le attività principali di Kirghisia.
In tutto quello che facciamo ci mettiamo la convinzione profonda che tutto, ma proprio tutto ciò che accade inizia da un sogno e soprattutto da un sogno condiviso. In questi mesi di iniziative portate avanti abbiamo incontrato tantissime persone, a tutte loro abbiamo raccontato la tua, la nostra, la loro Kirghisia. Non ci crederai, ma gli occhi di queste persone ogni volta si illuminavano di una luce nuova. Due sono diventati i segni distintivi dell’
Associazione: il fiore blu, per noi simbolo della libertà di esprimersi e di essere, e il libro dei sogni, un vecchio librone costruito da noi che ci portiamo dietro in ogni attività, dove le persone che incontriamo possono, se vogliono, lasciare scritto il loro sogno.
Sapessi che sogni disarmanti nella loro semplicità e altrettanto difficili da realizzare nel quotidiano genocidio ha raccolto il Libro dei Sogni in questo periodo.

Grazie Silvano, grazie perché ci hai regalato il coraggio di osare oltre che di sognare e immaginare.

Ti abbracci-amo di cuore.
Per l’Associazione Kirghisia,
Angelapina, Mara, Maria Anna e Michela
assokirghisia@libero.it
P.S. Volevamo dirti che per quanto riguarda la tua richiesta alle Nazioni Unite di riconoscere l’essere umano “Patrimonio dell’umanità” noi ti appoggiamo pienamente, anzi siamo disposte nel nostro piccolo a darti una mano se possiamo esserti utili.


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Quello che state facendo voi, care ragazze lo stanno facendo diecine di milioni di persone, tutti quelli che a modo loro operano per migliorare illivello di vita dell’umanità. Voi non li conoscete e forse non li incontrerete neppure mai, ma ci sono ed è con loro che voi dovete emotivamente operare.
Io vi ringrazio a nome del popolo kirghiso.
Chi è il popolo Kirghiso? Chiunque dia la priorità assoluta al diritto alla vita.
Tutti gli altri diritti sono contenuti nel diritto alla vita.
Ora vi abbraccio

Silvano Agosti

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ALTRI SETTE GIORNI DI DURATA

Vorrei offrire ai lettori del diario che abitano a Roma la gradevole opportunita’ di visitare la mostra di pittura della giovane pittrice Stefania Orru’ che penso stia realizzando una ricerca figurativa di particolare originalita’ e talento. la mostra e’ aperta tutti i giorni in via delle colonnette numero 20 a Roma una traversa di via del corso partendo da piazza del popolo (la terza a destra, la via proprio di fronte all’ingresso dell’ex ospedale San Giacomo) la mostra e’ doveva terminare il 20 giugno ma, visti gli indici di gradimento, è stata prorogata fino al 7 LUGLIO presso la galleria “l’Indicatore”. I quadri di Stefania entrano in voi e vagano, non solo nella mente ma in tutto il corpo, frugandovi nell’intimo alla ricerca di una qualsiasi traccia di vita.
Poi le sue immagini, i suoi volti incantati non vi abbandonano più.

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Credo che ogni pittore dovrebbe avere una sua piccola galleria dove esporre al mondo i suoi quadri e così pure ogni musicista la sua saletta di concerto e ogni cineasta il suo piccolo cinema dove mostrare i propri film e i film più amati del passato e ogni scrittore avere la sua piccola casa editrice con la quale stampare i propri romanzi. Così potrebbe nascere, senza intermediari, una nuova cultura, vasta e inarrestabile”.

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A tutti gli amici che minacciano di farmi dei regali chiedo di andare presso una qualsiasi libreria Feltrinelli, acquistare una copia di Lettere dalla Kirghisia e regalarla alla prima persona incontrata nella via con sul viso l’espressione misteriosa e profonda di un essere umano.


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Come è ormai noto ho avviato presso le Nazioni Unite la richiesta ufficiale di nominare L’Essere Umano “PATRIMONIO DELL’UMANITA’”
Ecco il primo messaggio
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di osservare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano è la realtà più sottovalutata, più negata, più sfruttata e più sciaguratamente sottomessa del pianeta.
Con l’adesione di molti iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura. Chiedo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione.
Silvano Agosti
Ho ricevuto una gentile risposta da parte di una Funzionaria dell’Unesco che mi ha inviato un modulo che va compilato a dimostrazione che la realtà per cui si richiede la definizione di “Patrimonio dell’Umanità” ha effettivamente un valore che giustifichi una tale definizione.
Quindi ora mi metterò d’impegno cercando di dimostrare alla commissione preposta che l’essere umano effettivamente… è, anche solo come macchina biologica, il massimo capolavoro che la natura abbia finora raggiunto. Cari amici Vi terrò informati

 


MESSAGGI PERMANENTI
Ho deciso di spiegare ai miei simili perché chiedo loro di aiutarmi a far sì che L’UNESCO o LE NAZIONI UNITE dichiarino ufficialmente e solennemente l’essere umano “Patrimonio dell’Umanità”.
Ho ricevuto molte mail di assenso a questi intenti, chiunque voglia associarsi mi scriva a questo indirizzo silvanoagosti@tiscali.it
Chiunque può aiutare il raggiungimento di questo obbiettivo si metta in contatto con me silvanoagosti@tiscali.it
Se ciò accadrà, come è accaduto per la Torre di Pisa o il Pantheon nominati “patrimonio dell’umanità”, l’essere umano diverrà intoccabile. Qualsiasi intervento su di lui dovrà tener conto che quando una realtà viene dichiarata “Patrimonio dell’umanità” diviene inalterabile. E allora finalmente sì capirà e sarà evidente che non esistono gli operai, gli impiegati, i mariti, i Papi, i ragionieri, ma solo degli esseri umani costretti a fare l’operaio, il ragioniere, l’impiegato, il Papa, il marito etc. L’essere umano potrà esprimere a livello mondiale i propri diritti elementari e chiedere che vengano rispettati. L’essere umano, nominato solennemente “Patrimonio dell’umanità”, troverebbe naturale che le strutture pubbliche del paese nel quale è nato si occupassero di lasciarlo crescere in pace fino a 18 anni, procurargli un’abitazione che lo renda indipendente dallo spazio familiare, un lavoro di breve durata quotidiana e la possibilità di conoscere il mondo. Uniamo dunque le nostre forze di alleati della vita con lo scopo di far attribuire all’essere umano la qualifica di “Patrimonio dell’umanità” e vediamo se qualcuno avrà ancora il coraggio di affogare la dignità di questo capolavoro della natura che è appunto l’essere umano, in un oceano nerastro di petrolio e di potere.

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UN’ALTRA NOTIZIA. LA SOLA CHE I TELEGIORNALI DOVREBBERO DARE OGNI GIORNO ALL’INIZIO DI OGNI TELEGIORNALE O GIORNALE RADIO E’:
“SIGNORI E SIGNORE, COME POTETE CONSTATARE ANCHE IN INTERNET ATTRAVERSO GOOGLE, ANCHE OGGI, COME OGNI GIORNO, MORIRANNO DI FAME 35.000 BAMBINI.
DANDO QUESTA NOTIZIA GLI ABITUALI NECROLOGI FINTO PATETICI DEI TG RIVELEREBBERO TUTTA LA LORO IPOCRITA FUNZIONE.

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Desidero offrire questa mail al mio Diario, a perenne memoria.



OLOCAUSTO

Esattamente, come è stato previsto circa 60 anni fa…
E’ una questione di Storia ricordare che, quando il Supremo Comandante delle Forze alleate (Stati Uniti, Inghilterra, Francia, etc.), Generale Dwight D. Eisenhower, incontrò le vittime dei campi di concentramento, ha ordinato che fosse fatto il maggior numero di foto possibili, e fece in modo che i tedeschi delle città vicine fossero accompagnati fino a quei campi e persino sepellissero i morti.

E il motivo, lui l’ha spiegato così: 'Che si tenga il massimo della documentazione –
che si facciano filmati – che si registrino i testimoni – perchè, in qualche momento durante la storia,
qualche idiota potrebbe sostenere che tutto questo non è mai successo'.

'Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla'. (Edmund Burke)

Questo è un presagio spaventoso sulla paura che si sta diffondendo nel mondo, e che così facilmente ogni Paese sta permettendo di far emergere.

Sono trascorsi più di 60 anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.

Questa e-mail viene inviata come una catena, in memoria dei 6 milioni di ebrei, 20 milioni di russi, 10 milioni di cristiani, e 1900 preti cattolici che sono stati assassinati, massacrati, violentati, bruciati, morti di fame e umiliati, nel mentre la Germania e la Russia volgevano lo sguardo in altre direzioni.


Ora, più che mai, a fronte di qualcuno che sostiene “L’Olocausto è un mito”, è fondamentale fare in modo che il mondo non dimentichi mai.

L’obiettivo che si vuole raggiungere inviando questa e-mail è che venga letta
da, almeno, 40 milioni di persone in tutto il mondo.

Sii un anello di questa catena e aiuta ad inviare l’e-mail in tutto il mondo.
Traducila in altre lingue se necessario!

 

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