|
|
»
ANALISI DEI LUNGOMETRAGGI DI SILVANO AGOSTI
a
cura di Filippo Schillaci
"N.P. Il segreto" (1971, colore)
Il soggetto appartiene al
filone di quella che negli anni ‘50 veniva chiamata fantascienza
sociologica, o antiutopia. Una invenzione che consente la completa
automazione delle fabbriche e la produzione della ricchezza senza
l’intervento del lavoro umano fa sì che gli operai
possano vivere di un sussidio governativo senza dover piú
trascorrere le proprie giornate vincolati alla catena di montaggio.
Una situazione apparentemente ideale, ma in realtà la ricchezza
prodotta in questo modo non basta per tutti, e così, grazie
all’opera discreta ed efficace del governo, la gente comincia
silenziosamente a sparire.
Agosti afferma di avere, per questo film, commesso l’errore
di sacrificare il suo senso estetico alle esigenze del soggetto.
Più esattamente, di aver mirato a uno stile il più
possibile cronachistico. Non si è tuttavia spinto fino in
fondo su questa strada, e il risultato sta dunque da qualche parte
fra il cinema di poesia e il documentario. Ma il punto intermedio
fra l’uno e l’altro non è che il film d’azione,
e tale è infatti il risultato cui Agosti è giunto
in quest’opera che puó essere considerata il meno personale
dei suoi film.
»
Analisi
dei film: Indice
generale
|
|