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ANALISI DEI LUNGOMETRAGGI DI SILVANO AGOSTI
a
cura di Filippo Schillaci
"Purgatorio" (t. o.: Skarseld, coregia con M. Meschke,
1973, col.-b/n)
Una rivisitazione della figura
di Dante Alighieri pensato come metafora dello scrittore d’opposizione
all’interno della società occidentale contemporanea.
Il film prende l’avvio da un contrappunto fra la vicenda originaria
dell’attraversamento poetico del mondo dei morti e l’odissea
psichiatrica di uno scrittore "non pubblicabile" che vive
la prima sotto forma di ricorrenti allucinazioni, manifestazioni
a loro volta di un processo di identificazione con il poeta fiorentino.
E’ un’opera complessa, in cui si intrecciano molteplici
argomenti, dalla malattia mentale al rapporto con la morte, alla
condizione delle società occidentali, sorretta da una altrettanto
complessa componente figurativa, facente spesso ricorso a sovrimpressioni
anche multiple, raffiguranti le visioni interiori. Il tema portante
è quello della posizione dell’intellettuale di fronte
al mondo esterno, agli altri, il suo isolamento e la debolezza che
ne consegue (´ho bisogno di armi piú efficaci delle
paroleª, dice lo scrittore a se stesso) ma soprattutto è
l’enunciazione di una sorta di "filosofia della speranza"
alla Ernst Bloch: il mondo visto come una sorta di Purgatorio, dove
le sofferenze della lotta (rivoluzionaria) hanno senso poiché
la lotta stessa ne ha.
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Analisi
dei film: Indice
generale
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