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ANALISI DEI LUNGOMETRAGGI DI SILVANO AGOSTI
a
cura di Filippo Schillaci
"L’uomo proiettile" (1995, col.)
"Liberare il lavoro o
liberarsi dal lavoro" era il titolo di un convegno realizzato
molti anni fa non ricordo più da chi. Agosti propende per
la seconda ipotesi immaginando un uomo che, ritenendo il tempo della
propria vita il suo patrimonio più prezioso, non accetta
la schiavitù delle ore dominate dal lavoro e sceglie il mestiere
"libero" di uomo proiettile in un circo. Ma non è
l’utopia sociale (realizzabile o irrealizzabile che sia) di
un mondo senza lavoro obbligato il tema di questo film bensì
un’altra libertà, forse ancora più lontana dalla
pratica quotidiana: quella dell’amore privato dell’oppressivo
sentimento di possesso sulla persona amata.
Fra l’uomo proiettile e la sua assistente nasce un rapporto
d’amore, cui poco dopo la donna pone fine per andare a vivere
con un altro uomo. La gelosia e il suo superamento (´come
posso amarla senza soffrire?ª è la domanda che l’uomo
si pone ripetutamente) costituiscono la vicenda, nuovamente tutta
interiore, del film.
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Analisi
dei film: Indice
generale
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